Scommesse con draw no bet: il pareggio non è un esito, è una polizza
Le scommesse con draw no bet sono la risposta più semplice che un bookmaker ha trovato alla paura più diffusa di chi punta sul calcio: perdere tutto per colpa di uno 0-0 arrivato al novantesimo. La meccanica sta in tre righe di regolamento. Il resto — quanto costa la copertura, che cosa succede davvero quando la partita finisce in parità, quali concessionari ADM mettono il mercato nel palinsesto — è quello che questa guida mette in fila.
*Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026; le concessioni ADM sono state verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.*
Il formato: che significa draw no bet nelle scommesse
Cercare «cosa significa draw no bet nelle scommesse» porta su decine di pagine che ripetono la stessa riga in tre modi diversi. Conviene partire dal regolamento, non dalla sintesi commerciale. Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2); in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Stop. Non esiste il segno X, non esiste una quota per il pari, e non esiste nemmeno la possibilità di puntare sull’X: il mercato è a due esiti per costruzione.
Questa è la differenza che sfugge a chi arriva dal 1X2 e legge il draw no bet come «un 1X2 con l’assicurazione». Il 1X2 è un mercato a tre esiti con tre prezzi; il draw no bet è un mercato a due esiti il cui terzo esito — il pari — non è stato eliminato, ma trasformato in un evento neutro. È la stessa cosa che fa l’Asian handicap con handicap 0: la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde, il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale. Due nomi per lo stesso meccanismo, che in Italia convivono nello stesso palinsesto.

DNB e handicap 0: due etichette, un solo regolamento
Chi ha giocato per anni sull’handicap asiatico trova nel DNB un mercato familiare. Chi arriva dal «doppia chance» no, e vale la pena dirlo subito: la doppia chance (1X e X2) non rimborsa nulla, paga sempre, e proprio per questo paga meno. Il draw no bet rimborsa nel caso che la doppia chance copre, e in cambio ti fa pagare la copertura dentro il prezzo. Sono due polizze diverse con due premi diversi.
Il punto è che il rimborso non è un regalo: è un esito in più che il bookmaker deve prezzare. Un mercato a due esiti in cui uno dei due può annullarsi vale, per chi lo vende, meno di un mercato a tre esiti in cui tutti e tre pagano qualcosa. La differenza finisce in quota, e la si vede senza calcolare niente: metti accanto la quota del segno 1 nel DNB e la quota del segno 1 nel 1X2. La prima è più bassa. Sempre.
Il formato cambia con il tempo di gioco
Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. È una riga che sembra burocrazia e invece decide il risultato di migliaia di schedine: un gol al 93′, un gol al 121′ dei supplementari, un rigore nella lotteria finale non contano — nel secondo e nel terzo caso perché l’evento non è nemmeno dentro la finestra temporale del mercato.
Il DNB però non è un mercato soltanto da novanta minuti. William Hill lo offre anche su singole parti della partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. Qui il pareggio è molto più frequente che in una partita intera — un primo tempo a reti inviolate non è un caso raro, è quasi la norma in certi campionati — e il numero di rimborsi sale di conseguenza. Chi sceglie un DNB sul primo tempo non sta comprando la stessa cosa di chi lo compra sulla partita.
Ogni sport ha la sua finestra, e la finestra è il mercato
Il calcio non è l’unico terreno. Nel basket il Draw No Bet di William Hill si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata. La precisazione non è oziosa: nel basket una partita di regular season non può finire in parità, quindi il tempo regolamentare è esattamente il punto in cui il pari può esistere — e il punto in cui il mercato smette di esistere. Un pronostico sul vincente «partita inclusi supplementari» non ha un esito di rimborso; un pronostico sul vincente dei quaranta minuti sì.
Qui si vede la logica che tiene insieme tutto: il draw no bet esiste dove il pari è un esito possibile e va neutralizzato. Dove il pari non è possibile, il mercato non serve. Dove il pari è la norma — i quarti, i periodi, i parziali — il mercato serve ma si comporta in modo molto diverso, perché i rimborsi diventano frequenti e la quota si stringe di conseguenza.
Che cosa resta quando l’esito non è contemplato
C’è un caso più generale che vale la pena conoscere, perché riguarda anche le multiple. Il regolamento delle scommesse a quota fissa prevede che, se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante abbia diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato; nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione.
