Vip scommesse in Italia: il conto che nessun bookmaker mette in vetrina

Updated Ottobre 2026
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Tre palloni di sport diversi allineati uno accanto all'altro su una panca di legno

Il bookmaker non ti vende una quota: ti vende il diritto di giocarla. Prendi un mercato a due esiti — testa o croce, dentro o fuori, sì o no — e metti accanto ai due prezzi la stessa posta. Se le due quote sono entrambe 1,90, la somma delle probabilità implicite supera l’unità, e quella eccedenza non è un errore di calcolo: è il prezzo d’ingresso. Con 1,90 su un lato e 1,90 sull’altro la quota di ritorno del mercato è dell’88,4 % e il margine è dell’11,6 %, un intervallo che nella pratica si assottiglia parecchio sui mercati maggiori e si allarga appena il palinsesto si sposta verso i tiri in porta, i cartellini o una combo costruita a mano. Ogni pagina di questa guida ruota attorno a una domanda sola: quanto ti costa quello che stai guardando. Vale per la quota, per il limite di ricarica che ti fanno impostare in registrazione e per il bonus di benvenuto che sembra arrivato gratis.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026, con le concessioni verificate sull’elenco pubblico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS) dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

La concessione, cioè il permesso che nessuno può fabbricarsi da solo

Chi cerca «vip scommesse in Italia» di solito vuole sapere una cosa semplice e un po’ scomoda: quali siti si possono usare, a quali condizioni e se è legale. La risposta comincia da una parola che in Italia conta più di qualunque licenza estera: concessione. Non è un’autorizzazione aperta che si richiede quando si vuole. È un titolo assegnato dallo Stato attraverso una gara pubblica, e questo cambia il senso di tutto il resto.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e auto esclusione.

Il quadro normativo attuale è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: alle lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; alla lettera b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lettera c) l’ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra i giocatori, cioè il betting exchange; alla lettera f) il bingo. Non è un elenco di comodo: dice che cosa può stare dentro una concessione e, per esclusione, che cosa no.

La durata è fissata dall’articolo 6, comma 3: i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Nove anni senza rinnovo automatico significa che il concessionario ragiona su un orizzonte lungo ma non eterno, e che il rapporto tra bookmaker e giocatore ha una data di scadenza scritta dallo Stato. Tra i requisiti della gara l’articolo 6, comma 5 mette una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando. Gli articoli 4, comma 3 e 5, comma 3 tengono fermi, per tutta la durata della concessione, le condizioni della concessione stessa e il regime fiscale. Tradotto per chi scommette: le regole del gioco non cambiano a metà partita, nemmeno se al governo viene in mente che cambierebbero comodo.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale. La concessione è per sito, non per azienda, ed è la ragione per cui un marchio noto non può semplicemente «estendere» il permesso a un domino nuovo. Chi ti dice il contrario sta vendendo qualcosa che non ha.

E qui arriva il punto che quasi nessuna pagina di comparazione scrive in chiaro. L’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi. Una concessione può coprire scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione, quindi un nome presente sulla lista non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, con il palinsesto che pubblica. La presenza in una classifica, nostra o di chiunque altro, non è una concessione e non vale come prova di niente.

Fuori da questo perimetro la posizione è netta, e conviene leggerla con attenzione perché riguarda il giocatore e non solo l’operatore. Offrire gioco a chi sta in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22 del decreto 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; provider di rete e prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore resta indietro; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «chiusi».

Poi c’è la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, che ADM stessa richiama il 28 febbraio 2024: la norma prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola lato giocatore, nella formulazione dell’autorità. L’importo dell’ammenda in euro e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono qui ricostruibili, e questa è una zona in cui nessuno dovrebbe improvvisare.

Il confronto onesto, messo in due righe: una concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’agenzia, strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, per come ADM stessa descrive la fattispecie, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere che in Italia non hanno alcun valore, e restano una zona senza tutele: nessun nome, nessun dettaglio su metodi di deposito o bonus, perché attribuire un prezzo a quel vuoto sarebbe già una concessione che non esiste.

Dall’altra parte del banco: il margine

Il costo della concessione non lo paga il concessionario con il proprio portafoglio: entra nel prezzo. E il prezzo è la quota.

