Scommesse su siti non AAMS: quanto costa restare fuori dal sistema italiano

Updated Ottobre 2026
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Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna

Data dell’ultima verifica: Ottobre 31, 2026. Le concessioni dei dieci operatori richiamati in questa pagina sono state confrontate con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), nella lettura che riporta 52 righe e codici da 16000 a 16051.

L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Chi cerca «scommesse non AAMS» cerca quasi sempre una cosa sola: un bookmaker che paghi più degli altri. L’offerta esiste, si trova in pochi secondi, e ha una struttura di costo che nessun banner racconta. Un operatore senza concessione non versa l’imposta unica sul gioco, non alimenta il Registro Unico degli Autoesclusi, non è tenuto ai limiti di deposito che ADM approva, e — questa è la parte che quasi nessuno legge — non risponde a un giocatore italiano in un tribunale italiano. Il prezzo non compare in fase di registrazione. Compare dopo.

Vale la pena mettere subito in chiaro dove ci si muove. L’ADM, che il mercato continua a chiamare AAMS, rilascia le concessioni per il gioco a distanza una per sito, non una per società: l’Elenco ufficiale ADM letto in questa verifica conta 52 righe e 52 siti .it, e una stessa azienda può comparirvi più volte — Eurobet Italia S.r.l., per esempio, vi figura per Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La conseguenza è meno banale di quanto sembri: la concessione riguarda un indirizzo .it, e l’elenco ufficiale non ha una colonna che dica quali giochi quel concessionario possa offrire. Un nome sull’elenco, da solo, non prova che dietro ci sia un palinsesto di scommesse sportive. Quella prova la danno il sito e l’app dell’operatore. E il fatto che una piattaforma compaia in una classifica — questa compresa — non le attribuisce alcuna concessione.

La normativa che regge il sistema: dall’articolo 102 alla pagina di avviso

Chi scommette su un dominio inibito non lo fa in una zona grigia tollerata. Lo fa dentro una macchina amministrativa che ha ormai vent’anni di rodaggio e che nel frattempo ha cambiato tre volte indirizzo IP e protocollo.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

L’ADM blocca i siti privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e lo dice senza giri di parole: solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Il fondamento attuale dell’inibizione è l’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. La norma fa due cose, e la seconda è quella che pesa: ordina il blocco dei domini, e obbliga chi fornisce connessioni Internet a consultare in modo costante l’elenco dei siti inibiti. Non è una facoltà, è un obbligo ricorrente.

Dall’aprile 2026 l’ADM reindirizza i siti inibiti a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, mantenendo attivi entrambi i metodi per un periodo di transizione. Chi naviga incontra quindi una pagina con un’apposita avvertenza: il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. L’ultimo elenco dei siti inibiti risultava aggiornato al 13 ottobre 2026. Gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, e un ordine del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini.

Il punto tecnico che il giocatore deve capire è dove finisce il blocco. L’inibizione lavora a livello DNS, e i fornitori di connettività non si allineano tutti nello stesso momento: alcuni arrivano in ritardo, e il dominio continua a rispondere per chi lo raggiunge per quella via. Le copie speculari del sito riappaiono nel giro di ore, spesso su un indirizzo appena diverso. La parola che il settore usa per l’esito è «oscurati», e descrive bene la faccenda: il sito non sparisce, viene reso invisibile a chi passa dalla rete italiana ufficiale. Chi cerca un accesso lo trova, ed è esattamente per questo che la parte economica della questione non è il blocco, ma le regole che restano fuori dal blocco.

Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, ha ridisegnato il resto. Le concessioni sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze aperte: articolo 6, comma 1 dell’articolo elenca i giochi che possono essere offerti a distanza sotto concessione — dalle scommesse a quota fissa su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e su corse di cavalli, al totalizzatore, all’ippica nazionale, ai giochi di abilità, alle carte e ai giochi di sorte a quota fissa, fino alle scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (il betting exchange) e al bingo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. L’articolo 6, comma 3 fissa i nove anni come durata massima e nega il rinnovo; l’articolo 6, comma 5 mette tra i requisiti un’impresa di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara.

