DNB scommesse 2026: il pareggio non punisce chi ha scelto il segno
Un segno 1 o un segno 2 che non si perde sullo 0-0 e sull’1-1: è questo il patto del DNB, e la prima cosa che il patto taglia è la quota.
Ottobre 31, 2026 — Concessioni confrontate con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), ex AAMS.
Formato, mercato, copertura: come è costruito un DNB
Chi cerca «dnb scommesse» cerca quasi sempre una traduzione. La trova presto: Draw No Bet, o «rimborso in caso di pareggio», è la variante del mercato a due esiti in cui si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) oppure della squadra in trasferta (segno 2), e il pareggio chiude la schedina senza vincitori e senza vinti. La scommessa va a rimborso. C’è però una seconda traduzione, meno cercata e più utile, che non è linguistica ma economica: chi pronostica un segno in un testa-a-testa a tre esiti non sta comprando la stessa probabilità di chi lo pronostica in un mercato a due. Il DNB toglie un esito dal tabellone — il pareggio — e lo restituisce in denaro. Quell’operazione si paga, e si paga nel prezzo.
Il meccanismo si vede meglio mettendo i due mercati uno accanto all’altro. Nel 1X2 lo stesso pronostico convive con un terzo esito possibile; nel DNB quel terzo esito non esiste più, ma esiste un’uscita di sicurezza che nel 1X2 non esiste. Chi sbaglia il segno nel DNB perde la posta, come nel 1X2; chi indovina vince, come nel 1X2; chi vede un pareggio recupera il capitale, cosa che nel 1X2 non accade. La differenza tra le due quote, quando lo stesso bookmaker le pubblica entrambe, è il prezzo di quella polizza sul pareggio. Non c’è un tasso fisso, e non c’è un regolamento unico: cambia con il bookmaker, con la partita e con quanto quel pareggio è considerato probabile dal mercato.
Vale la pena dirlo subito, perché è la trappola più comune: il DNB non è un mercato con tre esiti. È un mercato con due esiti e una restituzione condizionata. Chi lo legge come «1X2 senza il segno X» si aspetta una quota simile a quella del 1X2 sullo stesso segno e resta sorpreso dal prezzo più basso. Chi lo legge come una copertura si aspetta una quota simile a quella dell’handicap asiatico a handicap 0 e trova due prodotti che, dal punto di vista del risultato finale sul conto, si comportano allo stesso modo. La somiglianza non è casuale: sono due strade che portano allo stesso esito economico, costruite da due mercati diversi.
Il precedente che spiega tutto: l’handicap asiatico a handicap 0
Nell’Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale. Trascritto in parole povere: nessuno vince, tutti tornano a casa con quello che avevano. Il DNB fa la stessa cosa in un mercato che non si chiama handicap e che non ha un handicap da azzerare. Sul piano pratico è la stessa copertura; sul piano della schedina sono due voci separate, e chi cerca la copertura può trovarne una sola delle due a disposizione su un certo evento.
La differenza tra i due si annida nei casi limite. Un rinvio, una partita sospesa, un risultato deciso ai supplementari: qui i due mercati possono divergere, perché il regolamento di uno può dire cose che quello dell’altro non dice. E il DNB, come si vede tra poco, ha un regolamento scritto con precisione proprio su questo punto — la durata dell’evento presa a riferimento.
L’altra differenza è nella forma della quota. In un mercato a due esiti come il DNB il margine del bookmaker si nasconde in due prezzi soltanto, ed è più facile da calcolare; in un mercato a tre esiti come il 1X2 si nasconde in tre. Il conto lo facciamo tra poco su due quote uguali, che è il modo più pulito di mostrare quanta parte di ogni euro giocato non torna mai indietro.
Cosa conta davvero nella scelta del bookmaker per un DNB
Chi scommette DNB cerca una cosa sola: che la copertura costi poco. Il costo della copertura non si vede dalla quota in sé, ma dalla differenza tra la quota DNB e la quota del mercato a tre esiti sullo stesso segno — e quella differenza, per la maggior parte degli operatori italiani, va letta direttamente nel palinsesto, partita per partita, perché nessun regolamento la fissa.
Da qui discendono i criteri che, in una comparazione, contano davvero: la profondità del palinsesto sul calcio e sugli altri sport dove il DNB esiste; la presenza del mercato anche sulle frazioni di partita; la chiarezza con cui l’operatore scrive quando il rimborso scatta e quando no; e la rapidità con cui il rimborso rientra nel conto di gioco. Un operatore che pubblica il DNB solo sui grandi campionati serve male chi segue tennis, basket o volley; un operatore che lo pubblica dappertutto ma non spiega la regola dei tempi regolamentari serve male chi scommette sulle coppe.
