Scommesse digitali in Italia: la concessione ADM è il punto di partenza

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno

Ottobre 31, 2026 · Dati verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e sui termini e condizioni degli operatori.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

Un bookmaker può accettare scommesse da un giocatore italiano solo se compare nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza tenuto dall’ADM (ex AAMS), e quella lista è tutto il test che serve. Non è un elenco di siti consigliati. È un elenco di siti autorizzati, e ciascuna riga corrisponde a un solo indirizzo .it: la concessione è per sito, non per azienda. Alcune società ne tengono più di una.

Ecco il primo dato che cambia la lettura di quasi tutte le classifiche: le concessioni assegnate con la gara del settembre 2025 sono 52, distribuite su 46 società su 93 domande presentate, per circa 7 milioni di euro e nove anni di durata. Il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi oggi pubblica una classifica di venti, trenta, quaranta siti «legali» sta descrivendo un mercato che ha cinquantadue righe, con codici che vanno da 16000 a 16051.

Poi c’è la trappola, ed è la ragione per cui questo pezzo esiste. La lista dell’ADM non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casinò, al betting exchange e al bingo. Stare su quella lista non dimostra che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, non il numero di concessione. Chi vi dice «è AAMS, tranquillo» vi ha dato metà dell’informazione e ha omesso la metà che vi riguarda.

Perché una concessione non è un bollino, e cosa cambia il 13 novembre 2025

Il quadro sta nel Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. La parola giusta non è licenza, è concessione, ed è un termine tecnico preciso: le concessioni si assegnano con gara pubblica, non si aprono a chi le chiede. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza sotto concessione, e sono sei lettere: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici nazionali; i giochi di ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando, all’art. 6, comma 5. La durata della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la concessione (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

Cosa significa tutto questo per chi piazza una schedina la domenica? Che il rapporto non è fra voi e un sito qualunque, ma fra voi e un soggetto selezionato dallo Stato, con un termine scritto e un’autorità che lo controlla. Sembra burocrazia. È invece la ragione per cui esiste il resto di questa pagina: il Registro Unico degli Autoesclusi, i limiti obbligatori di deposito, i controlli sui pagamenti. Quelle tutele non sono cortesie commerciali. Sono appendici della concessione.

Vale la pena tenere a mente una seconda cosa, meno rassicurante: la concessione è per sito. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce tre indirizzi .it per tre brand diversi, tra cui Bwin.it e giocodigitale.it. Guardate il titolare della concessione nei termini e condizioni, non il nome sul logo: è l’unico punto in cui la catena risale al concessionario vero.

Chi c’è e chi non c’è fra i concessionari del 2026

L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. Fra i nomi che ricorrono nelle classifiche di settore ci sono Betsson, SNAI, Planetwin365, bet365, William Hill, Sisal, Eurobet, StarCasinò, Goldbet e AdmiralBet, e li trovate più sotto con numero di concessione e società concessionaria.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e auto esclusione.

Il rovescio della medaglia è più interessante. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe alla stessa data. Non è un’accusa a quei marchi, è un fatto di elenco. Un sito che accetta scommesse da un giocatore italiano senza concessione sta esercitando un’attività illecita, e il giocatore non è uno spettatore innocente: l’art. 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, come l’ADM stessa lo riassume, sanziona con l’ammenda e con l’arresto fino a tre mesi anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari.

Qui l’angolo di questa pagina si fa sentire, perché la conseguenza non arriva domani: arriva quando vinci. Un conto senza concessione non ha accesso al RUA, non ha l’obbligo dei limiti che gli operatori autorizzati impostano, non ha una sede legale italiana davanti a cui discutere. Se il sito vi chiude l’accesso con un saldo dentro, non c’è autorità italiana che possa ordinargli qualcosa.

Quel che resta fuori dal palinsesto approvato

Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore. C’è però un vincolo che pochi giocatori conoscono e che spiega molte assenze inspiegabili nel palinsesto: l’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Si può scommettere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato.

Non è una formalità. L’ADM autorizza gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Figurarsi una nuova competizione di nicchia, una lega minore estera, un torneo di esports: non basta che il bookmaker li conosca, devono passare da un’approvazione. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro il palinsesto non è cosa che si possa sapere guardando la legge. Si scopre guardando il sito dell’operatore, un evento alla volta.

