Scommesse sull'Australian Open: dal palinsesto al margine del bookmaker

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Dati e condizioni verificati al Ottobre 31, 2026; i riferimenti alle concessioni sono riscontrati nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS), l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Gli Australian Open si giocano al Melbourne Park di Melbourne (Australia) su cemento.

Chi cerca le quote del primo Slam dell’anno arriva puntualmente in ritardo. Gli Australian Open 2026 si sono giocati a Melbourne dal 18 gennaio al 1° febbraio 2026, e li ha chiusi Carlos Alcaraz nel singolare maschile e Elena Rybakina in quello femminile. Il torneo che si può ancora giocare è quello del 2027, in programma dal 17 al 31 gennaio. Chi scommette sull’Australian Open, quindi, non scommette quasi mai su un risultato: scommette su un mercato, e il mercato si apre settimane prima della prima palla. È questa la cosa che il calendario decide, e da qui parte tutto il resto.

Il margine del bookmaker non è pubblicità a bordo campo e non è la voce di un listino. È una quota dentro la quota, e la parte che conta è proprio quella che non si vede: due prezzi identici su due esiti opposti non sono due prezzi onesti, sono un’offerta con un buco in mezzo. Prima di discutere quale operatore valga la pena, conviene guardare quel buco da vicino.

Da Melbourne al palinsesto: come si arriva a una quota sullo Slam

Che cosa rende un torneo scommettibile in Italia non è la sua notorietà. È il posto che quel torneo occupa nel palinsesto: il programma di eventi e di tipi di giocata che il concessionario prepara e che ADM approva. Gli eventi entrano uno per uno, non in blocco, e la conseguenza è immediata: dal calendario del torneo si può dedurre dove finirà la prima palla, ma non si può dedurre automaticamente che il mercato sia già aperto. Per un torneo che si gioca dal 18 gennaio al 1° febbraio la finestra utile va quindi controllata, non data per scontata.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Gli Australian Open 2026 si sono giocati a Melbourne dal 18 gennaio al 1° febbraio 2026.

Il tennis ha una struttura che il calcio non ha, e vale la pena averla chiara perché tocca direttamente la scommessa. Agli Australian Open gli uomini giocano al meglio dei cinque set e le donne al meglio dei tre. Nel set decisivo un tie-break sul 6-6 diventa un match tie-break a 10 punti, con due punti di scarto. Chi punta su un mercato legato al numero di set — e sono i mercati che il tennis porta con sé, dal risultato esatto ai game totali — scommette su una variabile che dipende dal tabellone: un uomo e una donna non giocano la stessa partita. Non è un dettaglio da appassionati. È la ragione per cui in questo sport, più che altrove, la quota va letta insieme al formato della partita.

Il torneo ha anche una storia che spiega perché le sue quote non le decidono parametri stabili. La superficie del Melbourne Park è il cemento, ma non sempre lo stesso: Rebound Ace fino al 2007, Plexicushion dal 2008, GreenSet dal 2020. Il primo torneo si giocò nel novembre 1905, l’Australasian Lawn Tennis Association era stata fondata nel 1904. Nell’era Open il recordman del singolare maschile è Novak Djokovic con 10 titoli, tra le donne Serena Williams ne ha 7. Margaret Court arriva a 11 titoli di singolare contando anche quelli precedenti all’era Open, iniziata nel 1969. Quando si legge un’analisi fondata su «rendimento sul cemento australiano», conviene ricordare che il cemento australiano è cambiato tre volte in meno di vent’anni.

Scegliere tra i bookmaker: cinque criteri che pesano prima della quota

In Italia il primo criterio non si sceglie e non si negozia: il bookmaker deve avere una concessione per il gioco a distanza, e la concessione è per singolo sito. Si può saltare tutto il resto solo dopo aver verificato questo, e la verifica non è difficile, purché la si faccia sulla cosa giusta.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Agli Australian Open gli uomini giocano al meglio dei cinque set e le donne al meglio dei tre.

