Scommesse sul cricket: cosa cambia davvero per chi punta
Ultimo aggiornamento ai dati e al controllo delle concessioni: Ottobre 31, 2026, con riscontro sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e sui termini e condizioni degli operatori.
Il cricket è lo sport con la programmazione più incerta al mondo, e nessuno se ne accorge finché non si punta. Una partita di Test può durare cinque giorni, può finire in quattro, e può finire senza che nessuno vinca. Un One Day International si ferma sotto la pioggia al ventesimo over e viene dichiarato senza risultato. Un Twenty20 deciso in parità si trascina in un super over. Su un campo da calcio non succede nulla di tutto questo: novanta minuti, un punteggio, e al massimo si recupera. Ecco perché chi arriva alle scommesse sul cricket pensando che funzioni come il calcio sbaglia il primo giorno, e spesso se ne accorge quando la sua multipla gli si smonta in mano.
C’è poi la questione italiana, che è più stretta. Il cricket è un mercato di nicchia nel palinsesto di casa nostra, e in Italia un bookmaker che accetta giocatori italiani deve avere una concessione ADM per il gioco a distanza: viene assegnata per singolo sito, si gioca su un dominio .it, e l’elenco pubblicato da ADM è l’unica prova che quella concessione esista. Nella lista non c’è nessuna colonna che dica su quali giochi il concessionario sia autorizzato. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive, e figurarsi il cricket.
Ho ordinato quello che segue secondo la consequenzialità: prima cosa succede sul campo e quando una giocata può naufragare senza che nessuno abbia sbagliato niente, poi con chi si gioca, poi come si legge la quota e quanto trattiene chi la confeziona, poi il quadro legale, e alla fine la parte che vale più di tutte le altre messe insieme quando qualcosa va storto.
Programma, tornei e formati: quand’è che una puntata sul cricket resta in bilico
Il cricket internazionale si gioca in tre formati, e la differenza non è estetica: sono tre prodotti di scommessa diversi, con tre modi diversi di finire.
Un Test match dura fino a cinque giorni, con al massimo quattro inning in totale e non più di due per squadra; la giornata prevede almeno novanta over, e un incontro che nessuna delle due squadre riesce a vincere è un pareggio. Il Test è il formato più ostico da coprire per un palinsesto: quattro esiti possibili, tempi che si allungano di giorno in giorno, e una squadra che può chiudere la partita senza mai dover attaccare.
Calendario: cosa dicono i formati sulle giocate a rischio
Nei One Day International si cambia regime: ogni squadra batte per cinquanta over fissi, e se il punteggio è in parità quando la squadra che insegue è stata eliminata tutta o ha esaurito gli over, l’incontro è un pareggio, tie nel gergo. La pioggia, qui, non è un dettaglio meteorologico ma una regola del gioco: negli ODI condizionati dal maltempo è di solito il metodo Duckworth-Lewis-Stern a stabilire il bersaglio o il risultato, e se si giocano troppo pochi over — di norma meno di venti — l’incontro viene dichiarato senza risultato.
Quest’ultima riga è la più importante di tutta la sezione, e vale la pena dirla come la direbbe chi ha già preso una fregatura. Una partita dichiarata senza risultato spesso significa che le giocate sul risultato finale vengono annullate e la puntata torna indietro. Chi ha già speso quella puntata in una multipla si trova la combinazione ricostruita su gambe diverse, a una quota diversa, che non ha mai scelto. Il rischio non è perdere: è vedersi restituire qualcosa che non si voleva più.
Nel Twenty20 il formato si comprime ancora: ogni squadra batte per un massimo di venti over, cioè centoventi lanci regolari, un lanciatore può lanciare al massimo quattro over, e un incontro in parità si decide con un super over. Per chi scommette è il formato più amichevole, perché il risultato arriva in circa tre ore e le regole di chiusura sono poche.
Torneo: chi comanda il calendario e dove finisce il grande appuntamento
Il governo del gioco è dell’International Cricket Council, che riunisce dodici membri effettivi con status di Test; il World Test Championship ha cominciato la sua stagione inaugurale nel 2019. Una squadra di cricket ha undici giocatori, ma è il formato a decidere quante volte quei giocatori entrano in campo, e questa è la ragione per cui due partite con le stesse squadre possono avere mercati completamente diversi.