Per il lettore questi ultimi due commi valgono più di tutti gli altri messi insieme. Chi entra nel sistema italiano si impegna per contratto a rispettare un tetto ai versamenti che non decide lui. Chi sta fuori non ha firmato niente del genere.

Perché una licenza estera non vale nulla a Milano

l’autorità di Curaçao, la Malta Gaming Authority, la licenza di Anjouan: sono tutte autorizzazioni reali nei rispettivi ordinamenti, e tutte prive di qualsiasi valore nel mercato italiano. Non esiste una clausola di mutuo riconoscimento per il gioco. Un operatore con licenza maltese che accetta scommesse da un residente in Italia lo fa senza concessione, e per l’ordinamento italiano quello è gioco non autorizzato.

La conseguenza pratica non è teorica. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, dentro la cornice dell’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41. È una cifra che spiega abbastanza bene perché un dominio senza concessione non trovi presto o tardi nessuna banca italiana disposta a incassare per lui.

Ma il costo dell’operatore non è il costo del giocatore, e qui la faccenda cambia faccia.

Il conto del giocatore: articolo 4 della legge 401/1989

L’ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024 con cui ha ricordato che pubblicizzare siti di gioco illegale è reato, ha scritto una frase che vale la pena riportare per intero, perché è l’autorità stessa a metterla per iscritto: «La Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi».

La legge richiamata è la 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4. Il testo che ADM cita non distingue tra chi organizza e chi gioca: il partecipante è nominato. L’importo dell’ammenda non è noto, e non si conosce nemmeno un procedimento concretamente avviato contro un giocatore. Chi scrive ne prende atto per quello che è: una norma che esiste, che l’autorità ha ritenuto di dover ricordare in un comunicato stampa, e che nessuno può dire con certezza quanto venga applicata. Su questo un lettore adulto decide con i fatti che ha, non con quelli che vorrebbe.

C’è poi un secondo livello, che riguarda i media e non i giocatori: pubblicizzare operatori privi di concessione comporta per le testate, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. È il motivo per cui un dominio offshore serio non compra spazi sui giornali italiani, e il motivo per cui la sua promozione passa da canali che nessuno controlla.

Il Decreto Dignità e il paradosso della pubblicità

Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore. L’ADM lo riassume così: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A far rispettare il divieto è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il paradosso è evidente e vale la pena dirlo: il divieto colpisce anche chi ha la concessione, e quindi colpisce solo chi paga le tasse in Italia. Un operatore non autorizzato non pubblicizza nulla che l’AGCOM possa sanzionare, perché non ha un contratto pubblicitario italiano da contestare. La legge non è stata scritta come una tutela del concessionario e non funziona come tale, ma il suo effetto collaterale è questo.

Sul fronte dell’applicazione la storia recente è movimentata. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica della norma. Esiste una proposta, non legge, di un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sull’indiretta come le sponsorizzazioni; l’esito non è noto e alla data della verifica il divieto è in vigore.

Qui conviene smontare un equivoco che circola spesso. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e non esiste né un tetto di legge all’importo né un tetto ai requisiti di puntata. Importi, rigioco e quota minima stanno nei termini di ciascun operatore, e in nessun altro posto.

Il costo fiscale di stare fuori: chi paga l’imposta e chi compila il modello

Questa è la sezione che cambia più spesso idea a chi legge, perché il vantaggio fiscale del sito estero è reale e la sua vera misura non è quella che si immagina.

Sui giochi regolari l’imposta la versa il concessionario, non il giocatore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — articolo 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta confermato — è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % di prima; le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore la conseguenza è comoda e va detta con la fonte giusta: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è alla fonte — si legge «tassate alla fonte» nella stampa di settore del 2024 e del 2026, con la precisazione che si tratta di una ricostruzione giornalistica e non di una conferma su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Il lettore riceve la somma netta e non compila nulla. Chi vuole certezza sul proprio caso specifico consulta un commercialista.

Sui siti esteri il meccanismo si ribalta. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati od ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è questa: nessuna ritenuta alla fonte, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va riassunta così come sta: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Il punto non è che il sito estero paghi più lordo. È che su una vincita dichiarata il conto cambia, e cambia nella direzione opposta a quella che il banner suggerisce. Una quota più alta del 5 % non compensa un prelievo che entra nella dichiarazione dei redditi, per la semplice ragione che il primo è un guadagno sul margine e il secondo è una percentuale sulla vincita intera.

