Siti di scommesse con licenza ADM: la verifica, i limiti e il conto che ne esce
La concessione non si compra al banco. In Italia arriva solo vincendo una gara pubblica, e chi la vince la
vince per un sito, non per un marchio: il marchio si legge nella riga di licenza, il titolare è quasi sempre
un’altra società.
I dati sulle concessioni e sui titoli sono aggiornati al Ottobre 31, 2026 in base all’elenco dei concessionari pubblicato dall’ADM.
Come si riconosce un operatore con licenza, e quanto costa la vigilanza che c’è dietro
Il punto di partenza è una regola, non un’opinione. Art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che si
possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi,
simulati compresi, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi
di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra
giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Sette lettere, una concessione sola per una parte di esse.
Arti. 4, comma 1 e 6, comma 3: la concessione dura fino a nove anni e non si rinnova. Non è un dettaglio
fiscale per l’azienda e non lo è nemmeno per il giocatore: significa che alla scadenza il palinsesto, la
piattaforma e le condizioni che il giocatore ha imparato a conoscere vengono rimessi in gioco da capo. La gara
di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove
anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Una società che vuole offrire scommesse sportive in
Italia mette sul tavolo quella cifra prima di prendersi la prima puntata.
Quella cifra ha un rovescio che vale la pena guardare. Un operatore che paga sette milioni e nove anni di
vincoli ha un interesse chiaro: il volume. Il volume si costruisce con i margini dentro le quote, non con la
bontà del cuore. E l’ordinamento gli impone di spenderne una parte in senso opposto al proprio interesse.
L’art. 6, comma 5 subordina la concessione a un piano di investimenti e all’impegno a rispettare i limiti di
deposito che l’ADM fissa nella gara. Nel frattempo, gli arti. 4, comma 3 e 5, comma 3 congelano per tutta la
durata del titolo le condizioni della concessione e il regime fiscale. Tradotto dal burocratese: le regole con
cui l’operatore apre il conto non possono essere cambiate a metà partita. Per chi gioca è una garanzia più
concreta di qualsiasi slogan sul «gioco sicuro», perché non dipende dalla buona volontà di nessuno.
La verifica, in pratica, ha due passaggi. Il primo sta dall’altra parte: art. 15, comma 2 impone a ogni
concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in
campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione di governo. Il
secondo è quello che il giocatore può fare in trenta secondi: leggere nei termini del conto di gioco la riga
in cui l’operatore dichiara il proprio titolo.
Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048
rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito italiano. Una frase di questo tipo,
verificabile in fondo alla pagina delle condizioni, è tutto quello che serve per distinguere un’offerta
vigilata da un dominio qualsiasi che promette le stesse cose senza avere nessuno alle spalle.
Da quale parte conviene guardare lo dice l’art. 15, comma 1, lett. f): un canale di contatto aperto almeno
cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Chi ha provato a litigare con l’assistenza di un sito estero
sa esattamente quanto vale quella riga.
Normativa a maglie larghe, controlli a maglie strette: la concessione per sito e i suoi limiti
Sull’elenco ufficiale, un nome non significa «scommesse sportive». La lista dell’ADM non ha una colonna per i
giochi, e un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto sulle scommesse sportive, sul
poker e sui giochi di abilità, sui giochi di tipo casinò, sul betting exchange e sul bingo. Che una società
sia concessionaria, lo si sa. Che offra il calcio, lo si scopre solo aprendo il suo palinsesto.
Il titolo è concesso per sito e non per società, e questo produce la seconda trappola. Una sola impresa può
gestirne diversi: nella lettura dell’elenco fatta il 25 ottobre 2026, con 52 righe e codici da 16000 a 16051,
Eurobet Italia S.r.l. compare dietro tre siti distinti. Chi alza le spalle perché «tanto è la stessa
azienda» non ha capito come funziona: ogni sito ha il proprio titolo, e la concessione dell’uno non copre
l’altro.
Terza trappola, più silenziosa. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi
di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e su un evento fuori da quel programma non si
può raccogliere una puntata. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka
Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Un mercato assente dal palinsesto non è un
mercato che l’operatore ha deciso di nascondere: è un mercato che quel giorno non esiste.
E poi c’è la parte che non si sa. Eventi di esport, se siano dentro il palinsesto, non risulta. Live: tutte le
grandi lo offrono, ma le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi coperti non sono note qui.
Ippica nazionale: i giochi di ippica (vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté) hanno bisogno di una
concessione propria, e se un marchio online offra oggi i totalizzatori di ippica nazionale non risulta.