Tradotto in pratica: metti tre partite in una multipla, due delle quali finite come previsto e una finita in parità dentro un DNB. Non perdi la multipla. Perdi quella gamba, la quota complessiva viene ricalcolata sulle due rimaste, e la scommessa si liquida come se avessi giocato una doppia. È una differenza enorme rispetto a una multipla normale, dove una gamba sbagliata azzera tutto il resto, e per chi costruisce multiple «di sicurezza» è spesso il motivo per cui il DNB esiste nel biglietto.
Vale anche il rovescio della medaglia: la quota che avevi accettato al momento della giocata non è più la quota che ti viene pagata. Un 8,50 costruito su tre gambe può diventare un 3,40 se la gamba rimborsata era quella che alzava di più il prezzo. Il rimborso non è una vincita mancata per un soffio: è la gamba con la quota più alta, che è esattamente quella che speravi di incassare.
Fondamenti: come si legge la quota di un mercato a due esiti
Qui si arriva al punto che separa chi capisce il draw no bet da chi lo gioca e basta. Le quote non sono la probabilità che un evento accada. Sono il prezzo a cui il bookmaker è disposto a venderti quella probabilità — e il prezzo include il suo compenso.

La regola è la stessa per ogni mercato: si prende l’inverso di ciascuna quota, si sommano gli inversi di tutti gli esiti, e il risultato è la quota-parte che il mercato restituisce a chi punta. Quello che avanza da cento per cento è il margine del bookmaker. Su un mercato a tre esiti, come il 1X2, le quote tipiche stanno tutte sopra il 3 e la somma degli inversi supera il cento per cento di poco; su un mercato a due esiti la somma degli inversi è più piccola e la lettura è immediata.
Quanto vale la copertura in un mercato a due esiti
Prendiamo due quote identiche, 1,90 e 1,90. Non è una quota quotata da nessun operatore su nessun evento: è l’esempio più comodo per far vedere dove va a finire il margine quando gli esiti sono due invece di tre. Gli inversi sono 1/1,90 = 0,5263 e ancora 0,5263. Sommati fanno 1,0526, cioè il 105,26 %. Il mercato restituisce a chi punta quella che gli operatori chiamano payout, vale a dire 1 diviso 1,0526, che fa circa il 95,0 %. Il margine è quel che resta: circa il 5,0 %.
Il numero non è una sentenza: è una banda. Il margine di un mercato a due esiti si muove con la quota e con l’evento, e con due quote a 1,90 si aggira intorno al 5 %, mentre su un mercato più squilibrato — un favorito netto contro un’outsider — il margine può salire parecchio senza che nessuna delle due quote sembri cattiva. Quello che conta è che il cinque per cento non è un costo che paghi una volta: è dentro entrambe le gambe, anche quella che vince.
Perché la copertura costa meno di una doppia chance, e più di niente
Mettiamo i tre scenari uno accanto all’altro, con la sola aritmetica.
Puntata secca sul segno 1 nel DNB: vinci se vince la squadra di casa, e il rimborso ti salva solo sul pari. Puntata secca sul segno 1 nel 1X2: paghi l’esito X come sconfitta, e in cambio la quota è più alta. Doppia chance 1X: vinci sia sulla vittoria sia sul pareggio, e in cambio la quota è più bassa di entrambe.
Il draw no bet sta in mezzo, ma non è una via mediana elegante: è una scommessa a due esiti con un esito a zero, il che è una cosa diversa da una scommessa a due esiti che vincono entrambi. Quando il pari arriva, tu recuperi la posta ma non hai guadagnato niente, mentre chi aveva la doppia chance incassa una quota, per quanto bassa. Chi gioca DNB sta scommettendo che quel caso non si verifichi abbastanza spesso da rendere più conveniente la doppia chance — e per farlo deve conoscere la frequenza dei pareggi nel campionato su cui sta puntando, non solo la quota.
La puntata e la vincita: due numeri, non uno
La vincita di una scommessa a quota fissa si calcola sulla puntata e sulla quota fissata al momento della giocata: la quota è il moltiplicatore dell’importo giocato, e il ritorno lordo è puntata per quota. Un euro a 1,90 restituisce 1,90 €, di cui 0,90 € sono profitto. Non c’è nessuna progressività, nessun bonus nascosto, nessuna scala: il prezzo che si vede sul palinsesto è il prezzo che si incassa, al netto del fatto che la somma che arriva è già netta di imposta per chi gioca su un concessionario ADM.