Il grande appuntamento recente è un dato che conviene avere chiaro: l’India ha vinto la ICC Men’s T20 World Cup 2026, disputata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026 e organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con venti squadre, battendo la Nuova Zelanda di 96 run in finale. È un torneo già concluso, e il calendario internazionale è irregolare per costruzione: fra un mondiale e l’altro il programma si riempie di bilaterali fra nazionali che il grande pubblico ignora e che la maggior parte dei palinsesti italiani copre in modo intermittente.
Da qui discende una conseguenza pratica che riguarda il lettore più di ogni altra cosa. Chi cerca il cricket su un bookmaker italiano con concessione deve guardare cosa c’è in palinsesto in quel momento, non cosa c’era il mese scorso: la programmazione cambia, e niente obbliga un concessionario a tenere aperto un mercato su un bilaterale di cui parlano solo gli appassionati. Il modo per saperlo prima di versare è aprire la sezione sportiva del sito, cercare la voce cricket e verificare con i propri occhi quali eventi sono quotati oggi. Trenta secondi, e tolgono di mezzo la domanda che nessuna recensione può risolvere.
Il cricket resta, in ogni caso, uno sport che un palinsesto italiano può coprire o ignorare senza violare niente: è la legge che fissa i giochi ammessi, non l’elenco degli sport. Il resto lo decide il singolo operatore.
Criteri: come si giudicano dieci bookmaker sullo stesso metro
Dieci operatori, un mercato quasi vuoto di riferimenti pubblici e una tentazione costante di valutare il cricket come si valuta il calcio. Non funziona, e vale la pena spiegare perché prima di scendere nel dettaglio.
Il primo criterio è la concessione, e non è una formalità da riga di fondo pagina. Il concessionario ha l’obbligo di indicare la propria concessione e la società titolare nei termini; il numero di concessione è il filo con cui si risale da una pagina di promozioni all’elenco ADM. Un operatore che scrive il numero e la ragione sociale sta dicendo al lettore dove andare a controllare. È il gesto minimo, e ho verificato che tutti e dieci i nomi di questo confronto lo facciano.
Il secondo criterio è quanto lo sport sia trattato davvero, non quanto sia pubblicizzato. Un’app che elenca undici discipline e non nomina mai il cricket dice qualcosa di preciso su quanto quel mercato sia servito; un operatore che nel proprio listino non nomina la disciplina non sta nascondendo niente, semplicemente non la mette al centro. Nessuno dei dieci la mette al centro, per la cronaca.
Il terzo criterio è il trattamento della giocata: singole, multiple, sistemi, cash out, streaming. Il quarto è la parte noiosa e decisiva — limiti di deposito, autoesclusione, tempi di apertura del conto. Il quinto è la meccanica dell’offerta di benvenuto, che nel cricket si comporta in modo particolare: una freebet da usare su una multipla con quota totale minima alta è, sul cricket, un vincolo molto più severo di quanto sembri, perché i mercati disponibili sono pochi e le combinazioni possibili anche meno.
Valutazione: un metro che non premia la vetrina
Il rischio di un confronto di questo tipo è di trasformarsi in una classifica di popolarità. Non lo è. La concessione è un requisito, non un merito: averla significa poter operare, non operare bene. Per questo la colonna che conta di più, nella tabella che segue, non è il nome del brand ma il numero di concessione e la società che lo detiene, perché è l’unico campo che il lettore può verificare in autonomia su una fonte terza e pubblica, oggi, in due minuti.
Fondamenti: il meccanismo della quota e chi la confeziona
Arriviamo al punto che nessuna recensione spiega mai, e che decide se un’offerta di benvenuto è generosa o è un annuncio.

Una quota decimale è un moltiplicatore: la puntata moltiplicata per la quota dà il ritorno complessivo di una giocata vincente, capitale compreso. Puntare 10 € a quota 1,85 significa, in caso di vincita, 18,50 € in totale, dei quali 8,50 € sono profitto netto. La sottrazione è il conto che molti giocatori non fanno mai, e spiega perché la quota non è mai una promessa: è il prezzo di un rischio, e il prezzo è sempre più basso della probabilità implicita che quel prezzo suggerisce.