Sugli eventi simulati, invece, la legge è esplicita: l’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o con una registrazione reale, consentiti dentro una concessione per le scommesse sportive. Tutti i grandi operatori hanno una sezione «Virtuali», e la ragione è che si gioca anche quando il calendario reale è vuoto. Sisal dichiara oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte; SNAI ne indica più di 3.000 al giorno, con calcio virtuale a clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo; Eurobet ha il calcio simulato in tre formati (Campionato, Big Match, Derby), il galoppo, i levrieri reali e le Palline 2.0; Lottomatica copre calcio, trotto, galoppo e levrieri con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio.

L’ippica, poi, è due cose diverse nella legge, e la distinzione conta. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a). I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris e le forme di totalizzatore del tipo quarté e quinté definite nell’art. 2, lett. h — stanno nella lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un brand offra online i totalizzatori dell’ippica nazionale non è dato sapere, e la cosa ha una conseguenza pratica: chi cerca il tris del galoppo online fa bene a controllare che il sito lo esponga davvero, prima di costruirci sopra un pomeriggio.

Il betting exchange merita una riga a sé, perché è un gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. La documentazione di Betfair riporterebbe regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riporta che il giocatore non deve nulla sulle vincite e che il prelievo grava sul concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere. Non è una lacuna della pagina: è il modo in cui questo mercato funziona, con informazioni che vivono nei regolamenti interni dei singoli operatori.

Una nota di cautela che non è mai abbastanza ripetuta: un tetto statutario in euro alle puntate nelle scommesse sportive non è noto. Gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione, non un tetto di legge sulla singola giocata. Chi arriva da altre giurisdizioni spesso presume il contrario.

Il margine che sta dentro una quota: 1,90 / 1,90 e la banda del 5 %

Capire cosa resta in tasca al bookmaker è il modo più pulito per capire quanto costa scommettere, e serve un mercato a due esiti perché il conto si veda senza confusione. Prendiamo un mercato illustrativo a due vie con quota 1,90 su entrambi gli esiti. È un esempio aritmetico, non un prezzo offerto da qualcuno.

La quota di ritorno si calcola come 1 diviso la somma degli inversi delle quote di tutti gli esiti del mercato. Con 1,90 e 1,90 la somma degli inversi è 1/1,90 + 1/1,90, cioè circa 1,0526. Il reciproco è circa il 95 %. Il margine è quel che manca al 100 %: circa il 5 %, e resta del bookmaker su ogni unità giocata su quel mercato. Detto in una riga: su un mercato a due esiti quotato 1,90 / 1,90 il margine è di circa il 5 %, e questa è una banda che vale finché le due quote restano simmetriche, su due soli esiti.

Perché è una banda e non un numero? Perché basta che le quote si muovano. Se un lato scende e l’altro sale, la somma degli inversi cambia di conseguenza, e il margine con lei. Una coppia 1,85 / 1,95 non ha lo stesso margine di una coppia 1,90 / 1,90, e un mercato a tre esiti come l’1X2 non si legge mai con due sole cifre. Il conto, però, resta lo stesso: si sommano gli inversi di tutte le quote del mercato, si prende il reciproco, e la differenza rispetto al 100 % è quel che il bookmaker trattiene. Un margine vale per il mercato, per l’evento e per il giorno in cui l’avete letto. Il margine dell’1X2 non è il margine delle Under/Over, e quello di una multipla non è la somma dei margini delle singole.

Qui la matematica tocca il portafoglio, e tocca più forte di quanto sembri. Un margine del 5 % su un mercato a due esiti significa che, in media e su molte giocate, il payout è del 95 %: di ogni 100 € giocati su quel mercato tornano circa 95 € ai giocatori complessivamente considerati, non a ciascuno. Su cinque giocate da 10 € sono circa 2,50 € che non tornano in tasca a nessuno. È una stima, non un destino: un singolo giocatore può chiudere in utile o in perdita ben oltre questa cifra, e su poche giocate il margine quasi non si sente. Su mille schedine si sente tutto.

Chi scommette deve avere almeno 18 anni? Il limite è il principio, non l’unico

L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» fra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Non è una condizione che si possa superare compilando un modulo con una data di nascita comoda: si incrocia con l’obbligo di identificazione, e l’identificazione è il vero filtro.

