Scommesse su Wimbledon 2026: quali bookmaker ADM, quali mercati
Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026, con le concessioni confrontate con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).
Wimbledon è il tipo di torneo che mette in crisi l’idea che il lettore ha di sé come scommettitore. Due settimane, un solo tabellone, un vincitore maschile e uno femminile: nel singolare le strade verso un mercato pieno sono pochissime, e chi arriva da un pomeriggio di Serie A con dodici partite e sessanta mercati per partita lo capisce alla prima schedina. Il torneo 2026 è già archiviato — si è giocato dal 29 giugno al 12 luglio 2026 a Londra, sull’erba, ed è stata la 139ª edizione, con Jannik Sinner vincitore nel singolare maschile per la seconda volta consecutiva e Linda Nosková nel femminile. Chi cerca «scommesse sul wimbledon 2026» in questo momento sta quindi cercando due cose diverse insieme: com’è andata l’ultima edizione e dove si gioca il torneo che verrà, che è quello del 2027 e le cui date non sono ancora fissate. Le due domande non hanno lo stesso peso, e la seconda è quella su cui un lettore può ancora fare qualcosa.
Qui sotto ci sono dieci operatori con concessione ADM, ognuno su un sito .it, ognuno con un numero di concessione e una ragione sociale che il lettore può andare a leggere nei termini del sito stesso. Non è una classifica del merito e non è un invito ad aprire un conto: è un confronto fra strade, ognuna con un costo, e il costo più importante non è il bonus di benvenuto. È il margine che sta dentro ogni quota, e quello si vede solo se qualcuno si prende la briga di calcolarlo.
Come sono stati valutati i dieci operatori in elenco
Prima delle singole schede, conviene dire in chiaro su che cosa poggia questo confronto, perché il criterio è più stretto di quello che circola nelle pagine di comparazione e produce un elenco più corto.
Il cancello è la concessione, e non è una formalità burocratica. In Italia un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un sito .it proprio. La lista pubblicata da ADM è l’intera prova di chi la possiede: non esiste un altro modo pubblico di verificarla, e una presenza in una pagina di confronto non vale nulla come concessione. Il secondo criterio è che il soggetto abbia qualcosa da dire sui mercati, e qui il lettore deve imparare a diffidare di due parole che sembrano rassicuranti e non lo sono. La prima è «lista»: l’Elenco dei concessionari ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, e non ha alcuna colonna per i giochi. Una riga nell’elenco non dice da sé che quel concessionario offra scommesse sportive; lo dice il sito dell’operatore, o la sua app. La seconda parola è «concessione»: è per sito, non per azienda, e un’impresa può tenerne più di una — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.
Il terzo criterio è la sostanza del prodotto. Un buon numero di questi marchi è nato nel casinò e ha aggiunto il bookmaker dopo; non c’è niente di male, ma il lettore che apre il tavolo verde e trova quattro mercati su una partita di terzo turno ha il diritto di saperlo prima. Il quarto, e per questo lettore il più decisivo, è la profondità e la trasparenza dei numeri: quanti eventi, quanto live, che tipo di mercati.
Last but not least, nessuno di questi dieci operatori è descritto qui per ciò che non è. Molti operatori di questo elenco non portano nella propria comunicazione niente di specifico su Wimbledon, e questo non è un difetto: nessuno pubblica dentro i termini e condizioni l’elenco dei tornei di tennis che coprirà a luglio. Il tennis c’è, ed è la cosa che conta.
I numeri di concessione: chi c’è dietro il marchio
| Brand | Numero di concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore sul tema di questa pagina |
|---|---|---|
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | L’app cita Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo a quote maggiorate; per gli account sull’exchange italiano la documentazione riportata indica una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | L’app sport copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP fra gli altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | L’app copre schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket; fra le giocate Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal, No Goal, Multigoal, e Cash Out per chiudere prima della fine |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati 1X2, combo bet e marcatori, più live score |
Due letture di questa tabella valgono più della tabella. La prima: il nome del concessionario quasi mai coincide con il marchio, e la differenza non è un cavillo. Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò sono la stessa Azzurri Limited — e il lettore che vuole sapere con chi sta firmando lo legge nella riga di licenza dei termini dell’operatore, non nello spot. La seconda: due codici consecutivi nella stessa fascia non significano due aziende diverse, e questo tocca direttamente la scelta. Chi apre un conto su Betsson e uno su StarCasinò ha un rapporto con la stessa società, un dato che vale la pena avere in testa quando si valutano due offerte di benvenuto come se fossero indipendenti.
Il secondo punto da fissare è cosa questa tabella non contiene. Non contiene un margine, non contiene una quota, e non poteva contenerne: un margine misura una partita, un mercato e un istante, e quelle partite non sono ancora in palinsesto. Chi vuole il numero lo trova nella sezione che spiega come leggerlo dalle quote, ed è l’unico posto in cui ha senso confrontare gli operatori su un dato comune, perché il prezzo di un mercato è l’unica grandezza che non dipende dalle condizioni promozionali di nessuno.
Come leggere l’elenco: quattro criteri e il loro ordine
Il primo criterio è la concessione, il secondo è il prodotto di scommessa (che l’elenco di ADM non garantisce), il terzo è la copertura — e qui l’ordine conta, perché il terzo non si può valutare prima dei primi due. Wimbledon ha 128 giocatori nel tabellone maschile e altrettanti nel femminile, ma il singolare è un mercato a due esiti: il numero di eventi su cui si può scommettere durante il torneo è grande, quello dei mercati che chiunque conosce è piccolo. Per questo i tre ordini di grandezza che seguono — eventi, live, tipologie di giocata — non sono un punteggio di qualità ma il modo in cui un operatore mostra al lettore quale strato di competizione vuole servire.
Il secondo posto fra i criteri è la copertura delle giocate: singola, multipla e sistema sul tennis significano cose diverse e non hanno lo stesso rischio, e un operatore che lascia la schedina libera di combinare due partite dello stesso torneo offre una possibilità che un altro semplicemente non offre.
Terzo posto per i mercati di dettaglio: combo, marcatori, DNB (rimborso in caso di pareggio), handicap. Non sono la stessa cosa di un mercato a due esiti e non li si giudica con lo stesso metro. Quarto posto per ciò che rende il torneo seguibile dal divano, cioè lo streaming.