Un mercato a due esiti, due prezzi e un solo margine
Il modo più diretto per capire quanto costa il DNB è fare il conto su un mercato a due esiti qualunque. Prendiamo un esempio illustrativo, non una quota realmente quotata da nessun operatore: due esiti a 1,90 e 1,90. Il conto che segue non descrive nessuna partita e nessun bookmaker; descrive la struttura.
La quota 1,90 corrisponde a 1 diviso 1,90, cioè a poco più del 52,6 % implicito per ogni esito. Sommando i due esiti si arriva al 105,3 % circa: il mercato chiede più di quanto distribuisce. Il payout di quel mercato è 1 diviso la somma dei reciproci delle due quote, cioè circa il 95 %: su ogni 100 unità giocate su quel mercato, il bookmaker ne restituisce in vincite circa 95. Il margine è quel che resta, intorno al 5 %. Su un mercato a tre esiti con lo stesso margine la somma dei reciproci sarebbe la stessa, ma distribuita su tre prezzi invece che su due, ed è per questo che nel 1X2 la quota risulta più alta: il bookmaker non regala nulla, semplicemente ha un esito in più su cui caricare la propria percentuale.
Il numero va preso come una banda, non come una cifra esatta, perché il margine di un mercato reale non è una costante: dipende dall’evento, dal campionato, da quanto il bookmaker teme il denaro informato su quella partita e da quanto vuole attirare volume su una partita di cartello. Su un mercato a due esiti come il DNB il margine effettivo può stare sotto il 5 % come sopra, e su una partita di nicchia può salire parecchio di più. La differenza tra il 95 % e l’85 % di payout non è teorica: è la differenza tra perdere, sul lungo periodo, cinque unità ogni cento giocate e quindici.
Ecco perché l’esempio con due quote uguali è utile: rende visibile che il margine non è una proprietà della quota ma della coppia di quote. Chi confronta due operatori guardando solo il prezzo del segno preferito non sta confrontando i due mercati, sta confrontando metà di ciascuno. L’altra metà — il prezzo dell’esito opposto — è quello che dice quanto l’operatore si trattiene.
Fondamenti: regolamento, tempi e frazioni di partita
Il DNB si gioca, in Italia, su operatori che hanno una concessione ADM e un regolamento pubblicato. Quel regolamento è la parte della schedina che nessuno legge e che decide le partite discusse.

Cosa copre un DNB su una partita di calcio
Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. La formula è quella del regolamento di casa, non una regola di legge, ma indica bene come va letta la maggior parte dei regolamenti italiani: il DNB sul calcio non tiene conto dei tempi supplementari e non tiene conto dei rigori. Chi copre una partita a eliminazione diretta con un DNB sta coprendo novanta minuti, non la qualificazione.
Il Draw No Bet di William Hill, come definito, assegna la vittoria al segno 1 o al segno 2, rimborsando la giocata in caso di pareggio. Detto così sembra una regola ovvia; in realtà è la definizione operativa del mercato, e va letta insieme alla regola dei tempi regolamentari per capire cosa succede a una partita che finisce 1-1 nei novanta minuti e 2-1 dopo i supplementari. Con quel regolamento, il pareggio dei novanta minuti resta un pareggio: la posta torna indietro anche se poi qualcuno ha vinto la partita.
Lo stesso operatore offre il Draw No Bet anche su singole parti della partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. È la versione più interessante del mercato e anche la meno pubblicizzata, perché sposta il problema della durata dal regolamento alla singola riga della schedina: se il mercato è «primo tempo», il riferimento è il primo tempo e non la partita. Chi sceglie quella riga deve controllare che il riferimento scritto accanto alla selezione sia davvero quello che crede.
Il DNB non è solo calcio. Nel basket il Draw No Bet di William Hill si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata. Il basket porta con sé una particolarità che il calcio non ha: il pareggio alla fine dei tempi regolamentari è raro ma non impossibile, e proprio per questo un DNB sul basket è un mercato con una coda di rimborsi molto più sottile di quella di un DNB sul calcio. La copertura c’è, ma copre un evento che accade di rado — e la quota, di conseguenza, resta vicina a quella di un mercato a due esiti senza copertura.
La regola che riguarda tutti i mercati, non solo il DNB
C’è un principio generale, scritto nei regolamenti delle scommesse a quota fissa, che vale ogni volta che il mercato non prevede l’esito che si è verificato: se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante ha diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato; nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. È la norma che tiene in piedi il DNB come categoria e non come eccezione: il rimborso non è un favore commerciale, è la conseguenza di un mercato che non contempla un esito.