Un mercato a due esiti con 1,90 da entrambi i lati è l’esempio più limpido che si possa fare, e non è una quota realmente quotata. La quota di ritorno si legge come 1 diviso la somma degli inversi delle quote: con due prezzi identici a 1,90 il risultato è 88,4 %, e il margine è quel che resta, cioè 11,6 %. Su un mercato così il bookmaker si tiene poco più di undici centesimi per ogni euro puntato da entrambe le parti, in media e nell’ipotesi che la sua quota sia corretta. Sui mercati principali dei grandi campionati il numero scende parecchio: è la parte di palinsesto su cui gli operatori si fanno concorrenza e su cui, quindi, la forbice si stringe. Su un mercato di nicchia — un numero esatto di goal, una combo costruita a mano, un evento di spettacolo — la stessa forbice si allarga, e non di poco.

Ecco perché il margine non è mai un numero unico per un bookmaker. È un numero per mercato. Chi ti mostra una quota e ti dice che è «la migliore» ti sta mostrando un prezzo senza dirti quale parte di esso resterà a lui. Con la forbice appena calcolata, 100 € distribuiti equamente sui due esiti di quel mercato ne restituiscono 94,74 € in media: la distanza tra le due cifre è il costo di giocare quel mercato, prima ancora che si parli di chi vince.

Verificare una concessione in cinque minuti

Il controllo è alla portata di chiunque e non richiede né abbonamenti né software. Si parte dall’elenco pubblico dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, pubblicato da ADM, e si cerca il nome del concessionario o il codice; ogni riga è legata a un sito .it specifico, e il codice va da 16000 a 16051 nelle 52 posizioni registrate al 25 ottobre 2026. Poi si apre la pagina dei termini o delle condizioni del sito e si legge il numero di concessione insieme alla ragione sociale: gli operatori sono tenuti a dichiararli. Se il sito è .com, se il numero non c’è, se la società che compare non è una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, il discorso è chiuso prima di qualunque deposito.

Un dettaglio che sfugge spesso: l’elenco non ti dice se quel concessionario offre scommesse sportive. Non c’è una colonna per i giochi, e la stessa concessione può coprire casinò, poker, exchange e bingo. La verifica completa è a due passaggi — lista ADM per la legalità, palinsesto sul sito per il prodotto — e il secondo passa dall’app o dalla sezione sportiva, non da una classifica.

La tutela del giocatore, che in Italia non è un’opzione

Qui la materia smette di essere tecnica e diventa la parte più utile della pagina, perché sono gli strumenti che decidono quanto puoi perdere e in quanto tempo. Il modello italiano li ha messi in gran parte obbligatori, e il risultato è che alcune decisioni le prendi prima di aver giocato il primo euro.

Età, identità, conto di gioco

L’articolo 3, comma 1, lett. a) del decreto 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Non è una raccomandazione: senza identità verificata il conto di gioco non è pienamente operativo.

Il conto di gioco richiede un’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID, e Goldbet anche con CIE attraverso un fornitore di identità SPID. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati: è una regola che le pagine degli operatori dichiarano apertamente, ed è anche quella che produce l’unico caso in cui un giocatore scopre il vincolo nel momento peggiore, cioè quando prova a ritirare.

Per un lettore italiano SPID e CIE non sono un dettaglio burocratico ma una scorciatoia: spostano la verifica dei documenti da un caricamento manuale a un’identità già certificata, e riducono la finestra in cui un conto nuovo può restare in stato sospeso. Chi non ha SPID non è escluso, ma accetta un percorso più lungo e una scadenza che corre.

Limiti che scegli tu, al momento sbagliato

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già impostato in fase di iscrizione, l’abbassamento che ha effetto immediato e l’attesa di sette giorni per un aumento. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

C’è un’asimmetria che vale la pena nominare per quello che è: puoi stringere il vincolo in un istante e allentarlo solo dopo una settimana. È una scelta di design sensata — chi vuole alzare un limite raramente sta decidendo a sangue freddo — ma ha un costo pratico che nessuno mette nel contratto: se scegli il tetto guardando la prima offerta, con un bonus grosso in arrivo e una partita che ti interessa, la settimana di attesa la paghi in occasioni mancate. Il limite va scelto pensando al mese normale, non al weekend in cui ti sei registrato.

