Scommesse legali in Italia, la concessione ADM è il solo titolo che conta

Updated Ottobre 2026
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Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna

Sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051. Ogni riga vale per un sito, non per un’azienda. Nessuna di quelle righe dice che quel concessionario accetta scommesse sportive, perché la lista non ha una colonna per i giochi, e questo è il primo malinteso da smontare prima di parlare di quote.

Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.

Chi cerca «aams scommesse» cerca in realtà una cosa sola: se il sito su cui sta per depositare è legittimato a prendere i suoi soldi in Italia. La risposta non è una classifica né un marchio di qualità. È un titolo amministrativo, verificabile in due minuti, che porta con sé una serie di obblighi — registro degli autoesclusi, limiti di deposito, supervisione, foro italiano — e lascia fuori chi non lo possiede, con conseguenze che vanno dal blocco del dominio fino a un’ammenda penale in capo al giocatore.

Ottobre 31, 2026 — Verifica condotta sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, integrata dalle condizioni contrattuali e dalle schede degli operatori citati.

La normativa che regge il mercato italiano

Normati per decreto: chi può prendere una scommessa in Italia

Il gioco a distanza con vincite in denaro in Italia può essere offerto solo da chi possiede una concessione dell’ADM. Non è una licenza che si richiede compilando un modulo: le concessioni si assegnano per gara pubblica, e il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024) ne fissa il quadro. L’art. 6, comma 1 elenca cosa si può offrire in regime di concessione: alle lettere a) ed e) trovano posto le scommesse a quota fissa su eventi sportivi — quelli simulati compresi — e su corse di cavalli, il betting exchange tra giocatori; alla lettera f), il bingo. Il comma 3 dello stesso articolo mette un tetto alla durata: fino a nove anni, senza rinnovo automatico. Si riparte dalla gara.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Tradotto in soldi del giocatore: chi vuole entrare in questo mercato paga un biglietto d’ingresso a sette cifre prima di accettare la prima puntata. Non è filantropia, ed è precisamente il motivo per cui le condizioni contrattuali dei concessionari sono lunghe come sono.

Normativa, vigilanza, giurisdizione: come si legge davvero la lista

La verifica si fa in un posto solo, e non è un comparatore. Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, come l’Agenzia stessa indica nella sua pagina di FAQ sui giochi. Dal canto suo, l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 aggiunge un secondo elenco, quello dei siti la cui offerta è inibita: ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, pubblica entrambe le liste sui siti istituzionali dell’Agenzia e del Corpo, e i fornitori di accesso e i prestatori di pagamento che disattendono un ordine dell’Agenzia vengono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione.

Il punto che quasi nessuno scrive: la lista ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco dimostra che quel concessionario ha un titolo per il gioco a distanza, non che quel titolo copra le scommesse a quota fissa. La concessione può comprendere, in combinazioni libere, scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di casinò, exchange e bingo. Chi vuole sapere se un marchio accetta davvero scommesse deve guardare il palinsesto dell’operatore, cioè il programma di eventi e tipi di gioco predisposto dal concessionario e approvato da ADM — art. 2, lett. s) — e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. In settembre 2026 l’Agenzia ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore: gli eventi entrano uno per uno, non esistono in blocco.

Che un nome compaia in una comparazione, poi, non significa niente dal punto di vista del titolo. Comparire è una scelta editoriale di chi scrive; la concessione è un atto amministrativo. Sono due cose diverse e il lettore ha diritto a saperlo prima di fidarsi di una posizione in classifica.

La concessione più vecchia del sito: quella che sta nei termini di conto

C’è un secondo modo di verificare, più rapido della lista e spesso più preciso, perché combacia con il sito su cui il giocatore sta effettivamente depositando. L’operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco. Admiralbet, per esempio, scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito italiano.

Il numero di concessione non è un vezzo burocratico. È l’unico dato che lega un marchio a una riga dell’elenco, e permette di scoprire una cosa che sorprende molti lettori: il concessionario raramente porta il nome del marchio. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e Starcasino ad Azzurri Limited. Una stessa società può gestire più siti: Eurobet Italia S.r.l. conduce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito. Chi apre un conto su due domini diversi della stessa società sta aprendo due conti, con due titoli distinti.