Nessuno di questi quattro criteri dice chi coprirà Wimbledon 2027, perché nessun operatore pubblica oggi il palinsesto di luglio 2027, e le date stesse del torneo non sono note. Un elenco che promettesse di saperlo starebbe vendendo fumo. Quello che si può dire con certezza è che il tennis sta nel catalogo di pressoché tutti i dieci marchi qui sopra, che è la condizione minima per una scommessa sull’erba, e che chi paga il proprio conto un anno prima ha il diritto di essere guardingo.
Fondamenti: che cos’è Wimbledon per chi scommette
Per il lettore che arriva da altri sport, il torneo ha tre caratteristiche che cambiano il modo di giocare, e nessuna delle tre è ovvia.

La prima è la superficie. I Wimbledon Championships si svolgono nel quartiere londinese di Wimbledon e sono organizzati dall’All England Lawn Tennis and Croquet Club, l’AELTC: è l’unico torneo del Grande Slam su erba. L’erba premia il servizio, accorcia gli scambi e, soprattutto nei primi giorni, lascia il campo irregolare per i giocatori meno abituati al rimbalzo basso. Tradotto in scommessa: le sorprese dei primi turni sono più frequenti che sulla terra, e una quota per una testa di serie contro un qualificato non è mai bassa quanto sembra nel tabellone.
La seconda è la collocazione nel calendario. Wimbledon è il terzo torneo del Grande Slam dell’anno e dura ogni anno due settimane a partire da fine giugno. La successione conta: chi arriva dal Roland Garros con tre settimane di stagione sull’erba è un giocatore diverso da chi arriva senza aver mai giocato sull’erba, e il primo turno di un ex specialista del rosso è spesso il momento più redditizio e più rischioso del torneo.
La terza è il formato dello score, che molti scommettitori sbagliano a tradurre in mercati. Ai campionati uomini e donne non giocano la stessa partita: gli uomini giocano al meglio dei cinque set e le donne al meglio dei tre; sul 6-6 si gioca un tie-break ai 7 punti e, nel set decisivo, dal marzo 2022 si gioca un match tie-break ai 10 punti con due punti di vantaggio. Per chi scommette sul numero di set, sulla durata o su un mercato a tre esiti, una partita al meglio dei cinque non è una partita al meglio dei tre. Una giocatrice che perde il primo set ha ancora due set di margine; un giocatore che ne perde uno ne ha ancora quattro, e il mercato su «quanti set» si muove di conseguenza.
Il quarto elemento è il tempo. Due settimane di torneo significano un tabellone che si dirada, e la copertura dei mercati cambia insieme al tabellone: dopo i quarti restano quattro partite per genere, e il numero di eventi su cui giocare crolla mentre l’attenzione sale. Chi punta i primi giorni ha più scelta e meno informazione; chi punta l’ultima domenica ha quasi nessuna scelta ma tutto il torneo già visto. È lo stesso trade-off della formula uno, con una differenza: qui ogni partita è un evento a sé, e non esiste una singola scommessa che copra l’intero torneo.
Vale la pena aggiungere una nota storica che serve a capire quanto il torneo sia cambiato: i primi Lawn Tennis Championships di Wimbledon iniziarono il 9 luglio 1877 a Worple Road. Un secolo e mezzo dopo, il torneo ha ancora un direttore, la superficie e la sede nel nome, ma il calendario è quello che è: due settimane, dieci giorni di gioco se il tempo tiene, e una quota che si muove continuamente su ogni singolo punto.
Il calendario del torneo e le date che contano per il palinsesto
Quello che il lettore ha davanti oggi è un torneo di Wimbledon giocato e uno da giocare. Il 2026 si è disputato dal 29 giugno al 12 luglio 2026 ed è stato la 139ª edizione; Sinner ha vinto il singolare maschile ripetendo il successo dell’anno precedente, Nosková il femminile. Il 2027 seguirà, ma le date non sono note: quello che si sa è che Wimbledon dura due settimane a partire da fine giugno, e che è il terzo Slam dell’anno.
Per chi scommette, la coda del torneo è la parte meno interessante e la più prevedibile: il mercato si concentra su quattro nomi e le quote si comprimono. La parte interessante è l’inizio — il primo turno con 128 giocatori per tabellone, giocatori che arrivano da tornei diversi, teste di serie ancora in grado di perdere. Non è un consiglio su chi giocare, che nessuno può dare; è un’osservazione sul numero di eventi, che nell’arco della prima settimana cresce e poi precipita.
Il lettore che vuole mettersi in posizione prima di luglio ha un’unica cosa da fare con i bookmaker: verificare che il tennis sia nel palinsesto e che il mercato offerto sia quello in cui intende giocare. Il palinsesto di un concessionario è il programma degli eventi e delle tipologie di giocata preparato dall’operatore e approvato da ADM, e su di esso si accetta la giocata; ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Chi cerca oggi la voce «Wimbledon» nel palinsesto di un operatore sta cercando qualcosa che arriverà, e arriverà per tutti nello stesso periodo: la differenza non si fa nella lista degli eventi, si fa nelle quote di quel mercato a due esiti.
Normativa ADM: chi può accettare una giocata in Italia
Il quadro qui non è un dettaglio da appendice. È il motivo per cui metà di questa pagina ha un senso e l’altra metà è una lista di numeri di concessione.

Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare «AAMS» per abitudine. Il testo di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze italiane sono concessioni assegnate con gara pubblica, non licenze aperte, e questo spiega perché il numero di operatori sia piccolo e perché la loro lista cambi lentamente. L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. La concessione dura al massimo nove anni senza rinnovo (art. 6, comma 3), e fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3).
I numeri aggiornati: la gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.
Concessione ADM: come si verifica, e perché è per sito
La verifica è più semplice di quanto il lettore si aspetti e meno rassicurante di quanto speri. Si apre l’elenco di ADM e si cerca il nome; poi si apre il sito dell’operatore e si legge il numero di concessione e la ragione sociale nei suoi termini. Due passaggi, entrambi pubblici, nessuno dei quali è una pagina di comparazione.
Il punto meno rassicurante è che la verifica si ferma lì. La concessione è per sito, non per azienda, e l’elenco non ha una colonna per i giochi: un concessionario può avere i diritti per scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra l’offerta di scommesse sportive. La dimostra il sito dell’operatore, con il suo palinsesto. Chi ha fretta tende a confondere le due cose, e la confusione va nel senso sbagliato: si dà per scontato che un concessionario offra tutto, e a volte non è così.