Totalizzatori sportivi: la legge li prevede, resta aperto se qualche operatore online li proponga. Preferisco
lasciare quei punti aperti piuttosto che riempirli a memoria.
Una cosa che invece emerge come caratteristica dell’ordinamento: non esiste un tetto legale di puntata sulle
scommesse sportive. Il controllo, qui, non passa da un limite calato dall’alto, ma dagli strumenti che il
giocatore si dà e dal limite di deposito che sceglie in registrazione. Chi si aspetta che l’ADM gli metta un
paletto automatico sulla singola puntata si aspetta una cosa che non c’è.
Cosa costa in pratica un conto regolare: limiti, RUA e il minimo di legge
Il primo prezzo di un conto regolare si paga in tempo, e il tempo ha un modo tutto italiano di presentarsi.
Art. 3, comma 1, lett. a) mette la tutela dei minori tra i principi del riordino, le condizioni di
concessione escludono i minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Ma la parte davvero
scomoda è l’identificazione: un conto di gioco richiede l’identificazione piena. BetFlag rimanda alle
procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica.
Chi sceglie la via tradizionale scopre il conto prima del termine: senza SPID l’account va convalidato entro
30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Nei termini di Admiralbet il meccanismo è
descritto per esteso: registrazione classica con fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png,
oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Il
codice temporaneo è un secondo passaggio, ed è il passaggio che il giocatore frettoloso salta leggendo la
pagina di registrazione in diagonale.
Segue l’immagine.
Poi c’è la parte che il marketing chiama «gioco sicuro» e che nei fatti è una serie di paletti che l’operatore
deve fornire. Art. 15, comma 1: auto limita i tempi, la spesa e la perdita; limiti sugli importi depositati
in un periodo definito, calcolati dal concessionario secondo l’età e il comportamento di gioco del
giocatore, su protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di
autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto. Un pacchetto che l’operatore è
obbligato a mettere a disposizione e che, come tutte le cose obbligatorie, viene mostrato con più entusiasmo
nei comunicati che nei menu.
Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile di deposito. Nei termini di Admiralbet il
limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco si imposta su base giornaliera, settimanale e mensile: un
limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La fissazione è la scelta più utile della
giornata. Il tetto di deposito che l’ADM fissa nella gara non è noto.
Stessa asimmetria sul versante del gioco responsabile in senso stretto. bet365 mette a disposizione periodi
di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia
indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. L’ADM ricorda che il numero verde 800 558822
offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco. Il numero è gratuito; il disagio che lo
richiede, evidentemente, non lo è.
Prevenzione: l’autoesclusione e il prezzo di un blocco scritto bene
Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e fa una cosa semplice: blocca ogni piattaforma online
autorizzata in Italia e le sale fisiche. Non blocca i siti che non hanno la concessione, e questa è la ragione
per cui la tutela non è esportabile. Chi si autoesclude da un concessionario non è protetto su un dominio
estero, perché quel dominio al RUA non è collegato.

Art. 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un
periodo che il giocatore stesso stabilisce. Le forme sono tre: trasversale, con blocco di tutti i
concessionari e divieto di aprire nuovi conti; su un singolo concessionario; oppure su una singola categoria
di gioco, come le scommesse a quota fissa. Quest’ultima è la più utile e la meno usata: un giocatore che
vuole togliersi le slot ma tenersi la Serie A può farlo, e probabilmente non lo sa.
Sui tempi, la pagina ADM è esplicita: fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure a tempo indeterminato,
con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non si revoca prima della
scadenza. Nei termini di Admiralbet la durata compare come 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato,
con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va
da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La forbice dei termini del singolo
operatore è la fotografia di una regola in movimento.
Durante il blocco non si depositano soldi, non si gioca e non si aprono conti presso alcun operatore con
concessione ADM, ma il saldo prelevabile si ritira. È il dettaglio che sorprende chi immagina una gabbia
totale: la porta si chiude sull’entrata, non sull’uscita.
Il momento del blocco è anche quello in cui la differenza tra i due mondi diventa fisica. La richiesta si fa
dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Da un sito senza
concessione non si chiede niente a nessuno, semplicemente perché non esiste un registro in cui scrivere il
nome.