L’orizzonte .it, e perché non è un dettaglio estetico

Un concessionario italiano opera su un sito con dominio .it, e questo ha una conseguenza pratica immediata sul registro degli autoesclusi: i domini .it dei concessionari sono quelli collegati al RUA. Un marchio che accetta giocatori italiani da un dominio estero con licenza straniera non entra in quel circuito, e quella licenza non ha alcun valore in Italia. Il dominio, in questa materia, è un’informazione e non una decorazione.

La cornice pubblicitaria completa il quadro, e conviene conoscerla perché tocca anche i messaggi che il giocatore riceve. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 — il cosiddetto Decreto Dignità — vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa, affissioni e internet. L’AGCOM è l’autorità che lo fa rispettare, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nella prassi, e questo è il lato grottesco della vicenda, il divieto colpisce la promozione e non l’esistenza del bonus: nessun limite di legge riguarda l’importo di un bonus di benvenuto o i requisiti di puntata, che restano quelli che ciascun operatore scrive nei propri termini. Il divieto non riguarda nemmeno i messaggi di gioco responsabile: la legge consente al concessionario di diffondere comunicazioni sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio.

Sul fronte sanzionatorio la situazione è in movimento e nessuno può dire come finirà. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24, sulla responsabilità delle piattaforme, e C-194/25, sulla necessità o meno di notifica della disciplina. Una proposta di modifica — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — non è stata trovata approvata, e alla data della verifica il divieto è in vigore.

L’imposta unica, che il giocatore non vede ma paga

Chi scommette non versa nulla al fisco sul proprio conto, e questo è il motivo per cui molti credono che le scommesse sportive in Italia siano esenti. Non lo sono: l’imposta è a carico del concessionario e si chiama imposta unica sui giochi. La disciplina sta nel D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, e prevede due aliquote sulle scommesse sportive a quota fissa: 20,5 % se la raccolta avviene su rete fisica, 24,5 % se avviene a distanza, calcolate sulla differenza tra le puntate e le vincite pagate. Le stesse aliquote valgono per le scommesse a quota fissa sull’ippica, che prima viaggiavano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel cosiddetto Decreto Sport per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Il conto per il lettore è questo: un quarto circa di quello che il concessionario incassa come margine se ne va al fisco prima che resti qualcosa per lui. Le quote che il giocatore vede sono già il risultato di quella sottrazione. Non esiste un modo di scommettere legalmente in Italia senza che quell’aliquota sia già dentro il prezzo.

E il giocatore? Secondo quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, le vincite pagate da un concessionario ADM sono tassate alla fonte: il giocatore incassa la somma netta e non dichiara nulla. Essendo una ricostruzione giornalistica e non una pagina dell’amministrazione finanziaria, il consiglio resta quello di consultare un commercialista per il proprio caso.

L’iscrizione a distanza e il conto di gioco identificato

Aprire un conto di gioco significa identificarsi. L’opzione più rapida è SPID: Admiralbet la accetta al livello 2, richiede anche un codice temporaneo OTP e importa automaticamente i dati anagrafici; in alternativa si registra un documento valido caricandone fronte e retro in .pdf, .jpg o .png. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Chi non usa SPID ha comunque un limite di tempo: se il conto non viene validato entro 30 giorni, come si legge nelle pagine degli operatori, viene sospeso e i prelievi bloccati. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Un’informazione che circola e che conviene liquidare subito: non risulta un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive. Gli strumenti che vincolano davvero il giocatore sono i suoi limiti e il limite di deposito che sceglie in fase di registrazione. Chi cerca una cifra di legge per la puntata massima la sta cercando nel posto sbagliato.

Le ricariche, l’unico canale che sembra un conto corrente e non lo è

L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche, e vale la pena leggerlo con attenzione perché è il canale preferito da chi non vuole usare la carta. ADM tiene un registro di questi punti — tabaccai, ricevitorie — e la loro funzione è strettamente limitata: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti entro 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né erogare prelievi del saldo. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno al punto vendita.

Il senso della norma è trasparente: il contante resta tracciato, ma non diventa un canale di uscita. Chi immagina di incassare una vincita al tabaccaio si sbaglia, e nel momento in cui lo scopre è già nell’errore. Quanto ai binari di pagamento che le pagine di comparazione mostrano presso i concessionari ADM, si va dalle carte a PostePay e altre prepagate, ai portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, a Satispay, al bonifico, ai voucher e alle ricariche in contanti in tabaccheria; l’elenco preciso sta nelle condizioni di ciascun operatore. Sulle criptovalute la situazione non è definita, e non risulta una norma che elenchi i binari approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione: l’entrata in vigore non è confermata.

