Scommesse sui cartellini: quanti punti vale un giallo e quanto costa davvero una quota

Updated Ottobre 2026
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Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno

Il regolamento di William Hill è il più esplicito che esista su questo mercato: un giallo semplice vale 1 punto, un rosso diretto 2, e un doppio giallo con rosso ne vale 3. Solo nel mercato dei soli gialli la scala cambia — il doppio giallo diventa 2 punti e il rosso esce dal conto.

Nelle scommesse sui cartellini di William Hill un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore.

Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026; le concessioni sono state riscontrate sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM (ex AAMS).

Formato: come si costruisce una scommessa sui cartellini

Il cartellino non è un mercato come gli altri. Su 1X2 il risultato è scritto nel tabellone e chiunque lo legge allo stesso modo; sui cartellini il risultato non lo decide la partita, lo decide il regolamento dell’operatore. Ed è lì che il lettore scopre di aver scommesso su una cosa diversa da quella che aveva in testa.

William Hill conta i cartellini a punti. Un giallo vale 1 punto, un rosso diretto 2 punti, e il tetto per singolo giocatore è di 3 punti. Il tetto non è un dettaglio da foglio illustrativo: è la ragione per cui un giocatore espulso dopo un giallo — e quindi con 3 punti già maturati sulla scala dei rossi — non porta al totale quello che il referto di gara gli attribuisce. Con il doppio giallo seguito dal rosso si arriva esattamente a 3 punti, esattamente al limite. Da lì in poi, per quel giocatore, la partita non produce più nulla.

Poi c’è il mercato dei soli gialli, che è un’altra cosa ancora. Lì il doppio giallo vale 2 punti, e il cartellino rosso non entra nel conteggio finale. Chi legge «cartellini» e pensa a una scala sola sbaglia due volte: due mercati, due aritmetiche, e in mezzo un colore che in un mercato pesa e nell’altro è carta straccia.

La copertura è la parte che il giocatore salta sempre. Nei mercati su gialli e rossi di William Hill contano soltanto i giocatori in campo. Restano fuori le espulsioni dalla panchina, quelle di allenatori e staff e quelle comminate dopo il triplice fischio. Una rissa nel recupero con tre panchinari espulsi non muove di una virgola un mercato da tre ore di partita. Il regolamento è chiaro, e la sorpresa del lunedì mattina è quasi sempre la stessa: il proprio mercato è finito mentre la partita era ancora in corso.

Sul resto del campo di gioco il computo segue il risultato ufficiale della manifestazione, con i dati del sito ufficiale come fonte primaria; solo se indisponibili si passa a OPTA e, in casi particolari, alla registrazione video del match. In pratica la gerarchia delle fonti conta quanto la scala dei punti: quando due testate danno numeri diversi di ammoniti, la differenza decide un mercato, e il regolamento spiega già come verrà sciolta.

Chi vuole un cartellino dentro una costruzione più larga ha il Player Builder di William Hill, che combina sulla stessa partita un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio. Qui il cartellino diventa una gamba del pronostico, non il pronostico: e la quota che ne esce dipende da quella della gamba più difficile, non dalla somma delle tre.

Quanti punti, a chi, e con quale tetto

I numeri che reggono l’intero mercato sono pochi e stanno in una riga di regolamento. Vale la pena vederli affiancati, perché la scala dei gialli e quella dei rossi non coincidono e le due colonne lo mostrano.

Evento in campo Mercato gialli e rossi Mercato soli gialli
Cartellino giallo 1 punto 1 punto
Doppio giallo 3 punti (con rosso) 2 punti (rosso escluso)
Cartellino rosso diretto 2 punti Non conteggiato
Tetto per giocatore 3 punti 3 punti

Il tetto dei 3 punti è l’unico numero identico nei due mercati, e non è una coincidenza rassicurante: è il punto in cui un giocatore diventa irrilevante per il totale. Chi costruisce un pronostico su un giocatore già ammonito sta scommettendo sui primi minuti, non sui novanta.

Copertura e refertazione: chi entra nel conteggio

Dietro la scala dei punti c’è una scelta editoriale dell’operatore su cosa sia «cartellino» e cosa non lo sia. Le espulsioni dalla panchina, quelle dello staff e quelle successive al fischio finale sono escluse dal mercato. La logica regge: il mercato riguarda la partita giocata, non il suo contorno. Il costo di quella logica lo paga chi guarda il tabellino aggregato invece del referto.