Il conto di gioco richiede un’identificazione completa. Le vie pratiche sono tre: la registrazione con modulo e copia di un documento, quella con SPID e quella con CIE. BetFlag rimanda, accanto alla registrazione classica, alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, e scrive nero su bianco che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Goldbet offre la registrazione via CIE anche attraverso un fornitore SPID. Sul primo punto, quello che sorprende chi non lo sa: senza SPID l’account va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

Ecco dove la regola morde. La ventata di leggerezza che accompagna l’apertura di un conto — scegliere un nickname, mettere dieci euro, provare una multipla — si scontra con una scadenza. Chi apre un conto con il documento ma senza identità digitale ha un mese per chiudere la pratica, e se lo dimentica scopre il blocco nell’unico momento in cui conta davvero: quando prova a prelevare una vincita. Non è un bug, è il funzionamento previsto. L’identità prima, il gioco dopo.

Cosa si può imporre al conto per rallentare il gioco

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che i concessionari devono avere: auto limiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Non sono suggerimenti gentili. Sono obblighi che discendono dalla concessione, e per questo non li trovate su un sito senza concessione.

La parte operativa sta in registrazione. Il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione. Le regole di funzionamento sono la parte che nessuno legge e che tutti dovrebbero: un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato richiede sette giorni di attesa. AdmiralBet lo scrive nei propri termini: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

La simmetria è voluta, ed è il dettaglio da capire. Rallentare è gratis; accelerare costa tempo. Un giocatore che si accorge in una serata storta di aver fissato un limite troppo alto non può alzarlo per recuperare, perché la richiesta di aumento entra in vigore dopo una settimana. Chi lo trova irritante non ha capito che il ritardo è il prodotto. Fissare il limite di deposito al momento dell’iscrizione, quando si è lucidi e il conto è vuoto, è la decisione più utile di tutta la procedura. Il valore del limite che l’ADM fissa nel bando non è noto, quindi il numero da confrontare è quello che scegliete voi.

Il quadro si completa con i «punti vendita ricariche» dell’art. 13: l’ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Questi punti non pagano vincite e non permettono prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Duecento metri di strada e un tabaccaio, e il conto si ricarica: comodo, e anche un modo per versare meno di quanto si pensi, perché il flusso è limitato e tracciato.

Autoesclusione: il RUA blocca tutto, e blocca anche voi

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è lo strumento più potente del sistema e il meno compreso. L’autoesclusione iscritta nel RUA blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche. Non blocca un sito: blocca tutti quelli legali, insieme. Chi cerca di rientrare dalla porta di un altro concessionario la trova chiusa, e questo è esattamente il punto.

L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Le durate sono la parte che cambia, e cambia con una data: le condizioni di AdmiralBet indicano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Una stampa di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e le durate e le forme sono quelle che stabiliscono i termini degli operatori e la pagina dell’ADM.

C’è un limite che nessuno dice abbastanza forte: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che si sposta su un .com non autorizzato è completamente scoperto, e non per un cavillo: quel sito non ha alcun obbligo di interrogare il registro. Lo stesso vale per i limiti obbligatori e per i messaggi automatici. La forma più seria di autotutela disponibile in Italia è anche la più fragile fuori dai confini della concessione, e questa è la ragione per cui il resto della pagina insiste tanto sul numero di riga dell’elenco.

Sul versante informativo l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. È un obbligo di spesa, non un permesso pubblicitario, e la distinzione conta: il Decreto Dignità vieta la pubblicità delle scommesse, non la comunicazione sul gioco responsabile, e l’art. 3, lett. m) e l’art. 15, comma 3 consentono ai concessionari messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il proprio logo.

Pubblicità vietata, bonus legali: la distinzione che regge il mercato

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con Legge 96/2018, è in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione.

Fuori dal testo c’è il cortocircuito, e vale la pena guardarlo da vicino perché nessuno lo ammette volentieri. Lo stesso decreto promuove, all’art. 3, lett. l), la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile. Tradotto: il messaggio «gioca responsabilmente» con un logo sopra è ammesso, la promozione del medesimo prodotto è vietata. Il confine è sottile e conveniente per chi lo abita. La cronaca regolatoria del 2025-2026 aggiunge pepe: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025, e il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è stato proposto e non è legge: l’esito non è stato trovato e al momento della verifica il divieto è in vigore.