Vale la pena dirlo con precisione perché è uno dei pochi vantaggi fiscali chiari del mercato italiano, e ci torneremo: la vincita che ti accreditano è la vincita, non la vincita meno qualcosa.
La classifica: criteri, valutazione e che cosa si confronta davvero
Dieci concessionari, dieci schede, nessuna graduatoria di merito. Prima di guardare le schede conviene essere onesti su cosa le tiene insieme: sono i dieci operatori con concessione ADM il cui palinsesto sportivo è descritto dai loro stessi termini e dalle schede dei loro servizi. Non è l’elenco del mercato italiano, che conta 52 righe sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza letto al 25 ottobre 2026, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Un marchio che non compare qui non è per questo senza concessione, e un marchio che compare qui non è per questo migliore degli altri trentaquattro che restano fuori.
Che cosa distingue le due concessioni sorelle
L’Elenco ADM ha una particolarità che vale più di ogni criterio commerciale: la concessione è per sito, non per azienda, e la stessa società può comparire più volte. Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited. Eurobet lo gestisce Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. Goldbet fa capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Lottomatica e Bwin, che restano fuori da questa comparazione, fanno capo alla stessa Eurobet Italia. Non è un dettaglio da ragionieri: significa che due marchi apparentemente concorrenti possono condividere la stessa sala operatoria, la stessa assistenza, gli stessi tempi di prelievo, e differire solo per il vestito.
L’altra cosa da sapere è che la concessione è per sito e non per gioco. Un nome sull’Elenco ADM dimostra che quel sito può raccogliere giocate in Italia; non dimostra che quel sito offra scommesse sportive, non dimostra quali mercati offra, e non dimostra niente su quote, palinsesto o limiti. Quelle cose si leggono sul sito dell’operatore e sulla sua scheda, una per una. È il motivo per cui questa comparazione si ferma a quello che i termini degli operatori dicono.
Il metro: concessione e condizioni, non promesse
Il confronto qui sotto usa due soli metri, e nessuno dei due è una classifica di convenienza: il numero di concessione ADM con la ragione sociale del concessionario, e quello che i termini dell’operatore dicono sul mercato di cui si sta parlando. Chi cerca «la migliore quota del mercato» non troverà qui la risposta, perché nessuna riga di questa tabella contiene una quota, e nessuna quota della tabella seguente è un prezzo praticato: le uniche quote citate nel confronto sono quelle dell’esempio teorico a 1,90 e 1,90 del paragrafo sul margine.
| Marchio | Concessione e concessionario | Che cosa dicono i termini sul draw no bet |
|---|---|---|
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione e limiti di ricarica, spesa e tempo: gli strumenti di controllo dell’account, dal regolamento del gioco responsabile |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | La scheda descrive Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e il Cash Out: il mercato a due esiti non è fra quelli nominati nella descrizione |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Singole, multiple e sistemi nella app, con le schedine raccolte in My Bets |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+ che combina i mercati più popolari di eventi selezionati, pre evento e live |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Fra i mercati di calcio indicati ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal e minuto del primo goal, più quote come Rete Inviolata e Tempo con più Gol |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Il bonus Sport-50 richiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi |
Il punto che la tabella mostra involontariamente è quanto poco di questa materia passi dai regolamenti. Quattro schede su dieci nominano il proprio palinsesto in modo abbastanza preciso da far capire dove sta un mercato a due esiti; per le altre, quello che si può dire con sicurezza riguarda l’account, i pagamenti, le funzioni dell’app o le condizioni di un bonus. Non è una lacuna dell’operatore: è che i termini di un bookmaker sono scritti per regolare le controversie, non per raccontare l’offerta. Il draw no bet, quando c’è, sta nel palinsesto la domenica pomeriggio molto più che nella pagina delle condizioni generali.
Dove questa lista perde, e perché resta utile
La comparazione perde su tutto ciò che cambia di ora in ora: quote, profondità dei mercati, limiti di puntata accettati, sospensioni live. Nessuna tabella costruita su termini e regolamenti può tenerlo. Perde anche sui mercati speciali, perché un operatore può avere il DNB su Serie A, Premier League e Liga e non averlo su un campionato minore, e quella differenza non la scrive nessuno. E perde sui tempi: il regolamento che leggi oggi può essere aggiornato domani.
Resta utile per una ragione sola, ma decisiva: è l’unico metro che un lettore può verificare da solo in due minuti. Un numero di concessione si controlla sull’Elenco ADM, una ragione sociale si controlla nei termini dell’operatore, e se i due non coincidono hai già la tua risposta sull’operatore. Quello che non si verifica dall’esterno è la qualità del mercato, e quello va guardato nel palinsesto, con la partita davanti.