Sulla refertazione il criterio è la fonte ufficiale della manifestazione, con OPTA come alternativa e il video come extrema ratio. Per il giocatore questo significa una cosa sola: se il risultato non torna, la prima cosa da controllare non è la quota ma la fonte con cui l’operatore ha refertato, che il regolamento nomina.

Panoramica: come si legge la quota di una scommessa sui cartellini

Una quota non è un prezzo, è un prezzo caricato. La differenza tra le due cose è tutto quello che separa una schedina ragionata da una schedina comprata a scatola chiusa, e nei mercati sui cartellini — dove il volume è sottile e l’operatore sa di avere meno margine per sbagliare — la differenza si sente più che su 1X2.

Il meccanismo ha una formula sola, e vale per qualunque mercato a esito multiplo. Si prende l’inverso di ogni quota, si sommano, si inverte la somma: quello è il payout, la parte di ogni unità puntata che il mercato restituisce complessivamente. Il margine è il resto, cioè 100 % meno il payout. Su un mercato illustrativo a due esiti quotati entrambi 1,90, l’inverso di ciascuna quota è 1 ÷ 1,90, la somma dei due inversi sta sopra 1, e il payout che ne esce si colloca intorno al 95 %. Il margine, di conseguenza, si aggira sul 5 %. Sono i contorni di una banda, non un numero secco: l’esito esatto dipende da quante cifre decimali porta la quota e da quanto l’operatore decide di caricare il mercato, e su un mercato a due vie quel caricamento è tipicamente più generoso che su un mercato a venti vie.

Vale la pena fermarsi sul fatto che 1,90 è un esempio e non una quotazione letta su un tabellone. Serve a mostrare dove finisce il denaro: su ogni 100 € puntati su quel mercato, poco più di 95 € tornano indietro a chi ha vinto, e il resto resta all’operatore come corrispettivo del servizio. Chi punta 10 € su una singola a 1,90 e indovina riceve 19 €, cioè 9 € di profitto netto; su una multipla le quote si moltiplicano in un prezzo unico, e il margine di ogni gamba si moltiplica con loro. È il motivo per cui un biglietto da cinque selezioni con un 5 % per gamba non trattiene il 5 %: trattiene qualcosa che sta sopra il 20 % del payout complessivo.

Ogni quota, per legge, è quella fissata al momento della giocata, e la vincita è la puntata per quella quota. Non è una formalità. Vuol dire che un mercato sui cartellini aperto dieci giorni prima, quando l’arbitro designato non si conosce, porta una quota fissata senza quell’informazione; e che l’operatore, quando la quota si muove, la muove per i biglietti nuovi. Il proprio prezzo resta quello con cui si è firmato.

Qui entra la differenza tra il mercato dei cartellini e i mercati principali, e vale la pena dirla senza girarci intorno: su un mercato sottile l’operatore ha meno concorrenza sul prezzo e meno dati storici su cui tararlo, quindi il caricamento tende a essere più alto che su 1X2. Il payout non è un parametro unico dell’operatore, è un parametro per mercato. Scommettere sui cartellini e scommettere sul risultato finale sono due prodotti con due margini diversi, e la pagina che promette «le quote migliori» sta parlando di un mercato solo.

Classifica: dieci concessionari a confronto

La classifica di questa pagina non ordina per generosità dell’offerta, perché nessun dato qui lo permette e perché chi lo facesse inventerebbe. Ordina per un’altra cosa: cosa si sa, per iscritto, del rapporto tra il brand e il mercato dei cartellini e i mercati che gli stanno intorno. Ci sono brand con il regolamento dei punti pubblicato, brand con i cartellini solo nominati tra i mercati di calcio, e brand che su questo tema non dicono nulla di pubblico — e in quel caso la pagina tace, perché tacere è più onesto che riempire.

La concessione è il primo filtro, ed è anche il più frainteso. ADM la rilascia per sito, non per azienda: il numero di concessione e la ragione sociale che la detiene stanno nelle condizioni contrattuali, e la ragione sociale porta quasi mai il nome del brand. Un lettore che vuole controllare non cerca il nome del marchio, cerca il numero.