E poi c’è la cosa che confonde tutti, giocatori e commentatori: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un bonus di benvenuto è legale; non lo si può reclamizzare. Non esiste un tetto statutario né al bonus né ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Il palinsesto delle offerte non è vuoto, è solo muto.

Cosa costa davvero un bonus: rigioco, quota minima, scadenza

Un bonus di benvenuto è un credito a condizioni, e le condizioni sono tre: quanto bisogna rigiocare, a quali quote minime, entro quando. Il rigioco è il numero che decide tutto il resto, perché trasforma un regalo in un programma di lavoro. Un bonus da 50 € con rigioco 10 volte richiede 500 € di giocate; le stesse 500 € a schedine da 10 € sono cinquanta schedine. Non è un ostacolo insormontabile, è un impegno, e va scelto sapendo cosa comporta.

Il vincolo che sorprende più spesso è la quota minima. Il rigioco vale solo per le giocate che raggiungono una certa quota, quindi le schedine sul favorito a 1,25 non contano, e non contano nemmeno in parte. Il giocatore attento alle probabilità si trova costretto a giocare a quote che non avrebbe scelto, il che è esattamente il contrario di quello che farebbe se stesse solo puntando. Aggiungete la scadenza — un termine entro cui completare il rigioco — e l’offerta assume la sua forma vera: denaro condizionato, non denaro libero.

Il modo pulito per stimare quanto costa completare un requisito di puntata è una moltiplicazione: volume richiesto per margine del mercato. Con un bonus di 50 € e rigioco 10 volte su un mercato al 5 % di margine, il volume richiesto è di 500 € di giocate e il costo atteso è di circa 25 €. Attenzione alla frase chiave: costo atteso, non perdita garantita. È una stima su molte giocate, sotto l’ipotesi che il rigioco si completi tutto su mercati con quel margine e che si punti l’intero importo richiesto. Su poche schedine il risultato può essere qualunque cosa, in utile o in perdita molto più profonda. E il conto va rifatto ogni volta, perché il margine è quello del mercato scelto e non un valore universale: un mercato più caro fa salire il costo atteso, uno più economico lo fa scendere.

L’ordine delle cose, quando si valuta un’offerta, è questo: leggere il rigioco, poi la quota minima, poi la scadenza, e solo alla fine l’importo nominale del bonus. Un bonus da 100 € con rigioco 20 volte è un bonus da 5 € di valore atteso circa se il mercato è al 5 % di margine, molto meno del bonus da 30 € che quasi nessuno guarda. Il numero grande non è il numero buono.

Imposta unica e vincite: chi paga, e chi dichiara cosa

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa sta nel D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non è confermato): 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. È una distinzione che conta e che spesso viene appiattita: 20,5 % e 24,5 % non sono la stessa cosa, e il canale online paga di più. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % di prima; gli eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore la partita è un’altra, e la risposta breve è che non paga. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 — prelievo «alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla — e non è confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi vuole certezza sul proprio caso consulta un commercialista.

Le vincite da siti non autorizzati o esteri seguono invece l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010: le vincite online sono «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, e sono tassabili ai sensi dell’art. 69 del TUIR sull’intero importo ricevuto, senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Tutto questo va inteso come modello, non è consulenza fiscale.

Qui la conseguenza arriva in ritardo, ed è il tipo peggiore. Chi gioca su un .com estero ha già un problema il giorno in cui l’ADM ne ordina l’oscuramento, ma ne scopre un secondo in primavera, quando compila la dichiarazione. Nessuno glielo dice al momento della registrazione, perché quel sito non ha alcun interesse a farlo. E il numero che rende l’idea del contesto: un provvedimento dell’ADM del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. Il blocco funziona a livello DNS e alcuni provider sono più lenti di altri.

Il quadro sanzionatorio per chi fornisce i mezzi è nell’art. 22 del D.Lgs. 41/2024: l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legata ai concessionari e la lista dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; fornitori di accesso a internet e prestatori di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di maneggiare denaro di gioco per operatori senza concessione: la sua entrata in vigore non è confermata, e questo è il punto in cui il muro contro il gioco illegale potrebbe alzarsi ancora.