Leggi e controlli: concessione, palinsesto e quello che succede a chi sceglie male
Il mercato italiano delle scommesse è regolato per concessione, non per autorizzazione aperta. L’autorità è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nel linguaggio del settore resta «ADM (ex AAMS)» e che il pubblico continua a chiamare AAMS. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni si assegnano per gara pubblica e durano al massimo nove anni, senza rinnovo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Che cosa la concessione garantisce, e che cosa non garantisce
L’art. 6, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Un concessionario può gestirne uno o più, in qualunque combinazione, e può farlo per più siti.
Ecco perché una riga sull’Elenco non basta a dire «questo sito offre scommesse sportive». Un concessionario può avere in mano il diritto su casinò, poker e giochi di abilità e nessun mercato sportivo, oppure su entrambi. Che l’offerta sportiva ci sia lo dicono il sito e l’app dell’operatore, non la lista.
Il palinsesto: la partita che vedi è una partita approvata
L’art. 2, lett. s), definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere raccolta solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato, e ADM autorizza gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
La conseguenza pratica è che un mercato assente non è necessariamente un mercato che l’operatore non vuole darti: può non essere approvato, o non ancora. E gli eventi simulati — le «scommesse su eventi simulati» definite dall’art. 2, lett. v), cioè competizioni simulate al computer mostrate con animazione o come evento reale preregistrato — stanno dentro la concessione per le scommesse sportive e nei siti degli operatori occupano una sezione «Virtuali». Per chi punta sul calcio vero, la cosa rilevante è che un DNB sul virtuale è un’altra cosa dal DNB su una partita.
Dove sta il giocatore quando la partita è in parità
Il regolamento è la parte scritta e verificabile del rapporto. Quando il risultato non è tra gli esiti contemplati — come nel caso del DNB che finisce in parità — la restituzione dell’importo giocato è un diritto del partecipante, non una cortesia dell’operatore, e nelle multiple comporta il ricalcolo della maggiorazione senza quella selezione. È il passaggio che conviene tenere a mente perché è quello che l’assistenza clienti applica, e perché è quello che ti permette di ricostruire da solo la liquidazione di una schedina che ti sembra sbagliata.
Le regole che cambiano il conto
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita al 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’autorità che lo fa rispettare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. ADM aggiunge che la pubblicità di operatori senza concessione può attirare provvedimenti AGCOM sui mezzi che la ospitano.
Sul fronte sanzionatorio la cronaca recente è più mossa della norma. AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. È stata proposta, ma non è legge, una modifica alla legge di bilancio 2026 firmata Forza Italia per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, per esempio le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato, e al momento della verifica il divieto è in vigore.
Una cosa va detta con chiarezza perché riguarda direttamente le promozioni di cui parla questa pagina: il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza dei bonus. Il «bonus di benvenuto» resta lo strumento con cui gli operatori si contendono i conti nuovi, e non esiste né un tetto di legge all’importo del bonus né un tetto ai requisiti di puntata imposti per sbloccarlo. Ammontare, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore, e da nessun’altra parte.
Identità, conto di gioco e strumenti obbligatori
Un conto di gioco richiede l’identificazione piena. Accanto alla registrazione classica con documento, alcuni operatori offrono SPID e CIE: per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE; il gioco è vietato ai minori di 18 anni, che è l’età fissata dalla legge italiana. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 disegna la cassetta degli attrezzi che ogni concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni — la seconda parte della regola è quella che conta, perché è quella che impedisce di alzare il tetto nell’euforia di una serata.
Il RUA e il tempo che serve per uscirne
Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale sul territorio. Non è un pulsante «pausa»: è una lista che ti tiene fuori. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Il dato che a molti sfugge è che un sito senza concessione non è collegato al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto presso un operatore offshore non è protetto da nessuno: la sua autoesclusione, per quel sito, non esiste. È una delle poche situazioni in cui la scelta sbagliata non costa denaro ma toglie uno strumento, e toglierlo è peggio che perderlo.
Il fisco: chi paga, e chi dichiara
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025) la versa il concessionario, non il giocatore: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Per il giocatore il punto è semplice: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi vince e non si dichiarano, perché il prelievo è alla fonte — la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, parla di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Il discorso cambia completamente con i siti non autorizzati. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Che cosa rischia chi scommette su un sito non autorizzato
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore — la parola che descrive il risultato è «oscurati», non «chiusi».
