Scommesse sul golf: il formato della giocata, il margine nascosto e i dieci concessionari sul .it
La parte difficile delle scommesse sul golf non è capire chi vincerà il torneo. È capire cosa si sta comprando quando si preme il tasto: un pronostico su un giocatore, un numero preciso di colpi, la classifica dopo due giri, e sopra tutto questo una quota che contiene già il compenso di chi la vende. Chi guarda il golf da fuori immagina un mercato esotico, con nomi di giocatori che non conosce e regole che non ha mai letto. Chi ci scommette da anni sa che il meccanismo è identico a quello di un 1X2 sul calcio, con una differenza: il numero di esiti possibili è molto più alto. Centocinquanta giocatori in un field, e per ognuno di loro il bookmaker deve fissare una quota. Più esiti da prezzare significa più errore possibile, e più margine serve per coprirlo.
Questa è la lettura che vale la pena tenere in mano. Una scommessa sul golf non è un evento sportivo con una probabilità nascosta da scoprire: è una riga di un palinsesto approvato, venduta a un prezzo che l’operatore sceglie, liquidata con una regola scrita nei suoi termini. Sapere come funzionano quelle tre cose — palinsesto, quota, regola di liquidazione — cambia il modo di guardare ogni offerta di benvenuto nella pagina.
*Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026; le concessioni e i numeri di concessione sono verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM.*
Il formato della giocata: come si costruisce una scommessa su un torneo di golf
Il golf ha una particolarità che manda in tilt chi arriva dal calcio: non esiste il pareggio, e non esiste un solo vincitore. Esiste un vincitore, poi un secondo arrivato a un colpo di distanza, poi un terzo, e una classifica che scorre per settanta posizioni. Il bookmaker che vuole coprire il torneo deve prezzare tutte quelle posizioni.

Nello stroke play — la formula più comune ai massimi livelli — vince il giocatore con il minor numero totale di colpi. Nel match play vince chi si aggiudica più buche. Sono due cose diverse da scommettere, e il mercato le tratta in modo diverso: lo stroke play dà un numero secco, il match play dà un confronto a due. La quota del secondo si legge più facilmente, perché gli esiti sono due e il margine si distribuisce su meno variabili.
Un campo da golf regolare ha 18 buche. Le buche par 3 sono lunghe meno di 250 iarde per gli uomini, le par 4 da 251 a 450 iarde e le par 5 oltre 450 iarde; i campi da 18 buche hanno in genere un par totale da 70 a 72. Serve saperlo perché molti mercati non parlano di vincitore ma di punteggio: sotto o sopra il par, numero di birdie, cut superato o mancato. Il par del campo è il metro con cui si legge il risultato, e senza quel metro un mercato sul punteggio è una fila di numeri senza senso.
In un giro stabilito un giocatore può portare al massimo 14 mazze. È una regola del gioco, non del betting, e ha una conseguenza pratica: il materiale a disposizione di ogni giocatore è limitato, quindi la variabilità di un giro dipende più dal giorno e dal vento che dalle scelte tecniche. Per chi scommette significa che i mercati sul singolo giro sono i più difficili da prezzare per il bookmaker, e spesso quelli con il margine meno generoso.
Il calendario è quello che conta davvero. I quattro major maschili sono il Masters, il PGA Championship, lo US Open e The Open Championship; il Masters si gioca in aprile all’Augusta National Golf Club, in Georgia. Sono le quattro settimane in cui il golf esiste per il grande pubblico, il palinsesto si allarga, i mercati si moltiplicano e le quote diventano più competitive perché il volume è alto. Fuori da quelle settimane il golf resta nei palinsesti ma con meno mercati e prezzi più larghi.
Il riferimento storico più citato è Jack Nicklaus, che detiene il record maschile di 18 major vinti. Un record così vecchio è anche un avvertimento: nel golf i cicli sono lunghi, i giocatori forti restano forti per anni, e questo rende i mercati sul vincitore più prevedibili di quanto sembri — e le quote, di conseguenza, più basse sui nomi di testa.
Il torneo più recente della stagione italiana offre un esempio concreto di come si chiude una settimana. The Open Championship 2026 si è giocato dal 16 al 19 luglio 2026 al Royal Birkdale di Southport; il neozelandese Ryan Fox ha vinto con 270 (-10), un colpo davanti a Cameron Young. Un colpo di scarto su quattro giri: è il tipo di finale che manda a casa insieme chi aveva puntato sul favorito e chi aveva puntato sul secondo, e che spiega perché nel golf i mercati sul piazzamento a cinque o dieci posti siano spesso più sensati del mercato sul vincitore.