Una nota che riguarda direttamente la scelta fra gli operatori: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Non è un giudizio su di loro, è un fatto amministrativo — e per il giocatore italiano sposta la questione su un altro terreno, quello che l’elenco dei siti inibiti chiarisce meglio.
Il palinsesto approvato: perché non si scommette su tutto
Il concetto di palinsesto è quello che il lettore medio padroneggia meno, e il più utile da capire prima di luglio. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e delle tipologie di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. La conseguenza pratica è secca: si può accettare una giocata solo su eventi che stanno in quel programma. Non è una lista di sport che qualcuno aggiorna per comodità, e ADM procede evento per evento: a settembre 2026, secondo la stampa di settore, ha autorizzato la Setka Cup con bet365 come primo partner.
Qui sta la ragione per cui «Wimbledon c’è nel palinsesto?» è una domanda mal posta. Il tennis, come categoria, entra e non è in discussione; la singola partita entra quando entra. Il lettore che il 30 giugno cerca una partita del primo turno su un operatore e non la trova non ha scoperto un operatore che «non copre il tennis»: ha scoperto che quella partita non era in quel palinsesto, in quel momento. È lo stesso meccanismo che vale per gli eventi simulati — l’art. 2, lett. v) definisce le scommesse su eventi simulati come eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, consentite dentro una concessione per scommesse sportive — e per l’ippica, che nella legge è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale (lett. c), che richiedono una concessione propria.
Sul live, infine, la cautela è d’obbligo: tutti i grandi operatori offrono il live, ma le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note e non esiste un elenco pubblico di mercati live. Chi legge un numero di mercati live su un’app lo legge come caratteristica dell’operatore, non come garanzia normativa.
Exchange, virtuali e i confini dell’offerta
L’offerta italiana ha una forma che sorprende chi arriva da siti esteri: il betting exchange è un gioco a sé. L’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 lo ammette come scommessa a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, e l’art. 2, lett. u) precisa il meccanismo: il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Fra i dieci marchi di questa pagina Betfair è quello con questa storia — la documentazione riportata indica regole proprie per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima back di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché l’imposta ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è dato sapere; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
Il secondo confine riguarda le scommesse su eventi di minori: esiste un provvedimento del direttore di ADM su scommesse e minori che richiama il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è noto. Il terzo riguarda gli esports: se il palinsesto li includa è questione aperta. Un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è previsto da alcuna norma conosciuta: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi cerca una legge che fermi la mano al posto suo la sta cercando invano.
Siti senza concessione: oscuramento e conseguenze per il giocatore
Offrire giochi a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e il sistema di contrasto è più concreto di quanto si pensi. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti la cui accessibilità è inibita, entrambe pubbliche; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco opera a livello di DNS e qualche fornitore è più lento di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. In una parola: oscurati.
Il lato del giocatore è quello che merita di essere detto senza giri di frase. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la richiama il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un giocatore non sono noti, ma il testo della regola è questo e va preso come sta.
La differenza fra le due strade, messa accanto, è tutta qui: un operatore con concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti obbligatori di limite e un foro italiano; un marchio .com senza concessione non porta niente di tutto questo, è esposto all’oscurimento e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e si vedono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non valgono nulla. La zona offshore è priva di protezione: nessun marchio, nessun dettaglio su depositi o bonus, e nessuna via di ricorso quando qualcosa va storto.
Pubblicità, bonus e ciò che la legge non regola
C’è una distinzione che quasi nessun lettore fa e che cambia il modo di leggere un’offerta di benvenuto. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con parole che non lasciano margini: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A farla rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il punto che conta per il lettore è che il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto statutario ai bonus di benvenuto né un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore e da nessun’altra parte. Il divieto spiega anche un’assenza che il lettore nota: gli operatori italiani non possono fare pubblicità nelle manifestazioni sportive, e il logo dello sponsor che negli anni Novanta apriva la telecronaca di una partita è una cosa che oggi non si vede più.
Sul terreno giudiziario conviene essere precisi. La stampa di settore riporta che AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, la causa C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la causa C-194/25 sulla notifica della norma. Esiste poi una proposta, non legge, di un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato e alla data della verifica il divieto è in vigore.
La tassazione: chi paga e chi non dichiara
La tassazione italiana in questo settore è costruita in modo da non interessare il giocatore, e questa è la parte che i dilettanti sbagliano più spesso.
Il soggetto tassato è il concessionario. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, in precedenza del 43 % e del 47 %, e le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Il giocatore, di conseguenza, riceve la somma netta e non dichiara nulla: la stampa di settore del 2024 e del 2026 descrive le vincite pagate da un concessionario ADM come tassate alla fonte, al netto di quanto dovuto, e non soggette a dichiarazione. È una ricostruzione giornalistica, non un documento dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di sempre: consultare un commercialista per la propria posizione.
Il caso opposto è quello che nessuno legge. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero ammontare ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con un’aliquota IRPEF applicata che non è nota. Chi pensa che il sito estero sia il modo di non pagare nulla gioca con la propria posizione fiscale, non con quella del bookmaker. In una riga: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Gioco responsabile: gli strumenti che contano davvero
Questa sezione non è un obbligo formale e non è un capitolo di buone maniere. È il posto in cui si vede la differenza più concreta fra un operatore con concessione e un marchio qualsiasi, ed è anche l’unico in cui il lettore può fare qualcosa che non dipende dal risultato di una partita.
Il primo strumento è il conto di gioco identificato. Un conto richiede l’identificazione piena, e gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID; Goldbet passa anche per CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. È una regola di tutela che sembra un fastidio e non lo è: un conto non identificato è un conto che nessuno può bloccare su richiesta.
Il secondo riguarda i limiti. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede gli autonimi su tempo, spesa e perdita, i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM, i messaggi automatici sulla durata e sulla spesa, gli strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, con l’abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per rialzarlo. Il rialzo lento non è una scortesia: è la regola che impedisce a una serata storta di diventare un sabato mattina in cui si raddoppia il deposito per recuperare.
Il terzo è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018. L’iscrizione blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche. Vale la pena sottolineare la parola «autorizzate», perché è lì che sta la trappola: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com estero non è protetto da nulla. Il registro che lo tiene lontano dalla piattaforma italiana gli lascia la porta aperta dall’altra parte.
Il quarto è di tipo informativo: l’art. 15, comma 2, D.Lgs. 41/2024 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È denaro che il settore spende per parlare di sé in modo diverso dalla pubblicità — che, come si è visto, è vietata.
