Scommesse sul marcatore, dal meccanismo alla scelta del concessionario
Un marcatore classico paga se l’attaccante segna una volta, un Plus ne pretende due e un XXL tre: la stessa partita, tre prezzi diversi, e sta a chi gioca decidere quanto rischio intestarsi. Intorno a questa scelta ruotano tutto il resto — il palinsesto approvato da ADM, la concessione del sito su cui si punta, i requisiti di puntata che pesano sui bonus di benvenuto e gli strumenti che limitano il deposito prima ancora che il conto sia aperto.
Dati verificati al Ottobre 31, 2026 sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e sulle condizioni di gioco degli operatori.
Consigli e metodo: cosa decide davvero il marcatore, e cosa no
Chi cerca un pronostico sul marcatore cerca quasi sempre la cosa sbagliata. La domanda utile non è chi segnerà, ma che cosa paga il mercato su quel giocatore e quanto quel mercato pesa nel palinsesto della giornata. Il marcatore è una scommessa a quota fissa su un evento del palinsesto approvato da ADM: si vince se il nome indicato compare fra i realizzatori, e il campo di ricerca si allarga o si stringe passando dal marcatore al Plus, dal Plus al Tandem e da lì all’XXL. Chi sceglie il Plus non compra una previsione migliore, compra una previsione più caria di un margine.
Questo è il primo nodo da sciogliere, e vale la pena scioglierlo prima di guardare un solo prezzo. Un attaccante che segna in una partita su tre resta un attaccante che segna in una partita su tre, che il mercato si chiami marcatore o Plus. Cambia quello che si incassa, non quello che si sa. Il resto — il numero di gol, il minutaggio, il tipo di partita — è il terreno su cui ogni quota viene costruita, e ogni quota contiene già il margine del concessionario.
Fondamenti: che cosa cambia tra marcatore, Plus, Tandem e XXL
Il marcatore chiede un gol, e basta. Il marcatore Plus ne chiede almeno due: un giocatore che apre le marcature e poi si ferma lì fa perdere la giocata Plus e vincere la giocata secca, ed è la differenza che spiega perché il Plus paghi più del mercato base sullo stesso nome. Il Tandem unisce due marcatori nello stesso biglietto, e il biglietto vive e muore insieme: se uno dei due nomi resta a secco, l’altro non lo salva. L’XXL alza ancora l’asticella e pretende almeno tre reti dallo stesso giocatore.

Tre mercati, tre pubblici diversi. Un attaccante di una squadra che gira bene paga poco sul mercato secco e paga quanto basta sul Plus; due nomi di due squadre contrapposte nel Tandem richiedono una lettura della partita, non del tabellino. L’XXL è la scommessa di chi ha un motivo per credere che la partita si sblocchi e si sblocchi in un solo senso, e per questo è anche quella che sta ferma più a lungo nel portafoglio senza produrre nulla.
Nessuno di questi mercati esiste fuori dal palinsesto. L’art. 2, lett. s), del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno lì dentro. Una giornata di campionato non è un elenco di mercati: è il sottoinsieme che quel concessionario ha preparato e che ADM ha approvato.
Bankroll: quanto vale intestarsi un Plus invece di un classico
Chi gioca i marcatori con regolarità lo fa per abitudine, non per convenienza, e le due cose non coincidono. Un biglietto singolo da 5 € sul marcatore classico di un centravanti di peso è una quota bassa e un rischio modesto. Lo stesso ragionamento portato sul Plus, con la stessa puntata, produce un prezzo più alto e una probabilità più bassa, e sposta il peso dal risultato al formato.
Il modo sobrio di leggere la cosa è questo: la probabilità che un giocatore segni due volte è sempre più bassa della probabilità che ne segni una, e la quota più alta non compensa quella differenza per magia — la compensa solo se si è letto qualcosa nel minutaggio o nella partita che il prezzo non ha ancora assorbito. Chi punta a cassa costante e gioca un solo mercato per volta sta dentro il proprio budget; chi apre un biglietto al giorno su cinque partite diverse sta comprando cinque volte lo stesso margine.
Il margine è la ragione per cui il conteggio conta. In un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 la quota di ritorno è 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, cioè circa il 105,3 %: il concessionario restituisce poco più del 95 % di quello che raccoglie e trattiene il margine del mercato, appena sotto il 5 %. Su una singola giocata da 5 € il margine vale pochi centesimi invisibili sul biglietto. Su cinquanta giocate da 5 €, cioè 250 € movimentati, quello stesso margine vale intorno ai 12 € che restano dalla parte del banco.
Vale la pena dirlo con precisione, perché è il punto che quasi tutte le guide saltano: il ritorno non è garantito, è una media. Il 95 % è quello che un mercato di questo tipo restituisce su molte giocate dello stesso tipo, non quello che restituisce a un singolo giocatore in una singola serata. Chi punta dieci volte su un Plus e non prende mai il risultato ha perso dieci volte, e la media non gli deve nulla.
E lo stesso ragionamento si applica alla scelta del mercato. Chi vuole l’emozione di seguire un nome specifico sceglie il marcatore secco, chi vuole un prezzo più generoso sul difensore di turno sceglie il Plus, chi vuole un biglietto che si accende su due partite sceglie il Tandem. La disciplina non è un formato: è il fatto di decidere il formato prima di guardare le quote, non dopo.
Tendenza non è previsione: come leggere una quota senza raccontarsi storie
Una quota non dice cosa succederà. Dice cosa il concessionario è disposto a pagare se succede, dopo aver costruito il prezzo in modo da restare in attivo sull’insieme delle giocate. Chi la legge come una previsione sta usando un prezzo di mercato come se fosse un bollettino meteorologico.
Meglio guardare il contorno della quota. Quanti mercati il concessionario dedica al singolo evento, se il marcatore compare nel palinsesto della partita minore e non solo del derby, se il nome che interessa è presente in tutta la giornata o solo nelle gare più seguite. La profondità dell’offerta dice molto più di un prezzo spot, e per chi punta sui marcatori è la variabile che decide se quel sito è utilizzabile o no.
Un sito con un palinsesto ampio ma superficiale propone il marcatore solo dove c’è pubblico. Un sito con profondità reale tiene il mercato aperto anche sulla partita delle 15 di domenica, quella che nessuno guarda in televisione e dove il prezzo è spesso più generoso perché qualcuno deve pur costruirlo. La scelta, ancora una volta, è questa: visibilità o profondità.
Scommesse marcatori oggi: la giornata di campionato e il suo calendario
Chi cerca un elenco di nomi per la giornata in corso cerca una cosa che cambia ogni settimana e che nessuna pagina statica può consegnare. Quello che resta stabile è il metodo con cui l’elenco si costruisce, e conviene scriverlo una volta per tutte.
Si parte dalla partita, non dal giocatore. Una gara con due attacchi propositivi e due difese stanche produce più realizzatori di una gara bloccata, e la differenza si vede nel prezzo dei mercati collegati al numero di gol, che il concessionario costruisce prima dei marcatori. Si passa poi al minutaggio: chi gioca novanta minuti ha più occasioni di chi entra al settantesimo, e un mercato sul marcatore non distingue fra i due. Si arriva infine al formato, perché la stessa lettura della partita porta al secco o al Plus a seconda di quanto si vuole rischiare.