L’articolo 15, comma 1 del decreto elenca gli strumenti che il concessionario deve mettere a disposizione: limiti autonomi su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. La lettera b) merita una sottolineatura per chi legge in fretta: il limite che imposti tu si somma a quello che l’operatore applica per tuo conto, non lo sostituisce. Se il comportamento di gioco cambia, il tetto fissato dal concessionario può cambiare con esso.

Il punto scomodo: nessuno di questi strumenti ti protegge su un sito che non ha la concessione. Non c’è il RUA, non ci sono protocolli approvati, non c’è un contatto obbligato. Gli strumenti esistono perché qualcuno li impone.

Autoesclusione e RUA

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il vero spartiacque della materia. Chi vi entra resta fuori da ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e dalle sale sul territorio. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’articolo 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore, e un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.

Le due date vanno tenute insieme, perché raccontano una transizione reale: chi si era autoescluso a tempo indeterminato sotto il regime precedente si trovava davanti a un blocco senza via d’uscita dichiarata, mentre con revoca possibile dopo nove mesi il meccanismo diventa reversibile e quindi, paradossalmente, più facile da accettare nel momento in cui serve. Una finestra lunga sul mese e stretta sull’anno, con la richiesta che arriva mentre il problema è ancora caldo.

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero verde non è un servizio di compliance: è una linea di ascolto, e il fatto che stia accanto a un limite di versamento nello stesso pannello dice qualcosa su come gli operatori ordinano le proprie priorità.

I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi cerca aiuto su una piattaforma non autorizzata non trova nessuno dei blocchi che ha chiesto, perché il blocco esiste solo dentro il perimetro. È il costo più alto di tutta la materia, e non si vede in nessuna quota.

La pubblicità vietata e l’informazione obbligatoria

Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Una nota di ADM aggiunge che la pubblicità a operatori privi di concessione può attirare provvedimenti dell’autorità anche sui mezzi che la ospitano.

Le cronache del 2025 e del 2026 raccontano una storia meno lineare di quanto la norma suggerisca: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali sono pendenti davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla notifica della norma. Una proposta di modifica, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non è legge: l’esito non è stato trovato e alla data della verifica il divieto resta in vigore.

Un divieto di pubblicità che convive con bonus di benvenuto esistenti è esattamente il tipo di paradosso che il lettore deve capire: la norma vieta di pubblicizzare, non di offrire. Non esiste un tetto di legge al bonus e non esiste un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore e da nessun altro posto. Ed è per questo che, nella parte finale di questa guida, ogni condizione è attribuita al brand che la scrive.

La pubblicità serve anche un altro scopo, e il legislatore lo ha messo nero su bianco: l’articolo 3, lett. l) promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile, e la lett. m) dello stesso articolo insieme all’articolo 15, comma 3 consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. Il messaggio responsabile con il logo è ciò che resta del marketing, ed è utile saperlo leggere per quello che è: comunicazione di un operatore con un interesse commerciale, non informazione indipendente.

Sul fronte dell’informazione c’è un obbligo preciso, l’articolo 15, comma 2: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una percentuale piccola letta come costo aziendale e non banale letta come vincolo: un milione di euro annui è il tetto, non la media.

Dieci concessionari a confronto: chi dichiara cosa

Il numero di concessione non è un dettaglio burocratico da trascrivere e dimenticare: dice quale soggetto giuridico risponde, su quale domino, e che cosa può fare. Rare volte il nome del concessionario coincide con quello del marchio. I marchi sono il volto commerciale; le concessioni stanno in capo a società che spesso non hanno lo stesso nome. Chi non fa questo controllo confronta insegne pubblicitarie e crede di confrontare garanzie.