Quota fissa, quota unica, quota combinata
La forma base è la singola: una selezione, una quota, una puntata. Il mercato italiano usa la quota fissa, quel numero decimale che moltiplica la puntata se il pronostico è giusto. La vincita è la puntata per la quota, e il calcolo è lo stesso che si fa su una partita di Serie A.

Poi c’è la multipla: più selezioni, una sola quota data dal prodotto delle singole. E il sistema: più selezioni combinate in un numero di giocate definite, con un costo di ingresso più alto e un esito meno netto.
Sul golf la multipla è tentante perché i tornei si sovrappongono — un evento europeo e uno americano nello stesso fine settimana — ma va letta con attenzione. Il bookmaker carica il margine su ogni selezione, e in una multipla i margini si sommano in modo composto: una multipla a tre selezioni su mercati con margine del 5 % porta con sé un margine complessivo che non è del 5 % ma dell’ordine del 15 %. Non è una truffa, è aritmetica, e chi la ignora paga la differenza.
L’altra cosa da sapere è che il prodotto delle quote premia la precisione: se una selezione ha quota 1,85 e un’altra 2,10, la multipla vale 3,885. Piccoli errori di valutazione su due o tre gambe si amplificano nel risultato finale.
Le Goldbet League e le Goldbet Racing mostrano dove finisce il golf reale e comincia l’altro prodotto. Sono un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. Nulla a che vedere con il golf, ma sono lo stesso tipo di scommessa a quota fissa su un evento simulato, e il lettore che le incontra in un’app deve sapere che il palinsesto le ammette.
Le varianti combinate e il cash out
SNAI propone la funzione My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Il golf non è tra gli sport citati, ed è un dettaglio che dice molto su come gli operatori costruiscono questi strumenti: nascono sul calcio, dove il volume c’è, e si estendono agli altri sport solo dopo.
Il cash out è la funzione che chiude la giocata prima della fine dell’evento, incassando il valore corrente della schedina. SNAI la offre sulle sue schedine, Sisal la mette accanto a mercati come Goal, No Goal e Multigoal e alle giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, SNAI ancora la integra nella sua app. Sul golf la funzione ha un senso diverso rispetto al calcio: un torneo dura quattro giorni, la posizione in classifica cambia ogni ora, e poter uscire dopo il terzo giro con un margine acquisito è la ragione per cui molti scommettitori di golf la considerano la funzione più utile del prodotto.
Attenzione a un dettaglio dei termini, però. NetWin esclude esplicitamente le scommesse con cash out attivo dal giro di puntata richiesto per sbloccare il bonus di benvenuto. Chi apre il conto pensando di usare il cash out come strumento ordinario e ha un bonus in corso scopre che quelle giocate non contano.
Cosa costa davvero una quota: il calcolo del margine
Qui si arriva al punto. Il numero che si legge sullo schermo non è una probabilità. È un prezzo, e come ogni prezzo contiene il ricarico di chi lo vende.
Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, con quota 1,90 su entrambi i lati. Non è una quota reale di nessun operatore: è l’esempio con cui si vede il meccanismo. Sommando gli inversi delle due quote — 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90 — si ottiene 1,0526. Il bookmaker paga cioè il 95,0 % di quanto raccoglie su quel mercato, e trattiene il restante 5 %. Quel 5 % è il margine.
Un mercato a due esiti con margine del 5 % è un prezzo normale per il calcio, dove il volume è alto e la concorrenza stretta. In un torneo di golf con centoquaranta giocatori in quota, la stessa struttura si applica a una distribuzione di probabilità molto piatta: pochi favoriti, una coda lunghissima di nomi con quota alta, e un margine che su quei nomi di coda si allarga perché l’operatore deve proteggersi da un esito che non sa prezzare bene. La conseguenza pratica è semplice: un margine del 5 % sul mercato principale non dice nulla sul margine che si paga sul vincente del torneo. Sono mercati diversi, e vanno guardati separatamente.
C’è poi un secondo livello, quello della multipla. Il numero di esiti di un singolo mercato determina il suo margine, e combinare mercati diversi moltiplica l’effetto: su una multipla a tre gambe prezzate al 5 % ciascuna, il ricarico complessivo arriva intorno al 15 %. Non cambia la quota della singola selezione, cambia quanto di ogni euro puntato resta al bookmaker nel lungo periodo.
Il margine non è l’unico costo. La quota viene fissata quando la giocata è piazzata, e resta quella: la vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Su un torneo di quattro giorni con il meteo che cambia e i giocatori che si ritirano, la quota fissata al giovedì vale per tutta la settimana. È una regola che protegge chi scommette da un movimento avverso, e che allo stesso tempo rende il prezzo del giovedì un’informazione vecchia già al sabato.