E qui entra il margine. Le quote di un mercato non sono calibrate in modo che gli esiti si compensino: sono calibrate in modo che il bookmaker incassi in ogni caso. La quota che il giocatore vede è la probabilità dell’esito, gonfiata di quel tanto che basta a lasciare un residuo a chi tiene il banco. In un mercato a due esiti, con entrambe le quote offerte a 1,90, la somma delle probabilità implicite — 1 diviso 1,90, due volte — supera l’unità, e la parte che eccede è esattamente quello che il banco trattiene su ogni euro puntato.
Cosa reste nelle casse del bookmaker su ogni euro
Applicando la formula su una coppia illustrativa di quote 1,90 e 1,90 — un esempio aritmetico, non un prezzo che un operatore abbia quotato — la quota di ritorno del mercato sta intorno al 95 %, e il margine del bookmaker sta intorno al 5 %. Sono valori indicativi: il margine è una banda, non una cifra fissa, e si muove con il mercato, con la disciplina, con il tipo di evento e con la fretta con cui l’operatore ha alzato la quotazione. Su un mercato a due esiti come quello del cricket — Test match, dove il pareggio è un esito reale e il mercato diventa a tre vie — la stessa banda si sposta, e resta comunque un ordine di grandezza diverso dal mito del bookmaker che «regala» le quote.
Il seguito di questo conto è la parte che nessuno mette in pubblicità. Il margine non si applica una volta sola: si applica a ogni giocata, e su una multipla si moltiplica per il numero di eventi che la compongono. Una multipla a cinque gambe incassa il margine cinque volte. È il motivo per cui il bonus di benvenuto che chiede una multipla con quota totale minima alta è, in pratica, una promessa di volume: il vantaggio del banco si applica all’intera catena, non alla singola partita. E il cricket, con pochi mercati aperti e listini corti, rende quella catena più difficile da costruire di quanto sarebbe sul calcio.
Da qui una raccomandazione che vale per qualunque disciplina e che sul cricket vale doppio. Il palinsesto approvato da ADM è la fonte di ciò su cui si può scommettere, e gli eventi vengono aggiunti uno per uno dall’autorità: significa che l’operatore non può inventarsi un mercato per far quadrare la quota richiesta. Se la combinazione che serve non esiste sul listino, non esiste, e la promo resta in attesa. Meglio verificare l’effettiva disponibilità di eventi prima di scegliere l’offerta, non dopo.
Concessione, palinsesto e vigilanza: cosa significa per chi punta
Qui si stringe il discorso, ed è il punto in cui il lettore deve decidere se gli conviene restare dentro il perimetro italiano o uscirne.
Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare con il vecchio acronimo AAMS anche dopo il cambio di nome. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non sono licenze aperte ma «concessioni» assegnate con gara pubblica, e l’art. 6, comma 1 elenca i giochi a distanza ammessi: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli; alla lettera b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lettera c) i giochi di ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; alla lettera f) il bingo.
Normativa: come si verifica il numero di concessione di un bookmaker
I vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo (art. 6, comma 3), e fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5); condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Il controllo che il lettore deve saper fare è elementare, e vale più di qualunque sigillo grafico. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda: una stessa società può tenerne diversi, come Eurobet Italia S.r.l., che gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. E, come detto, la lista non ha una colonna per i giochi: un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, al casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco non dice nulla sulle scommesse sportive; lo dicono il sito e l’app dell’operatore. Un marchio che non compare fra le 52 righe non è autorizzato a raccogliere giocate in Italia: alla data del 25 ottobre 2026 non ci risultano, fra gli altri, Unibet, Betway, 1xBet e 22bet.
Su cosa si può puntare, la regola ha una porta stretta. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una puntata può essere accettata solo su eventi del palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga è cosa che non si sa in anticipo, e per il cricket questo significa che la presenza della disciplina dipende da un atto di autorizzazione, non dal gradimento degli scommettitori.