Prevenzione e tutela del giocatore

Fondamenti della tutela: limiti che si scelgono e limiti che si subiscono

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che ogni concessionario deve garantire: auto-limiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

C’è una differenza sostanziale dentro quell’elenco, e conviene afferrarla. Gli auto-limiti li decide il giocatore. I limiti sugli importi depositati li decide il concessionario, sulla base di età e comportamento. Sono due cose molto diverse: la prima la controlli tu, la seconda ti riguarda senza che tu l’abbia scelta. Nessuno dei due è un tetto di legge sulla singola puntata.

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Admiralbet chiede, in fase di registrazione, di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. La finestra di sette giorni è l’unico vero meccanismo di attrito del sistema, e vale la pena capirlo per quello che è: chi vuole aumentare il proprio limite deve aspettare una settimana, e in quella settimana può ripensarci. È un freno costruito bene, ma è anche l’unico.

Bet365 espone tra i propri strumenti di gioco responsabile periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

La cifra che ADM stabilisce nella gara per il limite di deposito non è nota, e non c’è modo di ricavarla dalle condizioni degli operatori: quello che il giocatore vede al momento della registrazione è il limite che sceglie lui, non un numero imposto dall’Agenzia.

Prevenzione con il RUA: che cosa blocca davvero l’autoesclusione

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il vero meccanismo di protezione del sistema italiano, ed è anche quello che più spesso viene raccontato male. L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco della possibilità di aprire nuovi conti — oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Questa granularità è la parte interessante: chi ha un problema con le scommesse ma non con altro ha uno strumento su misura, e non è costretto a chiudere l’intero conto.

La durata è quella che ADM descrive: fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi. L’autoesclusione a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il saldo, cioè, non si perde e non resta ostaggio: esce.

Le condizioni di Admiralbet fotografano il passaggio normativo: prevedevano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. La finestra corta di sette giorni è nuova, e non è un regalo: è la porta d’ingresso per chi vuole fermarsi prima di arrivare al punto di rottura.

La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco.

Qui sta il costo che nessun banner spiega. L’autoesclusione esiste dentro il perimetro delle concessioni: un sito privo di concessione non è collegato al RUA, e il giocatore che si è appena escluso da ogni piattaforma autorizzata in Italia può tranquillamente depositare su un dominio estero che non gli chiederà nulla. La tutela vale quanto vale il titolo dell’operatore davanti a cui la si esercita.

A completare il quadro c’è un obbligo informativo che pochi conoscono: ai sensi dell’art. 15, comma 2, ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Criteri di valutazione: la classifica e i confronti

Valutazione, criteri, classifica: su che cosa si confrontano dieci concessionari

Dieci marchi, dieci concessioni, dieci siti .it. La griglia di confronto è volutamente stretta, perché solo certe cose sono verificabili: il titolo, il concessionario titolare, il modo in cui si apre il conto, gli strumenti di tutela, il palinsesto dichiarato e la struttura dell’offerta di benvenuto dove esiste.

Marchio Concessione ADM e concessionario Che cosa dicono i termini dell’operatore
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Accesso al conto gioco anche con Touch ID nell’app Matchpoint e scommesse piazzabili da mobile
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e funzione Cash Out per chiudere la schedina prima della fine dell’evento
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Registrazione classica con documento in .pdf, .jpg o .png oppure SPID di livello 2 con OTP; limiti di ricarica, spesa e tempo impostati in registrazione
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altro, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Benvenuto Sport pari al 100 % del primo deposito fino a 50 € per i nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 €
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live; Official Global Betting Partner della UEFA Champions League
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica

I codici di concessione non vanno letti come una graduatoria. Sono numeri progressivi assegnati in gara, e il fatto che una concessione sia più alta o più bassa non dice nulla sulla qualità dell’offerta. Quello che dicono è un’altra cosa, e cioè che ciascuno di questi dieci marchi ha un titolo separato e verificabile, intestato a una società che quasi mai porta lo stesso nome.