Il quadro degli obblighi, in sintesi

Chi paga cosa, e chi risponde a chi. È la domanda che decide quasi tutto il resto.

Obbligo o tutela Concessionario ADM su sito .it Operatore senza concessione
Imposta unica sulle scommesse Versata dal concessionario, calcolata sulla differenza tra somme giocate e vincite Nessun versamento all’erario italiano
Vincite del giocatore Nessuna ritenuta e nessuna dichiarazione in capo al giocatore, secondo la ricostruzione di stampa Redditi diversi ai sensi della risoluzione n. 141/E del 2010, da dichiarare per l’intero importo
Identificazione del conto Conto di gioco con identificazione piena, anche via SPID o CIE Prassi dell’operatore, non verificabile dall’autorità italiana
Limiti di deposito scelti in registrazione Sì, con riduzione immediata e attesa di 7 giorni per l’aumento Non previsti dall’ordinamento italiano
Autoesclusione nel RUA Sì, valida su tutte le piattaforme autorizzate in Italia e sulle sale fisiche Nessun collegamento al registro
Inibizione del dominio Non applicabile Prevista dall’articolo 102, comma 1, D.L. 104/2020
Esposizione penale del giocatore Nessuna per il fatto di giocare Ammenda e arresto fino a tre mesi secondo l’articolo 4 della legge 401/1989, come dichiara ADM
Foro competente Giurisdizione italiana Nessuna sede italiana a cui rivolgersi

La riga che sorprende più lettori è l’ultima. Non è una questione di scomodità: è che davanti a un conto bloccato, a un prelievo non eseguito o a un saldo contestato, non esiste un giudice italiano al quale portare la lite, perché il contratto è con una società che in Italia non ha titolo per operare. Il costo di quella riga si misura in mesi, non in euro.

Gioco responsabile: gli strumenti che esistono solo da una parte

Se il tema è il costo, la voce più alta non è mai l’ammenda ipotetica. È la velocità con cui si perde il controllo del budget, e i sistemi che rallentano quella velocità stanno tutti dentro il perimetro della concessione.

Prevenzione e tutela: cosa copre il RUA e cosa resta scoperto

Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018, e la sua caratteristica decisiva è la portata. Un’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta, e copre anche le sale fisiche. Non è un lucchetto sul singolo conto: è un lucchetto sul sistema.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Un sito privo di concessione non è collegato al RUA. Chi si autoesclude per fermarsi e poi accede a un dominio senza autorizzazione non trova nessun blocco, e non lo troverà mai, perché quel registro esiste solo per gli operatori che vi aderiscono per obbligo di concessione. Questo, più dell’ammenda, è il costo concreto di un’offerta offshore per chi ha già avuto un problema con il gioco.

Il quadro normativo degli strumenti è nell’articolo 15, comma 1 del decreto legislativo 41/2024: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È pubblicità consentita, ed è l’unica che la legge ammette.

L’età è 18 anni. L’articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto del 2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione prevedono di escludere i minori dal gioco, e la legge italiana fissa il limite a 18 anni. Sul fronte dell’identità, un conto di gioco richiede identificazione piena; l’identificazione via SPID e CIE è tra i metodi che alcuni operatori offrono, e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori.

Quanto ai limiti di deposito, ADM stabilisce nella gara la cifra che i concessionari devono rispettare, ma il valore non è noto. Quello che si sa è il funzionamento lato giocatore: in registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile di deposito, un limite ridotto ha effetto immediato, e un limite aumentato richiede sette giorni di attesa. Sette giorni sono pochi sulla carta e moltissimi in pratica, se li si è chiesti proprio nel momento in cui si sta perdendo: sono la distanza tra una decisione presa lucidamente e una presa dentro una serata storta.

Criteri di valutazione: cosa guardare prima del bonus

Un confronto tra bookmaker con concessione ADM si fa su cinque cose, e il bonus di benvenuto è l’ultima. L’ordine conta, perché le prime quattro sono condizioni che restano, mentre il bonus è un evento che finisce.