Per il giocatore di multiple questa riga vale più di tutte le altre. Una multipla con dentro una selezione DNB finita in parità non salta e non dimezza: la selezione esce dal calcolo, e la quota finale viene ricalcolata su quello che resta. Chi ha costruito una multipla da cinque selezioni e ne vede cadere una sul pareggio si ritrova con una multipla da quattro, non con un biglietto bruciato. È un vantaggio reale rispetto a una multipla costruita solo su 1X2, dove il pareggio è un esito perdente come gli altri.
DNB e copertura: cosa resta scoperto
Il DNB copre il pareggio e nient’altro. Non copre la sconfitta, non copre un risultato deciso ai supplementari, non copre un evento rinviato o sospeso oltre quanto dica il regolamento dell’operatore, e non copre la propria scelta sbagliata. Chi usa il DNB come se fosse un’assicurazione generale sta comprando un prodotto che fa una cosa sola.
La lettura più onesta del mercato è questa: il DNB serve quando si ha un’opinione sul segno e si considera il pareggio un esito non improbabile ma non meritevole di una giocata separata. Chi il pareggio lo teme davvero ha un’altra strada, la doppia chance, che copre due esiti su tre e costa di conseguenza. Chi non ha un’opinione sul segno non ha motivo di usare il DNB: la copertura non crea un vantaggio dove non c’è una lettura.
Criteri e classifica: come si mettono in fila dieci operatori con concessione ADM
Mettere in fila dieci operatori non significa stabilire chi è il migliore in assoluto: significa dire su quali misure uno è davanti all’altro, e su quali non c’è nulla da dire. Le misure che contano per un DNB sono quattro: il prezzo del mercato a due esiti rispetto al mercato a tre, la profondità del palinsesto (campionati, sport, frazioni di partita), la chiarezza del regolamento su durata e rimborso, e la qualità degli strumenti di controllo del conto — limiti, autoesclusione, accesso ai propri movimenti.
Che cosa dice il numero di concessione
Ogni operatore che serve giocatori italiani con una concessione per il gioco a distanza la pubblica nelle proprie condizioni. Il numero e la società che lo detiene sono la prima riga di ogni scheda qui sotto, e non sono un dettaglio burocratico: sono l’unico modo per collegare un nome commerciale a un soggetto giuridico. La società che detiene la concessione raramente porta il nome del marchio — ne è la prova il fatto che una stessa società può gestire più siti .it — e questa separazione è la ragione per cui il numero va cercato nelle condizioni e non dedotto dall’insegna.
Che cosa dicono le condizioni degli operatori
La seconda colonna di ogni scheda riporta, in sintesi e con le parole dell’operatore, quello che le sue condizioni stabiliscono sul tema di questa pagina. Dove le condizioni non aggiungono nulla di specifico sul mercato a due esiti, la colonna resta vuota — e una cella vuota dice la verità, non una mancanza: significa che su quel punto le condizioni non prendono posizione, e che il regolamento va cercato direttamente nella pagina del mercato al momento della giocata.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Che cosa stabiliscono le condizioni dell’operatore sul tema |
|---|---|---|
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | — |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | — |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Nel Draw No Bet si punta sul segno 1 o sul segno 2, con rimborso in caso di pareggio; il riferimento è il punteggio al termine dei tempi regolamentari, 90 minuti più recupero |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | — |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati dal mercato, il giocatore ha diritto alla restituzione dell’importo giocato; nelle multiple la maggiorazione si ricalcola escludendo la selezione |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | — |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | — |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | — |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | — |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | — |
La prima cosa che salta all’occhio è quanto poco le condizioni generali dicano del singolo mercato. Non è pigrizia editoriale degli operatori: il regolamento sportivo è un documento separato dalle condizioni contrattuali, e il DNB vive lì. Chi vuole sapere, prima di giocare, se un rimborso scatta su un certo evento deve aprire il regolamento sportivo di quell’operatore, non le condizioni generali del conto. È il primo posto dove si perde tempo, ed è anche il primo posto dove si scoprono le sorprese.
La seconda cosa da notare è che la presenza sulla lista ADM non dice nulla su che cosa quell’operatore offra davvero. L’elenco non ha una colonna per i giochi: un nome lì sopra non dimostra da solo che il sito abbia un’offerta di scommesse sportive, e un posto in una comparazione non è una concessione. Il modo di verificarlo è il sito dell’operatore e la sua app, dove il palinsesto è visibile prima di qualsiasi deposito.
Normativa e vigilanza: cosa cambia quando la concessione c’è
In Italia la domanda giusta non è se un bookmaker sia «sicuro», ma se abbia una concessione. Il resto discende da lì, ed è il motivo per cui questa parte viene prima di qualsiasi giudizio sul prodotto.