Due colonne reggono il peso dell’analisi, la terza è la più scivolosa. «Che cosa dicono i termini dell’operatore» raccoglie ciò che il concessionario stesso scrive della propria offerta: non è una valutazione indipendente, è una dichiarazione. Chi legge una tabella come questa deve sapere che sta leggendo dieci autopresentazioni allineate, e che l’unico campo davvero terzo è il numero di concessione.

Che cosa manca, e perché conta. Un confronto serio metterebbe accanto ai marchi i margini di mercato applicati al calcio, i tempi di prelievo e i limiti di puntata per tipologia di conto. Sono i tre dati che spostano davvero il risultato economico di un giocatore, e sono anche i tre che nessuno pubblica in modo comparabile. L’unico margine documentato in questa pagina riguarda un mercato a due esiti di esempio, e serve a mostrare come si calcola, non a ordinare i marchi.

Il confronto sul costo: quanto trattiene il bookmaker su ogni euro

Un mercato a due esiti con quota 1,90 da entrambe le parti è il caso più semplice per capire dove finisce il denaro. La quota non è mai una stima neutrale della probabilità: è una stima con un sovrapprezzo dentro. Con due esiti, la divisione si fa così: 1 diviso 1,90 fa 0,5263, due volte, e la somma è 1,0526. Il payout teorico del mercato è 1 diviso 1,0526, cioè circa il 95 %. Il margine del bookmaker è il resto: circa il 5 %.

Quel 5 % va letto per quello che è: una trattenuta strutturale, applicata prima che si parli di abilità, di pronostico o di informazione. Cinque partite su cento, in termini di credito teorico, sono già del bookmaker quando il fischio d’inizio arriva. Le quote 1,90 / 1,90 sono un esempio didattico, non un prezzo rilevato su un mercato realmente proposto da uno di questi dieci operatori.

Da qui discende la parte che conta quando c’è un bonus di mezzo. Il costo di un’offerta di benvenuto si misura sul volume di gioco che essa impone e sul margine di quel volume, non sulla generosità dell’annuncio. Un bonus che chiede dieci puntate per essere liberato chiede dieci volte quel margine.

Che cosa costa questa pagina al lettore, in cifre

Prendiamo il caso concreto, con due numeri che sono esempi e non prezzi rilevati: un volume settimanale di 100 € puntato una volta sola — l’ordine di grandezza del limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione — su un mercato a due esiti a quota 1,90 / 1,90, quello appena calcolato con un payout di circa il 95 % e un margine di circa il 5 %.

Il costo medio atteso, per una settimana su quel volume e a quel margine, sta intorno ai 5 €, con il valore esatto che dipende dal margine effettivamente applicato dall’operatore su quel mercato e dalla quota realmente disponibile al momento della giocata. Ripetuto su un anno di attività continuativa, lo stesso profilo produce un ordine di grandezza vicino ai 260 €, sempre a parità di abitudini e di condizioni. È una stima statistica, non una previsione: è un costo medio su molte puntate, non un esito che chiunque debba attendersi di subire.

Il numero diventa più interessante se lo si confronta con l’offerta di benvenuto. Se un operatore accredita un bonus reale di 50 € e pretende che venga giocato secondo i propri requisiti di puntata, il costo medio di quel giro d’obbligo si somma al margine che il giocatore paga comunque. Un bonus di 50 € giocato con margine del 5 % brucia in media 2,50 € di valore ogni 50 € di puntate: il regalo non è falso, ma non è nemmeno quello che il banner promette, e la differenza la paga il giocatore che non si ferma a finire il ciclo.

Vale la pena guardare al numero da un’altra angolazione, quella del budget. Per chi punta 20 € a settimana, il costo medio atteso su quel volume è intorno a 1 € — quasi irrilevante, e il vincolo diventa il numero di puntate che servono per completare i requisiti di un bonus da 50 €. Per chi punta 300 € a settimana, il costo medio atteso sfiora i 15 € settimanali, e la stessa offerta vale proporzionalmente molto meno. Il bonus è pensato per chi deposita e gioca poco: chi gioca molto sta già pagando al bookmaker, in margine, più di quanto il bonus gli restituisca.