Nessuna di queste tre tappe è una previsione e nessuna di esse promette un risultato. Sono i filtri che un giocatore ordinato applica al palinsesto prima di aprire il biglietto, e hanno il pregio di ridurre il numero di giocate invece di aumentarlo.
Come si scommette sui marcatori: classifiche, formati e copertura dei mercati
I mercati sui marcatori si presentano in due famiglie e conviene tenerle separate, perché non si comportano allo stesso modo. La prima è quella del singolo nome: sì o no, classico, Plus, XXL. La seconda unisce più nomi o più mercati in un biglietto unico, ed è lì che il concessionario mette la propria creatività e la propria quota combinata.
Sulla prima famiglia la lettura è binaria: il nome c’è o non c’è. Sulla seconda la lettura diventa una questione di correlazione, e la correlazione è il posto in cui il margine del concessionario tende a nascondersi meglio. Un biglietto con due nomi della stessa partita non è la somma di due scommesse: è una scommessa sola con una probabilità congiunta, e la quota unica che il concessionario applica raramente coincide con il prodotto dei due prezzi singoli.
Che cosa entra nel biglietto dipende da quanto ampio è il menù. Betsson, nella propria app, elenca fra i mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, i marcatori e le combo. SNAI spinge sull’altra direzione con My Combo, che combina più pronostici sulla stessa partita e permette di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Goldbet tiene fra i mercati di calcio 1X2, marcatori, cartellini, numero di gol, minuto del primo gol e una serie di quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Sisal offre la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, oltre a tiri in porta, rigori ed espulsioni. Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.
La differenza fra questi elenchi non è di gusto. Un sito che offre My Combo o Supercombo sta vendendo un biglietto correlato; un sito che si limita al marcatore secco sta vendendo un mercato singolo. Per chi gioca i marcatori è una differenza pratica, perché se il nome che interessa è in una combo la quota unica non si scompone più nel prodotto dei fattori, e non si può più risalire al prezzo implicito del singolo marcatore.
Una classifica dei realizzatori è una fotografia del passato, e in una scommessa sul marcatore il passato conta meno di quanto sembri. Serve a scremare: chi sta in cima all’elenco gioca titolare e ha il peso offensivo della squadra addosso. Serve a poco per il resto, ed è per questo che leggere la classifica e comprare il nome in testa è il modo più comune di pagare un prezzo già noto a tutti.
Il passo che la classifica non fa al posto del giocatore è il confronto con la partita. Un capocannoniere contro una difesa che concede poco non è lo stesso mercato di un attaccante di seconda fascia contro una squadra che gioca aperta, e la quota del secondo può essere più interessante della quota del primo. Non c’è qui nessuna indicazione su chi vincerà: c’è l’osservazione che il formato e la partita pesano nel prezzo almeno quanto il nome.
Sulla Serie A nello specifico, i mercati dei marcatori arrivano con la giornata di campionato e restano legati al palinsesto approvato. Chi gioca abitualmente quella competizione sa come funziona: il mercato si apre prima del turno e si muove fino al fischio d’inizio, e il prezzo che si vede il lunedì non è quello che si troverà la domenica. Non è un dettaglio tecnico, è la ragione per cui la voce «scommesse marcatori oggi» ha senso solo per la giornata che si sta giocando.
Sotto la lente: formato, mercato e copertura
Il formato decide cosa deve succedere; il mercato decide quanto si incassa se succede; la copertura decide se quel mercato esiste per la partita che interessa. Tre leve, e la terza è quella che sfugge, perché non si vede nel biglietto.
La copertura è una scelta commerciale del concessionario, non un obbligo. Nessuna norma gli impone di aprire il mercato sul marcatore di ogni singola partita del palinsesto: l’obbligo riguarda gli eventi approvati, non la profondità dei mercati applicabili. Perciò il marcatore c’è quasi sempre sulle gare di cartello e spesso non c’è sulle gare minori, sulle coppe nazionali di secondo livello o sui campionati esteri meno seguiti.
Chi punta con continuità sui marcatori farà bene a verificare la copertura prima di aprire il conto, non dopo. Il posto giusto per farlo è il palinsesto dell’operatore, quello vero, quello che si vede dopo la registrazione e non nella vetrina pubblica. Una lista di mercati in home page dice che il mercato esiste; non dice per quante partite verrà aperto domenica prossima.
Dal palinsesto al biglietto: Champions League, NBA e altri terreni
I mercati sui marcatori non sono tutti uguali fra competizioni. un conto è un torneo a eliminazione con poche partite e attenzione massima, un altro è un campionato con dieci gare per turno e attenzione distribuita. In mezzo ci sono gli sport in cui il «marcatore» significa cose diverse, e conviene dirlo senza giri di parole.
Sulla Champions League il mercato è ricco e il prezzo è costruito con attenzione, perché le partite sono poche e seguite. Su un turno di campionato italiano la profondità cala man mano che si scende nella griglia delle partite. Su un campionato estero di secondo piano il marcatore può esistere solo per le gare di cartello. Sulla NBA il concetto di realizzatore cambia natura, perché cambia lo sport: il mercato riguarda i punti e non le reti, e la copertura segue la popolarità del singolo incontro.
Lottomatica, per esempio, dichiara nella propria app la copertura su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita. È un perimetro ampio, e proprio per questo va letto per quello che è: un elenco di competizioni presenti, non una garanzia di profondità dei mercati su ciascuna di esse.
Quote e combinazioni: quello che il prezzo non dice
Il prezzo di un mercato sui marcatori è costruito dal concessionario, e il concessionario lo costruisce per restare in attivo. Non è una verità rivelata, è una proposta. E la proposta, in qualunque formato la si prenda, porta dentro di sé il margine.
Qualche numero aiuta più di un aggettivo. Nelle multiple, la quota complessiva è il prodotto delle quote dei singoli eventi: due selezioni a 1,90 ciascuna danno 3,61, e un biglietto da 5 € su quella multipla restituirebbe 18,05 €, per un utile netto di 13,05 €. Lo stesso ragionamento vale su una combinazione di marcatori, con l’avvertenza che il prodotto delle quote non è la probabilità congiunta reale: è la probabilità congiunta più il margine, elevato tante volte quante sono le selezioni.
Ecco perché le combinazioni sono il formato più redditizio per il banco e il più divertente per il giocatore, e perché la seconda cosa non compensa la prima. Il margine di un mercato a due esiti con entrambi i prezzi a 1,90 si aggira intorno al 5 %, e si applica a ogni selezione che entra nel biglietto. Su tre selezioni il margine composto arriva a pesare quasi il 15 % del valore atteso, e questo è il vero costo della creatività.
Sport e tornei: dove i mercati sui marcatori sono davvero disponibili
Cambiare sport significa cambiare il significato della parola. Nel calcio il marcatore è chi mette a segno una rete; in altri sport è chi realizza il punto, il canestro, la meta. Il nome del mercato resta simile, il contenuto no, e chi arriva da un altro sport fa bene a leggere le condizioni prima di assumere che la voce «marcatore» significhi quello che significava ieri.
Il regolamento conta quanto il formato. Nel calcio la questione più delicata è sempre la stessa: che cosa succede se il giocatore indicato non entra, che cosa succede se entra e non segna, che cosa succede se la partita viene sospesa e rigiocata. Le risposte stanno nelle condizioni del concessionario, non in una regola unica, e variano da operatore a operatore. È una delle poche aree in cui la lettura delle condizioni è indispensabile, non opzionale.