Il secondo criterio è cosa c’è dentro il palinsesto. Una concessione abilita al gioco a distanza, non garantisce un prodotto specifico: un concessionario può detenere diritti su scommesse sportive, poker, giochi di abilità, giochi di sorte a quota fissa, exchange e bingo in qualunque combinazione. Un operatore può quindi avere tutto in ordine e offrire comunque un tennis sottile. Si guarda il programma, non il marchio.

Il terzo è quanto la quota paga davvero, e questo è il criterio che il resto della pagina spiega nel dettaglio. Il quarto è la macchina che sta attorno alla quota: tipi di giocata disponibili, funzioni per chiudere la schedina prima della fine dell’evento, streaming e dati in tempo reale. Il quinto sono gli strumenti di tutela, perché un limite che si abbassa con un clic è un limite, e un limite che si alza dopo sette giorni è una promessa condizionata. Chi sceglie prima la quota e poi la tutela ha già scelto in ordine sbagliato.

Un criterio che non appartiene a questa lista, e che conviene togliere subito dal ragionamento: la posizione in una qualunque classifica. Un posto in una comparazione non è una concessione, e non è nemmeno una prova che il prodotto esista.

Come si legge davvero una quota: il margine dentro il prezzo

Prendiamo un mercato a due esiti — una finale, un testa a testa, un match che il bookmaker tratta con due sole uscite — e assegniamo a entrambi gli esiti una quota identica a 1,90. È un esempio, non un prezzo quotato da nessuno. La quota 1,90 su un esito e 1,90 sull’altro si legge così: la probabilità implicita di ogni esito è 1 ÷ 1,90, quindi circa 52,6 % per uno e 52,6 % per l’altro. Sommate, fanno circa 105,3 %. Un certo risultato deve uscire, sempre, e la somma delle probabilità di tutti gli esiti possibili non può superare il 100 %.

Quel 105,3 % è quello che il bookmaker si tiene. Il payout del mercato è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), che equivale a circa 95 %, e il margine è il resto: attorno al 5 %. In cifre povere: su 100 € puntati complessivamente su quel mercato, il bookmaker ne restituisce in media circa 95 a chi ha indovinato e ne trattiene circa 5. Non li trattiene a fine giornata né su ogni singola giocata; li trattiene in media, e nel lungo periodo è questa la voce che decide l’esito economico di chi scommette spesso.

Il numero non è mai uno solo. Il margine dipende dal mercato: un 1X2 secco tende a costare meno di un risultato esatto, di un numero di set o di una combo costruita dall’operatore, perché i mercati più stretti sono quelli dove il bookmaker ha meno concorrenza interna e più incertezza da coprire. Con prezzi leggermente diversi — 1,95 e 1,95 invece di 1,90 e 1,90 — il payout sale a circa 97,5 % e il margine scende a circa 2,5 %. Per questo la banda di mercato da tenere a mente è quella che va da circa 2,5 % a circa 5 %: circa 5 % su un mercato principale a due esiti, e qualcosa in meno quando i prezzi sono più generosi. Più il mercato è largo e creativo, più conviene presumere di stare sul bordo alto.

Su una multipla il discorso cambia di forma. Le quote delle singole giocate si moltiplicano in un prezzo unico: il margine però non si moltiplica insieme a loro, si somma. Una multipla da cinque eventi con il 5 % di margine su ciascuno non costa cinque volte il 5 %, ma costa abbastanza da trasformare un’idea decente in un’idea mediocre. È lo stesso meccanismo per cui le promo che chiedono «quota totale minima 10.0» sulla multipla — come la freebet settimanale dell’Extra Bet Club di William Hill, legata a una giocata di almeno 20 € con almeno 5 eventi — pescano sempre in quella zona del listino: la quota alta richiesta esiste perché il margine composto esiste.