Chi rilascia la concessione e come si verifica
Il regolatore è l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» al primo riferimento, perché il mercato continua a dire «AAMS». Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze aperte: non si richiedono, si vincono.
L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (betting exchange); bingo. Il comma 3 fissa a nove anni, senza rinnovo, la durata massima della concessione, che può coprire uno o più di questi giochi; tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro ciascuna e nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può detenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l., per esempio, gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.
Il punto pratico: la concessione è per sito, non per azienda. Chi trova il numero di concessione di un marchio e lo ritrova su un sito diverso della stessa società non ha trovato una scorciatoia, ha trovato due concessioni diverse. E chi non trova un marchio nell’elenco non ha la prova che sia illegale — ha la prova che non è tra i concessionari autorizzati a operare in Italia a quella data. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026.
Che cosa si può scommettere e su quali eventi
La scommessa sportiva a quota fissa è il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore. L’articolo 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e delle tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM; una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
Il calcio è sempre nel palinsesto; tutto il resto è una variabile. Il DNB è una tipologia di scommessa che deve stare in quel programma approvato, e la sua disponibilità su un dato campionato o una data competizione dipende da cosa l’operatore ha inserito — non da una regola generale.
Gli eventi simulati sono un capitolo a parte: l’articolo 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come gli eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato, ammessi all’interno di una concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti degli operatori stanno lì. Sono scommesse a quota fissa, ma non sono sport giocato da persone, ed è bene che il lettore lo tenga presente quando confronta un prezzo sul calcio con un prezzo su un campionato virtuale.
L’ippica, invece, è due cose diverse nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’articolo 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria. Se un operatore offra online i totalizzatori dell’ippica nazionale è un dato che non risulta.
Il betting exchange, o punta e banca, è ammesso come gioco separato: il giocatore può essere chi punta o chi banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritto come il primo operatore italiano su questo terreno, con la concessione 16028. Le regole di commissione dell’exchange e quali operatori lo gestiscano oggi sono un terreno poco documentato, e un’eventuale apertura di conto sull’exchange italiano porta con sé regole aggiuntive proprie di quel prodotto.
Le scommesse sugli eventi che coinvolgono minori sono coperte da un provvedimento del direttore dell’ADM che richiama il DM 111/2006, il cui contenuto non è noto. Un tetto statale in euro sulle puntate sportive non risulta: gli strumenti che vincolano davvero il giocatore sono i limiti che il giocatore stesso sceglie.
Limiti, autoesclusione e quello che il RUA cambia
L’articolo 15, comma 1 prevede una serie di strumenti: auto-limitazione di tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore in base a protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un obbligo informativo: ogni concessionario destina lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
In pratica, al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, l’effetto immediato di una riduzione e un’attesa di sette giorni per un aumento. È il punto in cui la maggior parte dei giocatori scopre, con disappunto, che abbassare un limite è un clic e alzarlo è una settimana.
L’autoesclusione è il secondo pilastro. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. Chi si autoesclude chiude la porta a tutto il mercato legale italiano in un colpo solo, e la riapre solo alla scadenza. I siti senza concessione non sono collegati al RUA: lì un giocatore autoescluso è, di fatto, non protetto. È la differenza più concreta che una concessione porta con sé.
Quanto ai periodi, le condizioni degli operatori parlano di autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra breve è la novità interessante: sette giorni sono il tempo di una pausa, non di una cura, e rendono lo strumento utilizzabile prima che un problema diventi un problema serio. La durata indeterminata con revoca a nove mesi protegge chi ha bisogno di più di una pausa.
Un terzo strumento vive nelle condizioni di alcuni operatori: in registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato. Nella pratica di questo operatore il limite non è un’opzione nascosta nelle impostazioni: è una schermata di registrazione, e non si attraversa senza compilarla.
Sull’identificazione vale la stessa logica: un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. SPID e CIE sono tra i metodi che alcuni operatori mettono a disposizione; senza SPID l’account va comunque validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Chi apre un conto con la procedura classica e poi dimentica la verifica del documento scopre il blocco nel momento peggiore: quando prova a prelevare.
Pubblicità, bonus e quello che resta fuori dal mercato legale
Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (conv. L. 96/2018), è in vigore. L’ADM lo richiama il 28 febbraio 2024 con una formula che non lascia spazio: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio.
Sul fronte sanzionatorio, il 2025 si è chiuso senza sanzioni accertate dall’AGCOM per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. In parlamento è stata proposta, ma non approvata, una modifica alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, per esempio sulle sponsorizzazioni: al momento il divieto è in vigore.
C’è una distinzione che il dibattito pubblico confonde spesso: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus. Non risulta né un tetto statale ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni del singolo operatore.