Calcio, Serie A e le altre competizioni
Il calcio è il terreno naturale del mercato, e la Serie A è il terreno naturale in Italia. Lottomatica copre il campionato italiano, la Serie B, la Champions League e la Premier League nella propria app. Goldbet dichiara di coprire «tutti i campionati di calcio e altri sport» con schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi. Betsson parla di migliaia di eventi fra pre-match e live. Sono promesse di ampiezza, e l’ampiezza è la cosa che un giocatore di marcatori apprezza di più.
Ma la Serie A non è solo il massimo campionato. Il calendario distribuisce le partite su tre giorni, e la profondità dei mercati segue la distribuzione dell’attenzione: il posticipo domenicale avrà dieci mercati sul marcatore, la gara delle 12.30 forse tre. Chi scommette sui marcatori per abitudine e non per caso se ne accorge presto, e impara a guardare il palinsesto del giorno prima di decidere su quale partita costruire il biglietto.
Le altre competizioni seguono la stessa logica con numeri diversi. Un turno di Champions League concentra l’offerta su poche partite e la rende profonda. Un campionato estero di primo livello come la Premier League mantiene una copertura buona ma inferiore. Le coppe nazionali e i campionati minori sono la periferia, e nella periferia il mercato del marcatore esiste a intermittenza.
Le selezioni combinate: dalla schedina singola al sistema
C’è un salto di categoria fra una schedina singola e un sistema, e il salto non è di ambizione ma di meccanica. La singola paga se la selezione entra. La multipla paga se entrano tutte. Il sistema è una griglia di più biglietti generati dalle stesse selezioni, e paga anche quando una parte delle selezioni salta: è il formato di chi vuole ridurre la varianza senza rinunciare al prezzo alto.
Il costo di quel formato è la complessità. Il sistema si paga in anticipo — ogni combinazione è una giocata — e il rendimento dipende da quante selezioni entrano, non da quante se ne sono scelte. Chi ha un budget limitato e gioca sistemi sui marcatori sta comprando una copertura a un prezzo che spesso non ha calcolato bene.
Goldbet elenca fra i propri formati schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi; SNAI, Eurobet e Sisal offrono singole, multiple e sistemi nelle rispettive app. Anche qui la differenza fra un operatore e l’altro non è nell’elenco dei formati, che è quasi sempre lo stesso, ma in quanto il formato si appoggia a un menù di mercati abbastanza ricco da rendere il sistema interessante: un sistema costruito su tre selezioni di marcatore secco è una griglia piccola, non una strategia.
Virtuali e ippica: due mondi separati dal calcio
Il calcio non è l’unico evento su cui si può costruire un mercato di realizzatori, e il legislatore lo sapeva già nel 2024. L’art. 2, lett. v), del D.Lgs. 41/2024 definisce le «scommesse su eventi simulati» — eventi sportivi, ippici e di altro genere generati al computer, mostrati in animazione o come registrazione di un evento reale — e le ammette dentro la concessione per le scommesse sportive. Goldbet ha costruito su questo una propria offerta: la Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.
L’ippica è un discorso diverso, e vale la pena distinguerlo con precisione perché il diritto la tratta come due cose separate. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, rientrano nell’art. 6, comma 1, lett. a). I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — stanno invece alla lett. c) dello stesso comma e richiedono una concessione propria. Non è la stessa cosa, non è lo stesso mercato, e non è lo stesso operatore per forza.
Sul versante fiscale le due famiglie non coincidono nemmeno per l’imposta. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote delle scommesse sportive a quota fissa, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Chi gioca i virtuali sta giocando un prodotto che il concessionario tratta fiscalmente in modo diverso dal calcio, e questo spiega almeno in parte perché l’offerta virtuale tenda a essere più spinta.
Come funziona il marcatore: dalla quota al pagamento
Il meccanismo è più semplice di quanto la terminologia faccia pensare, e conviene smontarlo pezzo per pezzo. C’è un evento, c’è un giocatore, c’è un prezzo. Se le condizioni dicono che quel giocatore ha segnato, la giocata è vincente; altrimenti è perdente e la storia finisce lì.
La parte che merita attenzione è il contorno, perché è lì che il formato si distingue. Marcatore classico, marcatore Plus, marcatore Tandem, marcatore XXL: la differenza sta nel numero di reti richiesto e nel numero di nomi coinvolti, e ciascuno di questi parametri muove il prezzo e il rischio nella stessa direzione. Più reti, prezzo più alto, probabilità più bassa. Più nomi, prezzo più alto, probabilità congiunta più bassa.
Nessuno di questi formati esiste in isolamento: sono tutti mercati a quota fissa su un evento del palinsesto, tutti soggetti alla stessa regola di determinazione del premio.
Che cosa significa «marcatore» e che cosa significano Plus e XXL
Il marcatore è la scommessa sul singolo giocatore che realizza almeno una rete. È il mercato base della famiglia, il più liquido e il più facile da trovare: qualunque concessionario con un’offerta calcistica decente lo espone almeno sulle partite di cartello, e serve a rispondere alla domanda minima di chi legge un tabellino.
Il marcatore Plus alza la richiesta ad almeno due reti, e questa è l’unica cosa che cambia. Non cambia la partita, non cambia il giocatore, non cambia il modo in cui la giocata viene accettata. Cambia il numero di gol che devono arrivare, e con esso il prezzo: il Plus è il formato di chi crede in una partita che si sblocchi e in un attaccante che la sblocchi più volte, e si paga quel credito con una probabilità sensibilmente più bassa.
L’XXL sale ancora. Il marcatore XXL richiede almeno tre reti dallo stesso giocatore, ed è un mercato che nel calcio di oggi si presenta poche volte e su pochissimi nomi. Non è una versione «migliore» del Plus: è un altro mercato, con un altro pubblico, e chi lo gioca lo fa sapendo che sta comprando un evento raro.
Per completezza, l’XL non è una variante autonoma con un regolamento divulgato: le piattaforme lo trattano come etichetta di formato, e per capire cosa richiede un mercato con quel nome l’unico posto affidabile sono le condizioni del concessionario che lo espone.
Come si piazza la giocata e come si calcola il premio
La procedura è quella di qualunque scommessa a quota fissa, e vale la pena scriverla per intero perché nessuna parte del percorso è saltabile. Si apre il conto di gioco, che richiede identificazione completa: i concessionari offrono la registrazione con form e copia di un documento oppure con SPID, e alcuni anche con CIE attraverso un fornitore SPID. Si sceglie l’evento dal palinsesto, si sceglie il mercato, si sceglie il giocatore e si conferma la puntata. La quota viene bloccata al momento della conferma, ed è quella che si applica.
Il calcolo del premio è la moltiplicazione più famosa del settore. Puntata per quota: 10 € giocati a 1,85 restituiscono 18,50 €, con un utile netto di 8,50 €; 50 € alla stessa quota restituiscono 92,50 €. Se la quota fosse 3,00 — un Plus su un nome di seconda fascia, per capirsi — la stessa puntata da 10 € renderebbe 30 €, cioè 20 € di utile netto. Nella multipla, le quote dei singoli eventi si moltiplicano fra loro in un unico prezzo, e il prodotto è quello che si applica alla puntata.