Brand Concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni sul mercato dei cartellini
Eurobet n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Singole, multiple e sistemi; le schedine in corso e concluse stanno nella pagina My Bets
William Hill n. 16044 — William Hill Malta Plc Scala a punti pubblicata: giallo 1 punto, rosso diretto 2, doppio giallo con rosso 3, tetto 3 punti per giocatore
Lottomatica n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Calcio con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
Sisal n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. Tiri in porta, rigori ed espulsioni tra i mercati; Cash Out per chiudere prima della fine
AdmiralBet n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. Nessun mercato cartellini menzionato nelle condizioni consultate
Betsson n. 16027 — Azzurri Limited Pre-match e live su migliaia di eventi, con combo
Planetwin365 n. 16007 — Pwo S.p.a. Streaming live con palinsesto quotidiano su tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo
Betfair n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. Mercati combo e Supercombo a quote maggiorate
StarCasinò n. 16026 — Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò
NetWin n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. Requisiti di sblocco del bonus su multiple con quota minima per evento

Una cosa la tabella la dice senza volerlo: solo un brand, tra i dieci confrontati, pubblica il regolamento dei punti. E la tabella va letta insieme alla nota sulla concessione, perché la concessione non dice nulla sui giochi. Il numero sul sito è la prova che quel dominio è autorizzato; non è la prova che lì si possa scommettere sul calcio, e nemmeno che i cartellini esistano nel palinsesto. Quella la dà solo il programma dell’operatore, che cambia con le partite.

Meccanismo e schedina: come si verifica un operatore

Verificare è un’operazione da trenta secondi, e quasi nessuno la fa. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, si cerca il dominio nella colonna dei siti, si legge il numero. Il nome del marchio può non comparire: accanto a Eurobet.it nella lista c’è Eurobet Italia S.r.l., e la stessa società può comparire su più righe per siti diversi, com’è il caso di Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. La concessione è per sito, e un’azienda può tenerne più di una.

L’elenco, letto il 25 ottobre 2026, porta 52 righe con codici da 16000 a 16051. Non è un elenco esaustivo del mercato in un altro senso: non c’è una colonna dei giochi, e un concessionario può tenere in qualunque combinazione scommesse sportive, poker, giochi di abilità, giochi di sorte a quota fissa, exchange e bingo. Stare nell’elenco non dimostra che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostra il sito stesso.

Da qui una conseguenza pratica per chi cerca i cartellini: il numero di concessione è una condizione necessaria, non sufficiente. Serve a escludere chi non ha titolo, non a scegliere tra chi ce l’ha.

Normativa: cosa può essere offerto e cosa resta fuori

Il quadro è cambiato con il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze italiane si chiamano concessioni e si assegnano per gara pubblica, non si aprono a richiesta. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro ciascuna e nove anni di durata senza rinnovo; il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Tra i mercati di calcio di Goldbet, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini.

L’articolo 6, comma 1 elenca tassativamente cosa si può offrire a distanza: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; bingo. I cartellini non sono una voce di legge: sono una tipologia di mercato dentro la prima voce, le scommesse a quota fissa su eventi sportivi.

Qui c’è il concetto che il lettore non incontra quasi mai e che invece governa tutto: il palinsesto. L’articolo 2, lettera s) lo definisce come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma. ADM aggiunge gli eventi uno per uno — nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup — e il tipo di giocata segue lo stesso binario.

Il palinsesto è la ragione per cui i cartellini compaiono su alcuni campionati e non su altri, e per cui lo stesso mercato sparisce e ritorna da una giornata all’altra. Non è una scelta dell’operatore, o non soltanto.

Concessione, concessionario e requisiti di accesso

Le concessioni si assegnano a chi ha i requisiti dell’articolo 6, comma 5: una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara. Durata massima nove anni, senza rinnovo, con condizioni economiche e regime fiscale fissati per tutta la durata della concessione. La figura del concessionario è quella che risponde, e la pagina che scrive «operatore con concessione ADM» sta parlando di lui, non del marchio appeso alla porta.

Gioco responsabile: gli strumenti che la legge impone

L’articolo 15, comma 1 del decreto mette una lista di strumenti a carico del concessionario: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore, limiti sugli importi depositati in un periodo definito fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Il limite di deposito è la parte che tocca il portafoglio di chiunque, e va letta con attenzione perché non è un numero unico. In registrazione il giocatore sceglie un limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite abbassato ha effetto immediato; uno alzato aspetta sette giorni. Il ritardo è la protezione, non una scortesia: serve a fermare la ricarica decisa in una serata storta.