Gli eventi simulati sono un capitolo a parte, e non vanno confusi con il cricket reale: l’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e altri generati al computer, mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi all’interno di una concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti italiani vendono quello. Chi cerca il cricket vero non lo trova lì.
L’ippica, per completezza, è due cose distinte nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nella lettera a) dell’art. 6, comma 1, mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno alla lettera c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale è cosa che non risulta.
Il betting exchange, infine, è un gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Sulla documentazione di Betfair è riportata l’esistenza di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta. Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
Vigilanza: dai siti inibiti alle sanzioni per chi gioca fuori
Il lato oscuro del quadro è quello che riguarda chi resta fuori. Offrire giochi a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore (ordine del 24 settembre 2025 come riportato), gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati».
Ma il punto non è tecnico, ed è la vigilanza a scriverlo meglio di qualunque avvocato. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa lo cita il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Quella è la regola lato giocatore nella formulazione dell’autorità: l’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Il confronto onesto, messo in fila senza retorica, è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’autorità, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro legale italiano. Un marchio .com non autorizzato non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come dice ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona è senza protezione, e chi ci finisce non ha a chi rivolgersi quando l’operatore decide di non pagare.
Il fisco merita una riga propria, perché è la voce che cambia più spesso. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta confermato) è del 20,5 % se incassata sulla rete fisica e del 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite; le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima erano il 43 % e il 47 %. Sulle scommesse su eventi simulati l’aliquota è il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: è una ricostruzione giornalistica, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene chiuderla con un consiglio pratico — prima di qualunque scelta che pesi fiscalmente, consultare un commercialista. Diverso il caso delle vincite da siti non autorizzati o esteri: la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate le tratta come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va scritta per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Protezione del giocatore: quando i limiti entrano in funzione
Se il quadro legale è la cornice, questa parte è il contenuto, ed è anche quella che il lettore scopre per ultima e usa per prima.
Prevenzione: i limiti di deposito che si scelgono in registrazione
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede, alla lettera a), autolimiti su tempo, spesa e perdita; alla lettera b) limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla lettera c) messaggi automatici su durata e spesa; alla lettera e) strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla lettera f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non risulta.
Admiralbet, nei propri termini, chiede già in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È il comportamento corretto, e la parte scomoda del meccanismo è proprio l’asimmetria: abbassare un tetto costa un clic, alzarlo costa una settimana di attesa. Significa che il giocatore che vuole limitarsi può farlo subito, e chi vuole sbloccarsi deve aspettare. Il tempo di attesa non è un ostacolo burocratico: è la parte del sistema che funziona.
Sugli strumenti di autoesclusione, i numeri ora convivono, e conviene metterli in ordine perché le pagine degli operatori non li allineano. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, è il meccanismo che rende quella scelta vincolante su tutte le piattaforme ADM online e sulle sale fisiche. E qui c’è la conseguenza che va detta senza addolcimenti: i siti privi di concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso che si sposta su un sito offshore è, di fatto, non protetto proprio nel momento in cui ha chiesto di essere fermato. La riapertura della porta che aveva chiuso è il rischio, non il gioco d’azzardo in sé.
Sull’identificazione del conto la regola è una sola e non ha scorciatoie: un conto di gioco richiede identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID; per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
Tutela: dove si chiede aiuto, e perché il canale conta
L’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Un obbligo di spesa, non un premio: soldi che escono dal settore per finanziare il messaggio opposto a quello che il settore vende.
Sul piano pratico, gli strumenti elencati dall’autorità valgono più delle campagne. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero non è un dettaglio di conformità: è il canale che esiste quando il resto non basta, ed è aperto a chi non ha mai aperto un conto, a chi ne ha chiuso uno ieri e a chi sta guardando la pagina dell’operatore chiedendosi se è il caso.
Sui pagamenti, infine, il lettore ha un’ultima verifica da fare da solo. I «punti vendita ricariche» (art. 13, D.Lgs. 41/2024) sono i tabaccai e le ricevitorie iscritti in un registro ADM: ricaricano il conto online solo su richiesta dell’intestatario dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana complessivi, e non possono pagare vincite né far prelevare saldo; l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Gli operatori ADM mostrano di norma carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria; l’elenco di ciascuno sta nei propri termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione è aperta, e non risulta una norma che elenchi i mezzi approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.