Da qui discende la sola regola che conta davvero: la quota fissata al momento della giocata è quella che verrà pagata, e non cambia più. Non conta cosa succede al prezzo dopo; conta cosa c’era sul biglietto quando è stato confermato.
Dalla registrazione al prelievo: identità, tempi e limiti
La registrazione non è una formalità. Un conto di gioco richiede identificazione completa, e i concessionari italiani offrono due strade: il form con documento oppure SPID, con CIE disponibile su alcuni. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e questo non è un avviso di cortesia ma un requisito del quadro normativo.
La regola pratica che sorprende chi arriva da un sito estero è questa: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Chi apre il conto con il documento e poi si dimentica della verifica si ritrova con una giocata vincente e un conto che non paga, e scopre il problema nel momento peggiore.
A monte di tutto questo sta il limite di deposito. Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale in fase di iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per rialzarlo. È il caso di dirlo chiaramente, perché è il meccanismo meglio progettato e peggio capito dell’intero sistema: chi vuole abbassarsi il tetto lo può fare in un istante, chi vuole alzarlo deve aspettare una settimana. Il ritardo non è un dispetto, è la funzione.
La classifica: come giudicare un concessionario per chi gioca i marcatori
Mettere i concessionari in fila è un esercizio utile solo se la fila misura qualcosa. La concessione ADM è il primo filtro e non è negoziabile: un operatore che non ha una concessione per il gioco a distanza non può raccogliere scommesse in Italia, e per chi gioca significa non poter contare né sul RUA né sulla vigilanza di ADM né su un foro italiano.
Il secondo filtro è la profondità dell’offerta sui mercati che interessano. Un sito con Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno è un sito che costruisce prezzi; un sito che si limita al risultato finale è un sito che costruisce pokers. Per i marcatori la differenza è sostanziale, e si vede solo entrando nel palinsesto.
Il terzo filtro è la forma del bonus di benvenuto, ed è quello che costa di più quando viene ignorato. Un bonus cash con requisiti di puntata su multiple di cinque selezioni non è la stessa cosa di un bonus senza deposito giocabile in una sola scommessa: sono due beni diversi, con due prezzi diversi, e il secondo non è semplicemente «meglio» del primo.
La tabella che segue raccoglie il dato verificabile per ciascun concessionario: il numero di concessione, la società concessionaria e quello che le condizioni dell’operatore stabiliscono sul tema del marcatore, cioè sulla struttura dei propri bonus e sui propri strumenti di gioco responsabile.
| Concessionario | Numero di concessione ADM e società | Che cosa stabiliscono le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| Planetwin365 | concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Dirette streaming con palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| BetFlag | concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Bonus senza deposito di 10 € più 200 Fun Flag; i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione |
| Lottomatica | concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Copertura dichiarata su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale |
| Betsson | concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited | Pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Betfair | concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate |
| Goldbet | concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Fra i mercati di calcio, 1X2, marcatori, cartellini, numero di gol, minuto del primo gol e quote speciali |
| bet365 | concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari in un’unica scommessa, pre evento e live |
| AdmiralBet | concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; in registrazione richiede limiti di ricarica, di spesa e di tempo di gioco |
| William Hill | concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Benvenuto Sport con bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni |
| Eurobet | concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Scommesse singole, multiple e sistemi, con le schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets |
Quello che la tabella mostra, letta in verticale, è che nessuno di questi operatori è descritto allo stesso modo sull’ultima colonna. Le condizioni che si trovano accanto a ciascun nome parlano di cose diverse: c’è chi espone la propria struttura di bonus, chi la propria offerta di mercati, chi i propri strumenti di protezione. È un effetto del modo in cui i concessionari comunicano, non una graduatoria di merito, e chi legge per decidere deve colmare la differenza andando a cercare in prima persona il dato che gli serve.
Vale anche la pena notare quello che la tabella non può mostrare: la concessione è per sito, non per società. Una stessa impresa può gestire più siti con numeri di concessione diversi, e il numero che compare qui è quello del sito su cui si gioca. Eurobet Italia S.r.l. è l’esempio più chiaro, perché alla sua concessione per Eurobet.it si affiancano altri siti dello stesso gruppo.
Normativa e vigilanza: chi rilascia la concessione e che cosa impone
Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare «AAMS» e che nelle comunicazioni ufficiali si scrive «ADM (ex AAMS)». Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, e la parola chiave è «concessione»: non licenze aperte a chiunque le chieda, ma titoli assegnati per gara pubblica.

L’art. 6, comma 1, elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; il totalizzatore sportivo e ippico; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. La stessa norma, al comma 3, fissa a nove anni la durata massima della concessione, senza rinnovo, e il comma 5 elenca i requisiti per partecipare alla gara: società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara. L’art. 4, comma 3, e l’art. 5, comma 3, aggiungono che le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Letto al 25 ottobre 2026, l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.
L’elenco ADM e il limite che nessuno legge
L’elenco è pubblico e verificabile, ed è la ragione per cui una pagina come questa può citare numeri di concessione invece di aggettivi. Ma ha una caratteristica che quasi nessuno nota e che vale più di tutte le colonne: non contiene una voce per i giochi. Una riga dell’elenco dice che quella società è autorizzata al gioco a distanza su quel sito, non che quel sito offra scommesse sportive.
La differenza è pratica. Un concessionario può detenere, in qualunque combinazione, il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Alcuni dei brand in questa pagina sono casinò con un bookmaker annesso, e il fatto che il nome figuri nell’elenco non lo trasforma in un operatore sportivo. La prova dell’offerta di scommesse sta nel sito e nell’app dell’operatore, non nella riga di ADM.
C’è poi il rovescio della medaglia, che riguarda chi non c’è. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non comparivano fra le 52 righe lette al 25 ottobre 2026. Questo non dice nulla sulla loro affidabilità in altri mercati: dice che in Italia non hanno una concessione, e che quindi non possono raccogliere scommesse da giocatori italiani.
Nessuna concessione è eterna e nessuna è rinnovabile automaticamente: chi apre un conto contando di restarci dieci anni dovrebbe sapere che il titolo del proprio operatore scade a nove anni dall’assegnazione, e che il rinnovo non è previsto dalla norma.
Palinsesto, eventi approvati e partite su cui si può puntare
C’è una regola che limita più di quanto sembri e che nessun giocatore legge mai. Una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM, e il palinsesto è preparato dal concessionario e approvato dall’autorità evento per evento. ADM aggiunge gli eventi uno alla volta: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore.
Questo significa che l’ampiezza dell’offerta di un operatore è doppiamente limitata. Da un lato c’è quello che il concessionario vuole preparare; dall’altro quello che ADM approva. Nessuno dei due passaggi è automatico, e la conseguenza è che il catalogo degli eventi disponibili in Italia non coincide con il catalogo di un bookmaker internazionale, anche quando è lo stesso gruppo a gestirli.
Il palinsesto comprende anche gli eventi non sportivi, e per definizione di legge comprende le scommesse su eventi simulati. Quello che il palinsesto contiene in un dato momento non è materia pubblica: l’unico modo di saperlo è guardare il listino dell’operatore. Chi ha un mercato preferito — i marcatori, per esempio — farà bene a controllare che quel mercato compaia nel palinsesto per la competizione che gli interessa, invece di assumerlo.