La norma che riguarda il giocatore è la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la riassume al 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore nella formulazione dell’autorità. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti.
Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com non autorizzato non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e si presentano nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non valgono niente.
Pagare un conto di gioco in Italia
I «punti vendita ricariche» dell’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 — tabaccai, ricevitorie — alimentano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo l’identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né rimborsare il saldo, e l’iscrizione all’apposito registro costa 100 € all’anno.
Fra le soluzioni che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori con concessione ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione non è definita, e non si conosce una norma che nomini i canali approvati. L’art. 22, comma 1, prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco di operatori senza concessione: l’entrata in vigore non è confermata.
Prevenzione e tutela: quello che gli operatori mettono davanti al conto
La parte di gioco responsabile di questa materia si legge meglio dal lato di chi paga, non da quello di chi promette. Un concessionario ADM non può limitarsi a scrivere «gioca responsabilmente»: deve fornire strumenti che funzionano, e la differenza fra uno strumento che funziona e uno slogan si vede in tre punti — quando entra in vigore, su quante piattaforme agisce, e quanto tempo ci vuole per disfarlo.
Il primo punto è il limite di deposito. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La stessa asimmetria si ritrova negli strumenti di gioco responsabile di bet365, che comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Limiti e autoesclusione: due cose diverse che vengono confuse
Il limite di deposito decide quanto puoi mettere dentro il conto. L’autoesclusione decide se puoi entrare. Confonderli è l’errore più comune: chi ha toccato il tetto di deposito e vuole continuare a giocare tende a cercare un altro operatore, e in quel momento la protezione che serve non è un tetto ma una porta chiusa.
Il RUA è la porta chiusa, e la sua forza sta nell’estensione. L’art. 15, comma 1, lett. e), del D.Lgs. 41/2024 impone strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Una fonte di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono il 1° febbraio 2026, e durate e forme sono quelle che i termini degli operatori e la pagina ADM indicano. Per il giocatore la conseguenza pratica è che da quella data si può chiudere una singola categoria — per esempio il casinò — e lasciare aperto il resto; prima si chiudeva tutto o niente.
C’è poi un obbligo che non si vede dal lato del giocatore e che vale la pena conoscere, perché spiega perché il settore comunica come comunica. L’art. 15, comma 2, prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è beneficenza: è una quota di legge, e ha la stessa natura di una tassa sulle scommesse che ha smesso di pagare.
Il costo emotivo di un mercato che «protegge»
Il draw no bet è un mercato che vende tranquillità, e la tranquillità ha un prezzo che non compare mai nel prezzo. Il rimborso è un’ancora psicologica fortissima: sapere che il pari non ti fa perdere rende più facile accettare una quota più bassa, e una quota più bassa, ripetuta su cinquanta schedine, è una perdita certa che nessun rimborso compensa.
La matematica è dalla parte del bookmaker, e non c’è niente di scandaloso: è il suo mestiere. Il problema nasce quando il DNB diventa il modo di giocare più di prima — «tanto è coperto» — e la copertura diventa la scusa per alzare la puntata. Il limite di deposito che hai scelto in registrazione non distingue fra una giocata coperta e una scoperta, e non deve farlo: è un tetto, e i tetti si rispettano anche quando la giocata sembra intelligente.
Un’ultima nota, che vale per questa pagina come per qualunque altra: nessun mercato, nemmeno quello con il rimborso, cambia la probabilità che una partita finisca in un modo o nell’altro. Non esiste un DNB sicuro, non esiste un DNB che «non si può perdere», e chiunque ti venda un pronostico con queste parole ti sta vendendo una cosa che non esiste. Il DNB ti dà una cosa sola, e la dà davvero: ti restituisce la posta sul pari. Se il resto vada bene o male lo decide la partita.
I dieci concessionari, uno per uno
Le schede che seguono seguono l’ordine in cui i marchi sono elencati sull’Elenco ADM per codice di concessione crescente. Ogni scheda si chiude con un giudizio: è la parte che un elenco di condizioni non può darti.
AdmiralBet: gli strumenti di controllo prima del palinsesto
AdmiralBet opera sul sito ufficiale con la concessione ADM n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l. È la prima scheda della lista e, per quello che i suoi termini raccontano, anche quella che mette più materiale sul tavolo del gioco responsabile e meno sul mercato.