Un ultimo dato riguarda l’autoesclusione nelle sue forme attuali, e va letto nei termini dell’operatore, non in un articolo. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Lo stesso operatore chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato. Sono numeri dell’operatore, non della legge, e cambiano da brand a brand: è esattamente il tipo di clausola che il lettore deve andare a leggere nei termini prima di iscriversi, non dopo.
Verifiche che il giocatore può fare su un’offerta
Un’offerta di benvenuto non si giudica dal numero sullo striscione. Si giudica da quattro clausole, e nessuna delle quattro è difficile da trovare nei termini.
La prima è la forma del bonus: se è credito su saldo o una free bet. Se è una free bet, la puntata di norma non torna insieme alla vincita, e un bonus da 100 € giocato a quota 2 non restituisce 200 € ma 100 € di vincita più niente: chi non legge questa differenza sta giocando un’altra offerta rispetto a quella che crede. La seconda è il requisito di puntata, cioè quante volte quella somma va rigiocata prima che il saldo diventi prelevabile — ed è il numero che nella pratica consuma l’offerta. La terza è la quota minima perché una giocata conti nel rigioco: le puntate sotto quella soglia non vengono contate, e una schedina costruita su quote basse può far fallire il requisito pur essendo vinta. La quarta è la scadenza, che di solito è la meno visibile e la più frequente causa di bonus persi.
Il lettore può fare una cosa semplice e fastidiosa insieme: aprire i termini, trovare queste quattro voci e scriverle. Se una delle quattro non si trova, il bonus non è gratis, è ambiguo, e vale la regola generale che un’ambiguità la paga chi ha meno informazioni.
Pronostici e metodo: il bankroll prima dell’intuito
La parte di questo capitolo che si può scrivere con onestà è quella che non nomina un vincitore. Nessuno sa chi vincerà il singolare a Wimbledon nel 2027 — non lo sa il bookmaker, che si limita a prezzare le probabilità e a lasciarsi un margine, non lo sa il tipster che vende un pronostico, non lo sa chi scrive questa pagina. Chi promette un esito sta vendendo qualcosa che non possiede. Quello che si può insegnare è il metodo: come si decide quanto giocare, su cosa si gioca e quando si smette.
Il primo strumento è il bankroll separato. Le cifre che il giocatore destina al tennis sono una quota delle proprie disponibilità che può perdere per intero, e restano su quel conto di gioco e non altrove. Il senso non è scaramantico: un conto separato rende visibile il saldo, e un saldo visibile è la prima difesa contro la ricarica impulsiva. Vale la pena dirlo con precisione, perché qui il regolatore non aiuta: non esiste un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive, quindi non ci sarà nessuna norma a impedire una puntata grande. C’è il limite di deposito scelto in registrazione, e c’è il buon senso di chi lo ha scelto.
Il secondo è la dimensione della giocata. Una quota non è una previsione, è un prezzo: il bookmaker la costruisce includendo il proprio margine, che si vede con l’aritmetica spiegata più avanti. Chi gioca dieci singole da un decimo del bankroll ha una probabilità di azzerarlo molto più alta di chi gioca una sola puntata da un cinquantesimo, e questa è matematica, non prudenza da manuale. La formula utile è quella che tutti citano e pochi applicano: nessuna singola giocata dovrebbe valere una percentuale del bankroll così piccola da non spostare nulla e così grande da cambiare la settimana.
Il terzo è la scelta del mercato prima della sensazione. Su una partita di Wimbledon i mercati non hanno lo stesso grado di lettura. Un mercato 1X2 su una partita di tennis ha due esiti e un margine visibile; un mercato sul numero di set richiede di prevedere un andamento, e su un formato al meglio dei cinque set è un’ipotesi dentro l’ipotesi. Le tipologie di scommessa — singola, multipla, sistema — cambiano il profilo di rischio più di quanto cambi la partita: una multipla che combina due partite dello stesso primo turno moltiplica il prezzo e moltiplica l’errore, perché le due partite sono più correlate di quanto la schedina lasci intendere.
Il quarto è il momento. Chi gioca il primo turno ha il tabellone intero e meno informazione; chi gioca la seconda settimana ha informazione e meno partite. La scelta fra le due non è tecnica, è di temperamento, e un giocatore che non ha deciso quale delle due gli somiglia giocherà male in entrambe.
Il quinto punto chiude la sezione ed è il più importante: il criterio per fermarsi va deciso prima. Un limite di perdita, una durata massima di sessione, l’uso dell’autoesclusione quando le prime due cose non bastano. Il RUA esiste per questo, e per il giocatore italiano è uno strumento concreto e non un’idea astratta.
Dalla quota alla probabilità: l’aritmetica che il marketing non mette in evidenza
Un prezzo a due esiti dice sempre due cose. La prima è quanto si incassa; la seconda è quanto il bookmaker si aspetta di trattenere, e la seconda non è un’opinione.
Prendiamo un esempio illustrativo, non una quota di nessun operatore: un mercato a due esiti con entrambe le selezioni a 1,90, un caso che su una partita di tennis di secondo turno si vede spesso. La quota dice che 1,90 di puntata restituisce 1,90 moltiplicato per la puntata stessa — dieci euro diventano diciannove, con nove euro di profitto netto. È il calcolo che tutti fanno e non è quello che interessa qui.
La parte che interessa è che 1,90 su entrambe le selezioni non è un mercato equo. La probabilità implicita in una quota si legge dividendo uno per la quota: 1 diviso 1,90 dà circa 0,5263, cioè il 52,6 %. Sommando le due selezioni si ottiene circa 1,053, cioè il 105,3 %, e quella parte eccedente il 100 % è il margine del bookmaker: in questo esempio circa il 5,3 %. Il payout del mercato — la quota di tutte le puntate che quel mercato restituisce — è 1 diviso 1,053, cioè circa il 94,7 %, o, ragionando al contrario, 100 % meno il margine. Il margine è quindi una banda, non una cifra fissa: su un mercato a due esiti con le due selezioni fra loro asimmetriche il numero cambia, e cambia ancora da un mercato all’altro e da un operatore all’altro — su un 1X2, su un Under/Over, su una combo, il prezzo non si costruisce allo stesso modo.