Un’ultima nota sul conto finale. Un margine del 5 % non significa che si perde il 5 % di ogni puntata: significa che su un grande numero di giocate allo stesso prezzo, in media, quella quota restituisce il 95 % di quanto è stato puntato. È una stima statistica, non un risultato per la singola schedina. Chi punta cinque volte su un mercato al 5 % può chiudere in attivo cinque volte su cinque; è il volume, non la singola giocata, a far emergere il margine.
Panorami: la valutazione dei dieci concessionari e i criteri del confronto
Dieci piattaforme, un solo criterio che non si può aggirare, e poi tutto il resto. Ecco come si legge la tabella che segue.
I criteri con cui si legge la concessione
Il primo criterio è anche l’unico che ammette una risposta secca. In Italia un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza: si chiama concessione, non licenza, e viene assegnata con gara pubblica, non rilasciata a chi la chiede. L’autorità è l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» la prima volta e chiamata ancora «AAMS» nel mercato. L’elenco pubblicato dall’ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è l’intero test: se un nome è lì, ha una concessione; se non è lì, non ce l’ha.
La concessione è per sito, non per azienda, e questo è il punto che quasi tutte le guide sbagliano. Un concessionario può detenere più siti .it, e una stessa società può comparire con marchi diversi. Eurobet Italia S.r.l., per esempio, gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il numero di concessione è legato alla singola piattaforma, e sono le stesse condizioni contrattuali dell’operatore a dichiararlo.
Il secondo criterio è cosa quell’operatore scrive nei propri termini e mostra nella propria app. L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare nell’elenco non dimostra di per sé che ci sia un’offerta di scommesse sportive: quello lo dimostra il sito dell’operatore, con il suo palinsesto e la sua app. È la ragione per cui la tabella qui sotto non basta da sola e ogni scheda che segue va letta come un’integrazione.
Il terzo criterio è ciò che l’operatore dichiara sull’argomento di questa pagina. Diversi marchi in elenco sono casinò prima che bookmaker, e il loro prodotto sportivo è un reparto dentro un’offerta più grande. Questo non è un difetto in sé, ma cambia cosa ci si può aspettare: un palinsesto più stretto sugli sport diversi dal calcio, meno mercati sul golf, e una quota di attenzione minore per un torneo che si gioca a migliaia di chilometri.
L’ultimo criterio è la trasparenza dei conti. Il bonus di benvenuto non è vietato — la norma italiana vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus — ma non esiste alcun tetto statutario all’importo né al rigioco, quindi i numeri che contano vengono tutti dai termini di ciascun operatore. Un operatore che scrive con precisione il requisito di puntata è più utile di uno che lo lascia in fondo a una pagina.
La tabella dei dieci concessionari
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | diretta streaming su eventi sportivi con palinsesto quotidiano di tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | app con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi; mercati 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol, mercati combo e sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato; limite di ricarica, spesa e tempo di gioco da impostare in registrazione |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | bonus Sport-50 sbloccabile con un giro di 3 volte il deposito in 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | singole, multiple e sistemi; funzioni Cash Out e My Combo con quota unica |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | apertura conto anche con SPID e CIE; bonus senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Benvenuto Sport con bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € con carta o PayPal |
La lettura che salta all’occhio è il gruppo Goldbet-Lottomatica: due marchi diversi, due numeri di concessione diversi, un solo concessionario sotto, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. È la dimostrazione pratica che la concessione si lega al sito. Chi apre due conti su quei due marchi firma due contratti con la stessa società, e non ha alcuna protezione in più per questo.
L’altra lettura riguarda la coda della lista. Il bonus senza deposito di BetFlag, i 10 € più 200 Fun Flag, è l’unica offerta di benvenuto senza deposito tra questi dieci. Sembra il regalo più grande e in realtà è il più piccolo in valore assoluto: la parte giocabile è di 10 €, con quota totale minima 5.00, in un’unica scommessa, entro 3 giorni dall’attivazione, su un conto aperto da non più di 30 giorni. Dieci euro sono dieci euro, ma vale la pena sapere cosa si sta accettando.
Il campo «cosa dicono i termini» non copre tutti e dieci i marchi allo stesso modo. Questa non è una lacuna di questa pagina: sono i singoli operatori a pubblicare quantità diverse di informazione. Dove un operatore pubblica poco, il lettore lo verifica nella pagina delle condizioni prima di aprire il conto.
La concessione ADM: cosa cambia, quando cambia e cosa non cambia
La norma di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, inclusi quelli simulati, e su corse di cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo.
I vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Nella gara di settembre 2025 sono state assegnate 52 concessioni a 46 società su 93 domande, al prezzo di circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Che cosa cambia per chi scommette su un torneo di golf? Cambia che la concessione non è un timbro decorativo. Porta con sé l’articolo 2, lettera s), che definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e stabilisce che una scommessa può essere presa solo su eventi del palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno alla volta. È la ragione per cui un torneo può essere ampio su una piattaforma e assente su un’altra senza che nessuno dei due stia facendo nulla di strano.