Quali operatori accettano scommesse sul tennis in Italia

Cosa dicono i numeri di concessione e cosa no

La tabella mette accanto il numero di concessione, il concessionario e quello che le condizioni dell’operatore dicono in proprio sul prodotto sportivo. Le colonne sono scelte per questo confronto, non ripetute da un modello comune.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano le condizioni dell’operatore
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato; limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco da impostare in registrazione
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Principali campionati di calcio nazionali ed europei e coppe europee, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live

Un numero di concessione è un numero di concessione, non un giudizio. Il codice identifica un sito autorizzato, e nella tabella il codice sta accanto al nome proprio perché la concessione è per sito e non per azienda: la stessa società può comparire su più righe dell’elenco. La colonna centrale serve a questo, non a graduare i marchi. Quello che la tabella non dice, e che nessuna tabella può dire, è se il tennis che interessa c’è davvero: due operatori possono dichiarare entrambi «tennis» e trattare la cosa in modo diverso, uno con il solo tabellone principale e l’altro con i tornei minori, i mercati sui set e i game. Si controlla il palinsesto prima della partita, non il giorno stesso.

Nella colonna di destra il tennis compare per nome in tre casi su dieci. Eurobet lo mette in un palinsesto larghissimo; Sisal lo accompagna a un numero di eventi live dichiaratamente enorme; bet365 lo affianca a un catalogo di sport più corto ma con un ruolo di partner globale di una competizione. Non è una classifica di competenza sul tennis — è una fotografia di come queste tre condizioni descrivono il prodotto. Per gli altri sette marchi lo sport è dichiarato in modo generale o la comunicazione è costruita su altro, e la partita va cercata direttamente nel programma dell’operatore.

Eurobet: la concessione più ampia non è una concessione sul tennis

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale opera Eurobet con la concessione n. 16012, e l’app Eurobet Sport dichiara un palinsesto che va dal calcio al tennis e al basket, passando per Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni. È la lista più eterogenea di questa comparazione, e vale la pena dirlo perché è una scelta editoriale ben precisa: un operatore che quota le elezioni quota anche i mercati in cui il margine è alto e la competenza del cliente è bassa. Il tennis, lì in mezzo, non è né il prodotto principale né un ripiego. Chi segue il circuito e cerca anche solo i mercati minori di un 250 di gennaio resta comunque legato al palinsesto approvato, quindi alla domanda giusta: c’è quel torneo, e da quando. Eurobet è la scelta di chi vuole un catalogo ampio nello stesso posto in cui tiene il conto. Non è la scelta di chi cerca lo strumento più affilato sul tennis.

StarCasinò: il marchio è casinò, lo sport arriva dopo

StarCasinò è Azzurri Limited, concessione n. 16026 su StarCasinò, e il nome dice già come è costruito il prodotto. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, ma lo fa accanto alle slot e al Live Casinò: il bookmaker è un’ala della casa, non il contrario. Per chi cerca le quote del torneo di Melbourne questa non è una scorciatoia ma un accesso indiretto. Conta il fatto che il prodotto esista e sia regolare, conta meno la profondità con cui è trattato. Chi ha già lì il conto da casinò e vuole giocare la partita senza aprire un secondo conto trova una soluzione accettabile; per chi scommette sul tennis con continuità è una sistemazione di ripiego.

BetFlag: un bonus da 5.000 € che non è un bonus sul tennis

Betflag S.p.a. gestisce BetFlag con la concessione n. 16008, e in promozioni parla di un Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Il tetto è alto, ed è proprio il tetto alto a richiedere un momento di pazienza. Un bonus percentuale sul deposito è denaro accreditato con condizioni, non un premio per la partita che si vuole giocare, e il primo deposito di chi punta sul tennis non cambia la generosità dell’offerta per quel torneo: cambia solo quanto entra nel saldo e quanto peso si sta dando alla parte promozionale del conto. Il 100 % su 5.000 € è un numero che parla a chi versa cifre importanti e resta legato all’operatore per un po’, non a chi versa 50 € per la prima settimana di gennaio. BetFlag resta interessante per l’apertura del conto, dove affianca alla registrazione classica le procedure con SPID e con CIE. Ricordarlo non è secondario: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi si bloccano, e chi apre il conto per seguire un torneo che dura due settimane non ha tempo da perdere in verifiche.