Marchio Numero di concessione ADM e concessionario Che cosa dichiarano i termini dell’operatore sul tema
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito .it proprio Bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali; depositi e prelievi anche con PostePay e PayPal
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc, sito .it proprio Bonus Sport da 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID; con registrazione manuale, bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sito .it proprio Bonus di benvenuto per chi è titolare di un conto di gioco, si registra sul sito o dall’app e effettua una prima ricarica; il bonus si spende su tutti gli eventi in palinsesto
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a., sito .it proprio App con i principali campionati nazionali ed europei e oltre 20 tipologie di sport, con risultati in diretta
SNAI n. 16032, Snaitech Spa, sito .it proprio Bonus di benvenuto per i nuovi utenti dell’app, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche
Betsson n. 16027, Azzurri Limited, sito .it proprio App con scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito .it proprio Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sito .it proprio Offerta Sport-50: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo di 20 €
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l., sito .it proprio Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a., sito .it proprio Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €

Tre cose emergono dalla tabella, e la prima è la più scomoda: la colonna centrale è l’unica che si può verificare dall’esterno, contro l’elenco pubblico di ADM, mentre la colonna di destra riporta quello che ciascun operatore scrive di sé. Le due cose non hanno lo stesso peso probatorio.

La seconda: metà delle voci non parla di denaro. Planetwin365, Betsson ed Eurobet compaiono con contenuti, mercati e discipline; Lottomatica, Sisal, SNAI e William Hill con bonus e promozioni. È una differenza reale tra profili commerciali diversi, non una dimenticanza, e dice molto su quale tipo di giocatore ciascun operatore pensa di avere davanti.

La terza è il vuoto che salta all’occhio: nessuna riga porta una condizione di rigioco, una quota minima o una scadenza predefinita, perché gli operatori quelle condizioni le scrivono nei regolamenti delle promozioni. È esattamente il numero che decide se un bonus vale qualcosa, e sta un click più in là di dove l’offerta viene annunciata. Chi legge un importo senza leggere il regolamento ha letto un annuncio.

Sulla composizione degli strumenti di gioco responsabile, poi, c’è da fare una precisazione: di dieci marchi qui elencati, due soli espongono pubblicamente un pannello di strumenti di contenimento del rischio — bet365, che non rientra nel gruppo dei dieci, con pause, limiti di versamento, avvisi e autoesclusione, e Admiralbet, che in registrazione impone limiti di ricarica, spesa e tempo e gestisce l’autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato. Non significa che gli altri non ne abbiano: significa che quello che si sa sta là.

Il calcolo che conta, applicato alle offerte

Il margine calcolato sull’esempio a due esiti da 1,90 spiega anche perché il bonus di benvenuto è un oggetto più piccolo di quanto sembri.

Prendi i 500 € di BetFlag: il 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Il 5.000 € del tetto è la parte che convince, e non è la parte che decide. Prendi i 50 € di NetWin: il 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 €. Sul primo caso la variabile è quanto depositerai davvero; sul secondo è quanto il tetto taglierà l’offerta. In entrambi, la cifra davvero decisiva non sta nell’annuncio: sta nel regolamento, dove vivono i requisiti di puntata, il tempo massimo per liberare il bonus e la quota minima ammessa.

Un’idea del peso di quei requisiti si ottiene con la quota di ritorno dell’88,4 % calcolata sull’esempio a due esiti. Se il regolamento chiedesse di giocare una volta e mezza il bonus su un mercato con quella forbice, l’attesa di costo su 100 € di bonus sarebbe di circa 17 € — nell’ipotesi, tutta nostra, che si giochi su un mercato a margine alto come quello e non su un mercato principale a forbice stretta, e ricordando che è una stima media su molte giocate e non una previsione di risultato. Bonus da 50 € in mercati stretti e bonus da 100 € in mercati di nicchia possono finire a costo quasi uguale: il secondo è tre volte più generoso sulla carta e, se il rigioco è severo, non lo è affatto in tasca.

Per un conto con 100 € di budget, un bonus con rigioco su mercati principali vale qualche euro di vantaggio atteso; per lo stesso conto, un tetto alto su un deposito che non farai non vale niente. È la conclusione a cui porta l’aritmetica, e non è la conclusione che il banner suggerisce.

I marchi del confronto, uno per uno

Lottomatica, concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita, e i Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Sul conto gioco si depositano e si prelevano anche PostePay e PayPal, e l’accesso dall’app avviene con username e password. Il profilo che esce da qui è quello di un operatore che tiene insieme la rete fisica e il mobile meglio della media: il Bet Scanner e la ricarica nei punti vendita sono funzioni per chi entra in ricevitoria e vuole il conto davanti. Il bonus per i nuovi iscritti c’è, con promozioni settimanali, ma è descritto nella formula più vaga del gruppo, e la vaghezza è essa stessa un’informazione.