Il primo criterio è se il sito è quello autorizzato. L’Elenco ufficiale ADM è pubblico sul sito di ADM e sull’elenco dei siti legali tenuto con la Guardia di Finanza e Sogei; il numero di concessione e la società concessionaria compaiono nei termini dell’operatore. Cercare il marchio sull’elenco è l’unico controllo che non dipende da nessuna terza parte. Il secondo è la corrispondenza tra il dominio .it e la riga dell’elenco: la concessione è per sito, quindi un marchio noto può essere regolare su un indirizzo e non esserlo su un altro. Il terzo è il catalogo effettivo — elenco non ha colonne per i giochi, quindi un concessionario potrebbe teoricamente non avere scommesse sportive, e la prova sta nel palinsesto. Il quarto sono gli strumenti di tutela e i tempi dei prelievi. Il quinto, appunto, è il bonus.

L’articolo 2, lettera s) del decreto 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una giocata può essere presa solo su eventi che stiano nel palinsesto approvato. Quali sport e quali tipi di giocata vi siano dentro non è dato sapere, ed è il motivo per cui il catalogo va guardato, non dedotto. Nel settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.

Un criterio che non compare in quasi nessuna classifica e che invece dovrebbe stare in alto: la presenza di una sede italiana a cui rivolgersi. È la voce di costo che si scopre solo quando serve.

La classifica: dieci concessionari a confronto

Dieci marchi, dieci concessioni, dieci siti .it. Non è una classifica di convenienza e non è una raccomandazione: è l’insieme degli operatori su cui questa pagina ha materiale sufficiente per dire qualcosa di verificabile. L’elenco non esaurisce il mercato — altri concessionari esistono, e un marchio non citato qui non è per questo privo di concessione.

Marchio Numero di concessione e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited L’app consente di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app per le scommesse sportive dà accesso al conto gioco anche con Touch ID; oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa L’app copre singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e la funzione Cash Out
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Il palinsesto va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Copre Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, più Champions, Europa e Conference League, con oltre 20 tipologie di sport
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. L’apertura del conto rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni

Due cose balzano all’occhio scorrendo la colonna centrale. La prima è che i numeri di concessione sono tutti compresi tra 16007 e 16048: sono i codici della tornata uscita dalla gara di settembre 2025, quella che ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande. La seconda è che il nome del concessionario quasi mai coincide con il marchio: Betsson e Starcasino risultano a capo di Azzurri Limited, Goldbet a Goldbet Better Organization Italy, mentre Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è la società dietro Eurobet. Chi vuole verificare un marchio deve cercare la società, non l’insegna.

Nessuno di questi dieci marchi è un’eccezione alla regola dell’articolo 102: sono tutti su siti .it, tutti con una riga nell’elenco, tutti soggetti alle stesse obbligazioni. È proprio questa uniformità a rendere sensata la domanda successiva — quale di questi dieci valga la pena aprire — che è una domanda diversa da quella con cui si arriva cercando «non AAMS».

I dieci operatori, uno per uno

Le schede che seguono usano il materiale che ogni operatore pubblica sui propri termini e sulle proprie liste di app. Le differenze che contano non sono gli elenchi di sport: sono il modo in cui si apre il conto, cosa l’operatore si impegna a fare sul gioco responsabile, e quanto spazio di personalizzazione lascia al giocatore.

StarCasinò: concessione 16026 e un’app che tiene il calcio accanto alle slot

StarCasinò opera su StarCasinò con concessione ADM n. 16026 intestata ad Azzurri Limited, la stessa società che compare dietro Betsson. È un esempio pulito di come il mercato italiano si sia organizzato dopo la gara: un gruppo con più siti, ciascuno con la propria riga e il proprio codice.

L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La descrizione dice il posizionamento meglio di qualunque commento: il marchio nasce come casinò e tiene il calcio in casa, senza farne il cuore dell’offerta.

Per chi cerca un bookmaker puro, il palinsesto sportivo raccontato dai materiali dell’operatore è la parte meno documentata della scheda, e va guardata direttamente nell’app prima di aprire il conto. Chi invece arriva al gioco dal casinò trova qui una piattaforma unica, con la comodità di non dover tenere due conti separati. Il giudizio, per quello che vale: un marchio da considerare se il calcio è un contorno e non il piatto, e da lasciare stare se si cercano profondità di mercati e quote lavorate.