Quota fissa e totalizzatore: due meccanismi diversi
Il legislatore prevede entrambi, e il mercato online ne ha sviluppato uno solo. La scommessa a quota fissa è il prodotto principale: il prezzo è fissato al momento della giocata, e il premio è la puntata moltiplicata per quella quota. Il totalizzatore funziona all’opposto: non c’è un prezzo fissato, c’è una massa di puntate che viene redistribuita fra i vincenti al netto della trattenuta. Si sa quanto si vince solo dopo la chiusura.
Se qualche brand online offra il totalizzatore sportivo non è dato sapere, e la legge lo prevede fra i giochi ammessi alla concessione senza che questo garantisca che qualcuno lo offra. Per chi gioca i marcatori la questione è teorica: i mercati sui realizzatori sono a quota fissa per costruzione, e un totalizzatore sui marcatori non è fra i prodotti disponibili.
Il betting exchange è il terzo meccanismo, e il legislatore lo tratta come gioco separato all’art. 6, comma 1, lett. e), definendolo all’art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Betfair è descritta come la prima a portarlo in Italia, con la concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50. Un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul conto del giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo ricade sul concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.
Siti inibiti, sanzioni e il rischio di giocare altrove
L’offerta di giochi a giocatori italiani senza concessione è illegale, e la legge ha costruito un apparato per renderla difficile. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga due elenchi pubblici: quello dei siti legali, legati ai concessionari, e quello dei siti inibiti. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da qualche decina a qualche centinaio di domini ciascuno; i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati», e descrive una lotta che non finisce.
C’è poi il lato che riguarda il giocatore, ed è la parte della normativa che nessuno mette in vetrina. ADM lo dice senza giri di parole: la Legge 401/1989, art. 4, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti, ma la regola è scritta.
La sintesi è questa: un operatore con concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’autorità, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano. Un brand .com senza concessione non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, secondo quanto afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione penale.
Pubblicità, bonus e ciò che la legge vieta
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 in termini che non lasciano margini: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il decreto stesso, dall’altra parte, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio (art. 3, lett. m, e art. 15, comma 3). Non è una contraddizione: il divieto colpisce l’invito a giocare, non il messaggio che dice come farlo senza farsi male.
Lo stato dell’applicazione è più mosso di quanto sembri. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Sul tavolo c’è una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sull’advertising indiretto, come le sponsorizzazioni. L’esito non è dato sapere, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Sui bonus la questione è diversa da come viene raccontata. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori; il divieto pubblicitario riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto di legge all’importo del bonus né ai requisiti di puntata, perciò importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore.
Chi paga l’imposta e chi la dichiara
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato. Le aliquote, secondo la stampa di settore, sono il 20,5 % se il gioco è raccolto sulla rete fisica e il 24,5 % se è raccolto a distanza, calcolate sulla differenza fra le giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Per il giocatore la situazione è più semplice, ed è la notizia che interessa a chi legge un biglietto. Le vincite pagate da un concessionario con concessione ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo ricade sul concessionario: si incassa la somma netta e non si dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa nel 2024 e nel 2026, con la formula «tassate alla fonte», e non è confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Il quadro cambia del tutto se la vincita arriva da un sito estero o non autorizzato. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va espressa per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Gioco responsabile: gli strumenti che limitano, e chi li usa
ADM non si limita a rilasciare concessioni: impone strumenti, e gli strumenti sono la parte del sistema che incide sulla vita di chi gioca. L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca le misure che i concessionari devono offrire. Ci sono gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; i messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
All’art. 15, comma 2, c’è la misura che pochi conoscono: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi definiti da una commissione governativa.
Sono obblighi, non gentilezze, e la differenza conta quando si confrontano operatori: uno strumento che c’è per legge non è un punto di forza del singolo brand, è il minimo che il sistema richiede.
Limitare il deposito prima di giocare, non dopo
Il limite di deposito è lo strumento più semplice e il più efficace, e funziona con una regola sola: si fissa quando non serve, e serve quando è già fissato.
In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile. AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale in fase di iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato, e un’attesa di sette giorni per rialzare un limite già impostato.
L’asimmetria è tutto il meccanismo. Ridursi il tetto è un’operazione istantanea, alzarselo richiede una settimana, e quella settimana è il tempo in cui la decisione presa di getto si scontra con la realtà. È lo strumento meglio progettato del sistema, e il motivo per cui conviene impostarlo in alto il primo giorno è proprio che il giorno dopo non lo si può più cambiare in fretta.
Bet365 elenca fra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione. Per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, un numero che vale la pena tenere a mente e che non costa nulla chiamare.
Autoesclusione e RUA: quello che cambia senza una concessione
L’autoesclusione è lo strumento più duro, e la sua efficacia dipende da un registro che il giocatore non vede. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. Chi si autoesclude non si sta escludendo da un sito: si sta escludendo da tutti quelli che contano in Italia.
Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e), richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che il giocatore stesso fissa; secondo quanto riporta un sito di settore, le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.
Il punto che nessuna pagina di aiuto mette in evidenza è cosa succede fuori da quel perimetro. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso non è protetto lì. L’autoesclusione è una porta che si chiude in Italia e resta aperta altrove, ed è un buon motivo per non tenere un conto su un sito estero, indipendentemente da quanto sia comodo.
Sull’età la regola è netta: l’art. 3, comma 1, lett. a), del D.Lgs. 41/2024 pone la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Non è un consiglio: è una condizione della concessione.
Live e cash out: il cronometro cambia il calcolo
Il live è la dimensione in cui il marcatore si comporta diversamente da ogni altro mercato, e la ragione è ovvia: mentre la partita scorre, la probabilità che un certo giocatore segni cambia minuto per minuto, e la quota con lei. Un nome che non ha toccato palla nei primi venti minuti non vale più quello che valeva al fischio d’inizio, e il prezzo lo registra.
La logica del live è tutta qui, e non ha nulla di previsivo. Non dice chi segnerà: dice che il prezzo di un mercato sul realizzatore è un oggetto che si muove, e che quel movimento è informazione. Per chi gioca i marcatori, il live è la versione più onesta del mercato, perché mette a disposizione in tempo reale lo stesso dato — la partita che si sta giocando — che nel pre-match si deve immaginare.
Every grande operatore offre il Live, ma ADM non pubblica regole specifiche sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi ammessi, e nessun elenco dei mercati live è disponibile. Chi gioca live lo fa su regole che stanno nelle condizioni dell’operatore, e vale la pena leggerle prima di affidarci una puntata importante.
Diretta, grafici e immediatezza: seguire il mercato in tempo reale
L’infrastruttura del live è la parte meno raccontata e la più utile. Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Lottomatica copre quote e risultati in tempo reale, con streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. L’app Betfair Exchange consente depositi e prelievi delle vincite, il live streaming di eventi di calcio, tennis e basket e grafici per monitorare in tempo reale l’andamento delle quote.
I grafici sono il pezzo che gli altri non hanno, e per un mercato sul marcatore valgono più di quanto sembri: seguire l’andamento di una quota durante la partita dice dove il mercato sta spostando il proprio giudizio, e lo dice in una forma che nessun tabellino restituisce. Non è una previsione, è un termometro.