La classifica: dieci concessionari a confronto
I dieci marchi che seguono stanno tutti sull’elenco ADM, e in nessun ordine di merito: l’ordine è quello del confronto. Il numero di concessione e la società titolare sono il dato che il lettore può verificare da solo; la colonna sui termini dell’operatore dice cosa quel nome scrive su di sé, e niente di più.
| Brand | Numero di concessione e concessionario | Cosa dichiarano i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati 1X2, combo bet e marcatori, live score |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | scommesse pre evento e live, Official Global Betting Partner della UEFA Champions League |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | varie tipologie di scommessa sportiva accanto a slot e Live Casinò |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | palinsesto dal calcio alla Formula 1 e alla MotoGP, fino a spettacolo e politica |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, con multipla minima |
Una cosa la tabella la suggerisce senza dirla: la colonna di destra parla quasi solo di calcio. Non è una svista dei loro termini, è la fotografia di un mercato in cui il cricket è una voce marginale del palinsesto, presente quando c’è un grande torneo e quasi invisibile negli altri mesi. Chi cerca un bookmaker italiano per il cricket non sta scegliendo il migliore: sta cercando quale dei dieci tiene aperti i mercati che gli servono oggi.
Valutazione: cosa separa davvero questi dieci marchi
Emerge un secondo dettaglio dalla tabella, ed è il più utile di tutti. Due righe appartengono alla stessa società: Lottomatica e Goldbet sono entrambe Goldbet Better Organization Italy S.p.a., con concessioni distinte, 16010 e 16009. Non sono la stessa cosa e non sono nemmeno due alternative indipendenti: la concessione è per sito, e questo è il motivo tecnico per cui un gruppo può comparire due volte in un confronto senza che nessuno dei due nomi sia un duplicato dell’altro.
Poi ci sono le offerte di benvenuto, che vanno lette per quello che sono. Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. La freebet di William Hill arriva dall’Extra Bet Club: 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a patto di rispettare i vincoli su multipla e quota minima. Sono due strutture diverse, e il modo per confrontarle non è il tetto dichiarato ma cosa serve fare per toccarlo.
Lì il conto si fa presto, e non serve un foglio di calcolo. Il massimo di 5.000 € del bonus BetFlag è un tetto che il singolo giocatore medio non tocca mai: il limite vero è il deposito, perché l’accredito è proporzionale. La cifra che impressiona è quindi la meno informativa delle due. La freebet da 5 € settimanali di William Hill ha un tetto di 100 € su una stagione e richiede una multipla che deve rispettare vincoli precisi di numero eventi e quota totale. È qui che la tabella smette di essere un elenco e diventa un criterio: chi punta cricket deve leggere il requisito della multipla prima del tetto del bonus, perché è il requisito a decidere se l’offerta è alla sua portata.
Nulla di quanto precede è pubblicità e nulla è un invito a scommettere. È la descrizione di dieci operatori con una concessione italiana, e di quanto le loro condizioni cambino da un lettore all’altro.
I dieci operatori, uno per uno
NetWin, il concessionario che spinge il virtuale
NetWin opera sulla concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., attraverso il portale Netwin.it. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.
La lista degli sport è lunga, e il cricket non c’è. Non è un’omissione che si possa addossare a una svista di redazione: è la descrizione di un prodotto che punta la propria macchina sul ritmo — eventi virtuali ogni due minuti — e non sulla copertura di una disciplina lenta e calendarizzata a intermittenza. Chi apre NetWin cercando il cricket troverà un’app veloce, un live score ordinato e un listino corto. Chi cerca invece il virtuale con cadenza serrata trova esattamente quello che l’operatore promette.
Il verdetto si scrive da sé: la concessione c’è, la struttura del prodotto è costruita intorno a un’altra idea di gioco. Non è un difetto, ma è una risposta chiara a una domanda diversa da quella che il lettore si sta ponendo.