Le sue condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Aggiungiamo un dettaglio che nella scheda tecnica sfugge: il regolamento delle scommesse a quota fissa di AdmiralBet è del 2022, e contiene la regola sulle tipologie di scommessa i cui esiti non si verificano — la restituzione dell’importo giocato, con il ricalcolo della maggiorazione nelle multiple.
Chi apre il conto qui trova una struttura che ti costringe a decidere le regole prima di giocare, non dopo. È una seccatura per chi vuole solo puntare cinquanta euro sulla partita della domenica, ed è esattamente il punto: un tetto fissato a mente fredda vale più di dieci avvisi che compaiono quando hai già perso due volte di fila. Se il tuo problema è che alzavi il limite la sera stessa in cui lo toccavi, questa è la scheda da leggere per prima, e il fatto che il palinsesto sia descritto altrove non cambia la sostanza.
Sisal: il catalogo delle formule, con il mercato a due esiti fuori scena
Sisal opera sul sito ufficiale con la concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a.
Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. È un catalogo costruito sul nome del prodotto più che sul numero di esiti, e questo ha una conseguenza per chi cerca un DNB: le formule che portano un marchio — DUO, Supercombo, Supercoppia — sono combinazioni pensate per alzare la quota, non per abbassarla, e il mercato a due esiti con rimborso sul pari non è fra quelli che la descrizione nomina.
Non è un’assenza che si possa leggere come una mancanza, perché la descrizione non è un palinsesto e un mercato non nominato non è un mercato assente. Ma il tipo di offerta dice qualcosa: chi arriva su Sisal cercando protezione dal pari sta cercando in un catalogo che punta nella direzione opposta, verso l’aggregazione di più pronostici, e il Cash Out è la sua vera risposta al rischio — chiudere prima, non rimborsare dopo. Chi vuole il pareggio neutralizzato deve guardare il palinsesto della singola partita, non il nome della formula.
Eurobet: una concessione che copre tre siti
Eurobet opera sul sito ufficiale con la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. La stessa società gestisce Bwin e giocodigitale, che sull’Elenco ADM restano righe separate.
Con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Nulla di più, e nulla di meno: è una descrizione che riguarda gli strumenti di gioco, non i mercati disponibili.
Vale la pena fermarsi sulla struttura, perché è quella che nessuna pagina di comparazione mette in evidenza e che un lettore attento dovrebbe pesare. Una società che regge tre siti ha tre vestiti e, plausibilmente, una sola regia sotto: lo stesso regolamento, la stessa assistenza, probabilmente gli stessi tempi di prelievo e le stesse procedure di verifica. Chi confronta Eurobet e bwin pensando di confrontare due operatori diversi sta confrontando due listini dello stesso venditore. La concessione multipla non è un segreto e non è un illecito: è solo la ragione per cui un differenziale di quota fra i due siti va spiegato con il mercato e non con l’azienda.
bet365: centinaia di mercati al giorno e un costruttore di scommesse
bet365 detiene la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc.
bet365 offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. La profondità dell’offerta è il suo tratto distintivo, e va letta insieme agli strumenti di gioco responsabile dell’operatore, che comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. bet365 è anche il primo partner indicato nella stampa di settore per l’autorizzazione ADM della Setka Cup a settembre 2026, un segnale di quanto rapidamente il suo palinsesto assorba eventi appena approvati.
Il Bet Builder+ è la cosa che a un giocatore di DNB interessa più di tutte, e non per il motivo ovvio. Se puoi combinare i mercati di una stessa partita in un biglietto unico, allora puoi costruire una giocata che include un mercato a due esiti senza legarla a una scommessa secca, e le regole di liquidazione di ciascuna gamba restano quelle del mercato a cui appartiene. La profondità, in altre parole, serve al giocatore attento più di quanto serva al giocatore impulsivo — che di solito è quello che spinge il volume dove i mercati sono centinaia e le occasioni sembrano sempre una in più.
Goldbet: quote speciali e un campionato che non esiste
Goldbet opera su Goldbet con la concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy).
Tra i mercati di calcio indicati da Goldbet ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. A queste si aggiungono due prodotti che con il calcio vero non hanno nulla a che fare: la Goldbet League, campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing, corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.