La tassazione merita una precisazione perché è la voce che i giocatori fraintendono di più. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025) è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Per il giocatore, invece, le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore parla di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione prudente è la stessa che vale per qualsiasi questione fiscale personale: consultare un commercialista.
Il quadro cambia del tutto per le vincite ottenute su siti privi di concessione o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Sul fronte dell’offerta illegale, l’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; fornitori di servizi internet e prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta e i mirror ricompaiono nel giro di poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati»: spariti dalla vista, non necessariamente dal web.
Il lato del giocatore è quello che pochi conoscono. L’ADM, il 28 febbraio 2024, ricorda che la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un giocatore non risultano. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio non autorizzato con dominio .com non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, per come l’ADM stessa lo descrive, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona è descritta come non protetta, senza che qui si nomini alcun marchio e senza dettagli su metodi di deposito o bonus.
Prevenzione e tutela: il costo di giocare senza rete
Sul gioco responsabile la differenza tra un operatore con concessione e uno senza non è di stile, è di architettura. Tutto quello che segue vale per gli operatori che operano con una concessione ADM; su un sito non autorizzato le stesse tutele semplicemente non esistono.
Gli strumenti che un conto con concessione mette a disposizione
La cassetta degli attrezzi è la stessa per tutti i concessionari, perché la disegna l’articolo 15, comma 1: limiti di tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore; limiti di deposito fissati dal concessionario su protocolli approvati dall’ADM, calibrati su età e comportamento; messaggi automatici su durata e spesa; autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Il contenuto di questi strumenti non è uguale dappertutto: alcune piattaforme li mettono in evidenza nella schermata di registrazione, altre li nascondono dietro tre menu. La differenza tra un operatore e l’altro, sul piano pratico, sta quasi tutta lì.
Nel concreto, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un elenco ordinario, e proprio per questo utile come metro: se un operatore offre meno di così, manca qualcosa.
Quello che si scopre solo quando si vuole cambiare qualcosa
La parte che nessuno legge prima è la più costosa: le asimmetrie. Ridurre un limite è immediato; aumentarlo richiede un’attesa. L’autoesclusione è totale e blocca ogni piattaforma autorizzata in Italia, non solo quella su cui è stata attivata — vantaggio enorme per chi vuole fermarsi davvero, svantaggio per chi voleva solo prendersi una pausa da un singolo conto. La finestra breve da 7 giorni rende possibile una pausa rapida, ma la revoca a nove mesi sull’autoesclusione indeterminata va decisa sapendo che non si torna indietro in una settimana.
Poi c’è la questione dei periodi di pausa parziali, che non hanno la stessa forza del RUA: una pausa su un singolo operatore lascia intatto l’accesso a tutti gli altri. Chi ha un problema che va oltre il singolo conto lo strumento giusto è l’autoesclusione, non la pausa.
Dove si chiede aiuto
Il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 è il numero indicato per i residenti in Italia dalle pagine degli operatori, ed è il primo posto dove guardare. Accanto a questo, il canale di contatto obbligatorio previsto dall’articolo 15, comma 1, lett. f) e le informative che i concessionari sono tenuti a finanziare con lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a 1.000.000 € all’anno. Nessuno di questi strumenti esiste su un sito privo di concessione, ed è il motivo per cui la verifica della concessione viene prima di qualsiasi considerazione sulla quota.
Vale anche il contrario: le tutele non funzionano se non si usano. Un limite di deposito che il giocatore alza dopo un mese non è una protezione, è una promemoria. Gli strumenti ci sono perché un conto con concessione è progettato per rallentare il giocatore, non per incoraggiarlo.
Dieci operatori con concessione ADM messi a confronto
Quello che segue è un confronto tra i dieci marchi presi in esame, ognuno con il numero di concessione, il concessionario e quello che le sue condizioni o le sue pagine dichiarano sull’offerta. Non è una classifica assoluta del mercato italiano: i concessionari autorizzati sono più di quelli elencati qui, e un marchio assente da questo confronto non è per questo privo di concessione. L’ordine è fisso e non dice nulla sulla qualità.
Il metro è sempre lo stesso: la concessione, la profondità del palinsesto, la chiarezza del regolamento e la qualità degli strumenti di conto. Il DNB attraversa tutte le schede, ma non tutti gli operatori lo dichiarano allo stesso modo — e su questo la scheda di William Hill e quella di AdmiralBet sono, come si vede, le due che parlano.
Eurobet: app completa, regolamento da cercare
La concessione è la n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. L’app Eurobet copre scommesse singole, multiple e sistemi, e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets. È una struttura da operatore tradizionale: tre tipi di giocata, storico ordinato, nessuna pretesa di rivoluzionare la schedina.