La protezione più forte è collettiva. L’autoesclusione da un concessionario italiano ha effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Le durate, nelle condizioni di AdmiralBet, sono di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. È lo stesso meccanismo del Registro Unico degli Autoesclusi, che taglia fuori anche le sale fisiche.

Il punto che nessuna promozione scrive è che un sito senza concessione non è collegato al registro. Chi si autoesclude lì e apre una finestra di navigazione anonima non è protetto da nulla: lo strumento esiste, ma non su quel dominio.

Sul versante dell’informazione, l’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che il giocatore non vede mai, ed è l’unica parte del sistema che lavora prima che il problema esista.

Fondamenti: riconoscere un operatore senza concessione

La differenza tra un concessionario e un sito offshore non è una questione di qualità del servizio. È una differenza su cosa succede quando qualcosa va storto, e si vede in tre momenti precisi.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per i punti cartellino di William Hill un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti.

Il primo è il blocco. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 affianca ADM alla Guardia di Finanza e a Sogei per tenere due elenchi pubblici: i siti legali, legati ai concessionari, e quelli di cui è inibito l’accesso. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM pagano da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore resta indietro. A settembre 2025 un’ordinanza ha portato il totale a 11.481 domini oscurati, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono qualche decina o qualche centinaio di domini per volta. Le copie ricompaiono in poche ore con nomi nuovi.

Il secondo momento è la sanzione, e qui la norma non parla al gestore ma al giocatore. ADM, in una comunicazione del 28 febbraio 2024, richiama l’articolo 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401: la legge prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e la stessa comunicazione aggiunge che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È ADM a scriverlo, non una campagna di parte. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti.

Il terzo momento è la riscossione. Una vincita pagata da un concessionario ADM arriva netta, perché l’imposta è a carico del concessionario, e il giocatore non la dichiara. Su un sito estero il discorso cambia natura: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, da assoggettare secondo l’articolo 69 TUIR sull’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la lettura è quella dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale, e per il proprio caso la strada è un commercialista.

L’imposta sulle scommesse sta comunque in capo all’operatore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa si applica sulla differenza tra le puntate e le vincite: 20,5 % se la raccolta è su rete fisica e 24,5 % se è a distanza, con le stesse aliquote sulle scommesse ippiche a quota fissa e il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite per le scommesse su eventi simulati. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere. Una proposta del «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Dove finiscono i soldi: le ricariche e i prelievi

L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 ha creato la figura dei punti vendita ricariche: tabaccai e ricevitorie iscritti in un registro ADM, che ricaricano il conto di gioco solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

La conseguenza pratica è netta e vale la pena dirla: la ricarica entra, il prelievo non passa da lì. Chi pensa di incassare al tabaccaio ha capito male il circuito. I binari che si vedono sui siti con concessione sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria; l’elenco esatto di ognuno sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione resta aperta, e non esiste una norma che nomini binari approvati.

Un articolo, il 22, comma 1, prevede un regolamento concordato con la Banca d’Italia per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione. La sua entrata in vigore non risulta confermata.

Pubblicità e bonus: cosa resta permesso

Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla Legge 96/2018, è in vigore. ADM lo richiama così: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, comprese le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. È una distinzione che conviene tenere ferma: «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e un bonus può esistere ed essere descritto nelle condizioni anche se non può essere reclamizzato. Non esiste un tetto di legge all’importo del bonus né ai requisiti di puntata, quindi ammontare, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore e da nient’altro. Chi confronta due offerte confronta due contratti, non due norme.

Lo scenario sanzionatorio è in movimento. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica al bilancio 2026 avanzata da Forza Italia per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non ha avuto esito noto: alla data di verifica il divieto è in vigore.

Criteri di valutazione: perché una tabella di cartellini è quasi sempre vuota

Il mercato dei cartellini ha un problema di trasparenza che non ha nulla a che vedere con la correttezza degli operatori. Il regolamento che spiega come si contano i punti non è una voce obbligatoria di nessun prospetto. Sta nelle pagine di aiuto, in mezzo a cento altri regolamenti, e chi non lo cerca non lo trova. Un confronto tra brand su questo mercato è, per costruzione, un confronto tra chi pubblica e chi non pubblica.