Rete Inviolata è il mercato che merita una riga in più, perché è l’opposto speculare del DNB. Se il DNB esiste per chi teme il pareggio a reti inviolate, Rete Inviolata esiste per chi lo cerca, e nello stesso palinsesto i due mercati convivono senza contraddizione. Per il resto la struttura dell’offerta è quella di un operatore che presidia i mercati laterali — minuti, cartellini, ultimo marcatore — e che copre il calcio di intrattenimento con i virtuali. Chi punta DNB su un campionato maggiore trova il contesto, ma è il tipo di casa dove la tentazione di aggiungere una gamba al biglietto è strutturalmente più forte.
BetFlag: identificazione forte e un bonus senza deposito
BetFlag opera con la concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a.
Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. È una delle poche schede in cui l’apertura del conto è descritta in modo esplicito, e la scelta di mettere l’identificazione digitale accanto al modulo classico dice molto sul posizionamento dell’operatore.
Il bonus scommesse senza deposito di BetFlag vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Fermiamoci sui numeri, perché sono la parte onesta della faccenda: dieci euro in un’unica scommessa, minimo 5.00 di quota totale, tre giorni di tempo. Il valore di questa offerta non sta nell’importo ma nella sua forma: è un bonus senza deposito, quindi il rischio iniziale è a carico dell’operatore, e il prezzo che paghi è la costrizione su una sola giocata entro una finestra strettissima.
Quella finestra stretta è, in pratica, l’intero contenuto dell’offerta: non ti chiede di depositare, ti chiede di decidere in fretta. Per chi non ha ancora un conto aperto da nessuna parte, l’identificazione via SPID che BetFlag mette a disposizione è probabilmente la parte più utile della scheda, perché abbatte il tempo morto fra registrazione e prima giocata proprio quando i tre giorni stanno correndo.
Betsson: migliaia di eventi e un palinsesto da bookmaker generalista
Betsson opera su Betsson con la concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, la stessa società che sta dietro StarCasinò.
L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La lista dei mercati è quella standard di un bookmaker generalista: nessuna sorpresa, nessuna specialità, e la copertura ampiezza-dipendente è la vera promessa dell’offerta — più eventi su cui puntare significa più occasioni di trovare un mercato a due esiti su una partita minore.
Il punto interessante di Betsson non è nella scheda ma nell’intestazione. Con StarCasinò, Betsson condivide Azzurri Limited: due siti, due concessioni (16027 e 16026), una sola società. Chi sceglie fra i due non sta scegliendo fra due operatori; sta scegliendo in quale dei due negozi dello stesso proprietario entrare. È il tipo di informazione che il nome commerciale non dà e che l’Elenco ADM dà in una riga. Per il resto, Betsson è la scheda giusta per chi vuole il draw no bet su una partita che gli altri non quotano, ed è una scheda noiosa proprio perché la sua offerta è quella che ci si aspetta.
StarCasinò: il calcio accanto alle slot, e lo stesso proprietario di Betsson
StarCasinò è titolare della concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited.
L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il nome dice già tutto quello che la scheda conferma: il casinò è il centro dell’offerta, il book è un’ala dell’edificio.
Questa è la scheda della lista in cui la distanza fra il marchio e il prodotto è più evidente, e va detto senza girarci intorno: chi cerca un mercato di calcio a due esiti con rimborso sul pari in una casa che si chiama StarCasinò sta entrando dalla porta di servizio. Il prodotto esiste, è descritto come «varie tipologie di scommessa sportiva» e non c’è ragione di dubitare che il calcio sia coperto; ma il baricentro dell’offerta è altrove, e un giocatore che si fida del nome per capire dove si trova ha sbagliato indizio. Il gestore è lo stesso di Betsson, e questo rende la scelta fra i due ancora più una scelta di recinto che di sostanza.
Planetwin365: streaming e un palinsesto di sport minori
Planetwin365 dispone della concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a.
Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Qui la parola chiave è «quotidiano»: non è un palinsesto costruito sulla partita della domenica pomeriggio, è un palinsesto costruito su quello che si gioca oggi, in orari in cui gli altri hanno poco da offrire.
Che cosa significa per un mercato a due esiti con rimborso sul pari? Significa che il formato può applicarsi a sport in cui il pareggio ha una frequenza completamente diversa da quella del calcio. Il tennis il pareggio non lo conosce — e infatti il DNB non è un mercato da tennis — ma la pallavolo, il tennis tavolo e in parte il basket hanno strutture di punteggio in cui certe finestre possono pareggiarsi. Lo streaming, per chi punta su un mercato che si decide al novantesimo, è la funzione che più cambia il modo di seguire la giocata. Chi scommette sui tornei che gli altri non trasmettono trova qui la sua casa; chi cerca profondità sui grandi campionati deve guardare altrove.