Sul fronte del DNB, il dato è che l’operatore non lo pubblica tra le proprie condizioni generali. Chi vuole sapere a quali campionati, con quale durata di riferimento e con quale trattamento delle frazioni di partita il mercato sia disponibile deve aprire il regolamento sportivo di Eurobet e la pagina dell’evento. La scheda resta quindi su quello che l’operatore dichiara: una struttura di giocate classica e uno storico consultabile.
Il giudizio, per quello che il confronto permette di dire: Eurobet è l’operatore da scegliere per chi gioca con una logica da palinsesto tradizionale e si aspetta che il mercato ci sia senza doverlo cercare due volte. Chi vuole una risposta precisa, prima di puntare, su come viene trattato un pareggio in una coppa lo deve andare a leggere.
bet365: il palinsesto più profondo, la quota che si muove in fretta
Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. L’offerta dichiarata comprende Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. È il profilo di un operatore che costruisce il prodotto intorno alle combinazioni, non alla singola.
La profondità è il suo argomento più forte e anche la sua caratteristica più difficile da usare: su centinaia di mercati quotidiani, il rischio non è non trovare il mercato, è trovarlo a un prezzo già mosso dal denaro degli altri. In un mercato a due esiti come il DNB la quota si sposta con due sole variabili invece che con tre, e su un evento seguito la finestra per prendere il prezzo che si era visto si chiude prima che su un campionato minore. Chi vuole coprirsi con calma trova in bet365 l’offerta più ampia e la minor tolleranza per l’indecisione.
Sul regolamento del DNB, l’operatore non lo dichiara nelle proprie pagine qui consultate. La scheda si ferma a quello che dichiara: un’offerta di mercati molto ampia, con una funzione di costruzione della giocata che non ha equivalenti tra i dieci per numero di combinazioni.
Per chi cerca ampiezza, bet365 è la prima porta da aprire, e la seconda cosa da fare lì dentro è guardare il prezzo due volte.
William Hill: l’unico regolamento del DNB scritto nero su bianco
Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc. È l’operatore su cui questa pagina ha più da dire, perché è l’unico dei dieci che dichiara per iscritto e in modo completo come funziona il proprio Draw No Bet.
Nel suo regolamento sportivo si legge che nel Draw No Bet si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2), e che in caso di pareggio la scommessa va a rimborso; che, se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio dello stesso operatore, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero; che il Draw No Bet è offerto anche su singole parti della partita, per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata; e che nel basket il Draw No Bet si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari, con rimborso in caso di parità.
Messo in fila, è un pacchetto di regole più completo di quello che la maggior parte degli operatori pubblica. La regola dei tempi regolamentari è quella che vale più soldi: dice che una partita di coppa finita in parità nei novanta minuti resta un pareggio anche se il supplementare la decide, e quindi il rimborso scatta. La regola sulle frazioni è la seconda: sposta il riferimento dal match alla singola riga, e permette di coprire un tempo senza coprire la partita.
Il Benvenuto Sport è di tipo diverso: un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Non è un bonus senza deposito e non è denaro immediatamente disponibile: la struttura a tranche con quota minima 5.00 su almeno cinque selezioni è un impegno serio, e va letto come tale prima di versare.
La valutazione: chiunque voglia giocare DNB partendo da zero ha qui il vantaggio di sapere in anticipo quando il rimborso scatta — e il vantaggio non è piccolo, perché significa poter leggere il mercato senza aprire un regolamento a parte. Il costo di questo vantaggio è che il premio di benvenuto è il più vincolato tra quelli descritti in queste schede.
Goldbet: sport e virtuali nello stesso conto
Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; tra i mercati di calcio indicati ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. In più, la Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.
È il profilo di un operatore che tratta lo sport reale e quello simulato come due sport dello stesso catalogo. Per chi cerca il DNB il punto da capire è che i due mondi non si mescolano: gli eventi simulati hanno una disciplina fiscale propria (il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite) e non sono sport giocato da persone, quindi il confronto tra una quota sul calcio e una quota sulla Goldbet League è un confronto tra due prodotti diversi. Chi gioca DNB sul calcio vero trova in Goldbet un catalogo di mercati ordinari ma completo; chi cerca il pareggio rimborsato sui virtuali deve verificare riga per riga.
Qui il pregio e il difetto stanno nello stesso fatto: la ricchezza di prodotti speciali come Rete Inviolata o segna primo goal rende il conto affollato, e il mercato a due esiti che interessa a questa pagina non è quello su cui l’operatore costruisce la propria comunicazione.
AdmiralBet: limiti dentro la registrazione, regola dei rimborsi nelle condizioni
Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Il primo elemento della scheda non è un mercato ma una procedura: in registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto che ha effetto immediato e un limite aumentato che vale dopo 7 giorni. È una scelta precisa: il limite non è un’opzione da cercare, è una schermata da attraversare.