La classifica: dieci piattaforme con concessione, confrontate su quello che il titolo dichiara
Messa in fila dieci volte, la parola «sicuro» perde significato. Un brand che compare in un confronto non è
automaticamente affidabile: la concessione si verifica, non si deduce dalla posizione in una lista. Quello che
si può fare è mettere in colonna ciò che è verificabile — il numero di concessione, la società concessionaria
e il modo in cui il titolo viene dichiarato — e leggere le differenze.
| Marchio | Numero di concessione ADM e concessionaria | Quello che i termini dell’operatore dichiarano | Cosa aggiunge il titolo |
|---|---|---|---|
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Conto aperto con registrazione classica oppure con SPID e CIE | Un accesso con identità digitale accanto al modulo tradizionale |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Accesso all’app anche con Touch ID; oltre 1.000 eventi al giorno | Il riconoscimento biometrico sul dispositivo |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Registrazione al conto di gioco per giocare singole, multiple e sistemi | Registrazione e palinsesto pre-match nello stesso titolo |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus Sport accreditato subito a chi si registra con SPID, bonus di verifica con registrazione manuale | Accreditamento condizionato al metodo di identificazione |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Strumenti di gioco responsabile e Telefono Verde Nazionale per i residenti in Italia | Concessione per un palinsesto con eventi autorizzati uno per uno |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Copertura dei principali campionati nazionali ed europei | Titolo intestato alla società che gestisce la piattaforma |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e sezione Supercombo | Concessione che copre anche il betting exchange |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Quote e risultati in tempo reale, streaming per il live | Il nome del marchio è diverso dalla società concessionaria |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Concessionaria per il gioco a distanza, servizio tramite il proprio sito italiano | La dichiarazione di titolo più esplicita tra quelle lette |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi | Concessionaria esterea, sito italiano |
La riga che vale la pena rileggere è la terza colonna. Chi apre un conto su Lottomatica sta firmando con
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., chi lo apre su Betsson lo fa con Azzurri Limited. Non è una
irregolarità: è come il riordino ha costruito il mercato. Serve però a togliere di mezzo l’idea che «marchio
noto» e «titolare del titolo» siano la stessa cosa.
C’è una colonna che non c’è, e la sua assenza è un’informazione. Nessuna riga dichiara un margine o un payout
misurato, perché quelle cifre non stanno in un elenco di concessioni: dipendono dall’evento, dal mercato e dal
giorno. Chi le vuole leggere, le confronti sul pallone che gli interessa, non su una tabella.
Sul fronte opposto, quattro nomi che il pubblico italiano cerca spesso non compaiono affatto tra le 52 righe
lette il 25 ottobre 2026. Non è una condanna e non è una classifica morale: è un dato di fatto registrabile.
Fondamenti: la concessione come meccanismo, non come bollino
Sul mercato italiano la parola «licenza» fa più lavoro di quanto non faccia nella realtà. Non esiste un
titolo generale che abiliti un’impresa a offrire tutto: esiste una concessione, assegnata per gara pubblica,
misurata su uno o più giochi, intestata a un sito, valida fino a nove anni e non rinnovabile. Quattro
caratteristiche, e ognuna taglia via una scorciatoia.

Il primo anello è la concessione intestata al sito. Il secondo è la coerenza con il dominio: un operatore con
concessione italiana serve i giocatori italiani da un sito italiano. Non è folklore. È il motivo per cui la
concessione numero 16048 di AdmiralBet è associata al sito italiano del marchio, e per cui un dominio
internazionale dello stesso gruppo non è coperto da quel numero.
Il terzo anello è la verifica. Art. 15, comma 2 non c’entra: c’entra l’art. 22, D.Lgs. 41/2024, che
istituisce due elenchi redatti dall’ADM con la Guardia di Finanza e Sogei — quello dei siti di offerta legale
riferiti ai concessionari e quello dei siti inibiti — pubblicati sui siti istituzionali dell’Agenzia e della
Guardia di Finanza. Non è una pagina promozionale: è un atto pubblico, e consultarlo richiede meno tempo che
compilare il modulo di registrazione.
Il quarto anello è il prezzo che si paga quando un anello manca. Un marchio senza concessione, quando accetta
scommesse da un giocatore in Italia, non è fuori norma per un cavillo tecnico.
Se un operatore non ha la concessione, l’art. 22 prevede che i fornitori di servizi internet e i prestatori di
servizi di pagamento che violino un ordine dell’ADM siano sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione.
L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni provider
arrivano in ritardo: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026
aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola che descrive
il risultato è «oscurati», non «scomparsi».