Cosa significa per il lettore, in pratica? Se il margine fosse davvero sempre intorno al 5 %, una giocata da 10 € costerebbe in media circa 0,53 €, e il payout medio sarebbe di circa 9,47 € ogni 10 € puntati. La seconda formulazione è più utile della prima, perché è cumulativa: su cento giocate piene ai livelli del torneo, circa 5,3 € su cento finiscono nella parte che non torna indietro. Un esempio che valga la pena di fare: una serie di venti singole da 20 €, per 400 € di puntate totali, restituisce in media circa 379 € ai margini di questo esempio.
Come si fa a vedere il margine sulle quote vere è questione di dieci secondi. Si prendono tutte le selezioni dello stesso mercato, non di mercati diversi, si divide uno per ciascuna quota, si soma. Se il risultato supera 1, quella differenza è la parte che l’operatore trattiene; sotto 1 si è davanti a un’occasione rara e a un possibile errore di lettura delle selezioni. Un principio che vale per tutti: il margine è una proprietà del mercato e dell’operatore, non della partita, e anche il mercato più letto della settimana — un incontro di cartello, un match di Sinner contro un qualificato — ha la sua parte di trattenuta. La quota bassa non è generosità: è la faccia visibile di una probabilità, e l’operatore incassa la differenza fra la probabilità implicita nella sua offerta e quella vera che ha costruito.
L’ultima cosa da dire è che il margine è un calcolo statistico, non una trattenuta fissa su ogni singola giocata. Sopra si ragiona di medie su molte giocate: sul singolo biglietto si vince o si perde l’intero importo, non una percentuale di esso. Chi scommette su una singola partita non paga 0,53 € in un senso tangibile, ma il mercato è costruito perché quella parte, mediata su tutte le puntate, resti al bookmaker.
Tipi di giocata e come si leggono le quote
Sul tennis il lettore trova tre blocchi di mercati, e li confonde spesso perché le app li presentano nello stesso elenco.
Il primo blocco è all’esito: i mercati sull’esito finale e i mercati a due esiti sul singolo match. Qui l’aritmetica del margine si applica nel modo più limpido, perché gli esiti sono uno o due — in un mercato 1X2 su una partita di tennis la X non esiste, ma esistono i mercati a tre esiti in altri contesti — e la quota si legge così com’è. Il DNB (draw no bet, cioè rimborso in caso di pareggio) appartiene a questo blocco e vale la pena saperlo: la puntata torna indietro se il pareggio si verifica, ma il prezzo è più basso della quota sull’esito pieno, perché il bookmaker ha tolto dal rischio la parte non filtrata.
Il secondo blocco è il multidirezionale: Under/Over sul numero di set o di game, handicap, numero di tie-break, set esatti. Sono mercati in cui la quota non dice più «chi vince» ma «quanto dura», e la difficoltà di costruzione è diversa — è qui che il margine dell’operatore è meno confrontabile con quello di un mercato principale, perché il prezzo non ha un esito finale che lo àncora.
Il terzo blocco è quello delle giocate costruite: la singola, la multipla, il sistema, la combo. Vale la pena spiegare la differenza senza girarci intorno. Una singola è una giocata su un solo esito, e si vince o si perde secondo quello; il prezzo è quello e non si moltiplica. Una multipla combina più selezioni e le quote delle selezioni si moltiplicano fra loro in un unico prezzo: due quotazioni da 1,90 su due partite diverse danno 3,61 circa, e sembra un gran salto — lo è, e il prezzo vero è che i due esiti vanno entrambi indovinati, e che il margine dell’operatore è stato applicato due volte invece che una. Il sistema è il tentativo di stare in mezzo, giocando una serie di combinazioni delle stesse selezioni, e ha un costo in più: il costo delle combinazioni che perdono, che nel sistema non è mai zero. La combo o combo bet è invece una singola costruita su più parametri dello stesso evento — squadra crea, marca e segna in prima rete e simili nel calcio, e sul tennis si trasforma in mercati che legano due condizioni della stessa partita. Non è una multipla, anche se il prezzo sembra crescere allo stesso modo: la correlazione fra le due condizioni non è zero, e il bookmaker la mette nel prezzo.
L’esempio che rende visibile il costo della multipla è lo stesso mercato di prima. Sulle due selezioni di un mercato a due esiti il margine è circa il 5,3 %. Se la stessa partita viene combinata con un secondo evento, il prezzo non raddoppia il margine in modo intuitivo ma lo compone: su una multipla a due gambe il margine effettivo è più alto di quello di una singola, e su una multipla a cinque gambe la parte che non torna indietro cresce ancora. Non è un difetto nascosto, è la struttura del prodotto, e chi gioca le multiple per il gusto del salto di prezzo dovrebbe saperlo: sta pagando più volte per la stessa struttura.
Il terzo elemento da avere presente è l’operatore che quel prezzo lo sta offrendo. L’app Lottomatica copre tra l’altro Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta; L’app NetWin offre calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati 1X2, combo bet e marcatori e il live score; L’app Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Sono tre costruzioni diverse dello stesso mestiere: chi vuole il dettaglio sullo sport trova un catalogo di tipologie, chi vuole il tennis in un contesto ampio ne trova quattro sport intorno, chi vuole la combo la trova come prodotto separato.
Sul confronto delle quote, infine, il lettore deve rassegnarsi a un limite che questa pagina non nasconde: un prezzo si confronta su una partita precisa in un momento preciso. Le quote sul torneo non esistono prima che il tabellone sia noto, e per le partite future non ha senso pubblicare qui un prezzo che invecchierebbe in un’ora. Quello che si può confrontare oggi fra operatori è la struttura dell’offerta — quali mercati, quante tipologie — e il margine rilevato mercato per mercato alla data della verifica su mercati principali come l’1X2, l’Under/Over e il combo: su un mercato a tre esiti il margine è composto su tre selezioni invece che su due, e su un mercato combo la costruzione è più complessa, quindi la parte trattenuta tende a salire. È l’unica verifica che il lettore può ripetere da solo, mercoledì mattina, sulla partita che gli interessa, senza dipendere da nessuno.
Singole, multiple e sistema: cosa cambia il portafoglio
La differenza fra le tre non è di gusto, è di probabilità e di costi, e vale la pena metterle una accanto all’altra una volta.