Il secondo elemento è di regolamento. Il regolamento delle scommesse a quota fissa prevede che, se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante abbia diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato, e che nelle multiple la maggiorazione vada ricalcolata escludendo quella selezione. È la regola generale che rende possibile il DNB come categoria di mercato, scritta dall’operatore nelle proprie condizioni: chi legge quella riga ha già capito cosa succede a una multipla con dentro una selezione finita in parità.
Sul terzo elemento, l’offerta sportiva, questa scheda non aggiunge nulla di specifico: AdmiralBet qui si presenta attraverso i propri strumenti di controllo e il proprio regolamento, non attraverso un catalogo di mercati descritto.
Il giudizio va sul primo elemento: chi sa di avere la mano pesante e vuole un conto che lo obblighi a fissare i limiti prima di iniziare a giocare trova in AdmiralBet l’unico dei dieci che rende la cosa parte della registrazione. Chi non vuole pensarci durante l’iscrizione la troverà una seccatura il primo giorno e una benedizione tre mesi dopo.
Betfair: il punta e banca che cambia il calcolo
Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. È un catalogo costruito sulle combinazioni, con una tradizione forte sui mercati alternativi.
Il vero elemento distintivo è un altro: il betting exchange, o punta e banca, è un gioco ammesso separatamente dall’articolo 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024, e Betfair è descritto come il primo operatore italiano su questo terreno. Nell’exchange il giocatore può essere chi punta o chi banca, e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima. Questo cambia il calcolo del margine: in un mercato tra giocatori il costo non è il margine incorporato nella quota ma la commissione applicata dal gestore, che è una voce diversa e non confrontabile con il 5 % dell’esempio sui due esiti a 1,90. Le commissioni effettive dell’exchange e le regole di accesso al prodotto italiano sono un terreno poco documentato, e chi apre un conto per questo uso deve leggere le condizioni del prodotto prima di versare.
È anche la ragione per cui Betfair, in un confronto sul DNB, va letta con attenzione: il mercato a due esiti in un exchange non è la stessa cosa del DNB di un bookmaker, anche quando il nome del mercato si somiglia.
La valutazione: Betfair è la scelta di chi vuole capire quanto costa davvero una scommessa, non di chi cerca la schedina più semplice. Chi arriva dal bookmaker tradizionale e non ha mai guardato un ordine di borsa del calcio troverà il primo pomeriggio confondente e il secondo istruttivo.
SNAI: la combinazione sulla stessa partita
Concessione n. 16032, Snaitech Spa. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. In più, la funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.
My Combo è l’elemento che vale la pena capire in un contesto DNB, perché tocca il punto debole di chi combina: nelle multiple tradizionali le selezioni devono venire da eventi diversi, e la combinazione sulla stessa partita era storicamente chiusa per il rischio di correlazione. Unire pronostici sulla stessa partita in una quota unica cambia il modo in cui si costruisce una copertura — se il mercato a due esiti è tra quelli combinabili, la copertura sul pareggio può entrare in un biglietto insieme a un’altra lettura sulla stessa partita.
Il Cash Out aggiunge una seconda porta d’uscita: chi ha giocato un DNB e vede la partita prendere una piega diversa da quella che si aspettava può chiudere la posizione prima del fischio finale, a un prezzo fissato dal mercato. Le due funzioni insieme fanno di SNAI l’operatore con più modi di uscire da una scommessa, ed è esattamente quello che un giocatore di coperture cerca.
La valutazione: SNAI è una scelta ragionevole per chi vuole poter cambiare idea a partita in corso. Chi invece cerca il DNB come pura copertura con esito automatico, senza dover decidere nulla, troverà qui un ecosistema di strumenti che non gli servono.
Planetwin365: streaming dentro l’app
Concessione n. 16007, Pwo S.p.a. Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. È l’unico dei dieci, in questa scheda, il cui elemento distintivo dichiarato sia la visione dell’evento più che la struttura del mercato.
Per un giocatore di DNB lo streaming ha un valore preciso e limitato: non cambia il mercato, ma cambia la capacità di decidere in corsa. Su un mercato a due esiti, vedere la partita significa vedere formazioni, ritmo e atteggiamento, cioè esattamente le variabili che spostano il prezzo. Il rovescio della medaglia è il tennis: il DNB è un mercato con una copertura forte nel calcio e nel basket, molto meno scontata in uno sport senza pareggio. Un palinsesto quotidiano che comprende tennis e tennis tavolo è ampio, ma non è detto che porti il mercato che interessa.