Sisal: concessione 16020, il palinsesto più denso della lista

Sisal opera su Sisal con concessione ADM n. 16020 intestata a Sisal Italia S.p.a. È l’unico caso di questa lista in cui il concessionario porti esattamente il nome del marchio, e la cosa ha un effetto pratico: la verifica sull’elenco è immediata.

I numeri dell’app sono i più alti che questa pagina riporti: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e l’accesso al conto gioco è possibile anche con Touch ID.

La densità ha un costo che non è in denaro: quindicimila eventi live significano che la quota cambia mentre si guarda, e la funzione di chiusura anticipata è esattamente lo strumento che rende quell’istantaneità utilizzabile — o abusabile, se la si usa come reazione a ogni oscillazione. Il catalogo ampio, in altre parole, è un vantaggio per chi ha già una strategia e una tentazione per chi non ce l’ha. Il giudizio: è la scelta di chi usa la diretta come prodotto principale e non come riempitivo, mentre il cash out continuo va dosato con la stessa attenzione con cui si doserebbe un limite di spesa.

Betsson: concessione 16027 e la doppia anima casinò-bookmaker

Betsson opera su Betsson con concessione ADM n. 16027, di nuovo a capo di Azzurri Limited. Il nome della società è lo stesso di StarCasinò, la concessione è un’altra: due righe, due codici, due siti.

L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È una gamma ordinata, di quelle che coprono tutto il necessario senza pretendere di coprire tutto il possibile: chi cerca il mercato esotico sulla Serie C o la statistica minore non la trova qui, chi cerca i mercati principali con una quota viva li trova.

Chi si trova bene è il giocatore che scommette su un numero ristretto di eventi grandi e vuole una piattaforma che non gli cambi l’interfaccia sotto le mani. Chi cerca profondità di nicchia ha marchi migliori in questa stessa lista. Il giudizio: offerta solida e senza sorprese, meno adatta a chi vive di mercati di secondo livello.

SNAI: concessione 16032 e il cash out come strumento dichiarato

SNAI opera su SNAI con concessione ADM n. 16032 intestata a Snaitech Spa. Il marchio più longevo del gruppo si presenta con la società che ne porta il nome, altra verifica semplice.

L’app copre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori; la funzione Cash Out permette di chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Il catalogo dei mercati secondari è fra i più espliciti della lista, e la presenza dei sistemi accanto a singole e multiple dice che l’operatore ha in mente un giocatore che costruisce la schedina invece di limitarsi a scegliere un esito.

Il sistema, però, è anche la giocata che più facilmente sfugge al controllo di spesa: moltiplicando le combinazioni si moltiplica il costo, non la probabilità. Chi conosce il meccanismo lo usa con criterio; chi non lo conosce trova qui un modo elegante di spendere il doppio. Il giudizio: la scelta naturale per chi vuole chiudere una giocata a metà partita, a patto di tenere un conto mentale preciso di quanto è entrato nella schedina.

Eurobet: concessione 16012 e il palinsesto che va oltre lo sport

Eurobet opera su Eurobet.it con concessione ADM n. 16012 intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la stessa società che nell’elenco compare anche per Bwin.it e giocodigitale.it — la dimostrazione che la concessione è per sito e non per azienda.

Il palinsesto è il più ampio per varietà di questa lista: dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Gli scacchi e le elezioni in un palinsesto di scommesse dicono molto sul tipo di operatore: uno che tratta gli eventi come quotabili, non come sport da tifare.

Una gamma così larga ha un rovescio pratico. Ogni mercato in più è un’occasione in più di giocare d’impulso su qualcosa che non si conosce, e la competenza su un’elezione o su un reality show è molto più difficile da valutare della competenza su una partita. Il giudizio: da avere se si cerca varietà reale e non la ventesima variante su un 1X2, da maneggiare con prudenza se si tende a giocare tutto quello che si vede quotato.

bet365: concessione 16030 e la Champions nel nome

bet365 opera su bet365 con concessione ADM n. 16030 intestata a Hillside (New Media Malta) Plc. È il caso più istruttivo della lista per capire cosa significhi una concessione per sito: la società è maltese, e questo non le impedisce di detenere la concessione italiana, vincolata all’indirizzo .it.

Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live. Il calcio inglese e l’ippica sono i due assi dell’offerta, e la partnership con la competizione europea è la parte che l’operatore mette davanti a tutto.

Il rovescio è nella stessa medaglia: un catalogo costruito intorno a pochi grandi eventi può risultare meno profondo fuori da quelli, e chi cerca il campionato minore o la serie inferiore lo trova, ma non è lì che l’operatore ha investito. Il giudizio: il marchio con la copertura più solida sul grande calcio internazionale, da preferire per chi gioca le competizioni europee e non per chi cerca il mercato di nicchia.

Goldbet: concessione 16009, schedine su tutto e incentivo alla registrazione

Goldbet opera su Goldbet.it con concessione ADM n. 16009 intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). Anche qui la società non porta il nome commerciale del marchio, e la verifica va fatta sul codice.

L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La combinazione di tutte le tipologie di giocata con una copertura che dichiara «tutti i campionati di calcio» è una proposta di volume: molti eventi, molte forme di giocata, un incentivo alla registrazione messo dentro il materiale promozionale dell’app.

Il bonus di benvenuto è qui la parte da leggere con più attenzione, e non per sfiducia verso questo operatore in particolare: l’importo, i requisiti di puntata e la quota minima stanno nei suoi termini, e nessuno può riassumerli per lui. Un bonus che si accredita contro un rigioco è un impegno a giocare, non un regalo. Il giudizio: la scelta di chi vuole la massima varietà di forme di schedina su un solo calcio, sapendo che il bonus va prima letto e poi eventualmente accettato.

Planetwin365: concessione 16007 e i risultati in diretta come servizio

Planetwin365 opera su Planetwin365 con concessione ADM n. 16007 intestata a Pwo S.p.a. Il codice 16007 è il più basso fra i dieci qui raccolti, e questo dice soltanto che la numerazione della tornata parte da lì, non che la concessione sia migliore.

L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La presenza dichiarata della Serie C accanto alla Premier League è il dettaglio che distingue la scheda: significa che il calcio italiano minore non è un riempitivo.

I risultati in diretta sono un servizio, non un prodotto, e vanno valutati come tali: aiutano a seguire la giocata senza uscire dalla piattaforma, ma non sono un argomento per giocare di più. Il giudizio: la copertura italiana è la ragione per aprire qui, e chi guarda soprattutto i campionati nostrani trova in questa scheda il punto più forte.

AdmiralBet: concessione 16048, i limiti in registrazione come parte del prodotto

AdmiralBet opera su AdmiralBet con concessione ADM n. 16048 intestata ad Admiral Bet S.r.l. Ed è l’unico operatore di questa lista sul quale esistano termini che descrivono per esteso il funzionamento degli strumenti di tutela.

Partiamo dall’apertura del conto. Il conto di gioco si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Sull’autoesclusione i termini di AdmiralBet sono ancora più espliciti: le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il registro è il RUA, e un’autoesclusione registrata lì si estende a tutte le piattaforme autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta.

Due osservazioni. La prima: chiedere tre tipi di limite in registrazione, prima che il conto abbia un saldo, sposta il momento della decisione dove serve, cioè quando si è lucidi. La seconda: la finestra di sette giorni per alzare un limite è la vera barriera, e vale più di qualunque avviso pop-up, perché un avviso si chiude e un’attesa no. Il giudizio: la scheda con la documentazione più utile al lettore, e il posto da cui cominciare per chi vuole un conto con i paletti già impostati.

BetFlag: concessione 16008 e SPID come porta d’ingresso

BetFlag opera su BetFlag con concessione ADM n. 16008 intestata a Betflag S.p.a. Chiude la lista con il secondo codice più basso del gruppo.

Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La scelta di mettere SPID e CIE accanto al modulo tradizionale è una scelta di tempi: l’identificazione digitale riduce i passaggi e, soprattutto, evita la fase in cui il conto resta non validato e i prelievi bloccati — la finestra dei 30 giorni entro cui la validazione va completata, oltre la quale il conto viene sospeso.