Quello che si gioca su uno schermo: app, conti e schedine

Un’app di scommesse non è un vestito del sito, è il posto dove passano le ore. Quello che nessuno spiega quando scarica è la catena che si attiva al primo accesso: SPID o CIE o il modulo con documento, la scadenza dei 30 giorni senza identificazione digitale, il limite di deposito scelto in registrazione, i sette giorni per alzarlo. Installare l’applicazione è il passo facile; i tre successivi sono quelli che decidono come funzionerà il conto per mesi.

Sul fronte dell’accesso, Sisal Matchpoint permette di entrare nel conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile, mentre l’accesso all’app Lottomatica avviene con username e password. Sembra un dettaglio da nulla. È invece la prima linea della sicurezza del conto, e un conto che si apre con un lettore d’impronta è più difficile da svuotare da un telefono trovato.

Sul fronte del palinsesto le differenze fra le app sono notevoli, e vale la pena guardarle per quello che dicono. Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Betsson offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live.

Poi c’è l’appendice, quella che distingue un’app di scommesse da un’app di calcio, ed è spesso la più interessante per chi gioca da anni. Eurobet ha un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). un elenco che dice molto su come il bookmaker vede il proprio pubblico. Sisal affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster, oltre a oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il filo che unisce le due esperienze — quella digitale e quella in negozio — merita un paragrafo, perché è una cosa che in pochi mercati esiste. Con l’app Sisal si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. SNAI fa la stessa cosa con il QR Code stampato sul ticket: si inquadra e si verifica. Lottomatica ha il Bet Scanner per conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. Per chi gioca abitualmente allo sportello del quartiere, questa è l’unica funzione che conta davvero, molto più del numero di mercati sul calcio islandese.

Il contenuto che si gioca, infine, è spesso più vario di quanto il calcio faccia immaginare. SNAI offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento; propone anche oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. Sisal mette in palinsesto la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. La My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. Goldbet copre schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. Eurobet offre singole, multiple e sistemi, con le schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets.

Per chi punta da mobile il conto si gestisce dal telefono, spesso in modo completo: dall’app Eurobet si possono consultare le informazioni sul conto di gioco e effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad, il conto di gioco SNAI si gestisce dall’app con più modalità di ricarica e un’assistenza indicata a disposizione 7 giorni su 7, e il conto Lottomatica accetta fra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri. I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono in genere questi: carte, PostePay e altre prepaid, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney. Nessuno di questi è imposto per legge, e la lista di ciascun operatore sta nei suoi termini. Il punto sul cripto presso i concessionari ADM è aperto, e non è noto alcuno statuto che nomini binari approvati.

Come si leggono dieci concessionari, e cosa guardare per primo

Prima di entrare nei singoli marchi, va detto come sono stati letti. Tre cose contano, e la prima è la concessione: numero e società concessionaria, letti nei termini e condizioni dell’operatore, non sul logo. La seconda è quel che quei termini dichiarano sul punto in esame, perché è l’unica fonte che un giocatore può verificare da solo. La terza è quel che l’operatore dichiara della propria offerta di scommesse, che è ciò che distingue un bookmaker da una sala slot con un modulo sportivo attaccato.

La tabella qui sotto non è una classifica di gradimento, e non è nemmeno un ordinamento per qualità. È la trascrizione di ciò che l’operatore stesso dichiara sul proprio conto e della sua riga nell’elenco autorizzato. Il numero di concessione non dice nulla sulla bontà del prodotto: dice che quel dominio è autorizzato a operare in Italia, che è una condizione necessaria e non sufficiente.

Brand Numero di concessione e concessionario Cosa dichiarano i termini dell’operatore sul punto esaminato
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi; risultati esatti, goal, tiri in porta, cartellini, rigori; Cash Out; My Combo su più match e sport
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei, coppe continentali, oltre 20 sport con risultati in diretta
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; pre-evento e live su calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf, tennis; periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus Sport accreditato subito per la registrazione con SPID; bonus di verifica dopo l’invio dei documenti entro 96 ore con registrazione manuale
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, streaming gratuito, Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Multigoal, Cash Out
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto da calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 durata da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi; limiti di ricarica, spesa e tempo in registrazione

Quello che la tabella non può dire è quanto diverse siano le tre colonne fra loro per natura. La prima colonna è un fatto amministrativo, verificabile e binario: o il numero c’è, o il dominio non è autorizzato. La terza colonna è materiale di marketing e di regolamento interno, scritto dall’operatore e passibile di cambiamento senza preavviso. Trattarle come se avessero lo stesso peso è l’errore che produce le classifiche gonfiate. Nessuna delle tre colonne vi dice se vincerete, perché nessuna può dirlo.