Il criterio per leggere i brand che seguono è quindi quello che si può verificare. Primo: cosa è scritto, nero su bianco, sul conteggio. Secondo: quali mercati dello stesso sport stanno intorno ai cartellini, perché un operatore che copre tiri in porta, rigori ed espulsioni ha una struttura di mercati più fine di uno che offre solo 1X2 e marcatori. Terzo, e questo è il criterio che pesa di più sul portafoglio: quanti vincoli porta con sé l’offerta di benvenuto, perché un bonus sportivo non è un regalo ma un contratto con requisiti di puntata, quote minime e scadenze.

Sul terzo criterio un paio di ordini di grandezza, dai contratti letti: un bonus cash del 100 % del primo deposito fino a 50 € con deposito minimo di 20 € richiede un giro di 3 volte il deposito, entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00, ed esclude sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Il wagering «basso» e le esclusioni sono due facce della stessa medaglia: il rigioco è breve perché il perimetro delle giocate ammesse è stretto.

Vale la pena farlo vedere con i numeri, perché è lì che l’offerta smette di sembrare generosa. Prendiamo il bonus cash di William Hill: 50 € di bonus erogati in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00. Se immaginiamo di liberare la prima tranche da 10 € con puntate da 10 € l’una su un mercato con margine del 5 %, il denaro movimentato per arrivare alle tranche successive si misura in centinaia di euro, e ogni passaggio lascia al mercato circa mezzo euro per ogni 10 € puntati. Su un percorso che vale diverse centinaia di euro di giocate complessive, il costo medio atteso di quel giro si aggira su qualche decina di euro. È una stima media su molte giocate nelle ipotesi dichiarate, non una previsione su una singola schedina: non dice chi vince, dice quanto costa provarci.

E il costo non è l’unica voce. Le tranche da 10 € con quota minima 5.00 escludono di fatto il modo più naturale di liberare un bonus: puntate piccole e prudenti su quote basse. L’operatore sta comprando volume e sta scegliendo che tipo di volume vuole. Con un bonus da 50 € su multiple da almeno 5 selezioni, il percorso prudente non esiste; esiste solo quello che passa da quote alte.

Le dieci piattaforme, una per una

Eurobet: SPID in registrazione e lo storico delle schedine

Eurobet è uno dei nomi che hanno fatto la storia del gioco a distanza italiano, e la sua app lo riflette: scommesse singole, multiple e sistemi, con le schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets. Non è una funzione spettacolare, è una funzione da giocatore abituale. Chi puntualizza sulle multiple sbaglia spesso lo storico, e ritrovarsele ordinate vale più di un’animazione.

La concessione è la n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. Il regolamento dei cartellini non è tra i documenti letti per questa pagina, quindi sul conteggio dei punti non c’è nulla da scrivere. Il modo per chiuderla: aprire il regolamento sportivo del proprio mercato prima di giocarlo, non dopo.

Il pubblico che ci si trova bene è quello che vuole una piattaforma generalista e prevedibile, senza sorprese di interfaccia e senza un’offerta promozionale aggressiva che cambia ogni mese.

William Hill: la scala dei punti pubblicata

Sui cartellini William Hill è l’unico dei dieci a mettere le carte in tavola. Scala a punti dichiarata, tetto per giocatore dichiarato, esclusioni dichiarate, gerarchia delle fonti di refertazione dichiarata. In un mercato dove la maggior parte degli operatori non pubblica nulla, questo è il fatto più rilevante che si possa scrivere su un brand: non che l’offerta sia migliore, ma che è verificabile a tavolino.

Sull’offerta di benvenuto il tono cambia. Il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Deposito minimo, finestra di sette giorni, tranche, numero di selezioni, quota minima: cinque condizioni in una riga. Il «100 %» nella comunicazione è la parte che sopravvive alla lettura, e non è quella che decide.

Il Player Builder aggiunge una possibilità concreta per chi vuole un cartellino dentro una costruzione più ampia: marcatore in qualsiasi momento, ammonizione e almeno un tiro nello specchio sulla stessa partita. Chi ha già in testa un giocatore che prende cartellini trova qui il modo di dirlo in una schedina sola.

Su questo mercato William Hill è il punto di riferimento, e non per la quota. È il punto di riferimento perché il suo regolamento è l’unico che permette al giocatore di controllare il risultato da solo, senza aprire un ticket di assistenza.

Lottomatica: live e streaming per seguire la partita

Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il live è il terreno dove una scommessa sui cartellini diventa un’altra cosa: prendere un mercato al 60′ su un giocatore diffidato è una decisione presa guardando la partita, non leggendo le probabili formazioni.