Il palinsesto quotidiano di dirette è la variabile che un giocatore live dovrebbe controllare per prima. Uno streaming di tennis tavolo alle nove del mattino serve a chi gioca in quelle ore, non a chi guarda la Serie A la domenica sera, e la coincidenza fra ciò che si guarda e ciò che si scommette è la differenza fra un live informato e un live cieco.
Cash out: chiudere la giocata prima del novantesimo
Il cash out è la funzione che trasforma un mercato aperto in un mercato chiuso, e il suo valore sta nella parola «prima». Sisal mette a disposizione la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca; SNAI fa la stessa cosa, con la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione Cash Out dell’Exchange di Betfair permette di incassare una vincita o ridurre una perdita su un evento prima della sua conclusione.
Per un mercato sul marcatore il cash out ha un senso specifico. Se il nome indicato segna al ventesimo minuto, la quota si accorcia e la giocata ha già un valore; chiudere a quel punto incassa una parte dell’utile rinunciando al resto. Se il nome non segna e la partita scivola, il cash out riduce la perdita, e ridurre una perdita è a volte l’operazione più razionale della serata.
Il prezzo della comodità è, come sempre, il margine. La quota di cash out non è la quota di mercato: è un prezzo costruito dal concessionario, e al suo interno c’è il suo compenso. Il cash out è uno strumento di gestione del rischio, non un modo di pagare meno margine al banco; anzi, è un modo di pagarne un po’ di più in cambio della possibilità di uscire. Non sempre è disponibile, e NetWin lo dice esplicitamente per le scommesse piazzate in tutto o in parte con fondi bonus: su quelle il cash out non c’è.
I dieci concessionari: che cosa offre ciascuno, e a chi serve
Nessuno di questi dieci operatori è «il migliore»: è una fila ordinata dal numero di concessione, non una graduatoria, e le differenze che contano per chi gioca sui marcatori non si vedono dal numero. Si vedono dai formati che offrono, dalla profondità del palinsesto e da quanto i loro bonus costano davvero a chi li prende.
Una premessa che vale per tutti e che conviene ripetere una volta sola: la concessione è rilasciata per sito, non per società, e il numero che compare qui è quello del sito su cui si gioca. Diversi di questi brand sono nati come case da casinò con un bookmaker annesso, e il fatto che il nome figuri nell’elenco ADM non dice nulla da solo sull’offerta di scommesse sportive. La prova sta nel sito.
Planetwin365: quando il live è il prodotto, non il contorno
Planetwin365 è concessione ADM n. 16007, società Pwo S.p.a., sul sito Planetwin365.it. Il dato che caratterizza questo operatore in questa pagina è la diretta: l’app offre eventi sportivi in streaming con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
Per chi gioca sui marcatori la lettura è questa. Il marcatore è un mercato che vive di contesto, e il contesto è la partita: poterla guardare rende il live molto più sensato che altrove, e il palinsesto quotidiano di tennis e basket dice che la diretta è un prodotto costruito nel tempo, non uno specchietto per una telecamera puntata su un campo una volta a settimana. Un giocatore che scommette sui realizzatori proprio per seguire la partita trova qui l’infrastruttura giusta.
Il limite è dall’altro lato: una pagina sugli streaming non è una pagina sui marcatori, e chi vuole il Plus o l’XXL deve verificare nel listino che quei formati siano presenti sull’evento che gli interessa. Non è una cosa che si dà per scontata.
Verdetto. L’operatore giusto per chi vuole seguire le partite mentre gioca, e che quindi userà il live più del pre-match; chi cerca il solo marcatore secco sul posticipo della domenica trova qui molto di più di quanto gli serve.
BetFlag: il bonus senza deposito che chiede una sola giocata
BetFlag è concessione ADM n. 16008, società Betflag S.p.a., sul sito Betflag.it. L’identificazione avviene con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
L’offerta di benvenuto è un bonus senza deposito: 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto. I 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. I 200 Fun Flag arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni; ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate, cioè una richiesta di otto volte, con quota minima 5.00 su Sport4Fun, e si converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €.
La quota minima di 5.00 è il vero carattere di questa offerta. Non è un requisito di puntata ripetuto all’infinito, è un vincolo sul prezzo: la scommessa deve essere a quota alta, e su un mercato del marcatore la quota 5.00 si raggiunge più facilmente sul Plus o su un nome di seconda fascia che sul marcatore secco di un attaccante di cartello. Chi pensa di bruciare i 10 € su una giocata da 1,80 non ha letto le condizioni.
E poi ci sono i Fun Flag, che sono un prodotto a parte con una propria economia. Il ciclo ogni due giorni impone una cadenza, la richiesta di otto volte il valore di ciascuna tranche è ripetuta quattro volte, e la conversione massima è di 25 €. È un meccanismo che premia chi gioca spesso su Sport4Fun, e che a un giocatore occasionale lascia in mano poco.
Verdetto. Un’offerta che ha senso per chi gioca in modo continuo e accetta il vincolo di quota alta; per chi cerca un ingresso senza deposito e pensa a una giocata sola, la parte dei Fun Flag resta un secondo lavoro che quasi certamente non finirà.
Lottomatica: il perimetro delle competizioni
Lottomatica è concessione ADM n. 16010, società Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sul sito Lottomatica.it. La stessa società gestisce anche il sito Goldbet, con una concessione diversa: è l’esempio più chiaro del fatto che il titolo è per sito.
La copertura dichiarata nell’app è ampia: Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita.
Un elenco di competizioni è un buon segnale e una cattiva garanzia. Da un lato dice che il concessionario presidia il calcio europeo e non solo quello italiano, e per chi cerca il marcatore su un campionato estero è una buona notizia. Dall’altro non dice quante tipologie di mercato vengano aperte su ciascuna gara: la Serie B non ha la stessa profondità della Serie A, e chi lo scopre dopo aver aperto il conto lo scopre nel modo sbagliato.
Il marcatore non compare in modo esplicito nella descrizione della copertura. Non è un’assenza — è una descrizione di competizioni, non di mercati — ma è esattamente il tipo di dettaglio che si verifica nel palinsesto prima di scegliere.
Verdetto. Il perimetro di competizioni è il punto forte, e serve a chi gioca su campionati diversi dalla Serie A; su quanto profondo sia il menù dei marcatori partita per partita, la risposta che conta è quella che si legge nel palinsesto.
Betsson: mille eventi e i marcatori scritti nel menù
Betsson è concessione ADM n. 16027, società Azzurri Limited, sul sito Betsson.it. La società è la stessa che gestisce Starcasino, ed è un promemoria utile: il perimetro societario non coincide con il perimetro delle concessioni.
L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, e fra i mercati elenca 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. I marcatori sono nominati esplicitamente, il che non è un dettaglio banale: significa che il mercato fa parte dell’offerta dichiarata e non è un’aggiunta marginale.
Il numero «migliaia di eventi» merita però di essere letto con attenzione. La quantità di eventi non è la quantità di mercati per evento, e un sito con migliaia di partite può offrire il marcatore su poche di esse. Chi legge il numero e conclude che il marcatore c’è ovunque sta facendo un salto che il dato non autorizza.
Il fatto che l’app sia presentata come Sportsbook più Casinò dice anche qualcosa sulla natura dell’operatore: il casinò non è un’appendice, ed è bene saperlo prima di registrarsi, non dopo.