William Hill, concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc — Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. È l’unico caso in cui il percorso di identificazione cambia l’importo, e la differenza è netta: il doppio per chi usa l’identità digitale, con l’erogazione immediata al posto di un’attesa che dipende da quanto ci metti a caricare i documenti. I 96 ore sono un termine, non una promessa: chi si registra manualmente e non invia nulla entro quella finestra ha scelto, di fatto, di rinunciare.

Sisal, concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. — L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; il Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Con l’app si possono prenotare le scommesse, ricaricare o prelevare nel punto vendita più vicino e scansionare una schedina giocata in negozio per sapere subito se è vincente. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca all’ippica i giochi di casinò e Sisal Tipster. La densità del palinsesto live è la proposta: chi gioca durante la partita trova pane per i propri denti, e il prezzo di quella densità è che il margine sui mercati minori è dove l’operatore recupera l’investimento in streaming.

Planetwin365, concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. — L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È una copertura larga e senza fronzoli: un catalogo che punta sull’ampiezza. Per chi non cambia mai mercato e ha bisogno di vedere la Serie C di martedì sera, l’ampiezza è il criterio che conta più di un bonus di importo modesto.

SNAI, concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa — L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Ci sono oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e streaming gratuito. Con l’app si verifica un biglietto giocato in un punto vendita inquadrando il QR Code stampato sul ticket, si gestisce il conto e si ricarica con più modalità, con un’assistenza a disposizione sette giorni su sette. Per i nuovi utenti dell’app è previsto un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche. My Combo è la funzione più interessante del gruppo, perché il margine di una combo si moltiplica insieme alle quote: unire tre pronostici sulla stessa partita in una quota unica fa crescere il prezzo e, con esso, la forbice che l’operatore si è già tenuto.

Betsson, concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited — L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La ragione sociale è la più importante della colonna: Azzurri Limited gestisce in Italia anche il marchio Starcasino, ed è il caso che mostra meglio quanto la concessione sia legata al sito e non all’azienda. Una società, due insegne, due concessioni.

Eurobet, concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale — L’app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Si giocano singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets; dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. Nella sezione Virtual si scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli, corse di cani e Palline 2.0. La stessa società gestisce anche le concessioni di Bwin.it e giocodigitale.it, ed è la ragione per cui un confronto tra marchi senza il nome del concessionario somiglia a una classifica di soprammobili: dietro due insegne diverse può stare lo stesso soggetto giuridico, con gli stessi obblighi e la stessa vigilanza.

NetWin, concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. — L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. È l’unico caso del gruppo in cui i tre parametri decisivi dell’offerta — percentuale, tetto e deposito minimo — sono tutti dichiarati insieme, e va detto che il merito è raro: la maggior parte degli annunci mostra la percentuale e nasconde il tetto. Il tetto di 50 € rende l’offerta modesta in valore assoluto e, di conseguenza, la rende poco sensibile al rigioco: con un bonus di quella misura, una condizione severa pesa pochi euro, e questo è un vantaggio strutturale del bonus piccolo. Il conto verificato come requisito sposta però il momento utile più avanti, dopo l’identificazione.

Betfair, concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. — L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. È il marchio che porta con sé la storia dell’exchange in Italia, e questo la dice lunga su quanto l’offerta reale di una piattaforma possa differire dal suo profilo storico: chi arriva cercando il punta e banca trova un catalogo di mercati pre-partita e live, non un bookmaker con il ruolo di controparte tra giocatori. Il betting exchange come gioco a sé è previsto dall’articolo 6, comma 1, lett. e) del decreto 41/2024, dove il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo; la documentazione di Betfair è indicata riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo in capo al concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni resta un punto aperto, ed è un’informazione da chiedere all’operatore prima di aprire un conto per quello scopo.