Cambia anche la definizione degli eventi simulati: l’articolo 2, lettera v) definisce le scommesse su eventi simulati — eventi sportivi, ippici e altri generati dal computer e mostrati in animazione o come evento reale preregistrato — e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali» per questo.
Che cosa non cambia? Non cambia il fatto che una concessione dà diritto a una combinazione di giochi e non dice niente sugli sport effettivamente coperti. E non cambia il fatto che il betting exchange è un gioco separato, previsto dall’articolo 6, comma 1, lettera e) e definito dall’articolo 2, lettera u): lì il giocatore può fare il bookmaker o il puntatore e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimamente. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Betfair è descritta come il primo operatore ad aver portato l’exchange in Italia, con concessione 16028.
C’è un dettaglio che vale più di tutti gli altri messi insieme. L’elenco ADM del 25 ottobre 2026 ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra quelle 52 righe a quella data. Non è una condanna definitiva — le concessioni cambiano, e le gare si rifanno — ma è il punto di partenza di qualsiasi verifica, e va letta per quello che è: un elenco con una data.
Il marchio del casinò e il marchio del bookmaker
Chi legge dieci schede di operatori italiani incontra una cosa che in altri mercati non succede: i casinò che fanno anche scommesse. StarCasinò è l’esempio più chiaro, con le scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto alle slot e al Live Casinò. Il prodotto sportivo esiste, è regolare, ed è dentro un’offerta che nasce da un’altra parte.
La conseguenza si vede sui mercati, non sulla legalità. Un operatore che ha costruito il prodotto sul gioco da casinò tende a dedicare al palinsesto sportivo meno profondità di una piattaforma nata solo per le scommesse: meno mercati secondari, meno copertura sulle qualificazioni del giovedì, meno strumenti come il cash out su un torneo che si protrae per giorni.
Il quadro normativo non distingue i due casi. La concessione è la stessa e i limiti sono gli stessi. La differenza è nel prodotto, e per chi cerca il golf è una differenza che pesa.
Dove finisce la tassa e dove comincia la vincita
La domanda che ogni scommettitore italiano si fa almeno una volta: le vincite si tassano? La risposta breve è no, e la risposta lunga spiega perché.
Sulle scommesse sportive a quota fissa esiste l’imposta unica, disciplinata dall’articolo 4 del Decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025. L’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite.
Chi paga? Il concessionario. La conseguenza per il giocatore è che la vincita arriva già al netto, e non va dichiarata: il prelievo cade sul concessionario, la somma che si incassa è quella netta e non serve inserirla in nessuna dichiarazione. Questa è la lettura riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale sempre la regola di buon senso: prima di decidere qualsiasi cosa su una dichiarazione, si consulta un commercialista.
Il discorso cambia completamente se il sito non ha una concessione ADM. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi», richiamando l’articolo 67, comma 1, lettera d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, e le rende tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR sull’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta alla fonte, una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, e un’aliquota IRPEF applicata che qui non è dato sapere. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
La simmetria è il punto. Su un concessionario la tassa è invisibile perché l’ha già pagata qualcun altro, e il prezzo di quella comodità è un margine dentro la quota. Su un sito estero la tassa è visibile solo a chi compila una dichiarazione, e il prezzo è l’incertezza su cosa andrà scritto.
Sul bonus, la norma fiscale non dice nulla che interessi direttamente il giocatore: è materia dell’operatore, e resta il fatto che non esiste alcun tetto statutario all’importo del bonus né al rigioco richiesto. I numeri che contano sono quelli nei termini.
Le regole che valgono solo sui siti con concessione
L’Italia ha costruito un sistema di protezione che funziona per connessione: chi ha la concessione è dentro la rete, chi non ce l’ha è fuori. Ecco cosa significa in pratica, con le date e le condizioni.
L’identificazione e i limiti che si scelgono in registrazione
Aprire un conto di gioco richiede un’identificazione completa. Accanto alla registrazione classica con documento, alcuni operatori rimandano alle procedure con SPID e con CIE: BetFlag indica entrambe nella sua pagina di apertura conto. Gli operatori che offrono SPID lo fanno anche tramite un fornitore di identità, e c’è una scadenza da tenere a mente: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’articolo 3, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del settore.
Poi ci sono i limiti, e qui la norma è più concreta di quanto ci si aspetti. L’articolo 15, comma 1 prevede gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; i messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione, e una regola che vale la pena conoscere: un limite abbassato ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È una asimmetria voluta, ed è la cosa più sensata dell’intero impianto: rallentare chi vuole alzare, non chi vuole abbassare.