Verdetto. Chi cerca un solo posto per scommesse e casinò trova qui un catalogo dichiaratamente ricco; chi vuole solo marcatori sulla Serie A e nient’altro sta pagando per un’ampiezza che non userà.
Betfair: l’exchange, i grafici e la puntata minima
Betfair è concessione ADM n. 16028, società Betfair Italia S.r.l., sul sito Betfair.it. L’operatore è descritto come il primo a portare in Italia il betting exchange, che l’art. 6, comma 1, lett. e), del D.Lgs. 41/2024 ammette come gioco separato.
L’app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. L’app Exchange Scommesse consente depositi e prelievi delle vincite, il live streaming di eventi di calcio, tennis e basket e grafici per monitorare in tempo reale l’andamento delle quote. La funzione Cash Out dell’Exchange permette di incassare una vincita o ridurre una perdita su un evento prima della sua conclusione.
Il marcatore non compare fra i mercati nominati, e questo è un elemento che pesa per chi arriva su questa pagina cercando proprio quello. Quello che Betfair offre è un modo diverso di costruire il mercato: lì il giocatore può essere puntatore o banco, e la presenza di un controparte diversa dal concessionario cambia la natura del prezzo.
Sui conti exchange italiani la documentazione riporta regole aggiuntive, fra cui una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul conto del giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo che ricade sul concessionario. Sono dettagli che contano per chi usa l’exchange in modo continuativo e contano poco per chi fa tre giocate l’anno.
Verdetto. La struttura è quella di chi vuole un mercato a due lati e grafici per leggerlo; su un mercato sui realizzatori così com’è inteso in questa pagina, i formati nominati non lo includono, e chi sceglie Betfair per i marcatori fa bene a verificare prima se il mercato esiste davvero.
Goldbet: formati, mercati e un campionato virtuale
Goldbet è concessione ADM n. 16009, società Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sul sito Goldbet.it. La stessa società gestisce Lottomatica, e i due siti hanno concessioni distinte: 16009 e 16010.
L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; fra i mercati di calcio indica 1X2, marcatori, cartellini, numero di gol, minuto del primo gol e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. L’offerta comprende poi la Goldbet League, campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing, corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.
Due cose vanno dette. La prima è che il marcatore è nominato nel menù, e accanto ci sono i mercati temporali — minuto del primo gol, segna primo goal, segna ultimo goal — che sono una famiglia diversa ma vicina: chi legge il tabellino per il realizzatore spesso legge anche la cronologia. La seconda è che i virtuali sono un prodotto con una meccanica propria e una fiscalità propria, 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite, e non vanno confusi con il calcio vero.
La Goldbet League, con dieci eventi in contemporanea, è pensata per chi vuole molte giocate in poco tempo, e la sua stessa struttura dice a chi si rivolge: a chi gioca per l’azione, non per il campionato.
Verdetto. Il menù più specifico della lista sui mercati del realizzatore, con l’aggiunta dei mercati temporali; chi cerca varietà di formati trova qui di che lavorare, chi cerca il solo marcatore su Serie A sta comprando un pacchetto più grande del necessario.
bet365: centinaia di mercati e il Bet Builder+
bet365 è concessione ADM n. 16030, società Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito Bet365.it. L’operatore è lo stesso che nel settembre 2026 è stato indicato come primo partner della Setka Cup, l’evento autorizzato da ADM e riportato dalla stampa di settore.
L’app offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, sia pre evento sia live. Sul fronte del gioco responsabile, gli strumenti comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il Bet Builder+ è la funzione che parla più direttamente a chi legge questa pagina, perché permette di costruire un biglietto che unisce il marcatore di un giocatore a un altro mercato della stessa partita. Ma è anche il posto in cui la lezione delle combinazioni torna utile: la quota unica di un builder è costruita dal concessionario, e il prodotto delle quote singole non è il prezzo che si trova nel builder.
Le Quote Maggiorate, dal canto loro, vanno lette per quello che sono: un prezzo promozionale su un mercato selezionato, non un prezzo migliore su tutto. Il margine resta incorporato, e la selezione dei mercati che ricevono il trattamento è una decisione dell’operatore.
Verdetto. Il set più ampio di strumenti per costruire un biglietto su misura dentro la stessa partita, con una struttura di protezione del giocatore fra le più articolate della lista; chi vuole solo una singola sul marcatore secco trova qui un apparato sovradimensionato rispetto al proprio uso.
AdmiralBet: l’autoesclusione scritta per intero
AdmiralBet è concessione ADM n. 16048, società Admiral Bet S.r.l., sul sito Admiralbet.it. Nessuno degli elementi che seguono riguarda il marcatore: riguardano il rapporto fra l’operatore e i limiti del giocatore, ed è la parte su cui questo brand è più esplicito della lista.
In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono poi l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Tre livelli di limite dichiarati in registrazione sono più di quanto facciano la maggior parte degli operatori, e l’autoesclusione a tempo indeterminato con revoca dopo nove mesi è la forma più vincolante della lista. Per un giocatore che ha il problema di fermarsi, questa è la pagina da leggere.
Va detto però che una pagina dedicata alla protezione non è una pagina dedicata alle scommesse sui marcatori, e le condizioni richiamate qui non dicono nulla su come l’operatore costruisca i propri mercati sui realizzatori. Chi sceglie sulla base di questi strumenti dovrebbe poi verificare il listino come farebbe con chiunque altro.
Verdetto. Gli strumenti di autolimitazione più dettagliati e vincolanti della lista, utili a chi vuole un tetto strutturale e non una promessa; la profondità dell’offerta sui realizzatori è una domanda a cui si risponde nel palinsesto, non in questa pagina.
William Hill: un bonus cash con requisiti alti
William Hill è concessione ADM n. 16044, società William Hill Malta Plc, sul sito William Hill. Il perimetro societario è cambiato negli anni, ma la concessione italiana è quella e il titolo è legato al sito.
Il Benvenuto Sport è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Il bonus scade dopo 7 giorni e diventa prelevabile dopo una giocata su multipla di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00; i primi depositi con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller non danno diritto all’offerta. L’importo massimo di bonus utilizzabile per ogni scommessa sportiva è di 100 €, il bonus vale solo per le scommesse a quota fissa ed è valido 7 giorni dal rilascio; le freebet sono erogate come bonus con vincite ridotte, quindi in caso di vincita si incassa solo la vincita netta.
C’è anche una parte ricorrente: l’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Il pacchetto è coerente e severo. La multipla di cinque selezioni è il requisito che più di ogni altro orienta il giocatore verso un formato che non è quello che avrebbe scelto da solo, e il vincolo di quota minima 5.00 su ogni selezione restringe ulteriormente il campo. Aggiungiamo che le freebet sono erogate con vincite ridotte: in caso di vincita si incassa solo la vincita netta, non la quota intera.
Il capitolo depositi merita una riga propria, perché è il tipo di clausola che sorprende. Sette metodi di pagamento fra cui Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher e Neteller non danno diritto all’offerta. Chi fa il primo deposito con uno di quegli strumenti resta fuori dal bonus e lo scopre dopo.