L’altra cosa da dire prima dei profili riguarda i limiti della lista. I concessionari italiani non sono dieci, sono cinquantadue, e i dieci profili che seguono sono quelli su cui esistono elementi verificabili sul prodotto scommesse. Un marchio assente da questo elenco non è per questo privo di concessione, e un marchio presente non è per questo affidabile. La concessione è una condizione di legalità, non un marchio di qualità.

I dieci concessionari, uno per uno

La concessione è la n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, sul dominio .it del marchio. La società che la detiene non porta il nome del brand, ed è la prima cosa da guardare nei termini per capire chi risponde del conto.

Sul prodotto, l’applicazione dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È una copertura larga, dichiarata in modo onesto e senza numeri gonfiati: «migliaia di eventi» è una formula prudente, e chi cerca la profondità su un campionato specifico farà meglio a verificarla nell’app prima di aprire il conto.

Il catalogo è la proposta centrale, e vale per chi passa da una partita all’altra senza una fede calcistica particolare. Per chi invece cerca un mercato di nicchia su un campionato esotico, la profondità va vista con i propri occhi nel palinsesto: nessuna descrizione al posto di quella verifica. Il marchio condivide il concessionario con StarCasinò, una coincidenza che dice qualcosa su quanto la struttura societaria conti più del logo.

SNAI: la rete fisica che entra nel telefono

Concessione n. 16032, Snaitech Spa, sul dominio .it del marchio. La concessione non è per la rete, è per il sito, e questo è il primo punto da fissare.

Il palinsesto è fra i più articolati dei dieci: scommesse singole, multiple e sistemi, mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Sulla stessa app convivono più di 3.000 eventi virtuali al giorno, con calcio virtuale a clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito.

La My Combo è la funzione più interessante per chi costruisce i propri biglietti: permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Il conto si gestisce dall’app, con più modalità di ricarica e un’assistenza indicata a disposizione 7 giorni su 7.

Il vantaggio vero, però, è la cerniera fra schermo e punto vendita: si prenotano le scommesse e si ricarica o preleva nel punto vendita SNAI più vicino, e una schedina giocata in negozio si verifica inquadrando il QR Code stampato sul ticket. Per chi passa dallo sportello due volte a settimana questo vale più di dieci mercati in più; per chi non entra mai in una ricevitoria è un plus teorico.

Planetwin365: il calcio europeo come argomento di vendita

Concessione n. 16007, Pwo S.p.a., sul dominio .it del marchio.

L’applicazione copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È una dichiarazione di posizionamento: chi elenca Serie C insieme alla Premier League sta dicendo che coprirà anche la partita di mercoledì pomeriggio che nessun altro quota.

Il limite del dichiarato è che non dice nulla sulle quote. Un palinsesto ampio con margini generosi è un prodotto, un palinsesto ampio con margini larghi è un modo per far pagare la varietà. Per saperlo si guarda il mercato, non la descrizione dell’app.

Per un giocatore che segue il calcio minore italiano, questa è probabilmente la copertura che interessa di più fra le dieci. Per chi punta quasi solo sui grandi eventi, la varietà ha meno valore, e il confronto si sposta sul margine.

bet365: il partner della Champions, con gli strumenti di controllo

Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sul dominio .it del marchio. La società ha sede estera, la concessione è italiana: sono due fatti che convivono e che conviene tenere separati.

Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live. Un partnering di quel livello in un mercato dove il Decreto Dignità vieta la pubblicità è una posizione che si costruisce più sui fatti internazionali che sui manifesti in Italia, e la scelta di mercati — dall’ippica alle freccette — è dichiaratamente larga.

Sul fronte della tutela, gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È l’unico dei dieci a mettere un numero di servizio nella propria descrizione, e non è un dettaglio secondario: significa che il canale di aiuto è a portata di schermata.

Un profilo costruito sul palinsesto internazionale e su un impianto di controllo dichiarato. Chi gioca prevalentemente su sport diversi dal calcio trova qui la copertura più larga del gruppo; chi cerca l’offerta di benvenuto più ricca non è il pubblico a cui questo marchio parla.

William Hill: due strade per lo stesso benvenuto

Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc, sul dominio .it del marchio.

Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. È l’unico dei dieci di cui la pagina riesce a scrivere due cifre esatte per due percorsi diversi, e la lettura è immediata: dieci euro per chi ha già l’identità digitale, cinque per chi non ce l’ha.

La differenza non è casuale. Il percorso con SPID è più rapido e meno costoso da gestire per l’operatore, e il bonus lo riflette. Per chi deve ancora attivare l’identità digitale, i cinque euro in più valgono la mezz’ora di pratica, e il confronto con gli altri nove marchi — i cui bonus di benvenuto sono descritti senza cifre — rende questa l’offerta più trasparente del gruppo.

Chi ha SPID e vuole un primo credito senza sorprese trova qui il percorso più corto. Chi non lo ha e non vuole attivarlo riceve metà dell’importo, il che è comunque più di quanto la pagina possa quantificare altrove.

Sisal: un catalogo che sembra non finire mai

Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sul dominio .it del marchio.

I numeri dichiarati sono i più alti del gruppo: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le scommesse su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Vale la pena fermarsi sul numero live, perché è quello che cambia l’esperienza: 15.000 eventi live significano che c’è quasi sempre qualcosa da seguire, e il costo di quella abbondanza è che la scelta diventa un lavoro. L’accesso al conto gioco è possibile anche con Touch ID, il che su un catalogo di quella dimensione è una comodità concreta, non un gadget.

L’integrazione con la rete è la stessa degli altri grandi: il conto si ricarica o si preleva nel punto vendita più vicino e le schedine di negozio si verificano con l’app. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Oltre alle scommesse sportive l’app porta ippica, giochi di casinò e Sisal Tipster, più oltre 3.000 eventi virtuali al giorno dalle 7 del mattino alle 3 di notte.

La profondità di catalogo è la ragione per stare qui, e chi gioca poche schedine la settimana ne userà una frazione. Chi invece apre l’app ogni sera trova la copertura che rende il marchio difficile da abbandonare.

Eurobet: il bookmaker che quota anche le elezioni

Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul dominio .it del marchio. La stessa società detiene altri domini .it, fra cui Bwin.it e giocodigitale.it: la concessione è per sito, ma il concessionario è uno.

Il palinsesto è il più eclettico dei dieci e va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Non è una lista di ripiego, è una scelta editoriale: chi quota le elezioni ha deciso di vendere intrattenimento oltre che sport.

Si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets, con il conto consultabile e alimentato direttamente da iPhone o iPad per depositi e prelievi. La sezione Virtual comprende partite di calcio simulate in tre formati — Campionato, Big Match e Derby — il galoppo, i levrieri reali e le Palline 2.0.

Chi scommette su altro oltre allo sport trova qui l’unico vero interlocutore del gruppo; chi cerca il calcio puro non ci perde nulla, ma non è il motivo per cui il marchio si distingue.

StarCasinò: il modulo sportivo di una casa da casinò

Concessione n. 16026, Azzurri Limited, sul dominio .it del marchio, lo stesso concessionario di Betsson.

La descrizione dell’app è la più sobria del gruppo: permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Nessun numero di mercati, nessuna lista di campionati, nessuna funzione di nicchia.

Non è un difetto da leggere come trascuratezza, è un posizionamento. Il prodotto nasce attorno al casinò, e le scommesse sportive arrivano come modulo aggiuntivo per chi sta già sulla piattaforma. Per un giocatore che cerca un bookmaker sportivo, questo è il profilo più debole dei dieci; per chi cerca una piattaforma unica dove alternare slot e una multipla, è esattamente il contrario.

La sobrietà della descrizione è, in un certo senso, un merito: non promette ciò che non ha. Ma una pagina di scommesse non è il posto in cui un casinò vince il confronto, e questo va detto senza girarci intorno.

Goldbet: il marchio che punta sulla registrazione più corta

Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul dominio .it del marchio.

L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Il marchio è anche quello che offre la registrazione via CIE attraverso un fornitore SPID, ed è l’unico del gruppo con una menzione esplicita di CIE accanto a SPID.

La combinazione fra accesso digitale e bonus di benvenuto è il vero argomento. Chi ha SPID o CIE non passa dal caricamento dei documenti, non rischia la sospensione dei prelievi al trentesimo giorno e arriva al conto operativo in una manciata di minuti. La descrizione del prodotto resta però generica: «tutti i campionati di calcio e altri sport» non dice nulla sulla profondità su un singolo torneo.