La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è nota, e non c’è un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive. Gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione.
L’autoesclusione e il registro che la rende efficace
Il Registro Unico degli Autoesclusi, il RUA, è stato istituito nel 2018 e blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. È la ragione per cui l’autoesclusione in Italia è uno strumento e non un gesto simbolico: il blocco segue la persona, non il conto.
Le durate sono cambiate, e questo è un caso in cui la data conta. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le forme parziali di esclusione, cioè quelle per categoria di prodotto richieste dall’articolo 15, comma 1, lettera e), partono dal 1° febbraio 2026 secondo una testata di settore.
Fuori da quel perimetro non c’è registro. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com estero non è protetto da nulla. È il caso in cui la differenza tra un operatore con concessione e uno senza smette di essere una questione formale.
La pubblicità, che non è il bonus
C’è una confusione che vale la pena sciogliere, perché riguarda ogni offerta di benvenuto che si incontra. Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la Legge 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo richiama il 28 febbraio 2024 con le sue parole: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.
L’autorità che la fa rispettare è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile, all’articolo 3, lettera l), e consente a un concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo, all’articolo 3, lettera m) e all’articolo 15, comma 3.
Cosa è successo davvero con questa norma: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non è legge, e il divieto è in vigore alla data della verifica.
Il punto pratico: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un «bonus di benvenuto» è un termine dell’operatore, non un genere pubblicitario, e resta perfettamente legale. Non esiste un tetto statutario al bonus né al rigioco.
Pagare un conto con concessione, e cosa dicono i punti ricarica
I punti vendita ricariche sono disciplinati dall’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024, e la loro disciplina spiega bene la logica del sistema. L’ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie), che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.
Alle concessioni ADM le pagine di confronto mostrano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, buoni e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney. La lista di ciascun operatore è nei suoi termini. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una questione aperta e non c’è una norma che nomini strumenti di pagamento approvati. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Quando il sito non ha la concessione
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il blocco funziona a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta. Le copie riappaiono in poche ore. La parola per il risultato è «oscurati».
C’è poi il lato che riguarda direttamente chi scommette. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, come l’ADM stessa la richiama il 28 febbraio 2024: la legge 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero; anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
È la regola dal lato del giocatore, nelle parole dell’autorità. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.
Il confronto onesto tra i due mondi si riduce a questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro legale italiano. Un marchio .com senza licenza non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come dichiara l’ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti esteri che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona è descritta come non protetta, senza strumenti di autotutela e senza un’autorità a cui rivolgersi.
Gioco responsabile: quello che resta quando l’offerta finisce
Un’offerta di benvenuto ha una scadenza. Un limite di deposito no. Questa è la ragione per cui le regole di tutela contano più del bonus, e per cui vale la pena guardarle prima di aprire un conto e non dopo.
Gli strumenti obbligatori, e non è una questione di sensibilità
L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca ciò che ogni concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati secondo l’età e il comportamento del giocatore con protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sono obblighi, non gentilezze: un operatore che non li offre non è un operatore severo, è un operatore fuori norma.
La logica di questi strumenti si capisce guardando la loro asimmetria. Abbassare un limite è immediato, alzarlo richiede 7 giorni. Chiudersi in un RUA è immediato, e alcune forme di esclusione a tempo indeterminato prevedono una revoca possibile solo dopo 9 mesi. Il sistema è costruito per rallentare chi sta andando in una direzione e per non intralciare chi vuole fermarsi.
Il terzo pilastro è l’informazione. L’articolo 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Detto in altri termini: una parte del margine che l’operatore trattiene sulle giocate torna indietro sotto forma di messaggi sul gioco consapevole.
Cosa fanno gli operatori in concreto
I dieci marchi di questa pagina non si comportano allo stesso modo, e le differenze non sono solo di stile.
AdmiralBet scrive nei suoi termini l’autoesclusione a 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme online autorizzate in Italia, e chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.
Bet365 elenca tra i suoi strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Questo è il punto che distingue un operatore davvero attrezzato: il numero verde. Un giocatore in difficoltà che trova un contatto diretto nella pagina dell’operatore ha un percorso a due passi; un giocatore che deve cercarne uno per conto proprio ne ha uno a cinque. Il Telefono Verde è il canale pubblico che l’Italia mette a disposizione, e citarlo apertamente è la cosa più utile che un bookmaker possa scrivere in una pagina di gioco responsabile.