Verdetto. Un bonus cash con requisiti strutturalmente alti e una clausola sui metodi di deposito che taglia fuori una fetta di giocatori; l’Extra Bet Club è la parte che premia la continuità, e chi gioca una multipla da 20 € a settimana la trova sensata.
Eurobet: la schedina raccolta in un posto solo
Eurobet è concessione ADM n. 16012, società Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet.it. La stessa società gestisce anche il sito Bwin.it e il sito giocodigitale.it, con concessioni proprie: è l’esempio più netto della regola per cui la concessione è per sito e non per società.
Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. La descrizione si ferma qui, e non è poco: la possibilità di ritrovare una giocata è la funzione che separa un conto usato con continuità da un conto aperto per curiosità.
Il marcatore non è nominato nella descrizione dell’offerta di questo operatore, e chi arriva qui per quel mercato deve verificarlo nel palinsesto. È il tipo di verifica da fare prima della registrazione, non dopo il primo prelievo.
Verdetto. La gestione ordinata delle giocate è il tratto distintivo, e serve a chi tiene un conto attivo tutto l’anno; su quanto il marcatore sia presente nell’offerta, la verifica nel palinsesto resta la sola risposta affidabile.
Il costo di un bonus: il rigioco di NetWin, fatto per intero
Fin qui il marcatore e i suoi formati. Questa sezione fa un passo di lato e parla dei bonus, perché è lì che il costo di un’offerta diventa visibile, e vale la pena prenderne uno e smontarlo pezzo per pezzo. NetWin non è fra i dieci operatori descritti sopra, e questa non è una recensione: è l’esempio di come si legge un rigioco.
Il bonus Sport-50 NetWin richiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Dopo il giro di 3 volte serve un ulteriore rigioco 1x in una multipla di almeno 4 eventi con quota minima 1.50 per evento e quota totale di almeno 5.00, solo sul mercato Esito Finale (1X2), entro 3 giorni. Sulle scommesse il bonus copre fino a 100 € per singola scommessa e l’eccedenza è coperta dal saldo reale, e il cash out non è disponibile sulle scommesse piazzate in tutto o in parte con fondi bonus.
Prendiamo una base concreta. Un deposito di 50 € richiede un giro di 3 volte, cioè 150 € di puntate totali. Se ogni giocata vale 5 €, servono trenta giocate — e solo quelle che stanno dentro il formato richiesto contano, perché i sistemi, l’antepost, il live e le scommesse con cash out attivo sono esclusi. La quota minima di 2.00 per evento su una multipla di almeno 3 eventi è il vincolo che morde: restringe l’universo giocabile all’offerta a prezzo alto, e su un mercato come quello dei marcatori porta dritto verso il Plus.
Il costo di tutto questo si stima con il margine. Se il mercato su cui si gioca ha un margine intorno al 5 % — il valore di un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — il costo atteso di smaltire 150 € di puntate è circa 7,50 €, e il calcolo vale solo se ogni giocata viene presa su un mercato con quel margine e con quella quota. Non è una previsione del risultato: è quello che mediamente resta al banco su molte giocate dello stesso tipo. Se invece si gioca il rigioco su multiple di tre eventi, il margine composto pesa molto di più, e il conto cambia in fretta.
La seconda parte è la più severa e la meno discussa: dopo il giro di 3 volte serve un ulteriore rigioco 1x su Esito Finale, con quote minime più basse ma con un limite di tempo di tre giorni e un formato di almeno quattro eventi. Un giocatore che ha già speso una settimana sul primo requisito si trova davanti un secondo step con una scadenza più stretta. Ed è qui che si vede il senso dell’esclusione del cash out sulle scommesse giocate con fondi bonus: lo strumento che permetterebbe di gestire il rischio del rigioco è proprio quello che il rigioco non consente.
Vale la pena confrontarlo con l’offerta di BetFlag descritta sopra. Là si chiede una sola scommessa, per quanto a quota totale minima 5.00 e in tre giorni; qui si chiede un volume di puntate su un formato preciso più un secondo passaggio. Sono due beni diversi: uno è un biglietto, l’altro è un programma di giocate. Il secondo costa più tempo e, con ogni probabilità, più margine.
Il consiglio operativo è di farlo prima: controllare il requisito di puntata, la quota minima, il formato ammesso e la scadenza, nell’ordine. Chi scopre il requisito di puntata dopo aver depositato sta già giocando la partita sbagliata, e con le regole dell’altro.
Concedere o no: la scelta che il giocatore deve fare
Torniamo alla scelta, perché è il filo di tutta la pagina. Chi cerca scommesse sul marcatore cerca in realtà tre cose diverse e spesso non lo sa: un formato, un operatore, un tetto. Il formato è la decisione più semplice e la più visibile — secco, Plus, Tandem, XXL — e si prende prima di guardare le quote. L’operatore è la decisione più lenta, perché richiede di aprire il palinsesto e verificare che il mercato ci sia. Il tetto è la decisione che nessuno vede e che determina le altre due.
La concessione ADM non è una decorazione e non è un dettaglio burocratico: è quello che permette al limite di deposito di avere un effetto reale sul giocatore e all’autoesclusione di valere su tutte le piattaforme autorizzate. Fuori da quel perimetro restano il blocco DNS come rischio concreto, la sanzione prevista dalla Legge 401/1989 per chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari e la dichiarazione dei redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.
Il resto è margine, e il margine non si elimina: si limita il numero di volte in cui lo si paga. Un giocatore che fa dieci giocate da 5 € su un mercato con margine intorno al 5 % lascia al banco circa 2,50 € in media; lo stesso giocatore con cinquanta giocate ne lascia circa 12,50 €, a parità di quota e a parità di sfortuna. È il conteggio che rende la disciplina più utile di qualunque previsione.
E non è una questione di intelligenza, è di aritmetica. Chi scommette sui marcatori perché gli piace guardare il calcio fa bene a partire dai mercati che conosce, dal mercato secco in su, e a lasciare il Plus e l’XXL per le partite in cui ha davvero un motivo per leggerle così. Chi cerca il prezzo alto a ogni costo lo troverà, e pagherà per averlo.
Domande frequenti sulle scommesse sul marcatore
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS), dove ogni riga riporta un numero di concessione e un sito .it. La riga però non distingue i giochi offerti, quindi conferma l’autorizzazione al gioco a distanza ma non l’offerta di scommesse sportive: quella si verifica sul sito e nell’app dell’operatore.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il premio è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Con 10 € a quota 1,85 si incassano 18,50 €, con un utile netto di 8,50 €; con 50 € alla stessa quota se ne incassano 92,50 €. Nelle multiple le quote dei singoli eventi si moltiplicano fra loro in un unico prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. In un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 quella somma vale circa il 105,3 %, quindi il concessionario restituisce poco più del 95 % di quanto raccoglie e trattiene un margine appena sotto il 5 %. Le quote non dicono invece come finirà l’evento.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite di deposito è obbligatorio per legge e si sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile. AdmiralBet chiede anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo di gioco giornalieri, settimanali e mensili; un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzarlo si aspettano 7 giorni. L’attesa è la parte utile del meccanismo.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario con concessione ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta ricade sul concessionario: si incassa la somma netta senza dichiarare nulla. È la ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito senza concessione ADM?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso non è protetto, e non è soggetto alla vigilanza di ADM. È esposto al blocco DNS e, come afferma ADM, chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi; le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi.
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