C’è una conseguenza che vale più di tutte le altre. Il limite di deposito che il giocatore imposta in registrazione non è solo uno strumento di tutela: è il tetto effettivo della propria esposizione al margine, perché ogni euro che non entra nel conto è un euro che non paga il 5 %. Sotto questo profilo, il giocatore prudente e il giocatore redditizio per il bookmaker sono due categorie che coincidono meno di quanto l’industria vorrebbe far credere.

I dieci concessionari, uno per uno

Sisal: il conto che si apre con il volto

Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16020 e opera sul proprio sito .it. L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.

Il dato interessante qui non è l’elenco dei mercati, che non c’è, ma la modalità di accesso. Touch ID significa che il conto si apre con il volto o con l’impronta, senza digitare credenziali su una pagina di login ogni volta: meno attrito, meno opportunità di sbagliare. Sul profilo dei costi il dettaglio non cambia nulla — il margine resta quello che è — ma cambia la frequenza con cui un giocatore impulsivo entra nell’app, e la frequenza è esattamente la variabile che moltiplica quel 5 % su un anno.

La concessione è dichiarata e verificabile. Il resto delle condizioni economiche sta nei termini dell’operatore, che è l’unico posto in cui leggerle senza interpretazioni.

SNAI: la schedina che si chiude prima della fine

Snaitech Spa ha la concessione n. 16032 e conduce il proprio sito .it. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il Cash Out merita una spiegazione da chi lo ha usato: chiuderla prima non è un servizio gratuito, è un secondo prezzo. L’operatore compra la posizione del giocatore a una quota che incorpora, di nuovo, un margine — non è la riapertura gratuita di una scelta, è una trattativa in cui una sola parte fissa il prezzo. Su una multipla che sta vincendo, il costo implicito di questa uscita anticipata è spesso superiore al margine del mercato iniziale. Il giocatore che usa il Cash Out tre volte a settimana paga il margine tre volte, non una.

Mercati granulari come tiri in porta e cartellini hanno poi un payout tipicamente più basso dei mercati principali, perché sono meno liquidi: la varietà di scelta ha un prezzo, e quel prezzo non è esposto da nessuna parte accanto alla quota.

AdmiralBet: il limite che si sceglie prima di giocare

Admiral Bet S.r.l. opera con la concessione n. 16048 sul proprio sito .it. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Nei termini del conto di gioco la società dichiara di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito italiano.

Sul versante della tutela, AdmiralBet è l’unico di questi dieci per cui la documentazione raccolta copre limiti e autoesclusione in dettaglio. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. L’autoesclusione è effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 va da 7 a 270 giorni o è indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi — mentre prima la scelta era tra 30, 60, 90 giorni e il tempo indeterminato.

La differenza tra questo marchio e gli altri nove non è che sia più virtuoso. È che qui gli strumenti di tutela sono scritti e verificabili, mentre per gli altri la stessa informazione va cercata nei termini contrattuali, dove sta ma non è raccolta in una pagina di sintesi. Il lettore che vuole confrontare la qualità delle tutele lo può fare solo facendo quel lavoro da sé, operatore per operatore.

StarCasinò: il casinò che ha anche il calcio

Azzurri Limited detiene la concessione n. 16026 per StarCasinò. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il marchio è dichiaratamente casinò-primo, e questo va detto senza girarci intorno, perché è un’informazione utile e non un difetto. Un concessionario può detenere in combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo; la lista ADM non distingue, e il sito sì. Chi arriva su questo dominio per il calcio trova un prodotto che esiste, ma non è la ragione per cui il marchio è costruito.

Per il lettore la conseguenza è di tipo pratico: il tetto al valore del bonus utilizzabile su ogni scommessa, che per le scommesse sportive è di 100 €, e il requisito di giocata previsto dalle normative ADM che William Hill esplicita nei propri materiali di supporto — i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati — sono regole di prodotto prima che di piattaforma, e conviene leggerle prima di versare, non dopo.

Betsson: duecento mercati per un solo 1X2

Azzurri Limited detiene anche la concessione n. 16027, questa volta per Betsson. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La stessa società, due concessioni, due siti, due conti separati: è l’esempio più pulito di come funziona il titolo per sito. Chi ha un conto su Betsson e uno su StarCasinò ha due rapporti contrattuali distinti, due set di limiti e due RUA separati. Un’autoesclusione esercitata su uno dei due non chiude l’altro, se non è stata richiesta in forma trasversale.