Con una singola da 10 € a quota 1,90 vincente, il ritorno è 19 € e il profitto 9 €. Con una multipla da 10 € su due selezioni da 1,90 il prezzo totale è circa 3,61, il ritorno potenziale è 36,10 € e il profitto 26,10 €: il doppio dei soldi in gioco per un risultato che richiede due eventi invece di uno. La probabilità che entrambi i risultati si verifichino non è la media delle due, è il prodotto, e su due esiti prezzati intorno al 52 % ciascuno la probabilità congiunta è di circa il 27 %. Il prezzo è gonfiato, la probabilità è ridotta, e il margine dell’operatore è stato applicato due volte. Con un sistema su tre selezioni, il costo è ancora diverso: le combinazioni sono più di una e le giocate inutilizzabili si pagano comunque.
Da qui segue una posizione, e la prendo: la multipla sul tennis è lo strumento che più spesso si rivela sproporzionato rispetto a chi la gioca. Non perché sia ingiocabile, ma perché mette insieme partite che il giocatore ha letto poco e lega il destino di una lettura seria a una lettura improvvisata. Chi ha un metodo trova il valore nella singola e nelle strutture che non moltiplicano l’errore; chi vuole il brivido della quota alta può permetterselo, purché sappia che la probabilità congiunta è molto più bassa di quella che la somma del prezzo suggerisce.
Combinare le giocate sul tennis: quali mercati esistono su un match
Su una partita di Wimbledon il lettore trova in elenco lo stesso campionario che vede ovunque, e questo è un bene, perché significa che si può confrontare. Quello che cambia è il peso relativo.
Il mercato principale di una partita di tennis è un mercato a due esiti: non c’è il pareggio, quindi il numero delle selezioni è due e il margine si compone su due quote. È il mercato più liquido e quello su cui il confronto fra operatori è più onesto. Accanto ci sono i mercati sul numero di set e sul numero di game, con Under/Over su soglie diverse, i mercati sull’handicap in game, i mercati sul set esatto, quelli sul tie-break. In una partita al meglio dei cinque set l’Under/Over su determinati totali diventa un mercato molto più interessante che al meglio dei tre, perché il formato allunga la partita e allarga la distribuzione dei possibili risultati.
Poi ci sono i mercati legati a un singolo giocatore: numero di ace, doppi falli, punti vinti sul proprio servizio, un eventuale ritiro. Sono mercati che richiedono di conoscere il giocatore, non solo il tabellone, e su questi l’operatore si prende un margine più ampio perché ha meno riferimenti di mercato. Infine i mercati a lungo termine sul torneo, per chi li trova aperti prima dell’inizio: la quota sul vincitore è quella che invecchia più in fretta, perché dipende dal tabellone, dal sorteggio e dalle condizioni di forma dei giorni precedenti.
Un’ultima nota per chi gioca i mercati combinati: la combo bet lega più condizioni dello stesso evento in un prezzo unico, e la struttura è quella che le app di NetWin e Betfair inquadrano come prodotto a sé. La correlazione fra le due condizioni è la ragione per cui il prezzo non è semplicemente il prodotto delle due quote, e sul tennis una combo che leghi la vittoria di un giocatore al numero di set giocati non è un evento indipendente ma un evento composto. Chi la gioca sta scommettendo su una distribuzione, non su un esito.
Bookmaker Wimbledon: la scelta operatore per operatore
Dieci marchi con concessione ADM e un sito .it proprio. L’ordine che segue non è una graduatoria di qualità: è l’ordine in cui le loro caratteristiche diventano utili a chi deve decidere dove aprire il conto. Ogni scheda chiude con un giudizio, perché leggere la scheda di un operatore senza un giudizio finale è come leggere un menù senza ordinare: nessuno lo fa e nessuno dovrebbe.
Betfair: i mercati di esito e una storia da exchange
Betfair è un marchio con concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l., su un sito .it proprio. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.
Sul tennis questo elenco è più rassicurante di quanto sembri: Esito Finale, Under/Over e combo sono esattamente i tre blocchi su cui si gioca un match di Wimbledon, e il marchio non ha bisogno di dimostrare una specializzazione che non rivendica. La parte interessante è un’altra, ed è la sua storia sull’exchange. L’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 ammette in Italia le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, e Betfair è descritto come il primo a portarle nel mercato italiano, con la concessione 16028. La differenza è sostanziale: in un exchange il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima, e la documentazione riportata indica regole proprie per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima back di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riporta inoltre che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché l’imposta ricade sul concessionario. Le regole di commissione applicate oggi e quali marchi gestiscano un exchange non sono note.
Il giudizio: qui il lettore trova la struttura più vicina a un mercato puro, con prezzi che si formano fra giocatori, e per chi ha già capito come si legge un margine questa è la cosa più interessante dell’intero confronto. Per chi cerca il bonus di benvenuto più vistoso, invece, è probabilmente la scheda che delude di più — e non è un difetto, è una scelta di posizionamento.
Lottomatica: il marchio del grande calcio dietro una ragione sociale diversa
Lottomatica ha la concessione ADM n. 16010, con concessionaria Goldbet Better Organization Italy S.p.a., GBO Italy, e un sito .it proprio. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita.
La cosa da sapere prima di tutto è che il marchio e il concessionario non coincidono: Lottomatica.it fa capo a Goldbet Better Organization Italy. È lo stesso soggetto che sta dietro Goldbet con il codice 16009, e questo ha una conseguenza pratica per chi confronta le due offerte: non sono due strade indipendenti, sono due vetrine della stessa azienda. Chi pensa di aprire due conti per approfittare di due promozioni sta trattando con un solo concessionario.
Sul tennis la scheda dice poco, ed è normale: l’app è costruita attorno al calcio e agli sport motoristici, il tennis compare come categoria fra le altre, e la funzione live con streaming è pensata per il calcio più che per un campo di Wimbledon. Per un lettore che gioca soprattutto tennis, questo è il punto di attenzione; per chi alterna calcio e tennis, la copertura degli eventi live nelle due settimane del torneo dipenderà dal palinsesto approvato, non dalla pubblicità dell’app.
Il giudizio: la forza sta nella profondità dell’offerta live sugli sport di squadra e nella solidità del marchio, e il limite sta proprio nel tennis, dove non ci sono elementi per dire che sia una priorità. Chi apre qui lo fa per il resto del catalogo, e sul torneo di luglio dovrebbe verificare il mercato prima di contare sulla copertura.
BetFlag: il bonus più grosso della lista e una registrazione moderna
BetFlag opera con concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a., su un sito .it proprio. È l’operatore di questa lista con l’offerta di benvenuto più alta e più chiaramente definita: il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Il secondo elemento della scheda è la registrazione: il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, il che mette al lettore una scorciatoia concreta rispetto al caricamento del documento.