Sul versante del giocatore la norma è ancora più diretta. Art. 4, Legge 13 dicembre 1989, n. 401: la legge
prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie
accettate all’Estero; anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è
sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è indicato e non risulta alcun
caso concreto contro un giocatore, ma la regola è quella e non è un avviso di cortesia.
I siti esteri che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze
straniere e quelle licenze in Italia non hanno alcuno standing. La zona franca va descritta per quello che è:
non protetta, senza RUA, senza vigilanza ADM, senza strumenti di limite obbligatori e senza un foro italiano
dove discutere una controversia.
Il margine del bookmaker e il costo reale di un deposito
Il margine del bookmaker è il mestiere, non un segreto. Il termine tecnico è margine del bookmaker o payout:
la quota di tutte le puntate che un mercato restituisce, calcolata come 1 diviso la somma degli inversi delle
quote di tutti gli esiti; il margine è il 100 % meno quella quota.
Vale la pena metterci i numeri, perché le parole da sole non rendono. Prendiamo un mercato a due esiti a
quota 1,90 e 1,90. Questa non è una quota quotata da qualcuno: è un esempio, scelto perché è tondo. Con due
esiti a 1,90 la quota di restituzione è 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90, cioè 95 %. Il margine è il 5 %.
Adesso mettiamo accanto il limite che il giocatore si dà. Un conto con un limite settimanale di deposito di
100 € e un solo deposito settimanale giocato una volta sola: se quelle 100 € finiscono su un mercato come
quello descritto, la cifra che torna indietro in media è 95 € e il costo medio dell’operazione è 5 €. Il
numero non deve spaventare e non deve consolare. È il prezzo di una struttura di mercato, e resta basso
perché il giro è piccolo: la stessa meccanica su una settimana da mille euro pesa dieci volte tanto.
Il resto lo fa il tempo. Un limite di deposito di 100 € è una fotografia, non una promessa: si applica al
deposito che il giocatore carica quel mese nel conto, mentre quello che accade dentro il conto dipende dalle
singole puntate. Se le stesse 100 € vengono rigiocate quattro volte, il denaro che attraversa il mercato non
è più cento ma quattrocento, e il costo medio atteso risale con la stessa proporzione, fino a circa 20 €. Il
limite resta quello che è: un tetto sull’ingresso, non sul giro d’affari.
Ci sono poi i costi che non hanno una percentuale e pesano lo stesso. Il denaro depositato resta vincolato
alla piattaforma e al suo flusso di prelievi. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa
— 20,5 % se raccolta in rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e
vincite; per i virtuali (eventi simulati) è il 24,5 % della raccolta al netto delle vincite restituite. Quei
numeri non sono una trattenuta sul giocatore, ma sono il motivo per cui il margine incorporato nelle quote è
quello che è. Una proposta nella «Decreto Sport» per portarlo al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
L’ultima voce è quella che non entra nel conto di nessuno finché va tutto bene. Se il blocco DNS non scatta
per una questione di provider lento e il gioco prosegue, il costo non è una percentuale ma il rischio penale
descritto nella legge del 1989, più un foro straniero per qualsiasi contestazione. Un margine del 5 % su un
conto con concessione è caro solo in apparenza, accanto a quel conto lì.
I dieci concessionari, uno per uno: dal titolo alle condizioni che il giocatore firma
BetFlag: l’identificazione come scelta obbligata
BetFlag ha la concessione n. 16008 e la titolarità è di Betflag S.p.a. Il dato che cambia l’esperienza di
chi apre il conto non è il numero: è che il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE
accanto alla registrazione classica.
Significa che il percorso veloce passa da un’identità digitale che la maggior parte dei lettori ha già, e
che il gioco resta vietato ai minori di 18 anni. Il costo è il tempo che intercorre tra la prima visita e la
prima puntata: chi ha SPID lo azzera, chi non lo ha sceglie la via del documento e ricade nei trenta giorni
di convalida. Vale la pena deciderlo prima di aprire il conto, non dopo aver scoperto che il prelievo è
bloccato nel frattempo.
BetFlag vince sulla velocità per chi arriva con SPID e paga l’attesa per chi arriva senza.
Sisal: eventi a volontà e un accesso che non passa dal modulo
Sisal espone la concessione n. 16020 con Sisal Italia S.p.a. La sua app per le scommesse sportive consente di
accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
La scala è la parte interessante: l’operatore dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le
scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley,
tennis e basket. Quindicimila eventi live al giorno non sono un vanto da poster: sono un’infrastruttura, e
l’infrastruttura si paga con il margine dentro le quote.