Sulla larghezza del palinsesto vale la stessa avvertenza di SNAI, e vale per tutti: i mercati secondari — marcatori, combo — hanno un payout strutturalmente più basso dei mercati principali. Migliaia di eventi non significano migliaia di occasioni convenienti, significano migliaia di prezzi, ciascuno con il proprio margine.

Lottomatica: lo streaming che accompagna la scommessa live

Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) detiene la concessione n. 16010 per Lottomatica. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming accanto al mercato live è la combinazione più costosa che esista per un giocatore, e vale la pena dirlo chiaramente. Il live è il contesto in cui si decide più in fretta e con meno informazioni sedimentate; lo streaming elimina l’attrito della ricerca della partita su un altro schermo e rende lo stare dentro il mercato la posizione predefinita. Nessuno di questi due elementi è un problema in sé. Insieme producono una frequenza di puntata che il margine moltiplica linearmente.

Quanto alle regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi che li alimentano: non sono note, e non esiste in questa pagina un elenco dei mercati live disponibili. Chi scommette live deve informarsi sulle condizioni effettive del mercato che ha davanti, nel momento in cui lo apre.

Betfair: l’unico exchange della lista

Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione n. 16028 per Betfair. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il betting exchange è un gioco separato nel quadro normativo — art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 — e funziona in modo diverso da tutto il resto: il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Questo cambia la natura del costo. In un exchange il partecipante non paga un margine incorporato nella quota, perché la quota è negoziata tra le parti; paga una commissione. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul premio il giocatore non deve nulla, con il prelievo a carico del concessionario.

Betfair è descritta come la prima a introdurre l’exchange, con la concessione 16028, e il marchio resta l’unico di questi dieci che offre questa forma di gioco. Quali altri marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è dato sapere: chi è interessato a questa forma deve verificarla direttamente sul sito, perché il prodotto non è replicabile per assunzione.

NetWin: quando il bonus ha un numero accanto

Netwin Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16035 per Netwin. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Questo è il caso più didattico della pagina, perché il numero c’è. Un bonus reale del 100 % fino a 50 € significa che il tetto effettivo del regalo è di 50 €, e il deposito minimo di 20 € fissa la soglia sotto la quale l’offerta non esiste. La parola «reale» fa la differenza rispetto a un bonus giocabile: denaro vero, subito, con conto già verificato. La verifica del conto diventa così il primo passaggio obbligato, non un dettaglio amministrativo successivo.

Quello che il numero non dice è quanto costi liberarlo. Nessun requisito di puntata specifico di questa offerta è raccolto qui, e non è un caso: nessun tetto statutario riguarda gli importi dei bonus né i requisiti di puntata, che restano quelli scritti dall’operatore nei propri termini. Chi valuta questa offerta deve leggere quella pagina e guardare quante volte il bonus va giocato e a quali quote minime. La valutazione del bonus va fatta lì, non qui.

bet365: il partner globale e il prodotto più largo

Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione n. 16030 per Bet365. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live. In settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.

Il dato che pesa non è la sponsorizzazione, che è marketing, ma la conseguenza amministrativa: un evento nuovo entra nel palinsesto approvato passando da ADM, e l’operatore che per primo vi accede ottiene un prodotto che gli altri non hanno ancora. Il palinsesto, per definizione di legge, è la lista degli eventi e dei tipi di gioco approvati dall’Agenzia, e si muove con i suoi tempi. Chi scommette su discipline minori sa quanto questo conti.

Sul versante della tutela, bet365 espone periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione tra i propri strumenti di gioco responsabile, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. L’offerta di benvenuto è gestita da un’altra società del gruppo: William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale prevede un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM.

Eurobet: il palinsesto che va oltre lo sport

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione n. 16012 per Eurobet.it, e la stessa società gestisce Bwin.it e giocodigitale.it. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Il palinsesto extra-sportivo è la cosa più interessante di questa scheda, e anche la meno utile per chi cerca scommesse sportive. Su eventi come un’elezione o un reality show la documentazione disponibile non permette di dire nulla circa liquidità e payout, e questo è il punto: la profondità di un listino non è una garanzia di qualità del prezzo. Un listino enorme con prezzi mediocri vale meno di un listino stretto con prezzi competitivi, e nessuna delle due informazioni è pubblicata in modo comparabile.