La concessione è la n. 16010, e la società che la detiene è Goldbet Better Organization Italy S.p.a. È il caso che spiega meglio di ogni altro perché la concessione sia per sito: la stessa compagine societaria compare su più righe dell’elenco ADM, una per dominio.

Sul regolamento dei cartellini Lottomatica non pubblica nulla di accessibile per questa pagina. Resta un profilo da giocatore live, con un palinsesto largo e la diretta come strumento principale.

Sisal: cash out, tiri in porta ed espulsioni

Sisal mette i cartellini dentro una struttura di mercati ampia: tiri in porta, rigori ed espulsioni. È la vicinanza tra questi mercati a contare. Un mercato sui cartellini accanto a un mercato sulle espulsioni significa un operatore che copre la disciplina di gara come categoria, non come voce isolata, e chi gioca i cartellini di solito gioca anche lì.

La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Su un mercato disciplinare il cash out vale una discussione a parte, perché il suo prezzo include il margine del mercato e la copertura del rischio dell’operatore: chiudere in anticipo non è neutralità, è un secondo prezzo pagato per l’incertezza rifiutata. Sulle selezioni composte la funzione si combina con la quota unica e con le regole dell’operatore.

Sul conteggio dei punti nei mercati sui cartellini Sisal non pubblica il dettaglio, nonostante i cartellini siano tra i mercati nominati. La concessione è la n. 16020, Sisal Italia S.p.a.

AdmiralBet: limiti di deposito con effetto immediato

AdmiralBet è l’operatore che questa pagina conosce meglio sul versante dei limiti, e la lettura del suo regolamento vale qualche riga. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sull’autoesclusione le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

La finestra dei sette giorni sull’aumento è il numero che conta davvero in quel paragrafo, e non è un dato di prodotto: è la risposta alla ricarica presa a caldo. Chi abbassa il limite di ricarica si sta comprando un margine di tempo che nessun pulsante annulla.

Sui mercati dei cartellini la sua documentazione consultata non dice nulla. Con la concessione n. 16048 intestata ad Admiral Bet S.r.l., AdmiralBet resta in questa pagina per quello che offre in termini di controllo del proprio conto, che è la parte su cui il lettore ha ancora piena sovranità.

Betsson: pre-match e live su migliaia di eventi

Betsson copre pre-match e live su migliaia di eventi con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È l’impostazione classica del bookmaker internazionale portata nel quadro italiano: tanta ampiezza, mercati da costruzione, e i cartellini che stanno dentro la logica della combo — se un mercato disciplinare diventa una gamba di un biglietto composto, il prezzo dipende dalla gamba più lunga e il margine di ogni passaggio si accumula.

La concessione è la n. 16027, Azzurri Limited. È una delle due righe che portano lo stesso concessionario su domini distinti in questa gamma, e ricordarlo aiuta a non trattare i due come due aziende separate.

Il regolamento sui punti cartellino non è tra i documenti letti per questa pagina.

Planetwin365: diretta streaming con palinsesto quotidiano

Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. La composizione di quel palinsesto dice molto sulla piattaforma: sport di nicchia, copertura quotidiana, volumi più bassi. Chi gioca lì cerca un evento che sta andando avanti adesso, non il grande calcio della domenica.

Sui cartellini la sua documentazione non dice nulla, e la concessione n. 16007 è intestata a Pwo S.p.a. Su questo mercato la piattaforma non ha nulla da offrire a chi cerca il dettaglio regolamentare; su un pomeriggio di tennis tavolo con il calendario pieno ha argomenti che altri non hanno.

Betfair: mercati combo e quote maggiorate

Betfair propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Le Supercombo sono l’esempio più chiaro di come si costruisce il prezzo su una selezione composta: la quota unica incorpora le correlazioni stimate dall’operatore, e la «quota maggiorata» della comunicazione è la sua stima, non una misura.

La concessione è la n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Nella sua documentazione sono riportate regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50; la quota è il prezzo di mercato e non una quota dell’operatore, con logica diversa da una schedina a quota fissa.

Chi cerca i cartellini in chiave tradizionale guardi altrove, ma la combinazione con i mercati combo è la parte in cui Betfair ha qualcosa da dire.

StarCasinò: sport accanto a slot e Live Casinò

StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione n. 16026 è la seconda intestata ad Azzurri Limited, la stessa società che detiene la n. 16027 di Betsson.