Per chi apre il primo conto e vuole farlo senza intoppi burocratici è probabilmente il percorso più liscio fra i dieci. Per chi cerca una nicchia specifica, la verifica nel palinsesto resta indispensabile. Il marchio condivide con Lottomatica la stessa compagine storica, ma non lo stesso concessionario, e la distinzione va tenuta ferma.

AdmiralBet: i limiti scritti prima che li chiediate

Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sul dominio .it del marchio.

Nei propri termini il marchio dettaglia due cose che gli altri nove descrivono in modo generico. La prima: l’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La seconda: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Il valore di questa trasparenza sta nel fatto che rende misurabile il resto. Quando un operatore scrive che una durata va da 7 a 270 giorni, state leggendo il perimetro dei vostri strumenti di controllo, non un’informazione promozionale. E la richiesta di impostare tre limiti distinti in registrazione — ricarica, spesa, tempo — è più concreta di un limite di deposito indicato in modo generico, perché separa quanto entra sul conto da quanto si spende giocando e da quanto tempo ci si sta.

Il profilo sportivo è meno descritto di altri, e questo è il punto debole del marchio in una pagina di scommesse. Ma l’impianto di autotutela è il più esplicito dei dieci, e chi ha bisogno di regole scritte prima di giocare trova qui il materiale.

Quel che le quote non dicono

Chiudiamo sul punto da cui siamo partiti, ma dall’altro lato. Una classifica è una comodità, e le comodità costano. La concessione ADM vi assicura che il dominio è autorizzato, che i limiti di deposito esistono e che il RUA funziona: sono cose che un .com estero può permettersi di non avere, e le scoprirete nel momento peggiore, quello del prelievo o della schedina scaduta. Non vi assicura nulla sul margine che state pagando, che è il prezzo vero di ogni giocata e che nessuna autorizzazione tiene basso.

Per chi vuole usare questa pagina, l’ordine è questo. Prima leggete il nome della società concessionaria nei termini, non il logo. Poi fissate un limite che vi sembri troppo basso: alzarlo richiede una settimana, il che è una protezione gratuita. Poi scegliete il mercato, guardate le quote su entrambi i lati e fatevi il conto — se il margine reale è quello del nostro esempio a due esiti, un bookmaker sta trattenendo circa il 5 %, e su una stagione di giocate è una cifra più grande di qualunque bonus. Infine leggete il rigioco dell’offerta di benvenuto prima dell’importo nominale, perché è il rigioco a decidere quanto vale.

Un ultimo avvertimento, sul registro delle autorizzazioni. Le concessioni si rinnovano, si trasferiscono, si perdono, e i marchi cambiano titolare senza cambiare logo. Un’informazione letta in un articolo ha una data, e la data va cercata. La cosa che si verifica in trenta secondi, e che resta vera più a lungo di tutto il resto, è il numero di riga nell’elenco autorizzato: se un nome non c’è, nessuna quota che vi sembri conveniente cambia la sostanza.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, dove ogni riga porta un codice e un solo indirizzo .it. In alternativa si leggono i termini e condizioni dell’operatore, che devono indicare numero di concessione e società concessionaria: quel nome aziendale, non il logo, è il concessionario.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota. Con 10 € a quota 1,90 la vincita è di 19 €, di cui 9 € sono il profitto. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un’unica quota, e l’ordine degli esiti non cambia il risultato.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 la somma degli inversi è circa 1,0526, il cui reciproco è circa il 95 %: il margine è circa il 5 % e vale per quel mercato e per quel giorno. Basta che le quote si muovano perché la banda cambi.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

All’iscrizione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato richiede sette giorni. AdmiralBet, fra i dieci profili, chiede in registrazione limiti distinti su ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM sono descritte come tassate alla fonte, non tassate in capo al giocatore e non dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario. La ricostruzione viene dalla stampa di settore, non da una pagina dell’amministrazione finanziaria: sul proprio caso si consulta un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta scoperto; l’ADM può oscurarlo a livello DNS, e nel 2025 un provvedimento ha portato il totale a 11.481 domini, con i mirror che ricompaiono in poche ore. L’art. 4 della Legge 401/1989 sanziona con l’ammenda e l’arresto fino a tre mesi anche chi partecipa alle scommesse.

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