Lottomatica, lo streaming che cambia come si segue il mercato live
Lottomatica opera sulla concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., tramite il portale Lottomatica.it. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming è il pezzo che conta, e vale la pena spiegare perché su questa disciplina pesa più che altrove. Nel cricket la lettura del live dipende da cose che un tabellone non racconta: il ritmo del battitore, il numero di over che restano, l’arrivo della pioggia. Chi guarda ha un vantaggio informativo reale; chi guarda un punteggio che si aggiorna a intervalli ha meno di niente. Il problema è che lo streaming descritto copre calcio, volley, tennis e basket — cioè l’opposto di quello che serve a chi cerca il cricket.
Il verdetto è quindi a doppio taglio: l’operatore ha costruito l’infrastruttura giusta per il live e la applica ai mercati dove c’è pubblico. Il cricket resta fuori da quella infrastruttura, e per chi vuole seguire un T20 over per over la differenza fra vedere e non vedere è la differenza fra una decisione e un’intuizione.
bet365, il partner globale che in Italia ragiona ancora in euro
bet365 opera sulla concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, con il proprio sito .it. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Fra gli strumenti di gioco responsabile indicati ci sono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.
Il marchio è quello con più peso internazionale della lista, e questo è un fatto che va tenuto separato da un’altra cosa: la copertura internazionale del bookmaker non è la copertura del cricket. Gli sport elencati per il mercato italiano vanno dalla Premier League all’ippica alle freccette, ed è un elenco pensato per un pubblico che scommette su quello. Chi cerca il cricket reale dovrà verificare il listino del momento come farebbe con chiunque altro, senza poter contare sul blasone.
Lo streaming e i mercati in-play sono la parte del prodotto che sul cricket avrebbe più senso, ma vanno cercati nel palinsesto, non dedotti dalla reputazione. Il merito concreto di questo operatore, per il lettore italiano, sta altrove: è l’unico dei dieci a comparire in un fatto di cronaca regolatoria — l’autorizzazione della Setka Cup, dove la stampa di settore lo indica come primo partner.
Goldbet, la stessa società di Lottomatica con una numerazione diversa
Goldbet opera sulla concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., tramite il sito Goldbet.it. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Il marchio condivide la società con Lottomatica, e le due concessioni — 16009 e 16010 — sono il modo in cui il gruppo copre il mercato con due insegne. Per chi confronta è un’informazione che cambia lo scopo del confronto: non si stanno valutando due concorrenti indipendenti, ma due facce della stessa organizzazione, con un’app che parla di schedine e di calcio e un’altra che parla di streaming. Sul cricket le due insegne non dicono niente di più l’una dell’altra.
Il bonus di benvenuto è legato allo scarico dell’app e alla registrazione. È un requisito che sul mercato italiano è normalissimo e che va comunque letto nei termini prima di muoversi, perché le condizioni di sblocco stanno lì, non nella pagina che lo annuncia.
Planetwin365, la copertura larga che compensa il listino corto
Planetwin365 opera sulla concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., tramite il portale Planetwin365.it. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Le oltre venti discipline sono il dato che distingue questa insegna dalle altre della lista, e per un appassionato di cricket è il motivo per guardarla per prima. Non è una garanzia: l’elenco non nomina il cricket, e le venti tipologie di sport possono essere quasi tutte declinazioni di discipline di squadra. Ma quando il listino di un operatore è davvero ampio, la probabilità che una disciplina di nicchia resti aperta quando c’è un torneo è più alta che da chi tiene quattro sport.
Il verdetto, allora, riguarda il rapporto fra ampiezza e profondità: un catalogo largo tende a coprire molti eventi con pochi mercati ciascuno. Sul cricket questo significa che c’è da aspettarsi una voce presente e un albero di giocate corto. Chi cerca mercati esotici — un over di over per un battitore, i mercati sui lanciatori — non li troverà qui come non li troverebbe altrove in Italia.
Betfair, l’exchange che cambia chi fa il prezzo
Betfair opera sulla concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., con il proprio sito .it. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Questo è il nome che nella lista ha una qualifica strutturale diversa dagli altri, perché il betting exchange è un gioco separato nella legge italiana: il giocatore può fare la parte del puntatore o quella del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Sul cricket la differenza è enorme, perché la disciplina è seguita da un pubblico specialistico in mercati che un bookmaker tradizionale fatica a quotare bene; un exchange costruisce il prezzo dall’incontro fra chi punta e chi banca.