Sul prodotto, tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati
Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette
di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il cash out merita una riga in più, perché è il tipo di
funzione che sembra un servizio e in pratica è un prezzo: chi chiude prima accetta la valutazione
dell’operatore su una partita ancora aperta, e quella valutazione non è mai generosa.
Il costante qui è la profondità dell’offerta, non la rapidità del prelievo.
SNAI: la schedina costruita a mano, dal singolo al sistema
SNAI opera con la concessione n. 16032 e Snaitech Spa come concessionaria. L’app SNAI Sport offre scommesse
singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui
cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il sistema è il punto che separa SNAI da un’offerta da catalogo. Chi gioca singole compra un prezzo; chi
gioca un sistema compra una struttura, e la struttura va capita prima di pagarla, perché il costo di un
sistema cresce con il numero di combinazioni e non con la fiducia di chi lo compila. I mercati minori — tiri,
cartellini, rigori — sono lo stesso discorso in piccolo: più stretta la domanda, più largo il margine che
l’operatore si tiene.
SNAI è il posto in cui un giocatore appassionato di costruzione della giocata trova più materiale di quanti
abbiano il tempo di leggere il regolamento.
William Hill: il bonus che dipende da come ti registri
William Hill ha la concessione n. 16044 e il titolo fa capo a William Hill Malta Plc. Sul Benvenuto Sport
l’operatore accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione
manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Questa è la meccanica più onesta e più scomoda del gruppo. La differenza tra 10 € immediati e 5 € condizionati
non è una promozione: è un prezzo applicato al metodo con cui il giocatore dimostra chi è. Chi sceglie il
modulo classico paga la differenza in attesa e in documenti, e ha 96 ore di tempo per non perderla.
Sul valore del bonus, la pagina di aiuto aggiunge il dettaglio che conta: per le scommesse sportive
l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili ma
vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. La differenza tra «bonus» e
«soldi» è esattamente quella frase.
Il bonus è modesto e la condizione è quella che è; il punto forte di William Hill resta la trasparenza con
cui l’accredito lega la somma al metodo di identificazione.
bet365: un catalogo costruito sulle autorizzazioni, evento per evento
bet365 detiene la concessione n. 16030, con Hillside (New Media Malta) Plc come concessionaria. Si presenta
come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League,
Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
Nel quadro italiano quella presentazione ha un significato in più. Il palinsesto è approvato dall’ADM e gli
eventi si aggiungono uno per uno: a settembre 2026 l’autorizzazione della Setka Cup ha avuto bet365 come
primo partner secondo la stampa di settore. Il catalogo internazionale è una cosa, quello autorizzato per il
mercato italiano un’altra, e il secondo si costruisce con le pratiche.
Sul gioco responsabile l’app elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e
autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Un’etichetta da partner globale non riduce il margine dentro le quote, ma qui la larghezza del programma è
il vero argomento di scelta.
Planetwin365: la copertura dei campionati come misura dell’offerta
Planetwin365 ha la concessione n. 16007 con Pwo S.p.a. Il perimetro dichiarato è ampio: i principali
campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League,
Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di
20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La Serie C nella stessa lista della Premier League dice qualcosa che le classifiche per numero di mercati non
dicono: copertura per chi guarda il calcio italiano dal basso, non solo per chi punta sui grandi palcoscenici.
Il costo di quella copertura sta dove sta sempre: nei mercati meno liquidi il margine si allarga, e la
differenza tra il prezzo di un derby di provincia e quello di una finale europea la paga chi gioca la
provincia.
Il titolo è intestato alla società che gestisce la piattaforma, quindi la verifica è diretta: si legge il
numero e si sa con chi si sta firmando.
Betfair: la concessione che copre anche il punta e banca
Betfair opera con la concessione n. 16028 e Betfair Italia S.r.l. come concessionaria. L’app Betfair Sport
propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e
mercati unici a quote maggiorate.
L’elemento strutturale è il betting exchange, che l’art. 6, comma 1, lett. e) ammette come gioco a sé: il
giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. In un
exchange chi gioca contro una quota non è il banco, è l’altro giocatore, e la commissione dell’operatore è il
prezzo dell’incontro. La documentazione del marchio è indicata con regole aggiuntive per i conti
sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima sul banco di 200 centesimi con incrementi da 50, e un
articolo di stampa del 2024 riferisce che nulla è dovuto dal giocatore sulle vincite, con il prelievo a
carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni resta un punto
aperto.