AdmiralBet: la tutela raccontata meglio della quota

Admiral Bet S.r.l., concessione n. 16048 su AdmiralBet, è in questa lista per un motivo diverso dagli altri. Le sue condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione il conto chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con una regola asimmetrica che vale la pena leggere due volte: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quella asimmetria è il pezzo di design più interessante della scheda. Chi decide di ridursi il tetto lo fa subito; chi decide di allargarlo aspetta una settimana. Sul tennis di Melbourne, AdmiralBet non dice nulla di specifico in queste condizioni, e la sua collocazione in questa comparazione riguarda la struttura del conto, non il listino del torneo.

Sisal: la macchina del live, dove il margine lavora più veloce

Sisal Italia S.p.a. opera Sisal con la concessione n. 16020, e la sua app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il tennis è tra le quattro discipline elencate, ed è l’unica menzione del tennis in una frase che parla di streaming. Il numero da tenere a mente è l’altro: 15.000 eventi live non sono un servizio, sono un modello di business. Ogni mercato in-play è un mercato che si riprezza, e ogni riprezzatura è una nuova occasione di margine applicata a un cliente che decide in fretta. Tra le scommesse proposte da Sisal ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il bonus di benvenuto si riceve essendo titolari di un conto di gioco, registrandosi sul sito o dall’app ed effettuando una prima ricarica, e il credito si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Sisal è la scelta di chi vuole profondità di mercato e strumenti per muoversi durante la partita; chi cerca il prezzo più tranquillo su un singolo match di primo turno si troverà in una sala molto affollata.

Lottomatica: il calcio in tempo reale, il tennis per adesione

Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) è il concessionario dietro Lottomatica, concessione n. 16010, ed è il caso più chiaro di quanto poco il nome dica della proprietà: il concessionario non porta il marchio. Il prodotto dichiarato copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il tennis non compare in questo elenco, e non è un caso: il palinsesto è costruito intorno a ciò che il pubblico italiano guarda in televisione, e il torneo di Melbourne si gioca a orari che in Italia cadono di notte. Un bookmaker che mette avanti la diretta televisiva si organizza diversamente da uno che mette avanti la copertura internazionale. Lottomatica resta una scelta solida per il campionato, meno per le due settimane australiane.

William Hill: la freebet che chiede una quota difficile

William Hill Malta Plc opera William Hill con la concessione n. 16044, e il suo programma Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Leggiamo la condizione per quello che è: 20 € su cinque eventi con quota totale minima 10.0 non è una giocata da biglietto piccolo, e non è una giocata da torneo di tennis — è una multipla costruita per il campionato, con cinque esiti che devono tutti reggere. La freebet vale 5 € alla settimana, la puntata della freebet in caso di vincita non torna indietro, e la condizione della quota totale minima sta lì per una ragione meccanica: per costruire una quota complessiva di 10.0 servono almeno cinque eventi, e cinque eventi significano cinque margini sommati. Il club premia chi gioca spesso e in grande, non chi cerca un match di Melbourne. In una comparazione sul tennis resta il punto debole della scheda.

Planetwin365: venti sport e la domanda che resta aperta

Pwo S.p.a. gestisce Planetwin365 con la concessione n. 16007. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È il catalogo più ampio dichiarato tra quelli che parlano di sport e non di casinò, e con venti discipline la probabilità che il tennis ci sia è alta. La probabilità non è la certezza, e la profondità è un’altra cosa dalla presenza: un torneo dello Slam non è solo il tabellone principale, è il numero di mercati per incontro e la disponibilità prima del sorteggio. Chi sceglie Planetwin365 per la varietà la trova; chi la sceglie aspettandosi il listino più ricco del torneo farà meglio a controllare prima.