Sulla documentazione di Betfair è riportata l’esistenza di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
Il verdetto va detto per intero: il meccanismo è quello giusto per uno sport dove il consenso degli scommettitori conta più di quello del banco, ma la puntata minima in centesimi e i passi da 50 centesimi sono un vincolo che pesa su chi gioca importi piccoli. Per un giocatore abituato a puntare pochi euro, l’exchange è spesso la cosa più interessante e meno praticabile della lista.
StarCasinò, il casinò che tiene aperta una porta sullo sport
StarCasinò opera sulla concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, con il proprio sito .it. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
La struttura del prodotto è dichiarata apertamente: il cuore è l’intrattenimento da casinò, e lo sport è una sezione accanto. Non c’è niente di sbagliato in questo, e c’è una cosa utile da dire al lettore. La concessione è unica e copre ciò che copre, ma casino e scommesse restano permessi separati nel quadro del D.Lgs. 41/2024, e i limiti di un prodotto non sono i limiti dell’altro: il tetto che un giocatore fissa per il casinò non è il tetto delle sue scommesse sportive, e chi pensa di aver risolto il problema dei limiti impostandone uno solo sta guardando la metà della propria attività.
Il verdetto riguarda la coerenza dell’offerta con la domanda: chi cerca una piattaforma di intrattenimento misto trova qui la combinazione che l’operatore ha costruito. Chi cerca profondità sulle scommesse sportive, e men che meno sul cricket, sta usando il prodotto per la parte meno sviluppata.
BetFlag, il bonus proporzionale e l’identificazione con SPID
BetFlag opera sulla concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., con il proprio sito .it. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Il 100 % fino a 5.000 € è la tipologia di offerta più diffusa sul mercato italiano, e va letta per quello che è: un bonus di importo proporzionale al deposito. La cifra grande non è il valore dell’offerta, è il soffitto. Il valore, per il lettore, dipende da quanto mette e da quanti requisiti riesce a soddisfare dopo, e i requisiti stanno nei termini.
Il pezzo di prodotto più interessante è altrove, ed è l’identificazione. SPID e CIE, accanto alla registrazione classica, sono la strada che accorcia la procedura: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Chi si registra con un documento e non ha lo SPID a portata di mano dovrebbe saperlo prima di iniziare, perché la finestra dei 30 giorni non si annuncia da sola.
Eurobet, il palinsesto che arriva dove gli altri non guardano
Eurobet opera sulla concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, con il proprio sito .it. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.
Questo è il listino più curioso della lista, e non per il cricket. Baseball, scacchi, festival musicali ed elezioni dicono una cosa precisa su come l’operatore costruisce il catalogo: va cercando eventi che il grande pubblico segue senza essere un pubblico di scommettitori, e li quota. È una strategia che amplia l’offerta senza approfondirla, e che su una disciplina come il cricket avrebbe il suo posto naturale — un Test match è esattamente il tipo di evento lungo e poco frequentato che questo catalogo potrebbe ospitare.
La concessione è la 16012, e la società è la stessa che sull’elenco ADM compare con più siti: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce anche altri domini autorizzati. Il fatto è utile al lettore per una ragione pratica: la concessione è per sito, quindi una concessione unica può reggere più insegne, e questo non rende nessuna delle due meno verificabile.
William Hill, la freebet settimanale con il vincolo più alto della lista
William Hill opera sulla concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, tramite il portale William Hill. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi rispetta i requisiti di multipla e quota minima indicati.
Questa è la sola offerta della lista il cui valore dipende interamente da un vincolo tecnico, e conviene guardarla da vicino perché nella struttura sta il vero prezzo. La freebet, per come funziona il meccanismo italiano, ha lo stake che di norma non viene restituito in caso di vincita: il valore reale è quindi sempre inferiore al valore nominale di 5 €, e dipende dalla quota alla quale si gioca.