L’impianto è quello di un casinò con sportbook, e questo cambia il lettore tipo: chi arriva sul calcio lo trova dentro una piattaforma pensata per altro. Sui cartellini non c’è nulla di consultabile, e l’offerta di prodotto lo riflette.

NetWin: un giro di tre volte il deposito in sette giorni

NetWin è il caso in cui i requisiti del bonus sportivo sono scritti con una precisione che vale la pena riportare. Per sbloccare il bonus Sport-50 NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Un giro di 3 volte il deposito è un requisito basso nel confronto di mercato, e vale la pena dirlo perché è raro. Il problema è tutto nel perimetro: escludere live e scommesse con cash out attivo, insieme al minimo di 3 eventi per multiple, restringe le giocate ammesse proprio nei mercati che il giocatore medio preferisce. Il wagering contenuto e le esclusioni ampie si compensano, e il risultato è un’offerta che premia chi gioca pre-match multiple a quote medie e penalizza tutti gli altri.

La concessione è la n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Sui cartellini la sua documentazione non dice nulla.

Quanto costa provare a liberare un bonus

Il modo più onesto di leggere un’offerta di benvenuto è trasformarla in un costo medio atteso, e la formula è breve: si prende il volume di puntate richiesto dai requisiti e lo si moltiplica per il margine del mercato su cui si gioca. Il risultato è una stima media su molte giocate, non una previsione su una singola schedina — dice quanto costa provarci, non quanto si vince.

Prendiamo un caso con i numeri in chiaro: un bonus con un giro di 3 volte il deposito, su un mercato con margine intorno al 5 %. Un deposito da 50 € con quel requisito genera 150 € di puntate necessarie, e su quelle 150 € il costo medio atteso si aggira sui 7,50 €. È la cifra che il requisito fa sparire in media, prima di qualunque ragionamento sulla quota minima.

Il costo, però, non è il vincolo più severo. Conta di più il numero di puntate in cui quei 150 € si spezzano, perché in ogni puntata il margine si ripete. Se il taglio è da 5 €, servono circa 30 puntate per completare il giro; se il taglio sale a 25 €, ne bastano 6. Trenta passaggi da mezzo euro di costo medio lasciano sul terreno più di quanto faccia mezzo giro, e il conto è questo: più le puntate sono piccole, più l’offerta costa, a parità di requisito. Su un mercato dai margini larghi come i cartellini, che un requisito di quota minima esclude o include a seconda dell’operatore, la differenza tra un taglio grande e uno piccolo pesa più della differenza tra un giro da 3 volte e uno da 5.

Da qui l’unico consiglio che questa pagina si sente di dare su un bonus: prima di depositare, cercare nei requisiti la quota minima, il numero di eventi per multipla, l’esclusione o meno del live e la scadenza in giorni. Se una di queste voci manca, cercarla di nuovo, perché di solito c’è e sta in fondo.

Domande frequenti sui cartellini

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il dominio del sito. Accanto figura il numero di concessione e la ragione sociale, che spesso non coincide con il marchio. La concessione è per sito, non per azienda, e l’elenco non ha una colonna dei giochi: la presenza nel registro non dimostra da sola che quel dominio offra scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Con 10 € a 1,90, il ritorno è 19 €, di cui 9 € di profitto netto. Nelle multiple le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico, e il margine di ogni gamba si somma nel risultato finale.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato e si inverte la somma: quello è il payout, la parte di ogni unità puntata che il mercato restituisce complessivamente. Il margine è il resto. Su un mercato illustrativo a due esiti quotati 1,90 e 1,90 il payout si colloca intorno al 95 % e il margine sul 5 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie i limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e il concessionario fissa limiti sugli importi depositati in un periodo secondo protocolli approvati da ADM. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato aspetta sette giorni.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM arrivano nette e non si dichiarano, perché l’imposta è a carico del concessionario. Su un sito estero il trattamento cambia: secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate le vincite online sono redditi diversi da dichiarare sull’intero importo. Non è consulenza fiscale: serve un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, quindi chi si autoesclude lì non è protetto. È soggetto al blocco DNS e ADM richiama l’articolo 4 della Legge 401/1989, che prevede ammenda e arresto fino a tre mesi anche per il partecipante. In più le vincite passano dal regime dei redditi diversi.

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