Un bonus del 100 % fino a 5.000 € fa alzare un sopracciglio, ed è giusto che lo faccia. Tre cose vanno tenute insieme. La prima è che si tratta di credito su saldo, quindi di soldi che giocano come soldi, non di una free bet il cui importo non viene restituito. La seconda è che un tetto di 5.000 € premia chi deposita molto, quindi è un’offerta costruita per il giocatore con un conto importante, non per chi mette dentro cinquanta euro. La terza è che il numero sullo striscione non dice nulla sui requisiti di puntata: su questo gli unici numeri disponibili sono quelli dei termini dell’operatore, e sono quelli che il lettore deve leggere prima di versare, perché è lì che si decide se il bonus è conveniente o pesante.
Il giudizio: è l’offerta più interessante della lista per chi deposita somme serie e sa leggere le condizioni, ed è la più rischiosa per chi si ferma al primo numero. Uno strumento che aiuta la parte noiosa — SPID e CIE — completa un profilo che punta a un giocatore attento.
StarCasinò: uno sport modesto che convive con il casinò
StarCasinò ha la concessione ADM n. 16026, con concessionaria Azzurri Limited, e un sito .it proprio. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò. Il marchio condivide la concessionaria con Betsson.it, un dettaglio che conta per chi valuta le due offerte come alternative.
La scheda sportiva è la più sobria del gruppo: non ci sono numeri su eventi, non ci sono tipologie citate per nome, e la frase che definisce l’offerta è generica. Su un torneo come Wimbledon questo significa che il lettore può contare su un bookmaker funzionante ma non su una specializzazione, e che il tipo di mercato disponibile — singola, multipla, combo — va verificato nel palinsesto al momento, senza aspettarsi una vetrina costruita sul tennis.
Il giudizio: è la scelta di chi frequenta il casinò e usa lo sport come diversivo, non di chi cerca il torneo di luglio. Il prodotto per scommettere c’è, la sua profondità è la parte meno garantita della scheda, e su questo il mercato non offre molto su cui appoggiarsi: la cosa sensata è guardare il palinsesto nei giorni del torneo, non la descrizione dell’app in ottobre.
Goldbet: la schedina classica e i limiti scritti in registrazione
Goldbet ha la concessione ADM n. 16009, con concessionaria Goldbet Better Organization Italy S.p.a., GBO Italy, su un sito .it proprio. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e la registrazione con documento o identità digitale apre la strada al bonus di benvenuto.
Il valore di questa scheda è nella chiarezza del prodotto: Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi sono le tipologie così come il giocatore italiano le chiama, e la disponibilità di tutte e cinque sullo stesso conto significa che il lettore può costruire la giocata che vuole senza essere costretto in un formato. Sul tennis il marchio non rivendica nulla di specifico, ma non ne ha bisogno: la struttura è neutra rispetto allo sport, e un sistema su tre partite di primo turno si costruisce allo stesso modo di un sistema su tre partite di calcio.
La concessione condivisa con Lottomatica merita di essere ripetuta in un punto solo, ed è questo: le due vetrine fanno capo alla stessa società, quindi chi ha già un conto su una delle due non sta aprendo su un concorrente. Non è un problema di sicurezza, è un problema di portafoglio e di requisiti di puntata da rispettare su due conti invece che su uno.
Il giudizio: la scheda più completa per chi vuole la gamma classica di giocate senza fronzoli, e la meno interessante per chi cerca qualcosa di specifico sul torneo. Chi legge il tennis come uno sport fra tanti troverà qui tutto quello che serve.
Sisal: il volume più alto e la diretta streaming gratis
Sisal opera con concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a., su un sito .it proprio. È l’operatore di questa lista che mette per iscritto i numeri più grandi: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le giocate proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le puntate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Accanto alle scommesse sportive l’app porta l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster, e il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno dalle 7 del mattino alle 3 di notte.
Tre cose meritano attenzione. La prima è che la streaming gratuito del tennis è la voce più direttamente utile per Wimbledon di tutta questa pagina: un torneo che si gioca in Inghilterra, in orari che si sovrappongono alla giornata italiana, si segue con un flusso video nella stessa app dove si gioca. La seconda è il Cash Out, che ha un mercato proprio: la possibilità di chiudere prima non è un regalo, è una transazione con un prezzo che l’operatore fissa, e la cifra proposta quasi mai coincide con il valore atteso della giocata in quel momento. Per chi non lo ha mai usato, la regola è semplice e vale anche qui: si accetta l’offerta di chiusura solo se si sarebbe disposti a vendere la propria posizione a quel prezzo. La terza è il volume: oltre 15.000 eventi live è un numero che sul tennis conta meno di quanto sembri, perché le partite di Wimbledon sono due tabelloni e non migliaia di eventi; conta invece per chi resta sul conto anche fuori dal torneo e apprezza il Virtual e l’ippica.
Va aggiunto un dato che riguarda il bonus: per ricevere il bonus di benvenuto Sisal bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi dal sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il credito accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Il campo di spesa è ampio, il che è un vantaggio reale, e non dice nulla sui requisiti di puntata, che restano da leggere nei termini come per tutti.
Il giudizio: è il pacchetto più completo e più generoso in visibilità di tutta la lista per chi segue lo sport in diretta, e il Cash Out è lo strumento che cambia davvero il modo di giocare per chi lo padroneggia. La parte da verificare resta la stessa di sempre: quanto costa in rigioco il credito di benvenuto.
Eurobet: il palinsesto più vario e gli sport che non ti aspetti
Eurobet ha la concessione ADM n. 16012, con concessionaria Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su un sito .it proprio. Il palinsesto dichiarato dall’app va dal calcio, tennis e basket alla Formula 1, alla MotoGP, al baseball, al volley, al ciclismo, al rugby, al golf e agli scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.
Il tennis c’è, in mezzo a una lista che dichiara una vocazione generalista più forte di ogni altra in questa pagina. Gli scacchi e le elezioni sono la prova che il marchio non sta scegliendo un pubblico di appassionati di sport ma un pubblico di curiosi, e questo ha un effetto bizzarro sul confronto: un operatore che accetta una giocata sulle elezioni non avrà problemi con il tennis, ma è anche un operatore di cui è difficile dire dove sia la profondità, perché la lista è larga e non profonda.