NetWin: una concessione recente e un bonus con i paletti stretti
NetWin gestisce il proprio spazio con la concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a.
Per sbloccare il bonus Sport-50 NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Questa è la riga che va letta due volte, perché contiene quattro condizioni che lavorano insieme: un fattore di rigioco, una finestra, una struttura obbligata della giocata e un elenco di esclusioni.
Il fattore di 3 volte è, di per sé, uno dei più bassi che si vedano in giro. Il problema non è il fattore, sono le condizioni che gli stanno attorno: una multipla di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento significa che il requisito non si può soddisfare con una puntata secca, e le esclusioni tagliano fuori proprio le modalità con cui la maggior parte dei giocatori abituali soddisfa un requisito — il live, l’antepost, il cash out. Mettiamo la stessa cosa in termini di turnover: il requisito si calcola sul deposito, non sul bonus, e ogni giocata utile deve rispettare il minimo di quota per singolo evento. Per un conto nuovo, significa che la prima settimana di gioco è vincolata nel formato prima ancora che nel volume.
Chi ha già un metodo di gioco basato sulle multiple a tre gambe non si accorge nemmeno di avere un requisito; chi gioca singole su cui si sente sicuro deve cambiare abitudini o lasciar scadere il bonus. È il tipo di offerta che sembra generosa sulla prima riga e si stringe dalla terza in poi.
Il margine, alla fine di tutto
Torniamo al numero che resta quando tutti i bonus sono scaduti. Su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90 — di nuovo l’esempio teorico, non la quota di nessuno — la somma degli inversi è 1,0526, la quota-parte restituita a chi punta è circa il 95,0 %, e il margine del bookmaker è circa il 5,0 %. Si tratta di una banda, non di una cifra fissa: cambia con il prezzo e con l’equilibrio del mercato, e su un mercato sbilanciato tra favorito e outsider può crescere parecchio anche quando nessuna delle due quote sembra cattiva. Un pareggio in un DNB non annulla quel costo, perché il margine non è nella gamba perdente: è in entrambe, ed è già dentro la quota che hai accettato.
Su 100 € giocati significa, in media, circa 95 € che tornano indietro sotto forma di payout e circa 5 € che restano al bookmaker su quel mercato. È il prezzo dell’essere nel mercato, e non è una truffa: è il modo in cui un bookmaker paga i suoi conti. Diventa un problema solo se lo dimentichi, e il draw no bet è il mercato che invita a dimenticarlo più di ogni altro, perché la quota più bassa non si sente e il rimborso si sente.
Domande frequenti sulle scommesse con draw no bet
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si controlla l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, dove ogni riga riporta un codice di concessione e il sito .it collegato: al 25 ottobre 2026 le righe sono 52, con codici da 16000 a 16051. In più si confronta il numero indicato nei termini dell’operatore con il concessionario citato nella lista: se non coincidono, la verifica è finita lì.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La quota è il moltiplicatore dell’importo giocato, e la quota valida è quella fissata al momento in cui hai confermato la giocata, non quella che vedi dopo. Un euro puntato a 1,90 restituisce 1,90 €, cioè 0,90 € di profitto; dieci euro restituiscono 19 €. Nelle multiple le quote si moltiplicano fra loro in un unico prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato: su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 la somma è 1,0526, l’inverso di quella somma è la quota-parte restituita a chi punta — circa il 95,0 % — e la differenza rispetto al cento per cento, circa il 5,0 %, è il margine. È una banda, non un valore fisso.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Le modifiche ai limiti di deposito hanno tempi diversi: il limite ridotto entra in vigore subito, mentre per un aumento occorre attendere sette giorni. Il tetto vale per conto, non per singola giocata, quindi non distingue fra una puntata coperta e una scoperta. Se il conto è stato aperto senza SPID e non viene validato entro 30 giorni, la sospensione blocca anche i prelievi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica — 20,5 % sulla rete fisica e 24,5 % a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite — la versa il concessionario. La ricostruzione è riportata dalla stampa di settore: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Offrire gioco in Italia senza concessione è illegale, e il giocatore che partecipa a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi, come ADM stessa riassume la Legge 401/1989 all’art. 4. In più un sito senza concessione non è collegato al RUA, non offre gli strumenti di limite obbligatori e non ha un foro italiano.
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