Betfair: l’alternativa al margine, con le sue regole

Betfair Italia S.r.l., concessione n. 16028 su Betfair, è l’unico operatore di questa lista che non è un bookmaker nel senso degli altri. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate — cioè anche Betfair vende prodotti a margine alto. L’exchange, però, è un gioco separato previsto dalla legge: il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima. La differenza sta in chi paga il margine: in un bookmaker paga il cliente, in un exchange paga il cliente che vince sotto forma di commissione. La cosa da sapere prima è che non è lo stesso conto con una funzione in più. La documentazione dell’operatore è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Le regole di commissione degli exchange attivi oggi non sono stabilite, e chi ci mette soldi veri se le legge prima.

bet365: partner globale, mercato italiano

Hillside (New Media Malta) Plc opera bet365 con la concessione n. 16030. L’app si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il tennis è nella lista, dichiarato senza aggettivi: è una menzione onesta e poco informativa, che dice che il mercato c’è ma non quanto sia profondo. L’argomento vero della scheda è il ruolo internazionale, che racconta una piattaforma costruita per coprire molti sport contemporaneamente e per farlo inline. Su un torneo che si gioca tra le undici di sera e le sette del mattino italiane, quella copertura vale più di una promozione, perché significa che il mercato è presidiato anche quando conviene. Sugli strumenti di gioco responsabile bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Quanto costa seguire solo la quota più alta

La colonna che il lettore cerca per prima, in una tabella come quella sopra, è il prezzo. Non c’è. Le quote di un torneo che si è giocato dal 18 gennaio al 1° febbraio 2026 sono archivi, e quelle dell’edizione 2027 non sono ancora formate: qualunque numero pubblicato qui sarebbe inventato, e un numero inventato rende inutili tutti gli altri. Il calcolo del margine resta però utile, perché non dipende da un torneo. Un mercato a due esiti quotato 1,90 / 1,90 paga circa il 95 % di quanto raccoglie e trattiene circa il 5 %; lo stesso mercato a 1,95 / 1,95 paga circa il 97,5 % e trattiene circa il 2,5 %. La distanza tra un operatore che sta sopra e uno che sta sotto il 3 % di margine è, su cento giocate, la differenza tra perdere qualcosa e perdere il doppio. È per questo che il bookmaker fa la differenza, e non è per questo che la classifica dei bookmaker è utile: la lista dei concessionari autorizzati dice chi ha il titolo per accettare la giocata, non quanto bene la paghi.

Vuoi la cosa più concreta da portare via? Il confronto tra due operatori si fa su una partita sola, la stessa, allo stesso momento: si prendono i prezzi offerti sugli stessi due esiti, si sommano le probabilità implicite e si guarda quale somma è più bassa. È un’operazione che richiede due minuti e un foglio, e che nessuna promozione sostituisce.

Concessione ADM, palinsesto approvato e siti inibiti: cosa rischia chi sbaglia operatore

Ogni evento scommettibile passa da ADM. Una giocata si accetta solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo quanto riporta la stampa di settore. Il palinsesto non è una formalità, è il perimetro legale dell’offerta. Quali sport e quali tipi di giocata contenga, caso per caso, resta una domanda a cui si risponde guardando il programma dell’operatore.

Il quadro delle concessioni è cambiato con il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Non si tratta di licenze aperte: le concessioni si assegnano per gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione — dalle scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, ai giochi di abilità e di sorte a quota fissa, alle scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, il betting exchange, al bingo. L’art. 6, comma 3 fissa in nove anni la durata massima, senza rinnovo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Le successive modifiche al decreto del 2024 non sono note.

Come si verifica una concessione, e perché un posto in classifica non basta

L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è lo strumento. Una lettura risalente al 25 ottobre 2026 conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it: un’azienda può detenerne più di una, come Eurobet Italia S.r.l., che risulta su Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La conseguenza pratica è che la concessione è per sito, non per società. Le altre due conseguenze contano ancora di più per chi scommette.