Dove si consulta il numero verde, e dove si cercano gli altri strumenti
Un ultimo punto che vale la pena dire senza girarci intorno. Gli strumenti di limite e di autoesclusione vivono dentro i conti dei singoli siti, quindi un lettore che vuole sapere cosa offre un operatore deve guardare la sua pagina delle condizioni o la sua sezione di gioco responsabile, non la scheda del confronto.
La verifica dell’identificazione funziona allo stesso modo: la procedura con SPID e CIE è descritta nella pagina di apertura conto di ciascun operatore, e il termine dei 30 giorni per la validazione è un dato che si trova lì. Se un conto è sospeso e i prelievi sono bloccati, la causa è quasi sempre quella scadenza.
I dieci bookmaker con concessione ADM, uno per uno
Le schede che seguono leggono ognuna lo stesso insieme di cose — la concessione, cosa l’operatore dichiara, come si comporta l’offerta — e chiudono su una valutazione. L’ordine è quello della tabella. Nessuna di queste dieci schede è una raccomandazione a scommettere: sono dieci letture di quello che gli operatori pubblicano.
Planetwin365: la diretta streaming come prodotto, non come accessorio
Planetwin365 opera con la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a. La concessione è per sito, quindi quella riga riguarda lottomatica… no, riguarda Planetwin365.it e nient’altro: un eventuale altro marchio dello stesso gruppo avrebbe un numero diverso.
Il punto di forza dichiarato è la diretta streaming. L’operatore offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. È una descrizione che dice molto su come è costruito il prodotto: la copertura quotidiana batte il grande evento, e chi guarda la diretta vuole scommettere mentre la partita scorre.
Per il golf questo si traduce in una promessa parziale. Il golf non ha un formato televisivo continuo — si gioca su quattro giorni, con gruppi sparsi sul campo e finestre di trasmissione concentrate nel pomeriggio — e un prodotto costruito sulla diretta quotidiana non è pensato per un torneo che si guarda a sprazzi. La differenza tra questa piattaforma e un operatore che punta tutto sui mercati pre-match non è di qualità: è di forma.
La valutazione: la diretta streaming è un vantaggio reale per chi scommette live su sport con ritmo continuo, e diventa un argomento debole su un torneo di golf dove il momento clou è un putt alle 18:30. Chi cerca il golf trova qui un bookmaker regolare e ben attrezzato su altro, non una piattaforma specializzata.
Lottomatica: un catalogo larghissimo dentro un’app
Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. È il primo dei due marchi di questa lista che fanno capo alla stessa società.
Il prodotto è raccontato dall’app: copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È il catalogo di un operatore che vuole essere il posto dove si trova tutto, e la lista degli eventi lo conferma: campionati nazionali, coppe europee, motorsport.
Il catalogo ampio ha un prezzo nascosto, e non è la quota. Un prodotto che deve coprire decine di competizioni diverse distribuisce la propria attenzione, e i mercati secondari — quelli su cui si gioca un torneo di golf che non è un major — finiscono per essere meno profondi di quanto un appassionato si aspetti. Il golf compare, ma non è la ragione per cui l’operatore costruisce la sua app.
La valutazione: è la scelta naturale per chi scommette principalmente su calcio e motorsport e vuole un’unica piattaforma per tutto. Chi ha il golf come sport principale troverà qui meno strumenti dedicati di quanti ne offra un operatore che ci punta sopra.
Goldbet: mercati di calcio e formati di giocata
Goldbet opera con la concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Stessa società di Lottomatica, numero di concessione diverso: il sito è l’unità, non l’azienda.
L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Sono cinque formati di giocata, e la presenza del Pre-match accanto al Live dice che l’operatore non vuole scegliere: copre chi decide prima e chi decide durante.
Il catalogo dei mercati calcistici è quello che ci si aspetta da un operatore italiano: 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Su un torneo di golf non esiste un equivalente di «segna primo goal», e questo è il nodo: il golf si prezza con mercati sulla posizione in classifica e sul punteggio, che richiedono un’infrastruttura di dati diversa da quella che serve per il calcio.
La parte virtuale completa il quadro. La Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema; le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. Sono prodotti costruiti per riempire i momenti senza sport reale.
La valutazione: un libro profondo sul calcio e un’offerta virtuale che riempie le pause, con il golf nel ruolo di sport coperto ma non coltivato. Chi scommette molto su squadre e campionati trova tutto quello che serve, e la distinzione tra questo marchio e Lottomatica — stessa società, due concessioni — si riduce a quale interfaccia si preferisce.
Betfair: i mercati combo e un exchange con regole proprie
Betfair opera con la concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l.
L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. «Quote maggiorate» è una formula da leggere con attenzione: significa che il prezzo di quelle giocate è migliore del normale, non che il margine sia assente. Il margine resta, solo più sottile.