BetFlag, concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. — Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il tetto di 5.000 € è di un altro ordine di grandezza rispetto al resto del gruppo, ed è il numero che va letto con più attenzione: un tetto alto non aumenta il valore dell’offerta per chi deposita 50 €, ma dice che l’operatore si aspetta depositi di dimensione diversa e che il pubblico di riferimento è quello che il nome della categoria — «vip» — evoca. Se quella cifra sia raggiungibile e a quali condizioni resta scritta nel regolamento promozionale.

Le fondamenta: come funziona davvero una giocata

Prima di guardare altre quote conviene fissare tre pezzi: come si calcola un ritorno, che cosa cambia tra i tipi di giocata, e dove si annida il margine.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Dal prezzo al ritorno

Il ritorno di una scommessa vincente è la puntata moltiplicata per la quota; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 10 € a quota 1,90 il ritorno è 19 € e il guadagno è 9 €. Con 10 € a quota 2,50 il ritorno è 25 € e il guadagno è 15 €. Non c’è altro: la quota è il fattore di conversione, non una promessa di probabilità. Da quella forbice di 0,60 tra i due prezzi dipende l’intera differenza tra una serata in pari e una serata in attivo, ed è la ragione per cui una differenza di dieci centesimi su una quota va confrontata con il margine del mercato prima di essere chiamata «migliore». Dieci centesimi su 2,50 sono quattro punti di prezzo, una cifra enorme rispetto a un margine dell’11,6 %: quando la differenza tra due bookmaker è di quella misura, il mercato non è lo stesso mercato.

Su una multipla le quote delle singole si moltiplicano in un prezzo solo. Tre selezioni a 1,90 danno una quota complessiva di 6,859, che su 10 € significa 68,59 € di ritorno. Il prezzo cresce in fretta, e con esso cresce anche il margine che l’operatore ha già incorporato in ciascuna delle tre gambe: la moltiplicazione non trasforma il vantaggio del bookmaker in svantaggio, lo compone.

Singole, multiple, sistemi, combo

La singola è una giocata su un evento. La multipla lega più eventi in un biglietto e il biglietto paga solo se tutti gli esiti sono corretti. Il sistema è un insieme strutturato di giocate che resta in piedi anche con qualche errore, al prezzo di una posta complessiva più alta e di un ritorno più basso di una multipla piena. La combo, come la costruisce SNAI con My Combo, unisce più pronostici sulla stessa partita e più My Combo su match o sport diversi nello stesso biglietto con una quota unica. Sulla carta la differenza tra multipla e combo è di confezione, non di sostanza: quello che cambia è quanto il biglietto si allontana dai mercati principali, e quindi quanto margine si accumula a ogni passaggio.

Il Cash Out merita una riga a parte perché è la funzione che più spesso viene venduta come una comodità gratuita. Chiuderla prima della fine dell’evento significa accettare il prezzo che l’operatore propone in quel momento, su un mercato che l’operatore stesso costruisce con la forbice che vuole. La comodità è reale, la gratuità no: il costo è dentro la cifra che ti viene offerta per chiudere. SNAI e Sisal sono i due marchi del gruppo che dichiarano la funzione con nome proprio.

Singole, multiple e sistemi sono la struttura di base anche su SNAI ed Eurobet, ed è un segno di quanto il mercato italiano sia conservatore nella forma: le novità arrivano nel contenitore — la combo, il cash out, lo streaming — raramente nel principio.

Virtuali e ippica, il posto dove il margine è più largo

I Virtuali sono un gioco a sé, e la sua definizione legale è precisa: l’articolo 2, lett. v) del decreto 41/2024 descrive le scommesse su eventi simulati come scommesse su eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati tramite animazione o un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. Non sono un mercato di ripiego, sono una categoria normata.

I marchi del confronto li trattano con una certa serietà: Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte; SNAI ne propone oltre 3.000, con calcio virtuale a clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo; Lottomatica copre calcio, trotto, galoppo e levrieri con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio; Eurobet scommette su partite simulate — Campionato, Big Match, Derby — corse di cavalli, corse di cani e Palline 2.0.