Poi c’è il requisito: multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Su un mercato dove le quote sono basse — un T20 fra una nazionale forte e una debole non paga quanto una partita di calcio equilibrata — costruire una multipla a quota complessiva 10.0 richiede o molti eventi o eventi molto quotati, cioè le due cose che sul cricket sono più difficili da trovare. E la multipla va giocata ogni settimana per la stagione: chi salta una settimana salta quel pezzo di freebet, e il tetto di 100 € presuppone venti settimane consecutive andate a buon fine.
Il verdetto è netto e riguarda la struttura, non il marchio: è un’offerta costruita per chi gioca abitualmente multiple sul calcio, dove la quota 10.0 si monta senza fatica. Per un seguace del cricket è una promessa che si scontra con i numeri del suo listino, e la conclusione è che il tetto di 100 € va letto insieme al requisito, non da solo.
Quanto costa davvero provare a sbloccare un bonus
Il conto che chiude il discorso parte da un’ipotesi illustrativa e resta un’ipotesi: un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90, un esempio aritmetico e non un prezzo che un operatore abbia quotato.
Su quelle due quote la quota di ritorno del mercato sta intorno al 95 %, quindi il margine del bookmaker sta intorno al 5 %. È una banda, non una cifra: si sposta con la disciplina, con il tipo di evento e con il momento in cui si gioca. Sul cricket, dove il listino è corto e il numero di giocate è basso, il margine tende a stare dalla parte alta della banda, perché un mercato con pochi partecipanti non premia la concorrenza sul prezzo.
La conseguenza è più interessante del numero. Se una promo richiede un volume di gioco e ogni giocata lascia al banco quel 5 %, il costo atteso dello sblocco è il volume richiesto moltiplicato per quel margine: su un volume ipotetico di 1.000 €, il costo atteso è intorno a 50 €. Non è una previsione su come andrà quella partita, è una stima statistica media su molte giocate, e come tutte le medie non promette niente al singolo. Chi azzecca la settimana fortunata ci guadagna, chi sbaglia paga, e su un numero grande di tentativi la media è quella.
Vale la pena notare dove il margine colpisce più forte: sulle multiple, dove si moltiplica per il numero di gambe. Una multipla a cinque eventi incassa il margine cinque volte, e questo è il motivo tecnico per cui i requisiti di puntata che chiedono multiple sono molto più onerosi di quelli che chiedono singole — anche quando le due strutture sembrano equivalenti nella pagina della promozione.
E qui il cricket fa il suo ingresso nella parte aritmetica. Un’offerta che chiede eventi con quota totale minima alta presuppone una profondità di listino che la disciplina in Italia non garantisce fuori dai grandi tornei. Se gli eventi disponibili sono pochi, il giocatore si trova davanti a un bivio: aspettare un periodo di calendario ricco, oppure comporre la multipla su altri sport. La terza opzione — giocare la multipla che serve su quote che non avrebbe scelto — è la più costosa delle tre, e non lo dice nessun regolamento.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo su quelli del palinsesto approvato: l’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e autorizzato da ADM, che aggiunge gli eventi uno per uno. Un evento fuori da quel programma non può essere accettato.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dai termini dell’operatore, che deve indicare concessione e società titolare, e si risale all’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza: 52 righe con codici da 16000 a 16051 al 25 ottobre 2026, ciascuna legata a un sito .it. La lista non ha una colonna per i giochi offerti.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota decimale. Puntando 10 € a quota 1,85 il ritorno di una giocata vincente è 18,50 €, dei quali 8,50 € sono profitto netto. Su una multipla le quote delle singole gambe si moltiplicano in un unico prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Su un mercato a due esiti lo si legge dalla somma delle probabilità implicite. Con due quote illustrative identiche a 1,90 la quota di ritorno del mercato sta intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %: una banda indicativa, non un valore fisso, che cambia con il mercato e con il tipo di evento.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica cade sul concessionario: il prelievo è alla fonte. È una ricostruzione giornalistica, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e prima di decidere conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e Admiralbet chiede già in iscrizione un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Altri sport di squadra – scommesseviaweb
Contenuto creato dal team «scommesseviaweb»