Betfair è anche il marchio a cui questa pagina guarda quando parla di ciò che sta fuori dal palinsesto ordinario. Il betting exchange è un gioco separato nella legge, previsto dall’articolo 6, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 41/2024, e Betfair è descritta come il primo operatore ad averlo portato in Italia, con la concessione 16028. Le regole sono diverse da quelle di un bookmaker ordinario: la documentazione dell’operatore riporta, per i conti sull’exchange italiano, una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite perché il prelievo cade sul concessionario.
Il golf sull’exchange è una cosa a parte rispetto al golf su un bookmaker, e vale la pena capirne la differenza prima di scegliere. Su un bookmaker si scommette contro il prezzo fissato dall’operatore: il margine è dentro la quota e non è negoziabile. Su un exchange si scommette contro un altro giocatore: il concessionario mette in contatto anonimamente le due parti e trattiene la propria parte sotto forma di commissione. Chi trova un prezzo generoso su un giocatore in un torneo di golf può, in teoria, incassare più di quanto un bookmaker ordinario gli offrirebbe.
La valutazione: è la piattaforma giusta per chi vuole provare il modello punta-e-banca e accetta che il prezzo lo facciano gli altri giocatori, con la liquidità che ne consegue. Su un torneo di golf la liquidità è la variabile da verificare prima di contare sull’exchange, ed è una cosa che si vede solo aprendo lo strumento.
StarCasinò: scommesse dentro un prodotto nato per il casinò
StarCasinò opera con la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited. Il nome dell’azienda non è quello del marchio, ed è normale: il concessionario è la società, il marchio è il sito.
L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il prodotto sportivo c’è, è regolare, ed è collocato in un’offerta che nasce altrove: il casinò è il centro dell’app, le scommesse sono una sezione.
Una combinazione sola di concessione, quindi il lettore che cerca un bookmaker tradizionale ha in questa una piattaforma costruita per un uso diverso. Chi ha il casinò come interesse principale e scommette occasionalmente sullo sport troverà qui un unico conto per entrambe le cose, ed è l’unico argomento forte di questa scheda.
La valutazione: le scommesse qui esistono e sono legali, ma non sono la ragione per cui la piattaforma esiste. Per chi cerca mercati sul golf è il profilo meno adatto dei dieci.
AdmiralBet: gli strumenti di tutela scritti nei termini
AdmiralBet opera con la concessione ADM n. 16048, intestata a Admiral Bet S.r.l.
Questa è la scheda con l’informazione più precisa del gruppo, ed è precisa su una materia che quasi nessun operatore documenta bene: gli strumenti di autotutela. I termini prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato dopo 7 giorni.
Sul golf questa scheda non dice nulla di specifico, e non è un problema della scheda: l’offerta sportiva dell’operatore è descritta altrove e non è dettagliata su questo sport. Quello che la scheda dimostra è un’altra cosa, e vale più di una lista di mercati: un operatore che scrive con questo livello di dettaglio i propri strumenti di tutela sta dichiarando come si comporta quando il conto va male.
La valutazione: la trasparenza dei limiti e dell’autoesclusione è il vero contenuto di questa offerta, e per un giocatore che vuole sapere in anticipo cosa succede quando chiede di fermarsi è un argomento pesante. Chi sceglie un bookmaker guardando solo la quota sta guardando la parte meno interessante di questa scheda.
NetWin: il bonus più vincolato dei dieci
NetWin opera con la concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a.
Il bonus Sport-50 richiede, per essere sbloccato, un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00. Sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Il bonus è di 50 €, quindi il giro richiesto è di 150 € in sette giorni.
Leggiamo quei numeri come li leggerebbe chi paga. Tre volte il deposito in una settimana non è un requisito impossibile; farlo con multiple da almeno tre eventi con quota minima 2.00 su ogni selezione è un’altra cosa. Una multipla a tre con tre selezioni a quota 2.00 ha una quota totale di 8.00, sotto il minimo di 10.00 richiesto: significa che servono selezioni con quote medie superiori a 2.00, oppure una multipla più lunga. Non è un caso che NetWin escluda i sistemi, l’antepost, il live e le giocate con cash out: sono esattamente le modalità che permettono di costruire giocate a basso rischio e basso margine per l’operatore.
La valutazione: è il bonus con il formato più vincolato tra i dieci, e il lettore che lo valuta deve mettere sul piatto il tempo e la quota minima, non solo i 50 €. Chi gioca già in quel formato — multiple corte, pre-match, quote sopra 2.00 — lo sblocca senza cambiare abitudini; chi gioca singole lo troverebbe un secondo lavoro.
SNAI: il cash out e i mercati sulla partita
SNAI opera con la concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech Spa.
L’offerta è quella di un operatore storicamente radicato nel calcio: scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Sei famiglie di mercati oltre ai formati base, tutte sul calcio.