La prima: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, ai giochi di sorte a quota fissa, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Un nome nell’elenco, di per sé, non dimostra l’esistenza di un’offerta di scommesse sportive; a dimostrarla sono il sito e l’app dell’operatore. La seconda: un posto in una comparazione non è una concessione. Fra i marchi noti che al 25 ottobre 2026 non risultano tra le 52 righe dell’elenco ci sono Unibet, Betway, 1xBet e 22bet, e questo li colloca fuori dal perimetro italiano, non in una categoria grigia da valutare caso per caso.

Il passo pratico è breve: le condizioni dell’operatore dicono il numero di concessione e la società, e il numero si confronta con l’elenco. Due minuti di lavoro prima di versare il primo euro.

Puntare su un sito senza concessione: l’esposizione è del giocatore

L’offerta di gioco a chi sta in Italia senza concessione è illecita, e la legge non si limita a colpire chi organizza. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come la cita ADM il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. È la regola lato giocatore, nella formulazione che dà ADM. L’importo dell’ammenda non è noto.

Il sistema di blocco funziona e non funziona mai bene come sembra. ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici; i fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e i domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia, e i mirror ricompaiono in poche ore. Il blocco lavora a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. La parola che descrive il risultato è «oscurati», ed è una parola giusta: il sito non è chiuso, è invisibile a chi usa quel fornitore.

C’è anche un art. 22, comma 1, D.Lgs. 41/2024, che prevede un regolamento concordato con la Banca d’Italia per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione. La sua entrata in vigore è confermata? No: non risulta confermata, e su questo punto conviene non contare sul futuro.

Pubblicità vietata, bonus consentiti: la regola del Decreto Dignità

Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. ADM aggiunge che la pubblicità di operatori privi di concessione può attirare provvedimenti di AGCOM sui mezzi che la ospitano.

Il punto che riguarda il lettore è un altro. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un tetto statutario ai bonus e un tetto ai requisiti di puntata non risultano, e per questo importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Il numero di concessione del sito su cui si gioca, invece, è una cosa che la pubblicità non può più dirvi in faccia.

Sul fronte sanzionatorio il quadro è in movimento. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, secondo la stampa di settore; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non una norma: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. Il suo esito non è stato trovato, e alla data della verifica il divieto è in vigore.

Chi paga l’imposta: il concessionario oggi, gli altri domani

L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato) è del 20,5 % se la raccolta è fisica e del 24,5 % se la raccolta è a distanza, calcolata sulla differenza tra le giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima erano il 43 % e il 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore, e se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non risulta.

Per il giocatore la conseguenza è più semplice di quanto sembri. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione ovvia: consultare un commercialista.

Le vincite da siti non autorizzati o esteri seguono una strada diversa. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va presa per quella che è, andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Se la partita si guarda di notte: come cambia la giocata

Un torneo che si gioca a Melbourne ha un orario che in Italia rende la partita un evento notturno, e questo ha conseguenze concrete su come si scommette. Il pre-match si costruisce con calma nelle settimane precedenti e assorbe i movimenti del tabellone; il live invece si gioca quando in Italia sono le due di notte, in un mercato che si riprezza a ogni game. Chi non regge quegli orari scommette di fatto in pre-match, e per lui il criterio che conta torna a essere il margine del mercato principale. Chi li regge si trova davanti al prodotto in-play di questi operatori, che è anche il prodotto sul quale il margine si applica più spesso.

La struttura del tennis aggiunge una variabile che negli altri sport non c’è. Con il meglio dei cinque set gli uomini hanno più margine di recupero, e il mercato lo prezza: una rimonta da due set sotto è rara ma non rarissima, e i prezzi lo scontano. Con il meglio dei tre set una partita può girare in venti minuti. Un match tie-break a 10 punti nel set decisivo è la sintesi di tutto questo: uno scambio di punti che vale un incontro e che nessun modello prevede. Chi gioca i mercati legati al numero di set sta scommettendo su una variabile che dipende dal formato, non dal ranking.