Un conto validato subito è anche un conto che non trattiene i prelievi in attesa di un documento, e questo è, in termini di costo per il lettore, il vantaggio più concreto che un operatore possa offrire su questo fronte. Il giudizio: la via più rapida per chi ha già SPID o CIE e non vuole gestire un caricamento di documenti, mentre per chi preferisce il modulo tradizionale il vantaggio si assottiglia.

Cosa costa far rendere un’offerta di benvenuto: il conto del rigioco

Questa è la parte che vale più di tutte le classifiche, perché non dipende dal marchio. Un limite di deposito è la cifra che il giocatore si impegna a versare in un periodo; usarlo tutto è già una decisione, e non è la stessa cosa che giocarlo rigiocando.

Prendiamo un caso illustrativo, non una quota di mercato: 100 € di giocate in una settimana, con versamento fatto una volta sola — cioè il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione — e un mercato illustrativo a due esiti quotato 1,90 / 1,90. La quota non è un prezzo reale di nessun operatore, è un’ipotesi di lavoro.

Su un mercato a due esiti da 1,90 e 1,90 la quota di payout è data da 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, cioè circa 0,95: sulla partita giocata, il bookmaker restituisce intorno al 95 % di quanto raccolto e trattiene il resto, un margine intorno al 5 %. È una forbice tipica per un mercato principale di uno sport di squadra, e riguarda quella giocata, non l’intero listino: su un mercato secondario o su una combinazione il margine è tipicamente più alto, e questa pagina non lo quantifica perché i prezzi variano da operatore a operatore.

Il costo atteso del giro di giocate si ottiene applicando quel margine al volume giocato: il 5 % circa di 100 € sta intorno ai 5 €, e su una forbice più larga — per esempio un margine intorno al 7 % — la perdita attesa sale intorno ai 7 €. È una stima statistica, non una previsione: è il risultato medio su molte giocate ripetute, non quello che capiterà a chiunque in una settimana.

Il numero diventa più utile quando lo si confronta con ciò che lo consuma. Se un bonus di benvenuto chiede un rigioco prima di poter prelevare, il requisito trasforma quella stessa spesa in una perdita attesa ripetuta per tutto il volume richiesto, e il conto non è più una settimana ma tutte le settimane necessarie a completare i requisiti. Con un volume doppio rispetto al cento euro settimanale, il costo medio passa intorno ai 10 €, e con un volume triplo intorno ai 15 €, sempre sotto le stesse ipotesi di margine. Non c’è un bonus che valga più del rigioco che porta con sé se il rigioco è grande; e siccome non esiste un tetto di legge né ai requisiti di puntata né all’importo dei bonus, quell’unica cifra che decide se l’offerta conviene è la prima che va cercata nei termini dell’operatore.

Domande frequenti sulle scommesse non AAMS

Quali rischi si corrono scommettendo su un sito senza concessione?

Il rischio iscritto in una norma è quello dell’articolo 4 della legge 401/1989: l’ADM, il 28 febbraio 2024, ha ricordato che anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. A questo si aggiungono l’inibizione del dominio e l’assenza di un foro italiano per le controversie.

Come si verifica che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?

Si cerca il numero di concessione e la società concessionaria nei termini dell’operatore, poi si confrontano con l’Elenco ufficiale ADM e con l’elenco dei siti legali tenuto con la Guardia di Finanza e Sogei. Attenzione a due dettagli: la concessione è per sito, non per società, e l’elenco non indica quali giochi il titolare possa offrire.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e registra le autoesclusioni richieste dai giocatori. L’effetto è la parte che conta: l’autoesclusione si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta, e copre anche le sale fisiche. Un sito senza concessione non è collegato al registro.

Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?

L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. L’AGCOM applica una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, con la possibilità di fissare anche limiti giornalieri di ricarica, spesa e tempo di gioco. Un limite ridotto ha effetto immediato; un aumento richiede un’attesa di sette giorni. La cifra che ADM stabilisce nella gara di concessione non è nota, e l’articolo 6, comma 5 obbliga il concessionario a rispettarla.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica è versata dal concessionario sulla differenza tra somme giocate e vincite: è la ricostruzione della stampa di settore, e il caso specifico va verificato con un commercialista. Sui siti esteri le vincite andrebbero invece dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.

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