Un dettaglio amministrativo conta per chi apre qui: la stessa ragione sociale gestisce Bwin e Gioco Digitale oltre a Eurobet. Un lettore che ha già un conto su uno di questi tre marchi sta aprendo su un quarto marchio dello stesso soggetto.
Il giudizio: la scheda più curiosa e più larga, e la più difficile da valutare per chi cerca una risposta precisa sul tennis. Chi vuole un operatore con cui giocare di tutto in un posto solo la trova convincente; chi vuole sapere in anticipo quanto sarà coperto Wimbledon dovrà guardare il palinsesto a giugno, come con tutti gli altri.
Betsson: mercati base dichiarati e uno sportbook solido
Betsson ha la concessione ADM n. 16027, con concessionaria Azzurri Limited, su un sito .it proprio, e l’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La concessionaria è la stessa di StarCasinò, come si è visto poco sopra.
La scheda dichiara i mercati per nome, ed è una buona abitudine: 1X2, Under/Over, marcatori e combo sono le quattro famiglie su cui si gioca anche un torneo di tennis, e il lettore sa in anticipo cosa troverà. La parte live su migliaia di eventi è coerente con la copertura del tennis durante il torneo, dove le partite si sovrappongono nell’arco della giornata. Sul versante prodotto, il marchio è nato prima come casinò e poi ha aggiunto il bookmaker: non è un problema, ma spiega perché l’offerta sia costruita attorno a categorie classiche invece che su un singolo sport.
Il giudizio: un bookmaker da usare senza sorprese, con mercati dichiarati e copertura live seria, e con un limite che questo confronto mette in chiaro: le due vetrine con StarCasinò fanno capo alla stessa società, quindi chi ha un conto su una delle due non sta diversificando.
bet365: il partner ufficiale e una monetizzazione senza giri
bet365 ha la concessione ADM n. 16030, con concessionaria Hillside (New Media Malta) Plc, su un sito .it proprio. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il tennis è nella lista per nome, il che su questa pagina non è un dettaglio da niente.
La parte da non confondere è la sponsorizzazione. Sponsorizzare una manifestazione sportiva è pubblicità in una forma che il quadro italiano vieta, ed è inutile girarci intorno: il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 87/2018, come citato da ADM il 28 febbraio 2024, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comprese le manifestazioni sportive. La sanzione è il 20 % del valore della pubblicità e comunque non meno di 50.000 € per violazione, applicata da AGCOM. Un’accoglienza simile, con l’app che si presenta come partner ufficiale di un torneo, convive con questa regola, e il TAR Lazio ha rimesso alla Corte costituzionale proprio il minimo fisso, con due rinvii pendenti davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Per il lettore la conseguenza pratica è che non troverà il marchio dentro lo stadio, e non è un caso di mercato: è una regola, che si applichi al marchio proprio perché è forte. Sul prodotto, la combinazione di copertura per nome — tennis compreso — e offerta pre evento e live è quella che descrive un operatore abituato a tenere volumi alti.
Il giudizio: il profilo internazionale e la posizione davanti agli altri sull’approvvigionamento di eventi — bet365 è indicato come primo partner del Setka Cup autorizzato da ADM a settembre 2026 — fanno la differenza per chi vuole la massima scelta; la stessa forza rende il marchio il bersaglio naturale delle battaglie legali sulla pubblicità, che non è un problema del giocatore ma spiega perché l’offerta qui non passi dai cartelloni.
NetWin: tennis, esports e virtuali nello stesso catalogo
NetWin ha la concessione ADM n. 16035, con concessionaria Netwin Italia S.p.a., su un sito .it proprio. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e il live score.
Il tennis è la seconda voce della lista, il che non dice nulla sulla profondità ma dice molto sull’ordine delle priorità dichiarate. La parte che rende la scheda interessante è la combinazione di marchi. Il virtuale ogni 2 minuti e l’offerta di eventi simulati convivono nel catalogo con l’esports, e sul tennis significa una cosa concreta: chi vuole tenersi occupato fra una partita e l’altra ha un prodotto continuo, e chi cerca la partita vera lo trova nella sezione principale. Nessuno degli altri marchi di questa pagina mette esports e virtuali nello stesso elenco con il tennis in alto, e questo dà a NetWin una fisionomia riconoscibile.
Il giudizio: è la scelta di chi gioca tanto e spesso, non solo a luglio, e di chi apprezza un catalogo dove il tennis è affiancato da un prodotto continuo; per chi vuole un solo mercato, la profondità della singola partita è la domanda che resta aperta e l’unica risposta sta nel palinsesto nel giorno del torneo.
Domande frequenti sulle scommesse a Wimbledon
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Si può giocare solo sugli eventi del palinsesto approvato da ADM: l’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma degli eventi e delle tipologie di giocata preparato dal concessionario e approvato dal regolatore. Il tennis entra come categoria, ma le singole partite di un torneo vengono autorizzate una per una, ed è per questo che l’elenco degli incontri disponibili cambia di giorno in giorno.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, e poi si legge il numero di concessione e la ragione sociale nei termini del sito dell’operatore. La concessione è per sito e l’elenco non ha una colonna per i giochi: il nome sull’elenco non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota: dieci euro a 1,90 restituiscono 19 €, con 9 € di profitto netto. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano fra loro in un unico prezzo. Attenzione alla free bet: la sua puntata di norma non torna insieme alla vincita, quindi il ritorno è diverso da quello di un saldo normale.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano le probabilità implicite di tutte le selezioni dello stesso mercato, cioè 1 diviso ciascuna quota. Su un esempio illustrativo a due esiti con entrambe le selezioni a 1,90 la somma è circa 1,053, quindi il margine è intorno al 5,3 % e il payout del mercato è di circa il 94,7 %. Il valore cambia da un mercato all’altro e da un operatore all’altro: è una banda, non una cifra fissa.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
L’imposta è a carico del concessionario, non del giocatore: l’art. 4, D.Lgs. 504/1998, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, prevede il 20,5 % sulla rete fisica e il 24,5 % a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite. Chi incassa da un concessionario ADM riceve la somma netta e non dichiara nulla, secondo la ricostruzione della stampa di settore: consultare un commercialista per la propria posizione.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede gli autonimi su tempo, spesa e perdita e i limiti sugli importi depositati fissati dal concessionario secondo protocolli approvati da ADM. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno rialzato dopo sette giorni. Autoesclusione: il RUA blocca ogni piattaforma autorizzata in Italia, ma non i siti senza concessione.
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