Sul margine, una nota che vale come regola generale: gli eventi simulati non hanno tifosi, non hanno notizie, non hanno infortuni dell’ultimo minuto e non hanno un mercato concorrente che ne aggiusti il prezzo. Questa è precisamente la condizione in cui la forbice tende a essere più larga dei mercati principali di calcio, e il livello di volume — migliaia di eventi al giorno, sette giorni su sette — dice che il prodotto è progettato per essere giocato spesso.

L’ippica sta in due posti diversi della legge, e confonderli è l’errore più frequente: le scommesse sulle corse dei cavalli stanno nell’articolo 6, comma 1, lett. a); i giochi di ippica nazionale stanno nella lett. c) e nell’articolo 2, lett. h) con le formule vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté. Se un brand prenda online i totalizzatori di ippica nazionale è un punto che resta aperto, e chi scommette solo sui cavalli farà bene a verificarlo sul palinsesto prima di aprire un conto.

Rigore e rigioco: la parte noiosa che decide

La quota del mercato è la parte visibile dell’offerta. Il regolamento promozionale è la parte che ne determina il valore, e anche qui vale l’aritmetica del margine: i requisiti di puntata o rigioco sono i termini italiani per l’obbligo di giocare più volte una somma prima di poter prelevare, la quota minima ammessa decide su quali mercati quel gioco vale, e la scadenza decide entro quando. Di nessuno dei dieci marchi questi tre parametri sono qui riportati. Non è una lacuna del confronto: è il confine reale.

Fino a quando leggi un’imposta sulle giocate e le scommesse, la partita tra giocatore e Stato è chiusa dal lato del giocatore. L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa è pagata dal concessionario sul margine: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite; le scommesse a quota fissa ippiche pagano le stesse aliquote, con un passato di 43 % e 47 %, e le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. La legge di bilancio per il 2025 ha riscritto le aliquote e il suo numero non è qui ricostruito; una proposta del «Decreto Sport» per portarle al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore; se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è un punto che resta aperto.

Per il giocatore la conseguenza è la più semplice di tutta la pagina: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in mano al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario. La formula che circola è «tassate alla fonte», e significa che riceverai la somma netta senza aggiungere nulla al modello. Va detto con la cautela che merita: è una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi prima di prendere decisioni fiscali conviene consultare un commercialista.

Il quadro cambia del tutto su vincite ottenute da siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è qui determinata, e la posizione va riassunta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

Riletta dal lato del costo, la tassazione dice una cosa sola e la dice bene: la partita tra un concessionario italiano e il fisco si gioca sul margine dell’operatore, mentre su un sito estero il costo può spostarsi sul giocatore, in forma di dichiarazione e di aliquota non conosciuta. «Vincite più alte» e «vincite nette» non sono la stessa espressione.

Quanto vale un bonus, in due conti

Un bonus di benvenuto non è denaro: è un credito con una condizione. La distinzione non è filosofica, perché il valore del credito dipende da quanto gioco serve per trasformarlo in saldo prelevabile.

È il motivo per cui un’offerta modesta e una grande possono avere lo stesso peso in tasca. La prima ti chiede poco per liberarla, la seconda ti chiede molto. A parità di rigioco, il bonus da 5.000 € è ostaggio di un requisito che su quella cifra pesa centinaia di euro; il bonus da 50 € ha un requisito che su quella cifra pesa pochi euro. Ecco perché il tetto alto è la parte dell’annuncio più facile da leggere al contrario di come è stato pensato.

C’è poi la quota minima, il parametro di cui non si parla mai e che decide su quali mercati il rigioco conta. Se il regolamento chiede quote minime alte, spinge verso i mercati principali, dove il margine è più stretto e il rigioco costa meno; se accetta quote basse, apre i mercati secondari, dove la forbice si allarga e il costo sale. Un requisito apparentemente tecnico è, in realtà, una indicazione su dove conviene giocare il bonus.

Resta un solo denaro davvero gratuito, e va nominato senza girarci intorno: il bonus senza deposito, quando c’è, è la forma di benvenuto che non ti chiede di mettere soldi tuoi per riceverla. Chi lo incontra farà bene a controllare che il marchio che lo propone stia sull’elenco dei concessionari, perché un bonus senza deposito offerto fuori da quel perimetro è la trappola più costosa del settore: mette insieme un vantaggio apparente e l’assenza di ogni tutela.