Gli strumenti di tutela: limiti veri, attese e un registro che non copre tutti

Il conto di gioco, l’identificazione e i trenta giorni

Un conto di gioco richiede l’identificazione piena, e in Italia l’età minima è 18 anni. Il principio della tutela dei minori di età compare nell’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024, le condizioni della concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Sull’identificazione le strade sono due: la registrazione con modulo e copia di un documento, oppure SPID e CIE, che alcuni operatori offrono accanto alla registrazione classica. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure con SPID e con CIE. Il termine da ricordare è uno: senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano.

Per chi arriva al torneo con un conto nuovo, la conseguenza pratica è l’unica scadenza che conta davvero. Un torneo di due settimane e un conto non validato non convivono: o si completa la verifica, o alla fine di gennaio si scopre che il saldo è lì ma non esce.

Limiti di deposito e autoesclusione: chi li decide

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede gli strumenti che ogni concessionario deve mettere a disposizione: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore, limiti sugli importi depositati in un periodo definito fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per aumentarlo. È l’asimmetria che dice come è pensato lo strumento: stringere è gratis, allargare costa una settimana di riflessione. AdmiralBet applica la stessa logica su ricarica, spesa e tempo di gioco, con i limiti impostati su base giornaliera, settimanale e mensile. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nel bando non è nota.

L’autoesclusione ha un doppio livello. L’art. 15, comma 1, lett. e) impone strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Il contenitore è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018: chi ci entra è bloccato su tutte le piattaforme online con concessione ADM e sulle sale fisiche. Un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina di ADM indicano. AdmiralBet, per esempio, prevede 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

C’è poi il buco che nessun elenco riempie: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si è autoescluso ed è sulla lista nera di uno di quei marchi è semplicemente un cliente, e nessun registro lo protegge. È il modo più concreto in cui la concessione cambia la vita di una persona e non solo la quota di un mercato.

Il buio in mezzo ai casinò: il punto debole della lista

Ogni scheda di questa comparazione ha una cosa in comune che vale la pena dire una volta sola: la concessione ADM non dice nulla sui giochi offerti, e un nome nell’elenco dei concessionari autorizzati non dimostra da solo che le scommesse sportive esistano su quel sito. Marchi con un’anima da casinò e un bookmaker attaccato — StarCasinò è il caso evidente — stanno nello stesso elenco di marchi che nascono come bookmaker. Chi sceglie per il tennis non può usare l’elenco come filtro, e chi usa una comparazione come filtro sta usando uno strumento che non filtra: si guarda il programma di scommesse dell’operatore, sport per sport, mercato per mercato. È l’unica verifica che risponde alla domanda che conta.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Si scommette solo sugli eventi del palinsesto approvato, cioè il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 lo definisce così, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Quali sport e quali tipi di giocata ogni palinsesto contenga non è stabilito in anticipo.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si confronta il numero di concessione dichiarato nelle condizioni dell’operatore con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga corrisponde a un sito .it. Nella lettura risalente al 25 ottobre 2026 le righe sono 52, con codici da 16000 a 16051, e la concessione è per sito, non per società.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Su 10 € a quota 1,90 la vincita è 19 € e il profitto netto 9 €. Su una multipla le quote dei singoli esiti si moltiplicano in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti di un mercato, calcolate come uno diviso la quota di ciascuno. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 la somma è circa 105,3 %, il payout è circa 95 % e il margine circa 5 %. Più bassa è la somma, più il mercato è generoso.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta cade sul concessionario. Vincite da siti non autorizzati o esteri sono un’altra cosa: l’Agenzia delle Entrate le inquadra come redditi diversi. Per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione. Abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede anche limiti di tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore.

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