Poi c’è la funzione My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. È uno strumento pensato per chi vuole costruire una giocata su misura, e vale la pena notare quali sport copre: calcio, tennis, basket. Il golf non è nell’elenco, ed è l’indizio di come questi strumenti nascano e si estendano.
Il golf è coperto, ma va cercato: nessuna delle funzioni descritte è pensata per un torneo di quattro giorni con centoquaranta giocatori in quota. Il cash out, però, è la funzione che sul golf ha il senso maggiore, perché un torneo in corso ha sempre un valore di mercato da incassare.
La valutazione: le funzioni sono costruite sul calcio e funzionano meglio lì, mentre il golf resta un mercato di secondo piano. Chi vuole costruire giocate combinate su partite trova qui uno strumento flessibile; chi cerca profondità sul golf non la trova in queste descrizioni.
BetFlag: il bonus senza deposito come porta d’ingresso
BetFlag opera con la concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a.
L’apertura del conto passa anche dall’identificazione digitale: il sito rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. È una comodità concreta, perché la validazione del conto senza SPID va completata entro 30 giorni, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati.
L’offerta di benvenuto è l’unica di questa lista senza deposito: il bonus scommesse senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto. I 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, e l’attivazione avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione.
La lettura dei numeri è tutta qui: dieci euro, in una sola giocata, su una quota totale di almeno 5.00, in tre giorni. Una quota totale di 5.00 è una quota da favorito netto, ed è richiesta cumulativa: se si gioca una singola, la singola deve avere quota minima 5.00. Non è un bonus che si gioca «a caso», è un bonus che costringe a scegliere un pronostico deciso e a farlo in fretta.
La valutazione: il valore assoluto è il più basso dei dieci, perché dieci euro restano dieci euro anche senza deposito. Il vero contenuto di questa offerta è il costo di opportunità — la finestra di tre giorni e la quota minima alta — e chi la prende deve sapere che sta accettando una giocata a rischio contenuto ma con una sola possibilità.
William Hill: l’unico bonus cash del gruppo
William Hill opera con la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc. Il nome della società è maltese, il sito è italiano e la concessione è italiana: sono tre cose compatibili, e la terza è quella che conta.
Il Benvenuto Sport è l’unico bonus cash di questa lista: il bonus è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.
Un bonus cash è denaro, e questa è la differenza che conta rispetto a un bonus sotto forma di free bet: la vincita di una free bet, di norma, non restituisce la puntata. Un bonus cash sì, e il valore è quello. Ma le tranche raccontano il lato meno simpatico: il bonus arriva in cinque pezzi da 10 €, e ogni pezzo richiede una multipla di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 per selezione. Una multipla a cinque con ogni selezione a quota 5.00 ha una quota totale di 3.125,00 — un numero che spiega perché il formato sia considerato difficile. Nella pratica le selezioni a 5.00 sono sfavorite nette, e metterne cinque insieme è una scommessa lunga per chiunque.
La valutazione: cinquanta euro cash sono il massimo di questa lista, ma il formato per riscattarli è il più impegnativo dei dieci, e le tranche da 10 € lo spezzano in cinque tentativi separati. Chi gioca multiple lunghe per abitudine trova qui un’offerta in linea con il proprio stile; chi gioca singole rischia di non sbloccare mai neanche la prima tranche.
Domande frequenti sulle scommesse sul golf in Italia
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM (ex AAMS), che è l’intero test: se il sito non compare, non ha la concessione. La concessione è legata al singolo sito .it, quindi il numero va confrontato con quello che l’operatore dichiara nei propri termini.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata, e il calcolo è quello che l’operatore registra sul biglietto: dieci euro a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, con un profitto netto di 8,50 €. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Su un mercato a due esiti a quota 1,90 per lato, la somma degli inversi — uno diviso 1,90 più uno diviso 1,90 — dà 1,0526: il bookmaker paga il 95,0 % di quanto raccoglie e trattiene il 5 %. In pratica un margine del 5 % è un prezzo normale sul calcio, mentre sui mercati di un torneo di golf con centoquaranta giocatori in quota si paga di più.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e AdmiralBet chiede anche un limite di ricarica, spesa e tempo di gioco giornaliero, settimanale e mensile. Il limite abbassato ha effetto immediato, quello aumentato dopo 7 giorni. Il tetto in euro che l’ADM fissa nella gara non è noto.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
No, quando la vincita arriva da un concessionario ADM. L’imposta unica è del 20,5 % sulla raccolta in rete fisica e del 24,5 % su quella a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, ma la paga il concessionario: il giocatore riceve la somma netta e non deve dichiararla. Vale comunque la regola di consultare un commercialista.
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