I pagamenti: dove il conto si incassa davvero

Il denaro che entra ed esce dal conto passa da una rete che la legge italiana ha disegnato con precisione, e conviene conoscerla prima di scegliere il metodo.

I punti vendita ricariche sono previsti dall’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È una figura ibrida che molti giocatori non conoscono e che vale la pena avere in mente: la ricarica al tabaccaio non è una forma di deposito libera, è una procedura con un tetto settimanale e nessuna capacità di pagamento in uscita.

Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; ciascun operatore ha la propria lista nei propri termini. Nel caso di Lottomatica, PostePay e PayPal compaiono tra i metodi per depositi e prelievi. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una materia non definita e non esiste una norma che nomini le rotaie approvate.

C’è poi una norma pensata per impedire che denaro di gioco finisca a operatori senza concessione: l’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di servizi di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore non è confermata, e questo è il tipo di dettaglio che determina se un deposito verso un .com estero passi o venga respinto.

Nella pratica: un prelievo su un conto con concessione passa dalla stessa infrastruttura dell’identificazione, e quindi tende a fermarsi se l’identità non è completa. La finestra dei 30 giorni da cui parte tutto questo è la prima cosa da chiudere, prima di qualunque offerta.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si parte dall’elenco pubblico dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il nome o il codice; ogni riga è legata a un sito .it. Poi si controlla la pagina dei termini dell’operatore, dove numero di concessione e ragione sociale sono dichiarati. L’elenco non indica però quali giochi il concessionario offra.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota; il guadagno netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 10 € a 1,90 il ritorno è 19 € e il guadagno è 9 €. Su una multipla le quote delle singole si moltiplicano in un prezzo unico.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si divide uno per quella somma. Il risultato è la quota di ritorno; il margine è quanto manca al 100 %. Su un mercato a due esiti con 1,90 da entrambi i lati la quota di ritorno è dell’88,4 % e il margine dell’11,6 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e abbassarlo ha effetto immediato mentre aumentarlo richiede sette giorni di attesa. Admiralbet chiede in registrazione limiti massimi di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria tra riduzione e aumento.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in mano al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica è a carico del concessionario. La ricostruzione è riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: prima di decidere, consultare un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non applica i protocolli approvati da ADM e non offre gli strumenti obbligatori di limitazione. È soggetto a blocco DNS e, come ADM stessa richiama citando la Legge 401/1989, anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Il conto finale, che resta al giocatore

Metti in fila quello che questa pagina ha trovato e il disegno è più sobrio di quanto il settore racconti. L’elenco dei concessionari ha 52 righe legate a 52 siti .it, la concessione dura al massimo nove anni senza rinnovo e vale per sito, non per azienda; una riga su quell’elenco non dice se il concessionario offra scommesse sportive, perché la colonna dei giochi non esiste; e fuori da quell’elenco il giocatore non ha il RUA, non ha protocolli approvati e, per come ADM descrive la fattispecie, non ha nemmeno la tranquillità di un comportamento senza conseguenze.

Poi metti accanto la parte che riguarda il prezzo, che è la parte che nessun operatore mette in vetrina. Il margine è un numero per mercato e non per marchio: nell’esempio a due esiti da 1,90 la quota di ritorno è dell’88,4 %, un valore che sui mercati principali dei grandi campionati si stringe e sui mercati di nicchia si allarga. Il bonus di benvenuto è un credito con una condizione, e quanto valga dipende da un regolamento che sta un click più in là dell’annuncio. I limiti di deposito si stringono in un istante e si allentano in sette giorni. Il conto con 50 € di budget non ha bisogno del tetto da 5.000 €, e chi deposita 500 € non trova nel rigioco un ostacolo insormontabile.

Il criterio che esce da tutto questo è quello che serve a chi cerca «vip scommesse in Italia» e non vuole trovarsi davanti a un’annunciazione: prima la concessione sull’elenco ADM, poi il prodotto sul palinsesto, poi il regolamento dell’offerta — rigioco, quota minima, scadenza — e solo alla fine il confronto tra le quote. Chi salta i primi tre passaggi sceglie un’insegna. Chi li fa nell’ordine sceglie un prezzo, e sa anche quanto di quel prezzo non è suo.

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