Le «quote maggiorate» della sezione Supercombo vanno lette con la stessa attenzione di ogni quota
maggiorata: il maggiorato è un confronto con il prezzo standard del marchio, non con quello del mercato.
Lottomatica: streaming e quote in tempo reale sotto un altro nome
Lottomatica ha la concessione n. 16010 e la concessionaria è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota
come GBO Italy. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League,
F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la
partita in diretta.
Qui il numero di concessione fa più lavoro che altrove, perché il marchio che il giocatore vede e la società
con cui stipula sono due nomi diversi. Non c’è nulla da contestare, ma vale la pena saperlo: è esattamente il
tipo di dettaglio che rende inutile ogni ragionamento per assonanza tra insegna e licenza.
Sullo streaming, la funzione è quella che rende utilizzabile il live: senza immagine, una quota che si muove è
solo un numero che cambia. Il costo è distribuito: il live è il terreno su cui il margine si allarga con più
disinvoltura, perché il confronto con il pre-match è meno immediato.
Il titolo e il palinsesto sono solidi; il nome dell’intestatario è la cosa da leggere due volte.
AdmiralBet: l’operatore che scrive il proprio titolo per esteso
AdmiralBet ha la concessione n. 16048 con Admiral Bet S.r.l. È l’unico dei dieci, tra i termini letti, a
dichiarare il titolo in una frase che non lascia margine: concessionaria per il gioco a distanza in virtù
della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM, servizio fornito tramite il proprio sito italiano.
La dichiarazione piace per un motivo pratico. Un giocatore che vuole verificare senza fidarsi di una
classifica ha qui il numero, la società e il sito nella stessa riga, e può confrontarli con l’elenco
dell’Agenzia in un minuto.
Il resto del profilo è coerente con quell’impostazione. Il conto si apre con registrazione classica caricando
fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche
un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Alla registrazione si impostano limite massimo di
ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con il limite ridotto
efficace subito e quello aumentato dopo 7 giorni. Sull’autoesclusione i termini indicano 30, 60 o 90 giorni
oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e
dal 1° febbraio 2026 una durata da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Durante il
periodo registrato nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con
concessione ADM, ma il saldo prelevabile si ritira.
La chiarezza del titolo è la ragione per cui questo è il posto da cui iniziare a confrontare, non da cui
finire.
Betsson: migliaia di eventi, una concessionaria con nome diverso dal marchio
Betsson ha la concessione n. 16027 e Azzurri Limited come concessionaria. L’app Sportsbook & Casinò offre
scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e
combo.
Il contenuto della tabella è quello che ci si aspetta da un marchio che nasce casinò e aggiunge il book:
l’elenco dei mercati è ordinato e riconoscibile, senza tentare di essere enciclopedico. Per chi punta su un
campionato e non cerca il mercato raro, quel perimetro basta.
Il dettaglio da tenere presente è societario: il marchio è uno, la concessionaria è Azzurri Limited. Stessa
regola degli altri, nessuna eccezione.
Su un profilo così, il titolo è la parte più interessante del profilo.
Domande frequenti su concessioni, limiti e tasse
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e lo si confronta
con la dichiarazione nei termini del conto di gioco, dove l’operatore riporta numero di concessione e
società. La concessione è intestata al singolo sito, non al gruppo: serve la riga relativa a quel dominio.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
Il titolo è concesso per sito, e un operatore deve servire i giocatori italiani da una piattaforma
riconoscibile nell’elenco ufficiale. Un dominio internazionale dello stesso gruppo non è coperto da quel
numero: la coerenza tra concessione e dominio è la parte più facile da controllare.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e le sale fisiche.
L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni o essere indeterminata, con revoca dopo almeno nove mesi se
indeterminata, e impedisce depositi, giocate e nuovi conti lasciando prelevabile il saldo.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile di deposito, e nei termini degli operatori si
impostano anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite
ridotto ha effetto immediato; per aumentarlo si aspettano sette giorni.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessun collegamento al RUA, nessuna vigilanza dell’ADM e nessun canale di tutela: chi si autoesclude non è
protetto. Si aggiungono il blocco DNS, i mirror che ricompaiono dopo poche ore e, come l’ADM stessa ricorda,
ammenda e arresto fino a tre mesi per chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM sono tassate alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non
dichiara nulla, secondo quanto riporta la stampa di settore. Sulle vincite dei siti non autorizzati l’Agenzia
delle Entrate le ha trattate come redditi diversi; per il caso personale vale la pena consultare un
commercialista.
Licenza ADM e sicurezza – scommesseviaweb
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