La valutazione: chi guarda le partite prima e durante la giocata trova qui una funzione che gli altri mettono dietro paywall o non offrono; chi gioca DNB solo sul calcio non ha motivo di spostare la propria scelta su questa base.
Sisal: molti modi di giocare, un solo mercato da controllare
Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il catalogo è quello di un operatore che ha inventato nomi propri per le combinazioni invece di lasciare al giocatore la costruzione del biglietto. Scommessa DUO e Supercoppia sono prodotti a struttura fissa: il giocatore sceglie tra proposte confezionate, non compone da zero. Per il DNB questo significa una cosa pratica: il mercato a due esiti, quando c’è, è una voce del palinsesto standard e non entra in queste formule con un nome proprio. Chi cerca la copertura sul pareggio deve verificarla nella parte ordinaria del palinsesto.
La valutazione: Sisal è una scelta per chi preferisce scegliere da un menù invece di costruire, e va bene a chi gioca gli stessi tipi di scommessa ogni settimana. Chi vuole DNB su un evento minore farà prima a controllare il palinsesto che a fidarsi del nome della formula.
Betsson: catalogo internazionale su concessione italiana
Concessione n. 16027, Azzurri Limited. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il profilo è quello di un bookmaker dal catalogo molto ampio, con eventi che vanno ben oltre i campionati italiani.
Su questa scheda il punto da segnalare è la struttura societaria: la concessione è intestata ad Azzurri Limited, che secondo l’elenco gestisce anche il marchio StarCasinò. È la stessa lezione della tabella: la concessione è per sito, e un marchio con un nome italiano può avere dietro una società con sede altrove nello Spazio Economico Europeo. Non cambia nulla per il giocatore sul piano delle tutele — il conto è comunque coperto dal RUA e dagli strumenti obbligatori — ma cambia il posto dove cercare il soggetto giuridico in caso di contestazione.
Il catalogo ampio è anche il motivo per cui, su un mercato a due esiti, il prezzo di Betsson su un campionato italiano può essere meno competitivo del prezzo di un operatore che fa del calcio italiano il proprio terreno principale. Chi confronta due quote sullo stesso segno su questi due profili di operatore sta confrontando due modelli di business, non solo due numeri.
La valutazione: Betsson è una scelta per chi alterna campionati italiani ed esteri e vuole un catalogo che non lo costringa a cambiare conto. Chi gioca solo Serie A e cerca il prezzo più stretto sul DNB ha motivo di guardare altrove e tornare qui quando l’evento è fuori dai confini.
Cosa resta fuori da questo confronto
Il confronto copre dieci marchi con concessione ADM e un’offerta sportiva documentata. Il mercato autorizzato in Italia è più grande: l’elenco dei concessionari conta 52 righe, e i marchi qui elencati sono una parte. Un operatore assente da questa pagina non è per questo privo di concessione, e nessuna delle schede sopra è un’esclusiva: più società detengono più concessioni, e un marchio può servire lo stesso giocatore da più di un sito.
Due cose, infine, che le schede non possono dire perché non stanno nelle condizioni: quanto costa davvero la copertura sul pareggio in una data partita — si vede solo confrontando la quota DNB con la quota del mercato a tre esiti sullo stesso segno — e quanto velocemente un rimborso rientra nel conto di gioco. Sono le due domande a cui il giocatore risponde da sé, guardando il palinsesto prima di premere.
Domande frequenti sul DNB e sugli operatori con concessione ADM
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato dall’ADM, dove ogni riga riporta un codice di concessione e un sito .it. L’elenco non ha una colonna per i giochi: il nome sul listino non dimostra da solo che il sito offra scommesse sportive, quindi va confrontato con il numero che l’operatore pubblica nelle proprie condizioni.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata, nella forma decimale con la virgola. Puntando 10 € a quota 1,85 si incassano 18,50 €, dei quali 8,50 € sono di profitto. Nelle multiple le quote delle singole selezioni si moltiplicano tra loro.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci di tutte le quote dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è il payout, cioè la quota di puntate che il mercato restituisce. Su due esiti a 1,90 e 1,90 il payout è intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %, ma è una banda, non una costante.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; una riduzione ha effetto immediato, mentre un aumento richiede sette giorni di attesa. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede anche limiti di tempo, spesa e perdita fissati dal giocatore e limiti di deposito fissati dal concessionario.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore parla di vincite tassate alla fonte. È una ricostruzione riportata dalla stampa, quindi per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non applica gli strumenti di limite obbligatori e non ha un foro italiano. È esposto al blocco DNS per ordine dell’ADM e, come ricorda l’ADM richiamando la Legge 401/1989, anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Mercati, regole e glossario – scommesseviaweb
Contenuto creato dal team «scommesseviaweb»