Il titolo multiplo, invece, ha una conseguenza concreta già vista con Betsson: tre siti, tre concessioni, tre conti, tre RUA. Chi ha un problema di gioco e si autoesclude in forma specifica su uno dei tre non chiude gli altri.

Domande frequenti sulle scommesse legali in Italia

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che è l’unico test che conta. In alternativa, si legge il numero di concessione che l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco e lo si confronta con la riga corrispondente dell’elenco.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

Perché la concessione è rilasciata per sito, e il dominio italiano è il punto di connessione con il sistema di tutele nazionale, registro degli autoesclusi compreso. Un marchio che accetta giocatori italiani da un dominio estero con licenza straniera non entra in quel circuito, e quella licenza non ha valore in Italia.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi è il registro istituito nel 2018 che blocca le piattaforme di gioco online dei concessionari ADM e le sale fisiche. L’autoesclusione può essere trasversale, su un singolo concessionario o su una categoria di gioco, dura fino a 270 giorni o è indeterminata, e non consente depositi né nuove aperture di conto.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e in alcuni casi anche giornaliero. La riduzione ha effetto immediato, mentre l’aumento richiede sette giorni di attesa. Quanto ai limiti fissati dal concessionario in base a età e comportamento, la cifra stabilita da ADM nella gara non è nota.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito privo di concessione non è collegato al RUA, quindi l’autoesclusione non vi produce alcun effetto, non è soggetto alla vigilanza ADM e non offre strumenti di limite obbligatori. È soggetto al blocco del dominio a livello DNS, e l’ADM richiama l’art. 4 della Legge 401/1989, che sanziona anche il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM sono tassate alla fonte: l’imposta unica è a carico del concessionario, e il giocatore incassa la somma netta senza dichiararla. Si tratta di una ricostruzione della stampa di settore e non di una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista per il proprio caso.

Che cosa resta dopo il confronto

L’elenco dei concessionari è un documento noioso e decisivo: 52 righe, codici, nomi di società che non corrispondono ai marchi. È il solo strumento che dice se un sito può prendere soldi in Italia, e resta l’unica verifica che il giocatore può fare da solo, in due minuti, senza fidarsi di nessuno. Le classifiche sono utili per orientarsi tra prodotti simili, ma nessuna posizione in una classifica è un titolo: la concessione sta nell’elenco, non in una tabella redazionale.

Il costo di questa materia non è il prelievo sul deposito, ed è bene ripeterlo con precisione perché è il fraintendimento che circola di più. Il costo è il margine dentro ogni quota — quel 5 % circa su un mercato a due esiti a 1,90 / 1,90 — che si paga puntata dopo puntata, e che diventa il vero prezzo dell’offerta quando i requisiti di un bonus impongono di giocare molto per liberarne poco. Un bonus reale da 50 € con un ciclo di puntate obbligatorie non è denaro regalato: è un credito che si riscuote pagando il margine sul volume che serve a sbloccarlo.

Le cifre di questa pagina sono esempi costruiti su un profilo di puntata illustrativo e su un mercato didattico, non prezzi rilevati su uno dei dieci marchi. Servono a mostrare la meccanica: chi punta poco paga poco in assoluto, chi punta molto paga molto, e l’ordine di grandezza del costo su un anno dipende dalle proprie abitudini prima che dall’operatore scelto.

Le tutele sono reali e vanno usate. Il limite di deposito scelto in registrazione, la finestra di sette giorni prima di un aumento, l’autoesclusione con la sua granularità per categoria di gioco: nessuno di questi strumenti ha un costo e tutti hanno un effetto misurabile. Sono anche l’unica parte del sistema che il giocatore controlla in proprio, perché tutto il resto — aliquote, concessioni, palinsesto approvato — è deciso altrove.

La scelta tra i dieci, alla fine, si riduce a poche domande concrete: questo sito ha un numero di concessione che compare nell’elenco di ADM? I suoi termini dichiarano requisiti di puntata che riesco a rispettare con il mio budget? Gli strumenti di gioco responsabile che offre sono verificabili o vanno cercati con la lanterna? Chi risponde sì a tutte e tre sta scegliendo bene. Chi legge questo e conclude che una quota sia un pronostico ha letto la pagina sbagliata: la quota è un prezzo, e il prezzo è l’unica cosa che questa pagina può dire con certezza.

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